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Che cos'è la realtà PDF Stampa
Utilità - Punti di vista

Nei trenta secoli passati, filosofi in diverse parti del mondo hanno tentato di definire il concetto della realtà, in altre parole la nostra percezione astratta del mondo. Ma perché definire la realtà, è stato considerato così importante?  La realtà è fondamentale perché, la visione del mondo nella nostra mente ha influenza su tutte le decisioni che prendiamo e anche sulle decisioni che non prendiamo, quando le lasciamo ad altri. Ciò è molto importante perché influenza le nostre relazioni con gli altri individui. Persone che vivono realtà differenti generalmente non vanno molto d'accordo. Le decisioni che prendiamo sviluppano le nuove realtà. Le nostre decisioni, mentre sono prigioniere della realtà corrente, creano la realtà futura. Socrate disse che la realtà non può essere percepita usando i nostri sensi, ma solamente usando la ragione. Questa osservazione appare corretta specialmente se osserviamo i testimoni oculari durante un processo, quando spesso dimostrano di non essere attendibili. Ma è possibile, usando la ragione, arrivare a percepire una realtà comune a tutti? Se questa realtà veramente esistesse, dovremmo chiamarla Realtà con la erre maiuscola. Ma questo tipo di Realtà è impossibile da ottenere. Anzi possiamo dire che dei miliardi di uomini che vivono sulla Terra, ognuno vive con una visione dell'universo differente; per questo una visione del mondo accettabile da tutti non esiste.  E' mia opinione che la "Realtà " può essere acquisita solo parzialmente e anche questa acquisizione parziale richiede una conoscenza profonda di tutto lo scibile umano. Nessuno può raggiungere la "Realtà" perché siamo afflitti da troppe imperfezioni.

Ma possono le realtà di certi individui essere più vere di altre realtà? Questi due esempi forse potrebbero chiarire questo concetto. Prima, consideriamo un uomo cui piace sognare molto e quindi costruire castelli in aria. La probabilità che i suoi sogni divengano realtà è molto bassa. Poi, consideriamo Alessandro Magno che diventò uno dei più potenti uomini della Storia, riuscendo a modellare il futuro secondo il suo senso della realtà. Comparando questi due casi, il nostro senso della realtà potrebbe essere misurato con la percentuale di piani fatti nel passato e poi portati a buon fine. Ma la morte di Alessandro Magno a una giovane età certamente non era parte della sua visione e questo ci fa capire che possiamo possedere la "Realtà" solamente in piccole porzioni, anche perché sugli eventi del futuro non abbiamo nessun controllo. Nella realtà di Alessandro Magno c'era un pizzico di follia nel pensare che potesse combattere tante battaglie senza essere mortalmente ferito. Questo mostra che il nostro senso della realtà è dipendente dal tempo e dalla fortuna e che solamente un Essere teorico che vive fuori dal tempo può raggiungere la "Realtà". Per vivere fuori del tempo, questo Essere deve essere eterno, quando il passato, il presente e il futuro convergono! Inoltre, questo Essere deve essere privo di ogni altra imperfezione da cui è gravata l'Umanità.

Si riportano alcune delle imperfezioni che affliggono l'umanità e non le permettono di acquisire la "Realtà”:

AVIDITA'

Quando il nostro interesse finanziario è in gioco, ci possiamo convincere facilmente di nozioni che non sono coerenti con la realtà. Io, per esempio, possiedo delle azioni in compagnie petrolifere e per questa ragione sono molto sensibile quando si parla di cambiamenti climatici dovuti al biossido di carbonio. Nella mia mente posso trovare molte ragioni per cui le predizioni degli esperti sul global warming possone essere non valide.

 

RELIGIONE

Una volta lessi in un giornale, che negli USA c'erano più di 2000 confessioni della religione Buddista. Ci saranno almeno altrettante concezioni diverse nella religione Cristiana. Ogni congregazione si concentra su una frase differente della Bibbia. Per esempio:"Un occhio per un occhio ......"dimenticandosi che questo desiderio di vendetta è completamente negato dal Nuovo Testamento. Credere  contemporaneamente in valori che si oppongono negando ogni logica, è uno dei problemi in cui la religione fallisce, nel tentativo di creare una realtà comune. La religione, quando insegnata cominciando in giovane età, può influenzare la nostra realtà per tutta la vita, perché  le idee acquisite, senza usare la logica, possono essere difficilmente cambiate.

