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MEMORIE CELTICHE/ Il tempo della Metamorfosi:il segreto di Halloween fa bene a grandi e piccini PDF Stampa
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Giovedì 29 Ottobre 2009 23:15

Un altro modo per celebrare l’unione con il cosmo, questa volta non viene dallo Yoga, ma dal suggestivo popolo dei Celti. Molti considerano la festa di Halloween, una fortunata trovata americana, che imperversa ora,  anche in Italia. In realtà le sue origini si perdono nella leggenda, con significati molto più sottili, di quelli che passano dalle vetrine o sul web.
Non è ancora il 31 ottobre, ma le nostre città sono già popolate di scheletri, cappelli a punta, zucche, fantasmi e altre improbabili creature: comincia un altro consumistico rituale metropolitano?
L’aria di autunno è piena di mito e così gli spiriti più inquieti si risvegliano…
Se facciamo un passo indietro nella storia,  a circa 2000 anni fa,  possiamo osservare come l’anno celtico era suddiviso in due metà, quella invernale e quella estiva, una chiara e l'altra oscura: due erano le festività principali, Samhain e Beltine, intervallate ancora da altre due feste, Imbolc e Lughnasadh.
 Il calendario dei Celti non cominciava il 1° gennaio, come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quandoterminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo. La festa più importante dell'anno era così una sorta di Capodanno, dedicato a "Samhain”.
Alla fine di ottobre il lavoro nei campi era concluso, il raccolto era al sicuro ed i contadini potevano finalmente rilassarsi,   e si  preparavano al freddo, trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.
"Samhain" era una divinità, era considerato il Signore della Morte e il Principe delle Tenebre.
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 Ottobre, Samhain chiamasse a sè tutti gli spiriti dei morti. In questo giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo erano come sospese e il velo che divideva il mondo dei vivi dal mondo dei morti si faceva più sottile, permettendo alle anime di mostrarsi, di comunicare con i viventi e di divertirsi alle loro spalle, facendo scherzi ed impaurendoli con le loro apparizioni. "Samhain" era una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all'allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l’ usanza del trick-or-treat.(dolcetto o scherzetto)
 Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo.
 
L’aspetto più interessante di tale misteriosa tradizione è lo spazio, che questo magico popolo ha dedicato alla metamorfosi. Quella legge cosmica che agisce nel macrocosmo e nel microcosmo, influenzando  l’esistere e il ritornare alla terra. . Il tic tac silenzioso del Tempo, che rinnova le foreste, i campi, gli animali e gli uomini, anche quelli onnipotenti di oggi. E’ la legge cosmica del cambiamento, che in India prende la forma del dio Shiva, e che attraversa le culture.
Non dobbiamo sempre vedere il lato nero delle cose. Associare questo antico giorno di passaggio all’occultismo o al macabro, fa perdere il suo forte potenziale espressivo.
 Possiamo invece  cogliere in questo rito, che oggi chiamiamoHalloweeen( All Hallows' Day in inglese Ognissanti), l’occasione per guardare alla metamorfosi, per giocare con quei confini (VITA E MORTE), che spesso sono nascosti ai bambini, perché essi spaventano ancora i grandi. Halloween è invece in questa chiave allegorica, la grande favola della vita, il miracoloso ciclo della natura, in cui tutto viene alla luce, cresce, e ritorna  nel buio, divenendo di nuovo terra, vita. Un favoloso viaggio , dove il percorso diventa l’ humus, per un nuovo ciclo di vite. I colori della festa di Halloween sono quelli della metamorfosi: l’arancio e il viola, frutti dell’estate maturati e della massima energia, simboli del bruciare verso nuovi cicli, mentre il fuoco della zucca si fa cenere.
 Questo piacere tutto umano di giocare con i confini, ci aiuta a comprender qual è il nostro ciclo , ad essere consapevole del tempo e delle sue leggi, alle quali il nostro corpo è soggetto, mentre l’anima appartiene all’Eterno.
Una preziosa occasione per fermarsi a contemplare questo passaggio , potrebbe iniziare con il prendere coscienza del miracolo quotidiano di un giorno. L’alternarsi del giorno e della notte è infatti il segno più visibile, eppure così dimenticato della metamorfosi costante dell’universo.
Lo spirito dell’uomo è più grande e più eclettico di qualsiasi confine e nessun contenitore etnico, culturale, religioso può raccoglierlo...e allora buona festa della metamorfosi e del raccolto a tutti gli spiriti che giocando, onorano il tempo.
Articolo di BARBARA AMELIO
 
Sesso al femminile PDF Stampa
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Giovedì 12 Novembre 2009 22:23

 

«Alla base di ogni fantasia sessuale femminile c'è l'essere l'og­getto del desiderio del maschio. Tutto il nostro immaginario eroti­co si muove intorno alla necessità di piacere all'uomo» spiega Chiara Simonelli, sessuologa e docente di Psicologia dello sviluppo sessuale e affettivo nell'arco della vita alla Sapienza di Roma.

