| Le basi dello Yoga |
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| Yoga - Basi | |||
| Martedì 08 Luglio 2008 17:40 | |||
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Lo Yoga, definito di origene divina nella BHAGAVADGITA, comprende una serie di tecniche fisiche, mentali e spirituali praticate, naturalmente con modalità diverse, in tutto l'Estremo Oriente : dall'India ( in cui è nato e di cui costituisce una dimensione specifica della spiritualità ) al Giappone passando per la Cina , dalla Mongolia al Tibet, etc. -Hata-Yoga: relativo soprattutto all'armonia e al benessere fisico (essenzialmente disciplina fisica). -Karma-Yoga: relativo soprattutto alla retta azione. -Bhakti-Yoga: relativo soprattutto all'amore cosmico. -Jnana-Yoga relativo soprattutto al ragionamento ed alla filosofia. -Kundalini Yoga che si differenzia dagli altri per la sua completezza: si tratta di una disciplina che si basa su una sintesi equilibrata di tecniche prettamente fisiche, tecniche di controllo del respiro, uso di mantra ( ripetizione di particolari fonemi in lingua sanscrita), meditazioni e rilassamenti.
Gli aforismi ( Sutra ) del mistico Patanjali, che dovrebbero essere stati redatti tra il V ed il II secolo a.C. esprimono lo Yoga classico e costituiscono la prima opera organica relativa a questa disciplina che è stata definita anche una scienza. Patanjali non è il creatore di questa scienza-disciplina. Egli non ha fatto altro che pubblicare le informazioni inerenti le tradizioni dottrinarie e le tecniche dello Yoga, già praticate dagli asceti fin da secoli prima. Il suo documento si compone di quattro capitoli rispettivamente suddivisi in 51, 55, 56, 34 aforismi. -Il primo capitolo definisce lo Yoga, prende in esame gli ostacoli dovuti alle fluttuazioni della mente e indica come superarli. -Il secondo capitolo definisce le affezioni che disturbano l'equilibrio spirituale e indica come dissolvere le impurità attraverso l'autodisciplina. -Il terzo capitolo tratta della capacità che si possono acquisire attraverso la pratica dello Yoga, considerando che la posta in gioco non è il potere, ma, esattamente l'opposto, la conquista dell'indifferenza nei suoi confronti. L'ultimo capitolo descrive la natura della liberazione e l'accesso agli stati più elevati dell'esistenza e si conclude con: -La completa liberazione avviene quando lo yogi ha superato il bisogno di definire gli obbiettivi e ha trasceso le qualità della natura. Allora, la consapevolezza si esprime in tutta la sua purezza.- L'aforisma fa capire che per seguire le regole Yoga bisogna accedere alla conoscenza della cultura orientale, in particolare alla spiritualità indiana attraverso lo studio dei diversi fenomeni religiosi, in particolare l'induismo e il buddismo ( anche se con modalità diverse ) con gli aspetti inerenti reincarnazione, nirvana, etc. Questo permetterà la ‘comprensione' dei sutra e l'adeguamento caratteriale oltre che comportamentale. Questo consentirà il distacco dai ‘valori' costituiti dai cosiddetti ‘status symbol' e l'acquisizione di atteggiamenti più adeguati a raggiungere la conoscenza di noi stessi e ad avvicinarsi all'Assoluto. Quindi lo Yoga-Sutra può costituire una vera e propria guida spirituale nel momento in cui non si ci riconosce nei valori della società consumistica, nella quale si tende a guardare solo agli altri ( dal punto di vista materiale ) anziché alla propria elevazione spirituale. Uno dei più grandi studiosi di Yoga e dei più validi docenti e scrittori di Storia delle Religioni, Mircea Eliade afferma che: secondo Patanjali la tecnica yoga implica parecchie categorie di pratiche fisiologiche e di esercizi spirituali (chiamati anga ‘membra') che bisogna imparare se si vuole ottenere l'ekagrata (la concentrazione su un solo punto -NdR) e, al limite, la concentrazione suprema, samadhi. Queste ‘membra' dello Yoga possono essere considerate sia come un gruppo di tecniche, sia come tappe dell'itinerario ascetico spirituale il cui termine ultimo è la liberazione definitiva. Esse sono: 1° i raffrenamenti (yama) ovvero: -Non causare dolore ad alcuna creatura, mai, con alcun mezzo. 