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I. Kant, Critica della ragion pratica, Conclusione PDF Stampa
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Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire al pianeta (un semplice punto nell’Universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito.

 

(I. Kant, Critica della ragion pratica, Laterza, Bari, 1974, pagg. 197-198)

 
Liberi dalla schiavitù per cinque anni PDF Stampa
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Ieri, ho visto il film " Schiavo per dodici anni" e non mi ha convinto della tesi presentata. Il film si svolge poco prima della guerra civile americana. In quel periodo alcune organizzazioni criminali rubavano negri liberi nel Nord per poi venderli come schiavi nel Sud degli Stati Uniti. Questo film vuole lasciare l'impressione che la legge in vigore in quel tempo proteggesse tutti gli uomini liberi indipendentemente dal colore o razza quando venivano messi in schiavitù ingiustamente. Inoltre, dava l'idea che in un giorno, non molto lontano, ogni forma di schiavitù sarebbe stata abolita anche nel Sud.

La mia interpretazione della storia degli schiavi negri in America è in contraddizione con l'idea presentata in questo film. Secondo me, i negri americani vissero senza alcuna discriminazione, per quanto riguarda la legge, solamente tra il 1965 e il 1970 quindi per soli 5 anni. In realtà dopo la fine della guerra civile ci furono solo dieci anni di ricostruzione, in cui le leggi di uguaglianza nel Nord furono introdotte anche nel Sud. A cominciare dal 1876, leggi di segregazione razziale furono approvate da tutti i governi della ormai sconfitta Confederazione degli stati del Sud. Queste leggi, chiamate le Jin Crow Laws, rimasero in vigore fino al 1965, esponendo la dottrina che i negri erano uguali ma dovevano vivere separati dai bianchi in tutti i luoghi pubblici. Questa separazione in pratica determinò condizioni di vita inferiori per i negri, considerando tutti gli svantaggi economici e educazionali che questa legge venne a significare.

Le scuole pubbliche non esistevano negli stati del Sud prima della guerra civile. Dopo, con le leggi di Jim Crow, poche risorse furono stanziate per le scuole dei negri, con lo scopo di tenere la gente di colore in una sorta di completa ignoranza. L'istruzione, in genere, richiede diverse generazioni per raggiungere un livello adeguato e i negri del Sud cominciarono questo processo solamente nel 1965 quando le leggi di "separati ma uguali" furono abrogate. Alla fine della guerra civile ci fu un cambiamento per i lavoratori agricoli neri. Gli schiavi, una volta liberati, furono impiegati dagli stessi latifondisti, ricevendo una percentuale minima dei raccolti in cambio del loro lavoro. La loro vita divenne forse più precaria rispetto all’anteguerra. I negri, non essendo più proprietà dei latifondisti, potevano essere facilmente sostituiti da altri lavoratori. La morte di questi negri liberati non rappresentava più una perdita di capitale.