POLITICA

Con la politica  vogliamo dare forma alla futura società. C'è l'estrema destra, c'è l'estrema sinistra e poi mille sfumature tra di queste. I ricchi vogliono un governo che è favorevole ai loro interessi, mentre i poveri cercano di migliorare i propri. Poi ci sono gli interessi delle centinaia di minoranze che, talvolta unendosi, possono influenzare il governo del Paese. La società più giusta potrebbe essere solamente quella creata dagli individui che sono sulla soglia del nascere e che non sanno in quale strato sociale andranno a finire! Questi individui avrebbero una preferenza per un governo che permettesse la massima mobilità sociale e desse accesso a una istruzione poco costosa, con scuole di buona qualità. Anche perché la probabilità di nascere in una buona fascia sociale è bassa e nessuno vuole vivere per tutta una vita in una situazione non desiderabile. C'è gente che vuole più libertà e altre persone che si sentono minacciate da questa possibilità. Il desiderio di ridurre la libertà si può correlare con la quantità di paranoia che è presente  in tutti noi. La paranoia ha grande impatto sulla nostra percezione della realtà.

ESPERIENZE DEL PASSATO

Tutte le esperienze che facciamo durante il corso della nostra vita lasciano un certo impatto sulla nostra percezione della realtà. Gente che è stata vittima di un certo crimine chiede che i legislatori siano più rigidi verso chi commette reati. La magistratura normalmente esonera da una giuria, gente che è stata già vittima della delinquenza.

A questo elenco di condizioni umane se ne possono aggiungere molte altre, come il razzismo e il patriottismo eccessivo, che hanno influenza sulla nostra visione della realtà. Dovuti a tutte queste parzialità, anche  i fatti storici, come la vita di Alessandro Magno, sono soggetti alla realtà di coloro che li descrivono. Alessandro Magno può essere un eroe o un villano, il tutto dipende dalla realtà di chi riporta i fatti e anche da chi li legge. Alcuni probabilmente non crederanno che viviamo in un mondo in cui tutti gli individui vivono in realtà differenti. Essi pensano di vivere in una realtà comune, perlomeno al gruppo con cui si associano. Questa delusione è possibile, solo se si nasconde la propria realtà agli altri individui, continuando a parlare di cose che non creano controversie; inoltre, è perfino possibile  isolarsi dalla propria realtà, adottando uno stile di vita molto intenso che non lascia tempo per l’introspezione. Qualcuno preferisce isolarsi dal resto della società per evitare di confrontarsi con realtà differenti. Questa non è una buona soluzione, perché la solitudine porta a una  grande distorsione del nostro senso della realtà. Osservando la vita di molti dittatori, circondati da sicofanti sempre pronti a lodarli, si riscontra che  buona parte di loro fu preda, alla fine della propria vita, di uno stato di pazzia. L' essere esposti a una certa quantità di osservazioni, quando esponiamo il nostro modo di pensare, è il modo migliore per contenere il nostro senso della realtà entro quei parametri accettabili, che possiamo chiamare normalità. In altre parole, la nostra realtà è composta di un miscuglio di ragione, istinti e follie ed essere esposti  a una certa quantità di disapprovazione è necessario a tenere l'insensatezza sotto controllo. Dobbiamo cercare di non aver paura di confronti, perché lo scontro di differenti realtà talvolta porta nuove idee e innovazioni. Tutti i grandi cambiamenti nel mondo furono creati da individui con una visione del mondo differente. Questi individui furono esposti  a molte critiche prima che le loro idee fossero accettate.

Marcello VENEZIANO

 
Necessità e libertà PDF Stampa
Utilità - Curiosità

La classica opposizione di necessità e libertà, antica quanto il pensiero, è riassumibile in questa alternativa:

-il mondo è un processo necessario e logico, e di conseguenza anche privo di libertà

-il mondo è un processo libero e creativo, e di conseguenza anche privo di un disegno logico e sensato.

