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I pricipali problemi psico-fisici che si possono combattere con lo yoga PDF Stampa
Yoga - Basi
Dal mal di schiena all'ansia, dall'insonnia all’artrite, la cura senza farmaci ha sempre lo stesso nome: yoga.
E ora anche molti medici italiani ne sono convinti. Negli ultimi 30 anni, del resto, quasi mille studi sono stati concordi nell'affermare che le tipiche posizioni della disciplina indù (asana) e la meditazione aumentano l'efficienza del sistema cardiovascolare, rallentano e rendono più profonda la respirazione, abbassano la pressione, riducono ansia e depressione, migliorano la digestione e rafforzano le articolazioni.
«Non si tratta di magia», avverte il docente di medicina interna dell'Università di Pavia Luciano Bernardi. «La pratica dev'essere costante e consapevole. Al di là degli aspetti spirituali, nei quali ognuno può "trovare o meno la propria realizzazione, lo yoga va fatto con convinzione, altrimenti si perde soltanto tempo».
Oggi gli adepti sono qualcosa come 100 milioni in tutto il mondo e annoverano persone di ogni sesso, età e classe sociale: dai divi di Hollywood come Naomi Watts, Nicolas Cage e Gwyneth Paltrow, agli uomini d'affari stressati, dalle casalinghe alle prese con la gestione familiare agli sportivi che cercano di migliorare le prestazioni.
Ecco, in ordine alfabetico, i principali problemi che si possono combattere con lo yoga.
ANSIA E ATTACCHI DI PANICO
Quando si è ansiosi, stressati, e a maggior ragione se si è preda di un attacco di panico (un disturbo che si manifesta con sintomi come terrore quasi paralizzante, aumento del battito cardiaco, tremore e soffocamento), il respiro si fa rapido e sconnesso e in certi casi arriva addirittura a interrompersi.
«La pratica dello yoga e in special modo la meditazione unita a inspirazioni ed espirazioni lente e consapevoli, va a rallentare l'eccitabilità della sostanza reticolare, la parte del cervello che regola la circolazione sanguigna, la respirazione, il ritmo di sonno-veglia», dice il neurochirurgo funzionale Sergio Canavero, direttore del Gruppo avanzato di neuromodulazione di Torino. «Questo rallentamento (che si apprezza notando l'aumento di onde cerebrali di tipo Alfa e Theta con l'elettroencefalogramma), per una reazione a catena, fa inserire le marce basse a tutto il sistema nervoso aiutando a ritrovare la calma».
Prove scientifiche: Ricerche portate avanti dalle università americane di Penn State e di Duke e uno studio pubblicato nel dicembre 2004 sul Journal of alternative and complementary medicine, dimostrano come ansia e attacchi di panico diminuiscano nelle persone che praticano yoga con continuità.

ARTRITE
L'artrite è un'infiammazione articolare di cui esistono oltre cento tipologie. La pratica delle asana può aiutare a ridurre i sintomi, favorendo una giusta postura, e nel caso sia già conclamata, mantiene attive articolazioni che altrimenti tenderebbero all'immobilità.
Prove scientifiche: Nel 1994 uno studio apparso sulla rivista Rheumatology, pubblicato dall'Associazione britannica per la reumatologia, ha dimostrato come la pratica dello yoga aiuti a risolvere problemi di rigidità articolare e possa dunque rallentare nel lungo periodo l'insorgere di artriti.

INSONNIA
Dato che l'insonnia è spesso parente stretta dell'ansia, grazie alla pratica dello yoga è possibile seguire dei percorsi di selezione dei pensieri per giungere a una fase di rilassamento che aiuti l'organismo a mettersi in stand-by e, di conseguenza, a raggiungere più facilmente il sonno. «Inoltre, tramite tecniche yogiche di allungamento e stiramento, è possibile regolarizzare il tono muscolare e favorire, anche in questo modo, il senso di rilassamento», spiega Fulvio Palombini ,docente di fisioterapia all'Università La Sapienza di Roma.
Prove Scientifiche: Uno studio condotto presso la facoltà di medicina dell'ateneo di Harvard (Usa) ha dimostrato come, tramite esercizi yoga, 40 persone che soffrivano di insonnia abbiano aumentato il riposo notturno in media di trenta minuti per notte e diminuito in media di 15 minuti il tempo necessario ad addormentarsi.
A corroborare la tesi che lo yoga possa favorire il sonno anche nei casi di dolori cronici, infine, una ricerca realizzata dall'MD Andersen Cancer Center di Houston (Usa) ha dimostrato che, tramite lo yoga, possono avere un sollievo anche i pazienti che soffrono d'insonnia legata a patologie tumorali.