Un altro affronto, che i negri del Sud dovettero subire dopo la cosiddetta liberazione, venne a chiamarsi Peonage. Questo comportava una serie di leggi chiamate "Black Codes" per il controllo dei movimenti dei negri tra le città e le zone rurali. Queste leggi in realtà erano fatte per impedire la migrazione dal Sud al Nord. Secondo queste leggi, i negri venivano giudicati vagabondi anche se solo disoccupati e in cerca di lavoro. Con queste leggi i magistrati arrestarono centinaia di migliaia di individui, impartirono sanzioni pecuniarie e richiesero cauzioni. Non avendo i soldi per pagare, i negri rimanevano prigionieri e venivano prestati ad agricoltori ed altri affaristi disposti a pagare le loro multe. I prigionieri dovevano lavorare incatenati per lunghi periodi per ripagare questi debiti ingiustamente comminati. Durante questo periodo, essi dovettero vivere in situazioni peggiori di quando erano schiavi. I bianchi furono raramente considerati colpevoli per violenze arrecate ad essi. All'inizio del ventesimo secolo si stima che circa il 40% dei negri si trovava in questa situazione di Peonage. Nel 1921, John Williams fu il solo bianco definito colpevole per la morte violenta di 11 negri che lavoravano nella sua fattoria. Williams fu l'unico bianco giudicato colpevole di assassinio tra il 1877 e il 1966. I bianchi conservarono la loro supremazia nel Sud, anche se in inferiorità numerica, promulgando leggi che resero sempre più difficile ottenere il diritto di voto ai negri. Nel 1877 il Partito Democratico ricorse a  un compromesso per ottenere il supporto degli Stati del Sud nelle elezioni presidenziali. L'accordo consisteva nel rimuovere tutte le truppe di occupazione dal Sud. Con questo accordo il Partito Democratico ottenne il potere e subito dopo, in dieci degli undici Stati Confederati originali, fu tolto il voto alla maggioranza dei negri, con una combinazione di tasse per votare, esami di comprensione e prove di residenza. Gli analfabeti bianchi ebbero il permesso di votare con l’uso di regole preesistenti. Nel 1910 in Luisiana, solo 730 negri erano registrati per votare, cioè meno dello 0.5 % della popolazione.

La ragione del titolo di questo articolo è dovuta al fatto  che nel 1965, durante l’amministrazione del presidente Johnson, con l'abrogazione delle leggi Jim Crow, l’uguaglianza di fronte alla legge di tutte le razze sembrava raggiunta. Purtroppo,  solo 5 anni dopo, un nuovo fenomeno si manifestò. La popolazione detenuta cominciò ad aumentare rapidamente con l'introduzione di nuove leggi. Tra il 1970 e il 2011, il numero dei detenuti aumentò da 280.000 a 2.260.000, di circa otto volte, mentre la popolazione generale aumentava del 50% e i crimini violenti diminuivano. Nel frattempo numerosi studi dimostravano la mancanza di correlazione tra crimine e carcerazione durante questo lungo periodo. Gli Stati Uniti hanno il più alto livello di detenuti nel mondo. Nel 2011, 905.000 negri erano in carcere, cioè il 40% di tutti i detenuti, sebbene rappresentassero solo il 12.6 % della popolazione. Le donne sono in grande minoranza in queste statistiche, dimostrando che i negri di sesso maschile erano i più perseguitati.

Il maggior numero di detenuti era responsabili del possesso di piccole quantità di droga. Il costo totale di questo sistema di giustizia è circa 200 miliardi di dollari annui. Per dare un’idea della grandezza di questa cifra, si può dire che il costo, per mandare gli stessi detenuti nelle migliori università, sarebbe di circa la metà. Un altro fatto da considerare, è che in molti degli Stati del Sud, anche quando vengono liberati, gli ex detenuti non hanno più il diritto di votare. In altre nazioni anche durante il tempo passato in prigione i detenuti possono votare. Dovuto a pene già scontate, un gran numero di negri ha perso il diritto a votare. Questo significa che milioni di voti vengono ad essere soppressi con un impatto significativo sulle elezioni locali e nazionali. Questo ci riporta alla situazione della Luisiana nel 1910. Esiste una certa connessione tra l'alto livello di detenzione e il desiderio di negare alla popolazione negra il diritto di votare. In conclusione la domanda: sono stati i negri del Sud completamente liberi soltanto per cinque anni dal finire della guerra civile?

Cercando di dimenticare il passato, ora dobbiamo dare il diritto di voto a tutti i negri che sono stati riabilitati. Inoltre bisogna ridurre il numero dei carcerati drammaticamente, perche non c'è Paese che possa permettersi tanto spreco di denaro e di risorse umane. L’avere il più alto livello di detenuti nel mondo non è qualcosa di cui essere orgogliosi.