I filosofi si dividono tra chi assegna il primato alla necessità e al senso, e chi invece alla libertà e al non-senso. Tra le molte possibilità scelgo di presentare il pensiero di Cartesio e di Spinoza, i due sommi filosofi dell’inizio della modernità, entrambi esponenti di un filosofare così attento ai risultati della scienza da modellarsi sul metodo scientifico, in particolare  sul rigore delle dimostrazioni geometriche.
Cartesio sosteneva come principio di palese evidenza  il fatto che «noi abbiamo un libero arbitrio»fondandolo sulla possibilità di «frenare l’assenso delle cose dubbie e così evitare l’errore»; anzi, per lui «il fatto che vi sia libertà nella nostra volontà, e che ad arbitrio possiamo assentire o non assentire a molte cose, è manifesto è manifesto al punto che è da annoverarsi fra le nozioni prime e del tutto comuni che ci sono innate». E a chi affermava di essere vittima di istinti e di passioni più forti, ricordava: « Quando un cane vede una pernice è naturalmente portato a correre verso di essa; e quando ode un fucile sparare, il rumore lo incita naturalmente a fuggire; ma nondimeno si addestrano generalmente i cani da caccia in maniera che la vista di una pernice fa sì che si arrestino e il rumore che odono dopo, quando si spara su di essa, fa che accorrano. Ora, è utile sapere queste cose per dare a chiunque il coraggio di applicarsi a dominare le proprie passioni».
Di contro Spinoza qualche anno dopo scriveva: « Gli uomini si ingannano a ritenersi liberi, e questa opinione consiste solo in questo, che essi sono consapevoli delle loro azioni ma sono ignari delle cause da cui sono determinate [….]. Infatti, essi dicono che le azioni umane dipendono dalla volontà, ma sono soltanto parole di cui non hanno alcuna idea. Tutti ignorano infatti che cosa sia la volontà e in che modo faccia muovere il corpo».  E più avanti: « L’esperienza insegna più che a sufficienza che nulla gli uomini hanno meno in potere della propria lingua, e niente sono meno capaci di fare che moderare i propri desideri […] così il delirante, la chiacchierona, il bambino e moltissimi altri uomini del genere credono di parlare per libero decreto della Mente, mentre invece non sono capaci di contenere l’impulso che hanno di parlare» Insomma ««decreti della Mente non sono altro che gli appetiti stessi e perciò variano a seconda della varia disposizione del Corpo» perché deve essere chiaro che « ognuno regola tutto secondo il proprio affetto».
Io penso che ci troviamo al cospetto di ragionamenti persuasivi su entrambi i fronti. Le cose peraltro si complicano ulteriormente  se prendiamo in considerazione la fisica contemporanea. Qui i grandi fisici, che per natura devono essere anche un po’ filosofi, come i grandi filosofi devono essere anche un po’ fisici, si dividono:  al campo della necessità appartiene Einstein con la teoria della relatività, al campo della libertà appartiene Bohr con la meccanica quantistica.
La teoria della relatività riguarda lo spazio-tempo, l’energia e la gravitazione, le stelle e le galassie; la meccanica quantistica riguarda il comportamento degli atomi e delle particelle subatomiche. La prima regna nell’immensamente grande, la seconda nell’infinitamente piccolo. Ognuna nel suo ambito funziona alla perfezione, ma i fisici non sono in grado di conciliarle. Così scrive Brian Greene, fisico teorico della Columbia University: «Nel modo in cui sono formulate, la relatività generale e la meccanica quantistica non possono essere giuste entrambe. Le due teorie responsabili del progresso straordinario della fisica dell’ultimo secolo, le teorie che spiegano l’espansione dei cieli e la struttura della materia, sono incompatibili tra di loro». Così il fisico italiano Carlo Rovelli: « Eppure le due teorie non possono essere entrambe giuste, almeno nella loro forma attuale, perché si contraddicono l’un l’altra. Uno studente universitario che assista alle lezioni di relatività generale il mattino e a quelle di meccanica quantistica nel pomeriggio non può che concludere che i professori sono citrulli, o hanno dimenticato di parlarsi da un secolo: gli stanno insegnando due immagini del mondo in completa contraddizione».
La prima concezione interpreta l’universo all’insegna dell’ordine, ritenendo che esso si muova seguendo precise e ordinate leggi fisiche che sono il prodotto di forze tra loro finemente sincronizzate, di modo che non vi è nulla di casuale ma tutto procede secondo una precisa necessità fisica. La necessitas alla guida del tutto, che per Einstein corrisponde ai principi matematici delle leggi della fisica, venne teorizzata fin dall’antichità e fu denominata anànchè dai greci, fatum dai latini, Karman dagli hindu e dai buddisti, mentre per i monoteismi corrisponde al Dio unico e personale che vede, prevede, provvede ed il cui disegno inevitabilmente si compie.
La seconda concezione, oggi maggioritaria in Occidente, considera all’opposto il mondo come generato dal caso e governato dalla contingenza: in esso non c’è nessun principio, nessun senso, tanto meno uno scopo, se non un’enorme quantità di energia che genera e fa degenerare ogni ente, la quale era caos, è ancora caos e sempre caos rimarrà.
Scrivendo al fisico Max Born, Einstein riassumeva così lo stato dell’arte: « Le nostre prospettive scientifiche sono ormai agli antipodi tra di loro. Tu ritieni che Dio giochi a dadi col mondo; io credo invece che tutto ubbidisca a una legge, in un mondo di realtà obiettive che cerco di cogliere per via furiosamente speculativa. Lo credo fermamente […]. Nemmeno il grande successo iniziale della teoria dei quanti riesce a convincermi che alla base di tutto vi sia la casualità, anche se so bene che i colleghi più giovani considerano questo atteggiamento come un effetto di sclerosi. Un giorno si saprà quale di questi due atteggiamenti  istintivi sarà quello giusto».
Quel momento auspicato da Einstein finora non è ancora arrivato e al momento non rimane che fare i conti con l’inconciliabilità teorica tra teoria della relatività e meccanica quantistica.

