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Il progresso PDF Stampa
Utilità - Punti di vista

La nostra epoca è fiera del progresso conseguito nello sviluppo intellettuale dell’uomo, ma proprio per questo dovremmo stare attenti a non fare dell’intelletto il nostro dio. Esso ha ,naturalmente, muscoli possenti, ma non è dotato di alcuna personalità. Non può guidare, può solo servire; e non è esigente nella sua scelta di un capo. Questa caratteristica si riflette nella qualità dei suoi sacerdoti, gli intellettuali. L’intelletto ha la vista lunga in fatto di metodi e strumenti, ma è cieco rispetto ai valori.
I nostri antenati ebrei, i profeti e gli antichi saggi cinesi compresero e proclamarono che il fattore più importante nel dare forma alla nostra esistenza umana è individuare e fissare una meta; e la meta è una società di esseri umani liberi e felici che si prodighino con costante sforzo interiore per liberarsi del retaggio degli istinti antisociali e distruttivi [….]. E’ in questo sforzo che l’intelletto può offrire l’aiuto più potente. I frutti dello sforzo intellettivo, insieme allo sforzarsi in sé, in cooperazione con l’attività creativa dell’artista, danno contenuto e senso alla vita.

Albert EINSTEIN

 
Le ricette e i ricettari: da Marco Gavio Apidio a Pellegrino Artusi PDF Stampa
Utilità - Curiosità

Al giorno d'oggi il termine 'ricetta' in Italia viene utilizzato per indicare principalmente due cose : la procedura di preparazione di un piatto di cucina o l'impegnativa rilasciata dal medico . In senso culinario , nelle ricette moderne sono indicati dosi e liste di ingredienti che servono per cucinare una portata oltre alle varie fasi della preparazione della stessa : forse non tutti sanno che i ricettari sono 'cosa antica' che andava di moda già a partire dal medioevo . Il termine ricetta deriva infatti dal participio passato del verbo recipere , che coniugato come indicato in precedenza diventa recepta : questo perché in epoca medievale tutte le descrizioni e le indicazioni relative alle cose da fare per effettuare una preparazione iniziavano con il termine recipe (cioè 'prendi'), che attualmente è il termine inglese che significa proprio 'ricetta'. In età medievale i ricettari erano dei veri e propri          manuali che custodivano i 'segreti del mestiere' non solo di cuochi ma anche di artigiani e medici , nei quali spesso si possono riscontrare riferimenti a quella che sarebbe poi diventata l'alchimia .

Ma come si sono evolute ricette e ricettari nel corso dei secoli ? 
Quello che sicuramente balza all'occhio è che nei ricettari antichi , al contrario di quello che succede ora , nelle ricette non venivano date indicazioni in merito a dosi e tempi di cottura anche perché questi libri erano rivolti ad esperti del settore e non a massaie o cuochi amatoriali come succede al giorno d'oggi . Dopo quello di Marco Gavio Apicio (gastronomo dell'antica Roma vissuto tra il 25 a.C. e il 35 d.C.), il principale trattato di cucina medioevale è il Liber de coquina che si deve a un cortigiano che visse alla corte del re Carlo II d'Angiò. Questo libro è una summa di ricette che risentono di influenze principalmente napoletane e francesi ma anche arabe , spagnole e delle varie parti d'Italia. I ricettari del periodo iniziavano con 'sei vuoi fare' e il nome della pietanza, ed erano molto stringate . Già a partire dal '400 però le ricette vengono scritte in modo più accurato sia dal punto di vista terminologico che delle procedure . Nel '500 i ricettari sono infarciti di termini dotti ma a partire dalla metà del '700 i libri sono scritti in gergo barocco , densi di quelli che vengono definiti francesismi ed idiotismi . E proprio da una polemica contro questo modo di scrivere , il celeberrimo Pellegrino Artusi partirà i suoi libri di ricette scritti in modo semplice e alla portata di tutti , che ne decreteranno il successo negli anni a venire .

