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Le cause dell'aumento del peso corporeo PDF Stampa
Benessere - Salute

Il cibo è la ‘consolazione’ più facile  a portata di mano. Specialmente oggi che bar e fast food, panetterie e pasticcerie si moltiplicano sui marciapiedi delle città. Così è facile cadere nella trappola e concedersi uno sfizio dietro l’altro per placare noia, ansia, frustrazione, mancanza di affetto….

In realtà dietro tutto ciò nascondiamo la nostra incapacità di godere della vita, di ciò  che abbiamo e siamo. E quando il piacere è relegato in un angolo, ne scontiamo la mancanza con le abbuffate. La gratificazione non si può eliminare, è anche una questione ‘chimica’ : quando il livello di benessere diminuisce, il cervello invia l’ordine di compensare. Quando invece siamo soddisfatti, coinvolti, eccitati e felici, capita persino che ci dimentichiamo di mangiare.

Il piacere non deve abbandonare la nostra vita e neppure deve essere messo sullo sfondo della nostra realtà quotidiana. Una recente ricerca ha messo in luce che le persone che nella loro vita lasciano spazio al piacere, non solo vivono più a lungo e si ammalano di meno, ma non ingrassano e se lo fanno ritornano velocemente al loro peso forma se si concentrano nuovamente  su ciò che dà loro un vero piacere. Invece le persone che hanno un eccessivo senso del dovere, che si criticano continuamente, non solo rischiano depressione e malattie psicosomatiche, ma ingrassano in maniera considerevole.

Il piacere non è soltanto una sensazione del nostro mondo interiore: è molto di più. Ogni volta che entriamo nella dimensione del piacere, il cervello emette sostanze che ci danno appagamento e che modificano la chimica di tutto l’organismo. E’ questo che fa dire a un vecchio proverbio che ‘Il grasso è amore andato a male’. Il piacere che non abbiamo vissuto, quindi,  diventa obesità. E il piacere non significa soltanto eros: vuol dire essere innamorati della vita, essere creativi, avere interessi, ridere, giocare.

 

Brano tratto dal testo di Raffaele Morelli : ‘ Dimagrire senza dieta’

 
Il fuoriclasse PDF Stampa
Benessere - Buonumore

 

Primo giorno di scuola in un istituto americano; la maestra presenta alla scolaresca un nuovo compagno arrivato negli U.S.A. da pochi giorni: Sakiro Suzuki, figlio di un alto dirigente della Sony.

Inizia la lezione e la maestra dice alla classe: “ Adesso facciamo una prova di cultura generale; vediamo se conoscete bene la storia americana :

 

Chi disse - Datemi la libertà o datemi la morte? – “

La classe tace, ma Suzuki alza la mano.

“ Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo ai tuoi compagni!”

“ Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia”

“Molto bene, bravo Suzuki!...

 

E chi disse – Il governo è del popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla-?”

Di nuovo Suzuki in piedi: “Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!”

La maestra, stupita, si rivolge allora alla classe: “Ragazzi, vergognatevi! Suzuki è giapponese; è appena arrivato nel nostro Paese e ne conosce meglio la storia di voi che ci siete nati!”

Si sente una voce bassa bassa: “Vaffanculo a ‘sti bastardi giapponesi!!!”

 

“Chi l’ ha detto?” chiede indispettita la maestra.

Suzuki alza la mano e, senza attendere, risponde: “Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit.”

La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire: “Mi viene da vomitare!”

 

“Voglio sapere chi ha detto questo!!” urla la maestra.

Suzuki risponde al volo: “George Bush Senior rivolgendosi al Primo Ministro giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokio nel 1991.”

Uno dei ragazzi allora esclama incazzato: “Succhiamelo!”

 

“Adesso basta! Chi è stato a dire questo?” urla inviperita la maestra.

Suzuki risponde imperterrito: “Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.”

Un altro ragazzo arrabbiato urla: “Suzuki del cazzo!”

E Suzuki: “Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al gran premio del Sudafrica nel febbraio 2005.”

La classe esplode in urla di isteria e la maestra sviene.

 

Si spalanca la porta ed entra il preside: “Cazzo, non ho mai visto un casino simile!”

Suzuki risponde prontamente: “Silvio Berlusconi, luglio 2008, nella sua villa Certosa in Sardegna!”