Brano tratto da Il coraggio di essere liberi di Vito MANCUSO

 
Scienza e religione PDF Stampa
Utilità - Scienze

In questo articolo cercheremo di quantificare l'impatto che la scienza ha avuto sulla religione attraverso la storia. Il numero degli agnostici e degli atei sta aumentando rapidamente e questo fenomeno e' probabilmente dovuto al progresso scientifico sviluppatosi nei secoli.

Eudoxus, nato in Cnidos nel 408 A.C. fu studente nella scuola di Platone ed e' riconosciuto per essere stato  il primo a sviluppare un sistema solare con la terra nel centro (geocentrico). Il suo sistema includeva 27 sfere, inserite nelle quali erano 5 pianeti. Questo sistema fu perfezionato da Aristotele e poi da Tolomeo includendo 55 sfere concentriche che rappresentavano le stelle e i pianeti sempre con una configurazione geocentrica. Questi modelli del sistema solare rimasero inalterati per molti secoli, ma avevano in comune un problema dovuto al fatto che non potevano spiegare il movimento retrogrado  di alcuni pianeti, come si vede nella figura seguente. Se si guarda l'orbita di Marte durante un certo periodo dell'anno, questo pianeta osservato dalla Terra appare andare in una direzione opposta a quello delle stelle. Questo fenomeno osservato dagli antichi astronomi venne chiamato movimento retrogrado.

 

Questo mistero fu spiegato con il fatto che il pianeta periodicamente e capricciosamente copriva una piccola orbita circolare (in rosso).

Dopo diversi secoli, Copernico (1473- 1543) introdusse il suo modello con il sole finalmente al centro del sistema solare,  e riuscì a spiegare il movimento retrogrado dei pianeti come si vede nella figura seguente con il sistema eliocentrico.

Poiche' la terra naviga più rapidamente rispetto a Marte, la traiettoria di Marte vista dalla Terra appare disegnare una zeta nel cielo. Nella figura i punti 3,4 e 5 segnano il movimento retrogrado.

Copernico non ebbe il coraggio di confrontarsi con la Chiesa sul nuovo sistema solare ed espose il suo credo nel libro "The Rivolutionibus",  pubblicato dopo la sua morte,  solamente come una possibile teoria. Nel 1632 Galileo pubblicò il suo libro "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" in cui si compara il sistema Tolomaico con  quello di Copernico. Galileo fu un fermo sostenitore del nuovo sistema solare introdotto da Copernico ed ebbe il coraggio di confrontarsi con la Chiesa e per questo finì gli ultimi nove anni della sua vita in uno stato di detenzione domiciliare. Solamente nel 1822 il libro di Galileo venne accettato dalla Chiesa Cattolica.

 

 

All' inizio del ventesimo secolo, con le scoperte di Edwin  Hubble, si viene a conoscenza che la Via Lattea con i suoi 100 miliardi di stelle non e' altro che una galassia media in mezzo ad altre galassie. Per di piu' il nostro sistema solare si forma attorno a una stella di media grandezza localizzata nella periferia della Via Lattea (figura di sopra).