Cinzo Zeribi

 
Scienza e religione PDF Stampa
Utilità - Scienze

In questo articolo cercheremo di quantificare l'impatto che la scienza ha avuto sulla religione attraverso la storia. Il numero degli agnostici e degli atei sta aumentando rapidamente e questo fenomeno e' probabilmente dovuto al progresso scientifico sviluppatosi nei secoli.

Eudoxus, nato in Cnidos nel 408 A.C. fu studente nella scuola di Platone ed e' riconosciuto per essere stato  il primo a sviluppare un sistema solare con la terra nel centro (geocentrico). Il suo sistema includeva 27 sfere, inserite nelle quali erano 5 pianeti. Questo sistema fu perfezionato da Aristotele e poi da Tolomeo includendo 55 sfere concentriche che rappresentavano le stelle e i pianeti sempre con una configurazione geocentrica. Questi modelli del sistema solare rimasero inalterati per molti secoli, ma avevano in comune un problema dovuto al fatto che non potevano spiegare il movimento retrogrado  di alcuni pianeti, come si vede nella figura seguente. Se si guarda l'orbita di Marte durante un certo periodo dell'anno, questo pianeta osservato dalla Terra appare andare in una direzione opposta a quello delle stelle. Questo fenomeno osservato dagli antichi astronomi venne chiamato movimento retrogrado.

 

Questo mistero fu spiegato con il fatto che il pianeta periodicamente e capricciosamente copriva una piccola orbita circolare (in rosso).

Dopo diversi secoli, Copernico (1473- 1543) introdusse il suo modello con il sole finalmente al centro del sistema solare,  e riuscì a spiegare il movimento retrogrado dei pianeti come si vede nella figura seguente con il sistema eliocentrico.

Poiche' la terra naviga più rapidamente rispetto a Marte, la traiettoria di Marte vista dalla Terra appare disegnare una zeta nel cielo. Nella figura i punti 3,4 e 5 segnano il movimento retrogrado.

Copernico non ebbe il coraggio di confrontarsi con la Chiesa sul nuovo sistema solare ed espose il suo credo nel libro "The Rivolutionibus",  pubblicato dopo la sua morte,  solamente come una possibile teoria. Nel 1632 Galileo pubblicò il suo libro "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" in cui si compara il sistema Tolomaico con  quello di Copernico. Galileo fu un fermo sostenitore del nuovo sistema solare introdotto da Copernico ed ebbe il coraggio di confrontarsi con la Chiesa e per questo finì gli ultimi nove anni della sua vita in uno stato di detenzione domiciliare. Solamente nel 1822 il libro di Galileo venne accettato dalla Chiesa Cattolica.

 

 

All' inizio del ventesimo secolo, con le scoperte di Edwin  Hubble, si viene a conoscenza che la Via Lattea con i suoi 100 miliardi di stelle non e' altro che una galassia media in mezzo ad altre galassie. Per di piu' il nostro sistema solare si forma attorno a una stella di media grandezza localizzata nella periferia della Via Lattea (figura di sopra).

Recentemente, l'Hubble Space Telescope fu  puntato verso l' angolo piu' scuro nel cielo e si e' visto come in questo piccolo angolo dell'Universo si possono contare migliaia di galassie alla distanza di miliardi di anni luce dalla Terra. Nella foto seguente, abbiamo marcato una delle galassie visibili, come la nostra Via Lattea per dare l'idea di come totalmente isolata e' la nostra posizione nell'universo. Con le scoperte degli ultimi secoli, siamo passati dal centro dell'universo a una posizione totalmente insignificante e tutto questo ci fa riflettere sul concetto  di Dio , sempre cercando spiegazioni piu' logiche di quelle proposte dalle religioni tradizionali.

