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La Morte vista dai saggi PDF Stampa
Utilità - Punti di vista

«Perché gli uomini non vogliono restare a casa? Perché hanno bisogno di distrarsi. E perché hanno bisogno di distrarsi? Per evitare di pensare alla morte. E che cosa fanno per non pensare alla morte? Corrono dietro al denaro e al potere, come se il denaro e il potere potessero garantire loro l’immortalità. Ergo: il saggio non si muove, ma si allena a morire e questo i santoni indiani lo avevano già capito un migliaio di anni fa».

«Insomma», concluse Bebè, facendo gesti scaramantici «noi ci dovremmo allenare a morire?»

«Sissignore», assentì il professore «prima abituandoci all’idea e poi sottovalutandone l’importanza».

«E come si fa?»

«Si incomincia a pensare alla morte come a un semplice sfratto di casa, con una certa nostalgia per ciò che si lascia e un pizzico di curiosità per quello che si andrà a conoscere. Anzi sapete che vi dico? Secondo me, un uomo veramente curioso, per essere all’altezza del suo desiderio, dovrebbe desiderare la morte , come il mezzo più veloce per giungere alla Verità. Io, per esempio, più passa il tempo e più la desidero».

«Una cosa è certa,» continuò il professore «il trapasso non sarà doloroso. Non si è mai sentito di un moribondo che ha gettato un urlo terribile proprio nell’attimo fatale. In genere ci si trasferisce senza accorgersene, come quando si passa dalla veglia al sonno. E poi alla fin fine, diciamo la verità: questa morte che sarà mai!»

 

Luciano DE CRESCENZO

 

 

 

 

Molti, specialmente i  più vecchi di noi, spesso si preoccupano  pensando alla  morte, alla quale ci sarebbe una sola alternativa: l'immortalità.
Ma  l' immortalità è così desiderabile? Non esiste nessun sistema, per assicurare una pensione da elargire per l’eternità, che non rimarrebbe a corto di denaro: così tutti dovrebbero lavorare per sempre. Il pizzettaio continuerebbe a sfornare trilioni e trilioni di pizze. Il cameriere passerebbe trilioni di ore in piedi per servire i clienti. Inoltre, considerando la famiglia, i nostri figli e nipoti sarebbero più o meno della nostra età perché  la differenza di una generazione non e' avvertibile quando la si compara a milioni di anni. Per invitare tutti i parenti alle feste ci vorrebbe uno stadio. Per di più, nessuno potrebbe sopportare una moglie rompiscatole o un parente impertinente per sempre e quindi finiremmo tutti in prigione senza avere più diritto di votare. Ci sarebbe quindi una dittatura che durerebbe per sempre.
Ora, che abbiamo visto che l'immortalità non è auspicabile, che altro si può dire sulla morte. Epicuro ci rassicura in merito. Ci dice che la nostra morte è un evento a cui non partecipiamo. Quindi non dobbiamo preoccuparci per quante persone verranno al nostro funerale o per la quantità dei fiori o la qualità della bara. Epicuro scrisse sulla sua tomba:" Non ero. Sono stato. Non sono. Non mi importa". Credo che questo significhi che non c'è sofferenza o coscienza  prima di nascere e lo stesso ci si può aspettare dopo la morte. Per di più dobbiamo ammettere che siamo stati molto fortunati ad essere nati sulla Terra. Per trilioni e trilioni di chilometri e poi molti anni luce non c'è altro che desolazione. ‘Qui’ siamo in un bel posto e possiamo mangiare il cioccolato, la pasta alla amatriciana ed fare un po' di sesso tra le molte altre cose piacevoli. Quindi la parte "sono stato" è abbastanza buona e per il resto Epicuro ci dice di non preoccuparci.