Recentemente, l'Hubble Space Telescope fu  puntato verso l' angolo piu' scuro nel cielo e si e' visto come in questo piccolo angolo dell'Universo si possono contare migliaia di galassie alla distanza di miliardi di anni luce dalla Terra. Nella foto seguente, abbiamo marcato una delle galassie visibili, come la nostra Via Lattea per dare l'idea di come totalmente isolata e' la nostra posizione nell'universo. Con le scoperte degli ultimi secoli, siamo passati dal centro dell'universo a una posizione totalmente insignificante e tutto questo ci fa riflettere sul concetto  di Dio , sempre cercando spiegazioni piu' logiche di quelle proposte dalle religioni tradizionali.

 

 

Per iniziare questa analisi dobbiamo cominciare col discutere il concetto del Dio personale. Quando diciamo Dio personale, intendiamo un dio che ha creato tutto l'universo con l'unico scopo di fornire l'uomo di un posto in cui vivere. Ma, furono miliardi di  galassie, ognuna con miliardi di stelle, create solamente affinche' l'uomo potesse vivere su un pianeta simile ad altri miliardi di pianeti? Tutto questo e' difficile da comprendere. Se l'uomo è stato l'unico scopo per la creazione dell' universo allora possiamo dire che questo Dio ci appare essere un architetto impazzito.

Un dio personale e' un dio consapevole del comportamento di ogni uomo attraverso tutta la vita. Un comportamento che verra' giudicato alla fine della sua vita secondo il bene ed il male da lui commesso. Ma questo e' lo stesso dio che distrugge Sodoma and Gomorra assieme a tutti i bambini ed altri innocenti. Questo e' un dio che verrebbe senz' altro condannato dalla giuria di ogni nazione moderna.

Un dio personale, sebbene desiderabile per sentirci meno fragili, non puo' esistere senza violare la piu' elementare delle logiche. La fede allora deve essere chiamata in aiuto, ma la fede risiede in un posto dove la logica svanisce. La domanda che ci facciamo e' : riescono meglio a spiegare la complessita' dell'universo la fede o la logica. In verita' la logica e' la sola chiave utile per scoprire i misteri dell'universo.

C'e' una sola alternativa al dio personale e questa si chiama intelligenza distribuita. Un formicaio e' un caso di intelligenza distribuita. Individualmente una formica puo' essere comparata ad una cellula del nostro cervello. Questo e' un buon paragone perche' se estraiamo una formica da un formicaio, essa non puo' operare e non puo' sopravvivere. Questo sarebbe l'equivalente di estrarre  una cellula dal cervello ed aspettarsi che essa possa generare un pensiero. In contrasto una colonia di formiche e' capace di creare una societa' dove l'agricoltura (crescere un tipo di funghi o allevare altri insetti per poi mungerli) e' stata praticata prima dell'uomo. Cosi' possiamo dire che quando un singolo individuo di questa specie sembra di non avere  intelligenza, la comunita' ne  mostra invece in quantità sufficiente per essere definita come tale.

Una organizzazione con intelligenza distribuita puo' essere definita come un essere, composto da piccole componenti della stessa specie, capaci di attuare schemi complessi. Queste componenti individuali sono capaci di interagire l'una con l'altra e lavorando assieme sono capaci di creare quelle complessita' che noi definiamo come intelligenza. Per esempio, queste organizzazioni quando si trovano ad affrontare nuovi problemi riescono ad implementare nuovi metodi per sopravvivere. Questo sarebbe il caso di formiche che formano una catena in modo di agire come un ponte affinche' il resto della colonia possa attraversare il ruscello. Alcune delle formiche affogheranno nell'attuare questo progetto ma la vita dell'individuo non e' importante per la sopravvivenza della colonia. Ma questa definizione puo' essere applicata a qualcosa che non appartiene al mondo vivente? Atomi messi insieme possono creare intelligenza. Ma gli atomi necessari per creare intelligenza hanno diversi pesi atomici e quindi non possono essere classificati come della stessa specie e questa sarebbe una violazione della nostra premessa.

Solamente la piu' piccola particella nell'universo, la particella da cui qualsiasi complessita' e' poi derivata  puo' essere chiamata a riempire questo ruolo di  intelligenza distribuita. Questa particella e' il neutrino. Questa  e' l'unica particella esistente subito dopo il BigBang. Qualsiasi cosa creata nell'universo comincia con essi. I neutrini interagiscono usando fotoni (onde elettromagnetiche) in un modo simile alle formiche quando scambiano informazioni con le loro antenne.