 

 

Per iniziare questa analisi dobbiamo cominciare col discutere il concetto del Dio personale. Quando diciamo Dio personale, intendiamo un dio che ha creato tutto l'universo con l'unico scopo di fornire l'uomo di un posto in cui vivere. Ma, furono miliardi di  galassie, ognuna con miliardi di stelle, create solamente affinche' l'uomo potesse vivere su un pianeta simile ad altri miliardi di pianeti? Tutto questo e' difficile da comprendere. Se l'uomo è stato l'unico scopo per la creazione dell' universo allora possiamo dire che questo Dio ci appare essere un architetto impazzito.

Un dio personale e' un dio consapevole del comportamento di ogni uomo attraverso tutta la vita. Un comportamento che verra' giudicato alla fine della sua vita secondo il bene ed il male da lui commesso. Ma questo e' lo stesso dio che distrugge Sodoma and Gomorra assieme a tutti i bambini ed altri innocenti. Questo e' un dio che verrebbe senz' altro condannato dalla giuria di ogni nazione moderna.

Un dio personale, sebbene desiderabile per sentirci meno fragili, non puo' esistere senza violare la piu' elementare delle logiche. La fede allora deve essere chiamata in aiuto, ma la fede risiede in un posto dove la logica svanisce. La domanda che ci facciamo e' : riescono meglio a spiegare la complessita' dell'universo la fede o la logica. In verita' la logica e' la sola chiave utile per scoprire i misteri dell'universo.

C'e' una sola alternativa al dio personale e questa si chiama intelligenza distribuita. Un formicaio e' un caso di intelligenza distribuita. Individualmente una formica puo' essere comparata ad una cellula del nostro cervello. Questo e' un buon paragone perche' se estraiamo una formica da un formicaio, essa non puo' operare e non puo' sopravvivere. Questo sarebbe l'equivalente di estrarre  una cellula dal cervello ed aspettarsi che essa possa generare un pensiero. In contrasto una colonia di formiche e' capace di creare una societa' dove l'agricoltura (crescere un tipo di funghi o allevare altri insetti per poi mungerli) e' stata praticata prima dell'uomo. Cosi' possiamo dire che quando un singolo individuo di questa specie sembra di non avere  intelligenza, la comunita' ne  mostra invece in quantità sufficiente per essere definita come tale.

Una organizzazione con intelligenza distribuita puo' essere definita come un essere, composto da piccole componenti della stessa specie, capaci di attuare schemi complessi. Queste componenti individuali sono capaci di interagire l'una con l'altra e lavorando assieme sono capaci di creare quelle complessita' che noi definiamo come intelligenza. Per esempio, queste organizzazioni quando si trovano ad affrontare nuovi problemi riescono ad implementare nuovi metodi per sopravvivere. Questo sarebbe il caso di formiche che formano una catena in modo di agire come un ponte affinche' il resto della colonia possa attraversare il ruscello. Alcune delle formiche affogheranno nell'attuare questo progetto ma la vita dell'individuo non e' importante per la sopravvivenza della colonia. Ma questa definizione puo' essere applicata a qualcosa che non appartiene al mondo vivente? Atomi messi insieme possono creare intelligenza. Ma gli atomi necessari per creare intelligenza hanno diversi pesi atomici e quindi non possono essere classificati come della stessa specie e questa sarebbe una violazione della nostra premessa.

Solamente la piu' piccola particella nell'universo, la particella da cui qualsiasi complessita' e' poi derivata  puo' essere chiamata a riempire questo ruolo di  intelligenza distribuita. Questa particella e' il neutrino. Questa  e' l'unica particella esistente subito dopo il BigBang. Qualsiasi cosa creata nell'universo comincia con essi. I neutrini interagiscono usando fotoni (onde elettromagnetiche) in un modo simile alle formiche quando scambiano informazioni con le loro antenne.

Per di piu' c'e' nel neutrino qualcosa di mistico che lo avvicina a una religione con i suoi attributi unici.

  • Omnipresente: e' presente in tutto l'universo.
  • Omnipotente:  e' capace di costruire tutto l'universo.
  • Omniscente:  la sua intelligenza distribuita non conosce  limiti.