 
India mon amour : verso un menù meticcio che dona salute al corpo e all’anima. PDF Stampa
Benessere - Salute

Chi pensava che la magia indiana si fosse inesorabilmente arrestata nei confini se pur “elastici” ed “eterei” della disciplina Yoga ha senz’ombra di dubbio: sbagliato previsione. Nessun pit stop per l’ Indian style, che imperversa ormai in ogni dove: libri, cinema, beauty, relax, music e soprattutto cucina. Una conversione di massa sta creando una nuova cultura, che attraversa i continenti e costruisce un rapporto innovativo con il cibo. Esso  da sapore diventa sapere, dunque conoscenza, luogo di incontro di 2 mondi. Gli effetti macro e micro della globalizzazione si avvertono anche sulla tavola degli italiani, lo attestano le contaminazioni indù di tante ricette nostrane , dai menù dei ristoranti alle nuove mode in tv. Regine di questa rivoluzione del fusion sono le spezie, che danno personalità e sostanza ad ogni pietanza. I colori, i sapori e gli aromi di un piatto indiano conducono istantaneamente al Nirvana. L’approccio con questa straordinaria cucina  apre letteralmente ad un altro universo, provare per credere! Il banco delle spezie diventa una tavolozza sensoriale, che potenzia la consapevolezza di ciascuno dei sensi dalla vista all’odorato. Ma forse quello che ancora non vi è stato svelato è il loro benefico effetto sul benessere. Ecco i principali ingredienti più amati dai salutisti e buon gustai dell’intero globo : curcuma , zenzero e ghee..  Prendete nota se siete tra i pochi ancora non posseduti da questa estasiante mania  per la cucina orientale.

 

Curcuma

In India è utilizzato da 6000 anni come medicina cosmetico, spezia e colorante usato per tingere le tuniche dei monaci buddisti. È un simbolo di prosperità e un mezzo di purificazione per tutto il corpo. Da sempre è un prodotto anti età e rimedio anti-invecchiamento La medicina ayurvedica le attribuisce proprietà antibatteriche, antinfiammatorie( contrasta artriti, artrosi,dolori mestruali e post traumatici) antispastiche, molte delle quali confermate anche dalla scienza moderna. L’aspetto più importante e poco conosciuto è legato alle proprietà antitumorali, la curcuma infatti evita che i fattori cancerogeni possano tradursi in tumore. È utilizzato anche nei farmaci poiché può rigenerare i neutroni dopo l’ictus. Essa modula la risposta biologica, attivando il sistema immunitario ed aumentando il numero degli anticorpi circolanti. Si presenta sottoforma di polvere gialla, reperibile nell’area dedicata alle spezie di molti negozi biologici o nei negozi di alimentare orientale. Per uso preventivo e salutistico, va integrata nella dieta bastano 1-2 cucchiaini al giorno, si può aggiungere a fine cottura su zuppe o risotti, mettere nello yogurt o fare una salsa…Via libera ad audaci sperimentazioni!!

Ghee o burro chiarificato

Può essere comprato nei negozi biologici o può essere preparato in casa: ecco come fare. Si ottiene dal burro portandolo a lenta cottura fino a quando nella bollitura le parti solide si separano da quelle liquide. La cottura va continuata schiumando man mano tutta la parte che sale in superficie lasciando depositare sul fondo tutta la parte solida. Solo allora va filtrato per evitare che le impurità si mescolino al burro puro. Non contenendo le proteine del latte, può  essere assunto da chi è intollerante al lattosio I benefici sono innumerevoli è considerato un ringiovanente  oltre che un rimedio universale. Secondo l’Ayurveda il Ghee più potente è quello invecchiato. È considerato “vecchio” dopo almeno un anno, ma ce se non alcuni che hanno 10 e più anni e addirittura pare che in India qualcuno custodisca gelosamente dei Ghee centenari. Il Ghee aumenta il fuoco digestivo (Agni), che è un elemento fondamentale per guarire e mantenere la salute. È un  nutriente  indicato soprattutto negli stati di debilitazione,  consunzione e convalescenza. Facilita la digestione, l’assorbimento e l’assimilazione del cibo. Nutre il midollo, l’apparato riproduttore. Rafforza il cervello e il sistema nervoso ed è considerato un Rasayana (sostanza che allunga la vita) proprio perché agisce sul tessuto nervoso (Dhatu Majja) nutrendolo. Migliora l’intelligenza, la comprensione, la memoria, il potere della vista e anche la voce. Rafforza il fegato e i reni. È il miglior tipo di grasso per il corpo e in assoluto è il migliore per il fegato. Sana le ulcere gastrointestinali ed è indicato nelle coliti. Allevia la febbre cronica, i disordini del sangue ed è utile per la disintossicazione.  Lubrifica il connettivo e rende il corpo più flessibile. Esternamente è nutriente per la pelle e facilita la guarigione delle ferite. È lenitivo per gli occhi.

Zenzero

È per la cucina orientale ciò che l’aglio rappresenta per la cucina italiana. Sicuramente è la pianta più conosciuta, si tratta di un rizoma ossia una radice. È uno stimolante e carminativo, aiuta ad espellere gas intestinali e ad alleviare crampi e coliche. Può essere usato fresco o in polvere. Il tè di zenzero è raccomandato in caso di tosse, mal di gola e raffreddore. Inoltre allevia il mal d’auto, d’aereo o di mare. L’India il continente dello Spirito, come racconta nel suo ultimo libro Dominique Lapierre(India mon Amour) continua a stupirci e a guarire ferite interiori e fisiche.