Per di piu' c'e' nel neutrino qualcosa di mistico che lo avvicina a una religione con i suoi attributi unici.

  • Omnipresente: e' presente in tutto l'universo.
  • Omnipotente:  e' capace di costruire tutto l'universo.
  • Omniscente:  la sua intelligenza distribuita non conosce  limiti.

Questi sono altri attributi che appartengono solamente al neutrino:

Piccolo all'infinito e denso all'infinito.

Tutti gli attributi che definiscono il neutrino hanno "infinito" come parte della loro descrizione. Inoltre queste particelle oscillano sul confine del mondo visibile ed il mondo invisibile(vedi nota in fondo).

Nella figura un neutrino continua ad oscillare tra il mondo visibile ed il mondo invisibile e solamente dopo aver catturato un fotone diventa parte permanente del mondo visibile. Nel mondo invisibile il tempo si ferma e, siccome non c'e' né  inizio nè fine, il neutrino e' eterno. Nonostante tutti questi attributi, dobbiamo ricordarci che un neutrino in sè stesso non è altro che una formica sperduta e riesce a mostrare intelligenza solo nella sua grande moltitudine.

Infine possiamo dire che c'e' abbastanza evidenza per pensare che quello che chiamiamo Dio sia un caso di intelligenza distribuita.

 

(nota)Spiegazione nell' articolo  "Esplorando I Buchi Neri", riportato all'inizio della Sezione

 

Marcello Veneziano

 
Paura e avidità PDF Stampa
Utilità - Punti di vista

I mercati finanziari sono completamente sotto l'influenza del meccanismo che si chiama " indice di paura e di avidità ". Quando le notizie nazionali o internazionali sono buone, allora l'indice di paura è basso, e quindi  questo è il momento in cui la borghesia lascia che la sua avidità prenda il sopravvento sulla paura e decide di investire nel mercato azionario; logicamente il contrario avviene quando le notizie non sono favorevoli.

Nei punti seguenti cercheremo di capire come questo stesso indice ha avuto influenza negli eventi storici, cominciando dal 1900. La storia del mondo è stata sempre influenzata da questo segno, ma per brevità ci limiteremo all’ultimo secolo. In reatà, per la maggior parte degli uomini, esiste solamente un sentimento più forte del desiderio di arricchirsi e questa è la paura di perdere tutto quello che possiedono. Ciò accade anche perche' nel mercato azionario molte volte si mette in gioco la posizione sociale a cui si appartiene o si vorrebbe appartenere. La battaglia tra la forza della paura e quella dell'avidità ha avuto sempre influenza sullo sviluppo degli eventi nella storia dell’uomo. L'attuale polarizzazione dei partiti politici negli Stati Uniti può essere spiegata guardando agli avvenimenti dall'inizio del secolo scorso.

Ai primi del 1900, un lavoratore nell’industria americana doveva stare sul lavoro per circa 60 ore a settimana, ricevendo pochi benefici e una paga con cui poteva vivere molto faticosamente. Non esisteva alcuna assistenza sanitaria e se un lavoratore si ammalava o rimaneva mutilato, a seguito di un incidente sul luogo di lavoro, veniva facilmente sostituito con altre risorse attinte dall’esterno. In quei tempi, la proprietà della casa era possibile soltanto al 20% delle famiglie. Guardando indietro di 50 anni, si può dire che in media gli schiavi neri nell’America del Sud potevano vivere meglio dei primi lavoratori dell’industria, soprattutto perché il loro futuro non era pieno di incertezze. Dobbiamo considerare che gli schiavi rappresentavano circa il 65% di tutto il capitale esistente nel Sud e per questo i padroni cercavano di mantenerli in buona salute. La morte di un solo schiavo rappresentava  una considerevole perdita di capitale. Si dice che alcuni visitatori del tempo, provenienti dall’Europa, consideravano la vita di uno schiavo meno precaria della vita dei contadini nel loro Paese.