Questi sono altri attributi che appartengono solamente al neutrino:

Piccolo all'infinito e denso all'infinito.

Tutti gli attributi che definiscono il neutrino hanno "infinito" come parte della loro descrizione. Inoltre queste particelle oscillano sul confine del mondo visibile ed il mondo invisibile(vedi nota in fondo).

Nella figura un neutrino continua ad oscillare tra il mondo visibile ed il mondo invisibile e solamente dopo aver catturato un fotone diventa parte permanente del mondo visibile. Nel mondo invisibile il tempo si ferma e, siccome non c'e' né  inizio nè fine, il neutrino e' eterno. Nonostante tutti questi attributi, dobbiamo ricordarci che un neutrino in sè stesso non è altro che una formica sperduta e riesce a mostrare intelligenza solo nella sua grande moltitudine.

Infine possiamo dire che c'e' abbastanza evidenza per pensare che quello che chiamiamo Dio sia un caso di intelligenza distribuita.

 

(nota)Spiegazione nell' articolo  "Esplorando I Buchi Neri", riportato all'inizio della Sezione

 

Marcello Veneziano

 
Che cos'è la realtà PDF Stampa
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Nei trenta secoli passati, filosofi in diverse parti del mondo hanno tentato di definire il concetto della realtà, in altre parole la nostra percezione astratta del mondo. Ma perché definire la realtà, è stato considerato così importante?  La realtà è fondamentale perché, la visione del mondo nella nostra mente ha influenza su tutte le decisioni che prendiamo e anche sulle decisioni che non prendiamo, quando le lasciamo ad altri. Ciò è molto importante perché influenza le nostre relazioni con gli altri individui. Persone che vivono realtà differenti generalmente non vanno molto d'accordo. Le decisioni che prendiamo sviluppano le nuove realtà. Le nostre decisioni, mentre sono prigioniere della realtà corrente, creano la realtà futura. Socrate disse che la realtà non può essere percepita usando i nostri sensi, ma solamente usando la ragione. Questa osservazione appare corretta specialmente se osserviamo i testimoni oculari durante un processo, quando spesso dimostrano di non essere attendibili. Ma è possibile, usando la ragione, arrivare a percepire una realtà comune a tutti? Se questa realtà veramente esistesse, dovremmo chiamarla Realtà con la erre maiuscola. Ma questo tipo di Realtà è impossibile da ottenere. Anzi possiamo dire che dei miliardi di uomini che vivono sulla Terra, ognuno vive con una visione dell'universo differente; per questo una visione del mondo accettabile da tutti non esiste.  E' mia opinione che la "Realtà " può essere acquisita solo parzialmente e anche questa acquisizione parziale richiede una conoscenza profonda di tutto lo scibile umano. Nessuno può raggiungere la "Realtà" perché siamo afflitti da troppe imperfezioni.

Ma possono le realtà di certi individui essere più vere di altre realtà? Questi due esempi forse potrebbero chiarire questo concetto. Prima, consideriamo un uomo cui piace sognare molto e quindi costruire castelli in aria. La probabilità che i suoi sogni divengano realtà è molto bassa. Poi, consideriamo Alessandro Magno che diventò uno dei più potenti uomini della Storia, riuscendo a modellare il futuro secondo il suo senso della realtà. Comparando questi due casi, il nostro senso della realtà potrebbe essere misurato con la percentuale di piani fatti nel passato e poi portati a buon fine. Ma la morte di Alessandro Magno a una giovane età certamente non era parte della sua visione e questo ci fa capire che possiamo possedere la "Realtà" solamente in piccole porzioni, anche perché sugli eventi del futuro non abbiamo nessun controllo. Nella realtà di Alessandro Magno c'era un pizzico di follia nel pensare che potesse combattere tante battaglie senza essere mortalmente ferito. Questo mostra che il nostro senso della realtà è dipendente dal tempo e dalla fortuna e che solamente un Essere teorico che vive fuori dal tempo può raggiungere la "Realtà". Per vivere fuori del tempo, questo Essere deve essere eterno, quando il passato, il presente e il futuro convergono! Inoltre, questo Essere deve essere privo di ogni altra imperfezione da cui è gravata l'Umanità.