Lei ha condotto molte ricer­che sulla sessualità femmi­nile. Quali sono le fantasie più ricorrenti?

«Si privilegiano i contenuti esibi­zionistici, dove l'esposizione del proprio corpo suscita un forte desiderio e si immagina un uomo che si eccita guardandoti. Oppure si rievocano momenti appaganti vis­suti con il partner. Ancora, si va con la memoria a una scena di un film erotico. Erotico, badi bene, non pornografico. Le donne hanno bisogno di una storia, di un'am­bientazione in cui collocare l'atto sessuale. Non hanno una sessuali­tà puramente genitale: tutto il cor­po e la mente sono coinvolti».

E la fantasia di avere un rap­porto con uno sconosciuto? La «scopata senza cerniera», di cui parlava Erica Jong in Paura di volare negli anni Settanta, resiste al tempo?

«Sì. Talora si fantastica su un "ter­zo" uomo, che non è il proprio com­pagno: può essere un attore, un personaggio famoso, qualcuno che si conosce davvero, ma anche un uomo senza volto. È un modo per sfuggire alla routine e alla noia, vi­sto che spesso le donne immagina­no, ma non hanno il coraggio di mettere in atto la trasgressione».

Parliamo di fantasie masochi­stiche, dove si immagina di subire una violenza. Nella sua esperienza ha riscontrato questo tipo di immaginario?
«Non molto spesso. La fantasia dello stupro è un po' datata. Infatti fantasticare che un uomo abusi di te, e quindi compia un atto erotico senza il tuo consenso, è un modo di deresponsabilizzarsi rispetto alle proprie pulsioni: "Io non voglio, quindi non sono colpevole". Oggi le donne vivono la loro sessualità con meno sensi di colpa. Ma anche in questo genere di fantasie non c'è mai vera violenza: l'abuso si compie, direi quasi, con dolcezza. Perché, come dicevo prima, il meccanismo profondo che sottende l'eccitazione femminile è il narcisismo. Suscitare un desiderio incontrollabile nel maschio è molto gratificante».
Come se nel desiderio dell'altro ci si specchiasse in cerca di identità e di conferme?
«Sì, è proprio così. La donna si eccita grazie alla reazione che produce sul corpo maschile. È la conferma del suo potere, della sua capacità di piacere. Ed è per questo che ha fatto molta fatica ad accettare l'avvento del Viagra. L'erezione è indotta dalla pillola e sottrae o diminuisce il ruolo della femmina».
Ma in questo modo la donna sembra del tutto passiva rispetto alla sessualità: ci eccitiamo se piacciamo.
«Non è così. Perché quello che appaga di più è proprio la sensazione di potere che si ha sul maschio, dominato dal proprio desiderio. Per farsi desiderare si mettono in atto molti comportamenti, si elaborano strategie. Il narcisismo femminile, al contrario di quello maschile centrato solo sul corpo, si estende a tutta la personalità. Per le donne l'uomo più sognato è quello follemente innamorato, che le desidera intensamente, pronto a fare qualsiasi cosa per averle. Tanto è vero che alle donne non piace la pornografia, ma si eccitano con le storie d'amore».
Una forma di potere diversa da quella che spinge l'uomo al sesso a pagamento?
«La sessualità maschile è molto centrata sulla sopraffazione. Quindi statisticamente le fantasie più frequenti sono di rapporti orali e anali. Poi abbiamo le fantasie voyeuristiche e poligamiche popolate di donne in reggicalze e guêpière. Il dato sconcertante è che poi, nella realtà, a sentire le loro compagne, a letto hanno poca fantasia. Tendono a ripetere gli stessi rituali feticistici. E le donne, se la prima volta assecondano il gioco, alla ventesima si sentono svalutate perché vedono nella ricerca della lingerie particolare, di un certo travestimento, una strumentalizzazione del proprio corpo: non conto io ma quello che rappresento. La donna privilegia sempre la relazione. Anche nell'incontro di una notte. Anche nel gioco erotico. L'uomo no. Oggettivizza. È centrato su se stesso e sul suo pene. È rarissimo incontrare uomini che provano piacere nel dare piacere. Anche quando si preoccupano dell'orgasmo della compagna, spesso lo fanno solo per sentirsi dire: ma quanto sei bravo».
Perché è insolito che l'uomo scopra doppia vita e perversioni nella donna che gli dorme accanto, mentre è molto frequente il contrario?
«Negli uomini, un desiderio perverso viene agito con una condotta sessuale perversa: cioè si passa dalla fantasia all'atto. Nelle donne la sessualità è estesa a tutto il corpo e non solo alla zona genitale. Così, spesso, disturbi della sfera sessuale si esprimono attraverso perversioni che riguardano altre zone del corpo con condotte autolesionistiche o ad esempio con l'anoressia».
È raro anche che le donne siano pedofile.
«Rarissimo. E, quando accade, di solito sono complici del proprio compagno pedofilo e non responsabili in prima persona. In realtà, le donne abusano dei bambini in altro modo. Attraverso comportamenti ossessivi nella cura del figlio, per esempio. Il possesso portato all'estremo del corpo e della mente è un vero e proprio abuso. La distorsione genitoriale della cura è purtroppo causa del disagio psichico di tante persone anche nella sfera sessuale».
Guardando le trentenni di oggi, si ha l'impressione che siano più libere e anche più trasgressive rispetto alle generazioni precedenti. È così?
«Sono diversi i comportamenti: oggi le donne ammettono di avere delle fantasie sessuali. Come ammettono di praticare l'autoerotismo. E sono caduti molti tabù. Primo fra tutti quello della verginità. Ma non penso siano cambiate nel profondo».
E come sono le adolescenti rispetto al sesso?
«Si lamentano del fatto che i loro coetanei preferiscono passare le loro serate a giocare con la play station o a guardare una partita di calcio piuttosto che giocare al gioco del corteggiamento».
Insomma, i maschi scappano?
«Sì. E non solo gli adolescenti. Non sa quante trentacinquenni single si chiedono dove sono finiti i maschi. In realtà, spesso preferiscono stare fra di loro, stanchi della difficoltà della relazione con le donne. Noi sottovalutiamo questa "fatica", che invece è la causa dell'aumento della prostituzione di ogni tipo».
 