Durante questo periodo, i lavoratori delle grandi industrie del Nord iniziarono a protestare, scendendo in sciopero, per le terribili condizioni in cui vivevano. Nella battaglia per cercare di migliorare la loro vita, dovettero combattere le polizie private degli industriali, le polizie municipali e anche l'esercito, che talvolta fu chiamato a riportare ordine nelle situazioni più pericolose. Una veloce e violenta repressione, da parte di tutte le forze dell'ordine, con  morti e feriti, fu la ragione per cui pochi di questi scioperi ebbero successo. Di solito i lavoratori in sciopero venivano sostituiti da personale esterno. Uno dei pochi miglioramenti di questa situazione si manifestò quando nel 1914 Henry Ford stabilì per i suoi lavoratori una retribuzione adeguata pari a $ 5,00 al giorno.  Questo avvenimento memorabile si manifestò non molto tempo dopo l’introduzione dell’automobile Ford "Modello T". L’industriale certamente fu lungimirante perché capì che, se i lavoratori godevano di un buon livello di vita, avrebbe potuto aumentare considerevolmente la vendita delle sue auto.

Nel 1917, mentre la Grande Guerra divampava in Europa, la Germania e l'Impero Austro Ungarico decisero di cercare di ottenere una pace separata con la Russia, finanziando sommosse e quindi la rivoluzione comunista. Questo piano funzionò perfettamente e la guerra sul fronte Orientale terminò con una pace separata. Ci vollero diversi anni, ma il controllo del regime comunista su tutta la Unione Sovietica fu completato nel 1921. Negli anni successivi i partiti comunisti cominciarono a crescere in molte altre nazioni. Nel 1929, con il collasso del mercato azionario e con il conseguente alto tasso di disoccupazione, il comunismo cominciò ad attrarre consensi anche negli USA. Nel 1931, durante uno sciopero alla Ford Motor Company, cinque lavoratori furono uccisi dalla polizia privata della stessa società. Al funerale 300.000 persone presero  parte al corteo di protesta, cantando l'inno dell’"Internazionale". Subito dopo cominciò a diffondersi la paura, che il comunismo potesse prendere il potere anche negli Stati Uniti. Questo timore iniziò a diffondersi rapidamente nell'alta borghesia, poichè un governo  del genere avrebbe confiscato tutte le ricchezze e imposto l’ateismo. A cominciare dal 1932, con Franklin Delano Roosvelt, ci fu una svolta politica. Si capì che per evitare una rivoluzione si doveva aumentare il tenore di vita delle classi meno abbienti. Anche nei documentari del tempo si può notare una rapida e notevole svolta nei discorsi dei politici.

Il governo di FDR decise che la ricchezza doveva essere meglio distribuita per privilegiare le classi medie e quindi limitare il diffondersi del comunismo. Per raggiungere questo obiettivo bisognava aumentare la percentuale dei proprietari della prima casa molto al di sopra del 20%, cosi' che la maggioranza della popolazione avrebbe avuto molto da perdere con l’avvento del comunismo. Nel 1938 Roosvelt introdusse la settimana lavorativa di 40 ore. Verso la fine della seconda guerra mondiale, i lavoratori in America aveva fatto notevoli progressi sociali ed erano abbastanza soddisfatti della loro situazione economica. Ma subito dopo, quando l'espansione dell'ideologia comunista era stata fermata, negli Stati Uniti un altro problema apparve all’orizzonte.

L'Unione Sovietica, alla fine della seconda guerra mondiale, essendo diventata molto più forte militarmente,  iniziò una politica di espansione territoriale. Per contenere questa espansione fu fondata la NATO. Così cominciò la cosiddetta guerra fredda, che risultò molto costosa specialmente per gli Stati Uniti, che erano gli unici con risorse sufficienti per fornire armamenti e aiuti economici ai Paesi in difficoltà (piano Marshall). A questo punto, con l'indice della paura altissimo, la borghesia americana era disposta a ‘investire’ in maniera considerevole per coprire i costi della guerra fredda. Nel frattempo nel periodo 1960-1980, i lavoratori dell'industria automobilistica godevano di un livello di benessere mai raggiunto prima. Il comunismo, che causò tante sofferenze ai popoli che ebbero l'esperienza di provarlo direttamente, riuscì a fornire  un alto tenore di vita a popolazioni non sottoposte a tale dittatura. L'indice di paura ebbe quindi un effetto positivo per tutti i lavoratori del mondo libero.