IPERTENSIONE
Asana quando si soffre di ipertensione. «Il respiro yogico ha effetti importanti sul sistema neurovegetativo, per la precisione abbassa il tono simpatico e aumenta quello parasimpatico o vagale», spiega Bernardi. «Dato che il primo tende a far aumentare la frequenza del respiro e il battito cardiaco, mentre il secondo ha effetti opposti, il risultato è un riequilibrio favorevole all'abbassamento della pressione».
Prove scientifiche:  Che lo yoga sia efficace contro l'ipertensione è noto almeno dal 1975, anno in cui lo dimostrò una ricerca (sia pure su un piccolo numero di pazienti) pubblicata dalla prestigiosa rivista The Lancet. Lo studio appurò come in 20 pazienti sottoposti a tre mesi di pratiche yogiche la pressione sistolica fosse diminuita in media di 29 punti e quella diastolica di 15.

MALATTIE CARDIACHE
«Chi soffre di scompenso cardiaco presenta, a volte, anche alterazioni del sistema neurovegetativo caratterizzate da un aumento del tono simpatico a scapito di quello parasimpatico», spiega Bernardi. In questi casi (da valutare insieme al proprio medico) lo yoga può aiutare.
Oltre all'effetto biologico, ce n'è anche uno psicologico. «Alcuni ormoni che il nostro corpo produce quando siamo stressati favoriscono l'accumulo di colesterolo nel sangue e di conseguenza il rischio di infarto», continua Bernardi. «Per questo motivo si può dire che lo yoga, smorzando rabbia e preoccupazione attraverso il rilassamento consapevole, aiuta a prevenire i malanni del cuore».
Prove Scientifiche: Nel 1998, uno studio pubblicato da The Lancet dimostrava come un gruppo di pazienti affetti da insufficienza cardiaca in soli sei mesi avesse aumentato, praticando le tecniche yoga, la capacità respiratoria e con essa quella di compiere sforzi. Nel 2004, la rivista Perfusion, specializzata in patologie cardiache, ha pubblicato un'indagine che provava come lo yoga avesse fatto regredire lo stato di rischio in pazienti con malattie cardiovascolari già conclamate.

MAL DI SCHIENA
«Le asana alleviano il mal di schiena andando a migliorare la postura di base e la mobilità articolare», dice Palombini. «Mentre le fasi di meditazione, con la loro azione distensiva, eliminano contrazioni muscolari che possono essere fonti di infiammazione alla colonna».
La respirazione, poi, permette di ossigenare bene i muscoli, rendendoli meno soggetti ad acciacchi che spesso si riverberano sulla postura e di conseguenza sulla schiena.
«Infine, la corretta circolazione stimolata dalle asana e dalla respirazione yoga riduce la presenza di molecole infiammatorie nel sangue che possono dare origine a dolori localizzati», conclude Palombini.
Prove scientifiche: I ricercatori della West Virginia University School of Medicine hanno appurato come una terapia a base di 16 lezioni settimanali di yoga su 42 pazienti affetti da lombalgia cronica abbia determinato una diminuzione del dolore nel 64% dei casi, una riduzione dell'incapacità funzionale nel 77% e un aumento della capacità di tenere il dolore sotto controllo nel 25%. Tra i pazienti che prima della terapia a base di yoga assumevano antidolorifici, l'88% ha smesso di usarli.

Brani dell’articolo di Massimo Valtz Gris pubblicato sulla Rivista OK Salute