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Le tecniche respiratorie (Pranayama) PDF Stampa
Yoga - Basi
Il termine sanscrito Pranayama significa: – controllo (ayama ) del respiro (prana )-. Patanjali (Sutra II, 49) afferma che: - esso è costituito dalla regolazione del flusso dell'espirazione e dell'inspirazione unito a pratiche di ritenzione - .

La respirazione come tutti sappiamo accelera autonomamente il ritmo in presenza di stati fortemente emotivi ( ansia, eccitazione nervosa, ira, etc ) pertanto il controllo del ritmo respiratorio, se fatto con metodi opportuni, aiuta a prevenire e/o a rimuovere tali stati, stabilizzando il sistema cardio-circolatorio. Questo legame che unisce il ritmo della respirazione agli stati di coscienza, fu notato dagli yogi fin da tempi lontanissimi e permise loro ad esempio di simulare lo stato relativo al sonno ( con sogni e senza) e quindi di avvicinarsi in maniera lucida al subcosciente.
Prana oltre che respiro significa anche energia vitale e, secondo la cultura induista, l'aria è il deposito naturale di questa energia; pertanto a parte le altre buone regole per vivere in salute come essenzialmente alimentarsi correttamente e moderatamente e fare esercizio fisico ( magari attraverso le asana che conosciamo ) occorre anche che si impari a respirare in maniera appropriata; questo senza poter arrivare, in assenza di allenamento e di assistenza da parte di un guru, al controllo degli stati di coscienza. In maniera appropriata dicevo perché, probabilmente a causa del ritmo di vita, nel mondo occidentale generalmente si trattiene troppo poco l'aria nei polmoni e quindi non si permette una perfetta ossigenazione dei tessuti e degli organi a cominciare dal cervello.
Mircea Elide afferma che il pranayama è: - un'attenzione volta alla vita organica, una conoscenza mediante l'atto, un entrare calmo e lucido nell'essenza stessa della vita -; questo fa sì da predisporre lo yogi alla concentrazione e quindi alla meditazione. Esso consiste nella temporizzazione ciclica delle fasi di espirazione, ritenzione ed inspirazione, che devono durare un tempo uguale e via via sempre maggiore. Naturalmente il pranayama, anche effettuato da yogi alle prime armi, deve produrre un senso di benessere ed essere accompagnato da lucidità mentale, e quindi i tempi di esecuzione vanno aumentati gradatamente e molto lentamente. E' consigliabile nelle fasi iniziali di assumere la posizione della meditazione e nell'inspirazione di curare il completo svuotamento dei polmoni. Esiste naturalmente un limite psico-fisico al tempo impiegato che è bene accertare dopo una fase transitoria che può durare anche settimane. Vanno inoltre evitate respirazioni incontrollate e troppo violente. E' bene ricordare che lo Yoga bandisce tutte le forme non solo di violenza al proprio fisico ma anche di sforzo prolungato.
Antonio ALBINO