Con la caduta del muro di Berlino nel 1989 comincio' il declino del livello di vita della maggior parte dei lavoratori del mondo occidentale. L'indice della paura dovuto al comunismo si abbassò notevolmente, e gli industriali cominciarono ad aumentare i loro profitti evitando di aumentare il salario dei lavoratori. Allo stesso tempo, cominciarono a importare in grande quantità prodotti a basso costo dalla Cina, anch’essa giudicata non più pericolosa, creando una ulteriore pressione sulle retribuzioni. Oggigiorno si puo' dire che il mercato globalizzato ha finito per abbassare il tenore di vita della classe media, aumentando moltissimo la ricchezza dell'alta borghesia. La percentuale della gente proprietaria della casa sta diminuendo dal massimo del 78% raggiunto nel 2007. Attualmente l'uno per cento della popolazione degli Stati Uniti possiede piu' del 50% della ricchezza del Paese. Lo stesso livello del 1920, quando l'indice della paura era bassissimo e così il pericolo del comunismo. In conclusione bisogna prendere atto che il più grande progresso economico nella storia delle classi più disagiate del mondo libero,  fu ottenuto tra il dopoguerra e il 1990, quando la paura dell' espansione comunista era al  massimo.

Marcello VENEZIANO

 
Viaggiando tra le stelle PDF Stampa
Utilità - Curiosità

Viaggiare nello spazio, visitando pianeti appartenenti ad altri sistemi solari con meravigliose vedute e splendide civiltà, è un tema affascinante che è sviluppato in molti romanzi di fantascienza.

Anche gli scienziati non sembrano negare che un giorno, tutto questo sarà possibile. Personalmente non ho mai letto un articolo scientifico che eliminasse questa possibilità. Per questo motivo nei prossimi paragrafi cercheremo di esaminare come sarebbe realizzabile un progetto di navigazione tra le stelle.

Per primo, vogliamo analizzare quali sarebbero le limitazioni di una nave spaziale progettata con il massimo che la scienza potrà mai offrire. Questa astronave userebbe un motore che emette il propellente quasi alla velocità della luce (motore ionico) e come sappiamo questa velocità non può essere superata. Per quanto riguarda la velocità finale, quindi, qualsiasi tecnologia futura non potrà

offrire niente di meglio.
Nella figura seguente è rappresentata un'astronave con motori ionici, cioè motori che accelerano le particelle dell propellente fino circa alla velocità della luce.

Questi motori, che richiedono un lungo tempo (mesi) per raggiungere la velocità finale, forniscono la massima propulsione.

E' importante tenere in considerazione che, fermare l'astronave dopo che ha raggiunto la velocità finale, richiede la stessa quantità di energia o propellente. Se poi si vuole ritornare sulla Terra, l'operazione di accelerazione e riduzione della velocità deve essere ripetuta. In questo caso, solamente 1/4 del propellente potrà essere usato per raggiungere la velocità finale, durante la spedizione e inoltre un quarto della velocità della luce potrebbe esser raggiunto se il peso del propellente costituisse il 100% del peso totale della nave spaziale. Ovviamente questo non è possibile perché, per la lunghezza del viaggio, la parte abitabile dell'astronave dovrà essere spaziosa e finirà col pesare almeno quanto il propellente. Tutto questo ridurrebbe la velocità finale a un ottavo della velocità della luce. Se teniamo in considerazione l'efficienza dei motori, possiamo dire che anche nei migliori dei casi, la massima velocità possibile per compiere il viaggio non supererebbe un decimo della velocità della luce.

Ora che abbiamo progettato questa meravigliosa astronave, capace di viaggiare a un decimo della velocità della luce, dobbiamo scoprire quali nuovi orizzonti si vengono ad aprire per la nostra avventura spaziale.

La stella più vicina da visitare è l'Alfa Centauri a una distanza di 4.2 anni luce. Purtroppo questo sistema solare è composto di tre stelle differenti e non ci sono pianeti da visitare. Il successivo sistema solare è Tau Ceti alla distanza di 11.8 anni luce. Questa stella, con circa il 78% della massa del sole, ha cinque pianeti nella zona abitabile e sarebbe ideale farne la meta di un viaggio di esplorazione. Usando la nostra astronave, il viaggio di andata e ritorno impiegherebbe 240 anni. Questo sarebbe l'equivalente di circa otto generazioni e quindi la longevità dell'uomo non è compatibile con le avventure spaziali. Senza prendere in considerazione tutti gli altri problemi, come la manutenzione delle macchine e dei viaggiatori, è evidente che la navigazione tra le stelle rimarrà un soggetto solamente per la fantascienza.

 

Marcello VENEZIANO

 
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