Marcello VENEZIANO

 
5 YEARS NOT A SLAVE PDF Stampa
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Yesterday I saw the movie "12 Years a Slave" and it left in me a sense of void. The movie takes place just a few years before the Civil War. This film gives the impression that the existing Law, at that time, protected free men of any color, unjustly enslaved, very efficiently and that a certain day, only a few years away, a new Law would be implemented for the protection of everyone living on the land, including slaves. In the movie, the immense power of the slave owner vanishes in front of the sheriff that comes to liberate the wrongly enslaved free man. My sense of void was due to the fact that my knowledge of history told me that the movie was portraying a false hope. According to my knowledge, starting from 1876, the African Americans had been totally descrimination free, for what concerns the Law, for only five years between 1965 and 1970. Therefore in the next paragraphs I'll try to make a case for the above statement, which many people may think is an exaggeration.

Racial segregation laws called the "Jim Crow laws" were enacted between 1876 and 1965 in the United States at the State and local levels. These laws mandated racial segregation in all public facilities in the Southern states of the former Confederacy , with a separate but equal status for African Americans. The separation in practice led to conditions for African Americans that were inferior to  those provided for white Americans, considering all the economic and educational disadvantages that this law provided.  Public schools did not exist in the Southern states before the Civil war. Even  after the war, the Jim Crow laws allowed a very limited budget for African Americans schools, keeping the blacks almost in a state of total ignorance. Education in general takes many generations to achieve a higher average level for any given population and the southern African Americans started this slow process only in 1965 when the separate but equal laws were abrogated. At the end of the Civil War there was a transformation of the farm labor. The liberated slaves, in the best case, became crops sharers still  working the land of the rich land owners. Their life of survival presented a further disadvantage, because being no longer a property of the land owners, now they could be easily replaced by the abundant work force available. The death due to illness or mistreatment of a liberated slave was no longer considered a loss of assets, therefore their already deficient health deteriorated even further. Due to a lack of money, sharecroppers often fell in a state of perpetual debt to the land owners and were forced into involuntary labor because they never had enough money to pay off their debt.

Another scourge was inflicted on the African American population after the Civil War. It was called peonage. The southern states passed "Black Codes" to control the movement of freedmen between rural areas and cities. They often declared vagrant, those who were unemployed or even in between jobs. Under these laws, local officials arrested hundreds of thousands of freedmen charging them with fines and court costs. Prisoners were sold or leased to white merchants, farmers and business owners that would pay the cost incurred by the prisoners. The prisoners had to work for a long time without being paid, while in chains,  just to pay off this unjustly   incurred debt. During this period they suffered under conditions, most of the time, worse than when they were enslaved. Whites were seldom prosecuted for holding black workers against their will. It is estimated that up to 40% of the blacks in the South were imprisoned in a state of peonage in the beginning of the 20th century. In 1921, Georgia farmer John S. Williams was convicted for the death of 11 blacks working as peons on Williams' farm. Williams was the only white farmer convicted for killing black peons between 1877 and 1966.

The whites were able to keep supremacy in the South, even being outnumbered by the blacks, by passing local laws that increasingly made it impossible for the blacks to vote. In 1877 the national Democratic Party made a compromise to gain Southern support in the presidential election. A deal was made to withdraw the last federal troops from the South. The Democratic Party gained political power in every Southern State and the "Jim Crow Laws" were passed. Not too long after, between 1890 and 1910, ten of the eleven former Confederate states passed laws that effectively disfranchised most blacks from voting through a combination of poll taxes, literacy and comprehension tests and residency and record keeping requirements. Grandfather clauses, in most cases, permitted illiterate whites to vote. By 1910 in Louisiana only 730 blacks were registered to vote; this was less than 0.5% of the black male population.