Si riportano alcune delle imperfezioni che affliggono l'umanità e non le permettono di acquisire la "Realtà”:

AVIDITA'

Quando il nostro interesse finanziario è in gioco, ci possiamo convincere facilmente di nozioni che non sono coerenti con la realtà. Io, per esempio, possiedo delle azioni in compagnie petrolifere e per questa ragione sono molto sensibile quando si parla di cambiamenti climatici dovuti al biossido di carbonio. Nella mia mente posso trovare molte ragioni per cui le predizioni degli esperti sul global warming possone essere non valide.

 

RELIGIONE

Una volta lessi in un giornale, che negli USA c'erano più di 2000 confessioni della religione Buddista. Ci saranno almeno altrettante concezioni diverse nella religione Cristiana. Ogni congregazione si concentra su una frase differente della Bibbia. Per esempio:"Un occhio per un occhio ......"dimenticandosi che questo desiderio di vendetta è completamente negato dal Nuovo Testamento. Credere  contemporaneamente in valori che si oppongono negando ogni logica, è uno dei problemi in cui la religione fallisce, nel tentativo di creare una realtà comune. La religione, quando insegnata cominciando in giovane età, può influenzare la nostra realtà per tutta la vita, perché  le idee acquisite, senza usare la logica, possono essere difficilmente cambiate.

POLITICA

Con la politica  vogliamo dare forma alla futura società. C'è l'estrema destra, c'è l'estrema sinistra e poi mille sfumature tra di queste. I ricchi vogliono un governo che è favorevole ai loro interessi, mentre i poveri cercano di migliorare i propri. Poi ci sono gli interessi delle centinaia di minoranze che, talvolta unendosi, possono influenzare il governo del Paese. La società più giusta potrebbe essere solamente quella creata dagli individui che sono sulla soglia del nascere e che non sanno in quale strato sociale andranno a finire! Questi individui avrebbero una preferenza per un governo che permettesse la massima mobilità sociale e desse accesso a una istruzione poco costosa, con scuole di buona qualità. Anche perché la probabilità di nascere in una buona fascia sociale è bassa e nessuno vuole vivere per tutta una vita in una situazione non desiderabile. C'è gente che vuole più libertà e altre persone che si sentono minacciate da questa possibilità. Il desiderio di ridurre la libertà si può correlare con la quantità di paranoia che è presente  in tutti noi. La paranoia ha grande impatto sulla nostra percezione della realtà.

ESPERIENZE DEL PASSATO

Tutte le esperienze che facciamo durante il corso della nostra vita lasciano un certo impatto sulla nostra percezione della realtà. Gente che è stata vittima di un certo crimine chiede che i legislatori siano più rigidi verso chi commette reati. La magistratura normalmente esonera da una giuria, gente che è stata già vittima della delinquenza.