Articolo di Federica Lamberti Zanardi tratto da ‘Repubblica’
 
El beso/Il bacio PDF Stampa
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Giovedì 26 Novembre 2009 09:27

Con candoroso embeleso
y rebozando alegrìa ,
me pides morena mìa
que te diga . . . ? Qué es un beso ?
Con fascinoso candore
e ammantata di allegria ,
mi richiedi brunetta mia
che ti dica … Cosa è un bacio d'amore?
Un beso es el eco suave
de  un canto , que mas que canto
es un himno sacrosanto
que imitar no puede el ave .
Un bacio è l’eco soave
di un canto , che più che canto
è un inno sacrosanto
che  imitar non può l'ave .
Un beso es el dulce idioma
con que hablan dos corazones ,
que mezcclan sus impresiones
como las flores su aroma .
Un bacio è il dolce idioma
col quale parlano due cuori
che mescolano i loro umori
come i fiori il loro aroma .
Un beso es . . . no seas loca . . .
? Por qué me preguntas eso ?
! Junta tu boca a mi boca
y sabràs lo que es un beso !
Un bacio è … non essere sciocca …
perché mi domandi ciò ?
Unisci la tua bocca alla mia bocca
ed apprenderai quello che è un bacio !
Testo del poeta peruviano FEDERICO BARRETO  con traduzione di ZERIBI CINZO
 
Quiz del cacciatore e l'orso PDF Stampa
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Giovedì 26 Novembre 2009 21:49

Un cacciatore monta sulla sua jeep, abbandona il proprio accampamento e si dirige verso sud in cerca di preda. Dopo aver percorso trenta chilometri, non avendo incontrato selvaggina, cambia direzione e si dirige ad est. Percorsi altri quaranta chilometri si imbatte in un orso, gli spara e l’uccide. Lo carica sulla jeep e ritorna all’accampamento dove, leggendo il contachilometri, si rende conto di aver percorso in tutto cento chilometri esatti.

 

ZERIBI CINZO vi chiede di che colore era l'orso.

La soluzone sarà nuovamente fornita su richiesta dei lettori al nostro indirizzo e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 
Quiz del barcaiolo distratto PDF Stampa
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Venerdì 11 Dicembre 2009 07:17

Un barcaiolo sta risalendo il corso di un fiume, ed ha appoggiato un fiasco di vino (semivuoto, ma ben tappato) sul sedile di poppa della sua imbarcazione. Nel passare sotto un ponte la turbolenza provocata dai piloni fa oscillare la barca e, senza che egli se ne accorga , il fiasco cade in acqua e viene trascinato via dalla corrente del fiume.
Egli si accorge della sparizione del fiasco dopo un quarto d’ora e, senza scomporsi, gira la barca con un colpo di remo
e torna indietro per recuperarlo, vogando sempre con lo stesso ritmo. Riesce a raggiungerlo alla distanza di un chilometro dal ponte.
Con quale velocità l’acqua del fiume scorre verso il mare ?
 
Quiz  proposto da ZERIBI CINZO che ne fornirà a richiesta ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) la soluzione.
 
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