The reason for the title of this paper is because in 1965, under the President Johnson administration, the law appears to have reached a true equality between races for the first time, but just five years later a new phenomena appears. The incarceration rate started ramping up  in 1970. It increased from about 280,000 in 1970 to 2,260,000 in 2011. This is an eightfold increase of the inmate population while the total population increased by only 50% and the violent crime rate actually decreased. Studies, over a long period of time, have shown no correlation between crimes and incarceration rates. The US has by far the highest incarceration rate of any nation in the world. In 2011, 905,000 blacks were incarcerated or 40% of the prison population, though they are only 12.6 % of the US total population. Most of the people were incarcerated on minor drug charges. The total cost of this situation, including the judicial system, the police work and the parole system is estimated to be more than 200 billion dollars per year. To get a better perception of this staggering figure we need to compare the cost of sending  all these inmates to an ivy league college. Sending them to college with room and board would cost half as much. A very important fact is that even now in most of the Southern states a rehabilitated inmate, after jail time, is not allowed to vote, where in most nations even during jail time inmates keep their right to vote. Therefore, now, a considerable number of black people living in these states are not able to participate in local, state and national elections. This means that millions of votes cannot  be casted and this has a considerable impact on the election results. This situation brings us back, even if on a smaller scale, to the Louisiana of 1910, when only a very small number of blacks were allowed to vote.

Is there any connection between the high incarceration rate and the unstoppable desire to deny the black population their just voting power? Have the blacks been totally free for only five years since the beginning of their lives in the US?

More important than answering those questions it is to start immediately giving the rehabilitated inmates the right to vote. Doing so will remove any doubts on the true motive of the high level of incarceration. Second, a drastic reduction of the inmate population is needed, because no nation can prosper with such an expense. This is a case of a vicious circle of more and more inmates being generated by a correctional system that was supposed to decrease their number by rehabilitating them. Moreover having the highest incarceration rate of any nation in the world is something we cannot be proud of.

 

Marcello VENEZIANO

 
La casa, le regole, la pace..... PDF Stampa
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Considero casa mia il mondo intero .

Io abito sulla Terra , ma in una zona particolare

etichettata America , Francia , Germania , Russia …

Sono leale all’umanità ,

non a un particolare paese , razza o popolo .

Rispondo a Dio ,

non al presidente degli Stati Uniti ,

chiunque egli sia .

Sono qui sulla Terra

per realizzare il mio destino personale .

Il mio destino è legato a quello di ogni creatura

vivente

che abita questo pianeta ,

forse anche a quelli di altri pianeti , chissà …

Mi rifiuto di mettere a repentaglio il mio destino

considerando la vita entro i limiti delle anguste regole

che sono state concepite per circoscriverla .

Dissento dal modo corrente di vedere le cose ,

per quanto concerne

la religione , la società e il nostro benessere .

Cercherò di vivere la mia vita

secondo la visione che ho delle cose eterne .

Io auguro “ Pace a tutti voi “ ,

e se non la trovate è perché non l’avete cercata .

 

Sublime riflessione per una stupenda , ma reale visione della vita di Henry Miller

 
Death PDF Stampa
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Everyone, especially the elders, frets about death. The only alternative would be immortality. But is immortality that desirable? There would be no social security or pension plan that could be implemented and stay solvent for such a long time, therefore everyone would have to work forever. The pizza maker would have to make trillions and trillions of pizzas. The waiter spending trillions of hours standing on his feet serving the costumers.  Our children and great grandchildren would be about our age because the time gap of a generation will not make much of a difference when compared to a million years. The holiday gatherings would require a stadium. Nobody can stand forever a nagging wife or an annoying relative therefore everybody would end up in jail and even if the sentence would have an expiration date, just about anybody will not be able to vote. There will be a dictatorship and the dictator will be there forever.

Now that  immortality appears to be not so desirable, what can be said about death. Epicurus reassures us about things concerning our death.  He said that our death is  an event at which we do not get to participate. Therefore no need to worry about how many people will show up at the funeral, or our physical appearance  or the quality of the tomb. Epicurus wrote on his grave:        "I was not. I have been. I am not. I do not care."   I think it means that there is no pain or consciousness before we are born and the same can be expected after death. Plus we have to admit that we have been very lucky to be born on Earth. For trillions and trillions of miles it is a pretty desolate place out there and here it is a nice place and we get to taste chocolate, bacon and have a little sex among many other pleasant things. So the "I have been" part is pretty good and the rest, as Epicurus says, we shouldn't care about it.

 

Marcello VENEZIANO

 
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