A questo elenco di condizioni umane se ne possono aggiungere molte altre, come il razzismo e il patriottismo eccessivo, che hanno influenza sulla nostra visione della realtà. Dovuti a tutte queste parzialità, anche  i fatti storici, come la vita di Alessandro Magno, sono soggetti alla realtà di coloro che li descrivono. Alessandro Magno può essere un eroe o un villano, il tutto dipende dalla realtà di chi riporta i fatti e anche da chi li legge. Alcuni probabilmente non crederanno che viviamo in un mondo in cui tutti gli individui vivono in realtà differenti. Essi pensano di vivere in una realtà comune, perlomeno al gruppo con cui si associano. Questa delusione è possibile, solo se si nasconde la propria realtà agli altri individui, continuando a parlare di cose che non creano controversie; inoltre, è perfino possibile  isolarsi dalla propria realtà, adottando uno stile di vita molto intenso che non lascia tempo per l’introspezione. Qualcuno preferisce isolarsi dal resto della società per evitare di confrontarsi con realtà differenti. Questa non è una buona soluzione, perché la solitudine porta a una  grande distorsione del nostro senso della realtà. Osservando la vita di molti dittatori, circondati da sicofanti sempre pronti a lodarli, si riscontra che  buona parte di loro fu preda, alla fine della propria vita, di uno stato di pazzia. L' essere esposti a una certa quantità di osservazioni, quando esponiamo il nostro modo di pensare, è il modo migliore per contenere il nostro senso della realtà entro quei parametri accettabili, che possiamo chiamare normalità. In altre parole, la nostra realtà è composta di un miscuglio di ragione, istinti e follie ed essere esposti  a una certa quantità di disapprovazione è necessario a tenere l'insensatezza sotto controllo. Dobbiamo cercare di non aver paura di confronti, perché lo scontro di differenti realtà talvolta porta nuove idee e innovazioni. Tutti i grandi cambiamenti nel mondo furono creati da individui con una visione del mondo differente. Questi individui furono esposti  a molte critiche prima che le loro idee fossero accettate.

Marcello VENEZIANO

 
Necessità e libertà PDF Stampa
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La classica opposizione di necessità e libertà, antica quanto il pensiero, è riassumibile in questa alternativa:

-il mondo è un processo necessario e logico, e di conseguenza anche privo di libertà

-il mondo è un processo libero e creativo, e di conseguenza anche privo di un disegno logico e sensato.