2° le discipline (niyama) ovvero: -Nettezza fisica interna ed esterna e dello spirito. 3° gli atteggiamenti e le posizioni del corpo (asana) 4° il ritmo della respirazione (pranayama) 5° l'emancipazione dell'attività sensoriale dall'influsso degli oggetti esterni( pratyahara ) 6° la concentrazione (dharana) 7° la meditazione yoga (dhyana) 8° la concentrazione suprema (samadhi) Lo Yoga, per alcuni aspetti, è stato avvicinato alla psicanalisi del mondo occidentale e non a caso perché è nel nostro intimo è all'interno di noi stessi che bisogna fare opera di esplorazione e di ricerca della nostra anima. Forse lo Yoga, ci si consenta, è più completo perchè fa proprio il principio di: -Mens sana in corpore sano-. Le cosiddette ‘asana' e gli esercizi respiratori (pranayama) rappresentano un beneficio notevole per la mente e per il corpo e preparano la fase successiva quella della concentrazione, della meditazione che potrebbe consentirci di toccare il nostro Io e di avvicinarci all'Assoluto. Si cita Mircea Elide: - A differenza della psicanalisi, lo Yoga ritiene che il subcosciente possa essere dominato dall'ascesi e addirittura conquistato, mediante la tecnica di unificazione degli stati di coscienza di cui parleremo in seguito (nel paragrafo meditazione - NdR). L'esperienza psicologica e parapsicologica dell'Oriente in generale e dello Yoga in particolare è incontestabilmente più vasta e più organizzata dell'esperienza in base alla quale sono state costruite le teorie occidentali sulla struttura della psiche; è dunque probabile che anche su questo punto lo Yoga abbia ragione e che il subcosciente, per quanto paradossale possa sembrare, possa essere conosciuto, padroneggiato e conquistato-. Si tenga presente che personalmente ho combattuto crisi d'ansia leggere, ma ricorrenti senza ricorrere a guru o yogi effettuando soltanto alcune asana (posture), che verranno richiamate e ricorrendo al pranayama ( tecniche respiratorie). Fra l'altro queste semplici tecniche, effettuate in tarda serata, procurano un rilassamento psico-fisico che permette di combattere anche l'insonnia, perché quest'ultima è in genere associata all'ansia. Ovviamente per diventare un vero yogi è necessario un maestro (guru), ma questo è qualcosa che può essere fatta in una fase successiva dopo essersi confrontati con sé stessi, e dopo aver recepito le prime sensazioni di benessere psico-fisico tramite le asana ed il pranayama. Il fatto che lo Yoga attribuisca una importanza notevolissima alla conoscenza ed alla cultura inducono Mircea Eliade a riportare che : -La miseria della vita umana non e' dovuta a una punizione divina ne' ad un peccato originale, ma esclusivamente all'ignoranza- . Ed infatti Patanjali nel capitolo 2° , aforisma 5° ( II,5) del suo Yoga-Sutra sentenzia: L'ignoranza consiste nel confondere ciò che è permanente con ciò che è transitorio; ciò che è puro con ciò che è impuro; la gioia con il dolore e il sé con l'altro da sé. Per cui non ci rimane che passare alla lettura degli articoli successivi e, nel caso si vogliano approfondire le tecniche richiamate, dedicarci allo studio dei testi citati nella bibliografia. Antonio ALBINO
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Lo Yoga è stato definito come un sistema di tecniche psico-fisico-spirituali per realizzare la conoscenza-identificazione con l'Ultima Realtà-Verità (L'Assoluto).