“Mangiare bene diventa un altro modo, in cui manifestiamo l’amore per noi stessi, una maggiore connessione con la nostra anima” (Maureen Whitehouse)

 
Innaffia il tuo cervello come una pianta PDF Stampa
Benessere - Salute

Una ricerca ha appena dimostrato che la materia grigia ha bisogno di acqua per funzionare bene. Basta bere una sorsata e migliorano le capacità di prendere decisioni, di orientarsi e di organizzare la giornata. Lo sapete che se non bevete vi rimbambite? Una ricerca del King's College di Londra ha appena dimostrato che la materia grigia ha bisogno di essere abbeverata per funzionare bene. Se siete disidratati, si affloscia come una pianta che non è stata innaffiata: avete difficoltà a orientarvi, a organizzare la giornata, a prendere decisioni, perfino a fare lavoretti manuali. Una sorsata, invece, potenzia le capacità cognitive. Dunque, brindate alla vostra intelligenza. Con l'acqua.
All'Istituto di psichiatria dell'Università londinese sono arrivati a queste conclusioni fotografando il cervello a corto di bevande. Due studiosi, Matthew Kempton e Ulrich Ettinger, hanno fatto pedalare dieci volontari in età adolescenziale per un'ora e mezzo: una bella sudata non compensata da una bella bevuta. Dopo lo sforzo fisico, hanno osservato che cosa era successo ai loro neuroni con la risonanza magnetica funzionale. 
Ebbene, alla disidratazione corrispondevano una serie di modifiche della materia grigia (si ingrossavano i ventricoli laterali e la corteccia fronto-parietale richiedeva un maggior afflusso di sangue). E a queste alterazioni faceva seguito un calo cognitivo delle capacità di programmazione e di orientamento.

 

Al King's College, così, hanno avuto la prova che il cervello lavora al massimo delle sue potenzialità solo se beviamo a sufficienza. «Una disidratazione anche lieve, per esempio una perdita d'acqua pari all'l% del peso corporeo, ha un effetto immediato», conferma Umberto Solimene, docente di medicina termale all'Università degli Studi di Milano. «Tra i sintomi più comuni ci sono minore concentrazione, carenza di attenzione, ma anche irritabilità e mal di testa. E peggiora anche il collegamento fra gli occhi e le zone del cervello che governano le mani, rendendo difficile l'esecuzione dei lavori manuali». Ma quanto bisogna bere, per il bene del cervello ma anche di tutto l'organismo? «D'estate è bene che un adulto sano e sedentario mandi giù al giorno in media un litro e mezzo, due di acqua, naturale o gassata, escludendo se possibile le bevande zuccherate», dice Giovanna Cecchetto, presidente dell'Associazione italiana dietisti. «È consigliabile distribuire la quantità nelle 24 ore e non solo nelle ore più calde. Non dimenticate di mangiare verdura e frutta fresca, che aiutano l'organismo a idratarsi». E se si passano le vacanze ai Tropici? «In un ambiente particolarmente caldo e umido è meglio aumentare la quantità di acqua fino a tre litri», prosegue la dietista. «Stesso discorso se fate sport: con un'ora di sforzo fisico si perdono in media un litro e mezzo-due di acqua, che vanno tutti reintegrati. Anche bambini e anziani devono bere molto durante le giornate più calde: spesso il loro stimolo della sete è attenuato e rischiano di disidratarsi».

Articolo di Amanda Giobbe tratto dalla rivista OK Salute

 
Nobile per tradizione PDF Stampa
Benessere - Salute

Sono tante le leggende sulla scoperta del tè, seducenti racconti di divinità in tempi vicini all’origine del mondo. La più bella é quella che vuole Shen Nung, mitico imperatore cinese, intento a visitare il suo regno in ogni direzione. Durante un momento di riposo sotto alte e verdissime fronde, mentre faceva bollire l’acqua per il suo ristoro, alcune foglie caddero nella tazza. Incuriosito dalla bevanda ambrata e profumata, Shen Nung ne assaporò alcuni sorsi sentendosi deliziato e ritemprato… Da quel giorno il tè iniziò il suo cammino nel mondo. In origine i cinesi usavano il tè sotto forma di impacchi come panacea per vari disturbi, già 3000 anni a.C. Il suo primo utilizzo come bevanda risale all’epoca dei Tre Regni intorno al 250 d.C.
Di dinastia in dinastia i suoi fasti crebbero, gli imperatori avevano l’esclusiva dei migliori giardini dove il tè veniva raccolto da vergini con mani ‘guantate’ e da scimmie appositamente addestrate per raggiungere i rami più alti. La vera diffusione in Cina avvenne solo verso il 700, stesso periodo in cui il Giappone scoprì i benefici del tè verde. In Europa arrivò dai primi commerci con le Indie intorno al 1600, ma la grande diffusione partì dal Regno Unito che restò letteralmente invaghito dal fascino misterioso e sensuale della bevanda.

 

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