I filosofi si dividono tra chi assegna il primato alla necessità e al senso, e chi invece alla libertà e al non-senso. Tra le molte possibilità scelgo di presentare il pensiero di Cartesio e di Spinoza, i due sommi filosofi dell’inizio della modernità, entrambi esponenti di un filosofare così attento ai risultati della scienza da modellarsi sul metodo scientifico, in particolare  sul rigore delle dimostrazioni geometriche.
Cartesio sosteneva come principio di palese evidenza  il fatto che «noi abbiamo un libero arbitrio»fondandolo sulla possibilità di «frenare l’assenso delle cose dubbie e così evitare l’errore»; anzi, per lui «il fatto che vi sia libertà nella nostra volontà, e che ad arbitrio possiamo assentire o non assentire a molte cose, è manifesto è manifesto al punto che è da annoverarsi fra le nozioni prime e del tutto comuni che ci sono innate». E a chi affermava di essere vittima di istinti e di passioni più forti, ricordava: « Quando un cane vede una pernice è naturalmente portato a correre verso di essa; e quando ode un fucile sparare, il rumore lo incita naturalmente a fuggire; ma nondimeno si addestrano generalmente i cani da caccia in maniera che la vista di una pernice fa sì che si arrestino e il rumore che odono dopo, quando si spara su di essa, fa che accorrano. Ora, è utile sapere queste cose per dare a chiunque il coraggio di applicarsi a dominare le proprie passioni».
Di contro Spinoza qualche anno dopo scriveva: « Gli uomini si ingannano a ritenersi liberi, e questa opinione consiste solo in questo, che essi sono consapevoli delle loro azioni ma sono ignari delle cause da cui sono determinate [….]. Infatti, essi dicono che le azioni umane dipendono dalla volontà, ma sono soltanto parole di cui non hanno alcuna idea. Tutti ignorano infatti che cosa sia la volontà e in che modo faccia muovere il corpo».  E più avanti: « L’esperienza insegna più che a sufficienza che nulla gli uomini hanno meno in potere della propria lingua, e niente sono meno capaci di fare che moderare i propri desideri […] così il delirante, la chiacchierona, il bambino e moltissimi altri uomini del genere credono di parlare per libero decreto della Mente, mentre invece non sono capaci di contenere l’impulso che hanno di parlare» Insomma ««decreti della Mente non sono altro che gli appetiti stessi e perciò variano a seconda della varia disposizione del Corpo» perché deve essere chiaro che « ognuno regola tutto secondo il proprio affetto».
Io penso che ci troviamo al cospetto di ragionamenti persuasivi su entrambi i fronti. Le cose peraltro si complicano ulteriormente  se prendiamo in considerazione la fisica contemporanea. Qui i grandi fisici, che per natura devono essere anche un po’ filosofi, come i grandi filosofi devono essere anche un po’ fisici, si dividono:  al campo della necessità appartiene Einstein con la teoria della relatività, al campo della libertà appartiene Bohr con la meccanica quantistica.
La teoria della relatività riguarda lo spazio-tempo, l’energia e la gravitazione, le stelle e le galassie; la meccanica quantistica riguarda il comportamento degli atomi e delle particelle subatomiche. La prima regna nell’immensamente grande, la seconda nell’infinitamente piccolo. Ognuna nel suo ambito funziona alla perfezione, ma i fisici non sono in grado di conciliarle. Così scrive Brian Greene, fisico teorico della Columbia University: «Nel modo in cui sono formulate, la relatività generale e la meccanica quantistica non possono essere giuste entrambe. Le due teorie responsabili del progresso straordinario della fisica dell’ultimo secolo, le teorie che spiegano l’espansione dei cieli e la struttura della materia, sono incompatibili tra di loro». Così il fisico italiano Carlo Rovelli: « Eppure le due teorie non possono essere entrambe giuste, almeno nella loro forma attuale, perché si contraddicono l’un l’altra. Uno studente universitario che assista alle lezioni di relatività generale il mattino e a quelle di meccanica quantistica nel pomeriggio non può che concludere che i professori sono citrulli, o hanno dimenticato di parlarsi da un secolo: gli stanno insegnando due immagini del mondo in completa contraddizione».
La prima concezione interpreta l’universo all’insegna dell’ordine, ritenendo che esso si muova seguendo precise e ordinate leggi fisiche che sono il prodotto di forze tra loro finemente sincronizzate, di modo che non vi è nulla di casuale ma tutto procede secondo una precisa necessità fisica. La necessitas alla guida del tutto, che per Einstein corrisponde ai principi matematici delle leggi della fisica, venne teorizzata fin dall’antichità e fu denominata anànchè dai greci, fatum dai latini, Karman dagli hindu e dai buddisti, mentre per i monoteismi corrisponde al Dio unico e personale che vede, prevede, provvede ed il cui disegno inevitabilmente si compie.
La seconda concezione, oggi maggioritaria in Occidente, considera all’opposto il mondo come generato dal caso e governato dalla contingenza: in esso non c’è nessun principio, nessun senso, tanto meno uno scopo, se non un’enorme quantità di energia che genera e fa degenerare ogni ente, la quale era caos, è ancora caos e sempre caos rimarrà.
Scrivendo al fisico Max Born, Einstein riassumeva così lo stato dell’arte: « Le nostre prospettive scientifiche sono ormai agli antipodi tra di loro. Tu ritieni che Dio giochi a dadi col mondo; io credo invece che tutto ubbidisca a una legge, in un mondo di realtà obiettive che cerco di cogliere per via furiosamente speculativa. Lo credo fermamente […]. Nemmeno il grande successo iniziale della teoria dei quanti riesce a convincermi che alla base di tutto vi sia la casualità, anche se so bene che i colleghi più giovani considerano questo atteggiamento come un effetto di sclerosi. Un giorno si saprà quale di questi due atteggiamenti  istintivi sarà quello giusto».
Quel momento auspicato da Einstein finora non è ancora arrivato e al momento non rimane che fare i conti con l’inconciliabilità teorica tra teoria della relatività e meccanica quantistica.

Brano tratto da Il coraggio di essere liberi di Vito MANCUSO

 
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