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Namaste PDF Stampa
Yoga - Basi
Venerdì 08 Maggio 2009 23:38

<Namaste!> E’ il saluto che i tanti neofiti della disciplina si sono sentiti rivolgere entrando per la prima volta in una scuola yoga. Questa strana parola significa "riconosco e rispetto lo Spirito in te”. Un saluto, che unito ad uno sguardo così pulito come quello di un bambino e ad un sorriso tanto luminoso da entrarti dentro, ti attira magneticamente e misteriosamente a sé, senza il tempo di riuscire a trovarne la ragione. E’ da allora che incomincia il viaggio…
L’universo yoga prende forma da un incontro speciale, unico, che ci fa sentire che questo corso di yoga è ciò che stavamo cercando e che il Maestro, finalmente è quello giusto.
Non sempre si è tanto fortunati (o in termini yogici il nostro Karma è così buono) da trovare un vero maestro, colui che unisce alla conoscenza ed esperienza una particolare energia capace di condurre l’allievo verso il sentiero interiore; molto spesso a instradarci sulla via dello yoga è un  insegnante preparato che dona con affetto preziose indicazioni, che ci aiutano a stare bene. Quasi tutte le scuole, riconoscono l’importanza di questo legame e offrono una lezione prova, gratuita perché l’allievo possa sentire se c’è una sorta di feeling con l’insegnante.
Un maestro è molto diverso da un personal trainer tatuato e muscoloso che spopola nei moderni templi del fitness …Un maestro sembra essere sopra una nuvola bianca, mentre è al terzo piano di palazzo nel cuore della capitale. Emana invisibili onde di serenità, il suo corpo è agile e snello, il suo cuore pulsa all’unisono con quello del cosmo.
E ora che abbiamo trovato il maestro (si dice che ogni allievo trova il maestro di cui ha bisogno) non ci resta che iniziare la lezione…
Un respiro ad occhi chiusi, sdraiati sul tappetino, il maestro che intona il mantra (vibrazioni benefiche, preghiere piene di energia) e magicamente i pensieri si diramano, il tuo tempo  rallenta. La città, i rumori, la riunione di domani, tutto  sfuma dolcemente. Ci sentiamo lontani anni luce dal nostro caos quotidiano. Arriva il silenzio: il primo passo per un viaggio, che ci porta lontano, senza nemmeno alzarci dal tappetino.
Con lo yoga si impara a prendere contatto con un invisibile spazio interiore, la meta più difficile e sconosciuta, quella che non si trova nei pacchetti low cost delle agenzie e non è segnata in nessuna mappa turistica o carta stradale.
Ma niente paura!! Il nostro maestro, come un rassicurante satellitare da auto, che tiene a bada le nostre ansie in una terra straniera, ci indica il sentiero. In India questi personaggi sono chiamati Guru “ colui che conduce dal buio alla luce”, in pratica un infaticabile distributore di positività e saggezza in un mondo in crisi. Egli non da soluzioni, lascia che sia l’allievo a imparare.
Ma tra una posizione e l’altra (asana, forme del corpo esercizi fisici armonizzati con il respiro e la concentrazione), una visualizzazione e una rigenerante respirazione…la lezione è finita.. e si ritorna a casa.
La nostra maglietta non ha l’odore acre del sudore di 60 minuti di spinning e nella mente non c’è quel seducente pensiero di fermarsi alla pasticceria dietro l’angolo per ritemprarsi con un ottimo bavarese ai mirtilli.
Il corpo è rivitalizzato, non sento tensione, il prana (l’energia vitale che scorre nel corpo) si è riequilibrato, la mente è serena, una strana sensazione di pace mi attraversa i pensieri. La città sembra più bella e i volti delle persone diversi. Mi sento in armonia con l’universo, perché ho viaggiato, ho navigato, ho volato in un mondo inesplorato chiamato Sè ....E allora cosa aspetti...mettiti in viaggio con lo yoga. Namaste!
                  
 
BARBARA AMELIO
 
Yoga e Gruppo. L’energia collettiva che crea la salute. PDF Stampa
Yoga - Basi
Sabato 05 Febbraio 2011 23:07

 

“Il gruppo è qualcosa di più della somma delle parti” K. Lewin .
La nota frase dello psicologo tedesco illustra eloquentemente una misteriosa energia, una forza magnetica che si sprigiona nel gruppo. In ambito clinico, infatti si conoscono da tempo, gli effetti terapeutici dei gruppi: risonanza, rispecchiamento, identificazione. Il gruppo è percepito a livello simbolico quale dilatato grembo sociale, che ascolta sostiene e con la sua presenza energetica cura l’anima dei partecipanti. I gruppi di auto aiuto o self help si basano esattamente su tali meccanismi, spingono verso la costruzioni di reti sociali, che aiutano le persone a non sprofondare nel vuoto baratro dell’isolamento e dell’esclusione. Il gruppo è ovunque riconosciuto quale fattore di cambiamento. Ecco perché anche lo yoga si serve del setting  gruppale, affinché si possa realizzare  l’esperienza dell’unione e del progresso. Le classi di yoga sono costituite da persone, talvolta molto diverse tra loro,ma accomunate da un profondo e spesso inconsapevole desiderio, quello di evolvere, liberare l’anima da dolorose identificazioni e attaccamenti. Ciò che rende vicine tante diversità è la comune identità di anime in ascesa.

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