Marcello VENEZIANO

 
Popolo di ignoranti PDF Stampa
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Nel nostro Paese il fattore ignoranza si rivela in maniera esplicita andando per il centro di una città di interesse turistico come Roma. La maggior parte dei passanti ,non più giovanissimi, interpellati dai turisti in una lingua (naturalmente l’inglese), ormai diventata il mezzo di comunicazione più usato in ogni parte del mondo, si rifugiano in una formale richiesta di scuse per non riuscire a comprendere le domande. Ciò è molto grave in un periodo di globalizzazione del commercio e delle attività finanziarie e forse anche di molti aspetti culturali. Ma la cosa che più ci dà fastidio come contribuenti è costituita dal fatto che la scuola pubblica non riesce a fornire una preparazione adeguata agli studenti, che, ad esempio, sono costretti a ricorrere ai centri privati per fare esperienza con insegnanti di madrelingua inglese. Ciò non basta: nei canali televisivi i film stranieri vengono trasmessi non in lingua originale con sottotitoli, come nei paesi gestiti in maniera razionale (vedi quelli scandinavi), ma doppiati. Questo evita solo l’acquisizione on the spot, da parte delle persone più ricettive, della fonetica e della struttura delle varie lingue a partire da quella più diffusa nel mondo (escluso il cinese). Questa cattiva maniera di fare informazione da parte del mass media più importante fa sì che anche coloro che conoscono in maniera approfondita una lingua straniera, in molti casi, tendono a dimenticarla perché non possono esercitarla. Questo è il primo grosso limite del sistema Italia in campo culturale: mancanza assoluta della possibilità di erudirsi gratuitamente ed efficacemente nel campo delle lingue straniere, ripeto,  nell'epoca della cosiddetta globalizzazione ed 'anche' del Web.

Abbiamo iniziato da un aspetto culturale 'impegnato', ma si può scendere nel ‘banale’: molte persone ignorano come ‘si chiamino loro stesse’ in maniera corretta. Tanta gente ignora che il first name è costituito dal nome non dal cognome. Nei ‘timbri’ e nei biglietti da visita di molte persone, anche ‘importanti', compare per primo il cognome. Un orrore che misura oggettivamente il livello culturale veramente basso del sistema Italia. Cosa che è dimostrata dalle statistiche a livello internazionale nel campo dell’istruzione. La quota di laureati in Italia nel 2012 raggiungeva appena il 12% dell’ammontare della popolazione, ovvero la metà degli altri paesi OCSE.  Altri dati poco confortanti sono costituiti dal fatto che circa la metà della popolazione ha conseguito soltanto la licenza della scuola media. Ed infine nella classifica OCSE dei trenta paesi più istruiti l’Italia si piazza al terz’ultimo posto seguita da Portogallo e Messico. Per concludere perché abbiamo toccato veramente il fondo di un baratro: nessuna delle nostre Università risulta essere tra le 150 più quotate al mondo!!! Questo ci porta alle amare conclusioni che forse più che spendere poco nel campo dell’istruzione abbiamo investito male ed in maniera scoordinata, evitando ad esempio di legare gli studi universitari alla ricerca scientifica e quindi al progresso tecnologico con l’acquisizione di brevetti e di know-how. Ciò è profondamente ingiusto perché valide risorse umane si vedono costrette ad emigrare in quanto il loro Paese non è in grado diciamo di remunerarle adeguatamente, o più propriamente di trovare loro un valido posto di lavoro nel campo della ricerca.
Le conclusioni delle considerazioni che abbiamo svolte e dei dati che abbiamo fornito sono che sembriamo proiettati verso un processo di ‘imbarbarimento’ culturale, cosa che ci fa inorridire dato che sono stati i nostri gloriosi Avi a coniare questo termine.
Antonio ALBINO
 
Inno alla crisi PDF Stampa
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Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

Senza crisi non ci sono sfide; senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte  con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein

NdR- Evidentemente Einstein si ‘riferisce’ al suo Paese di origine cioè la Germania o al suo Paese d’adozione cioè gli Stati Uniti non di certo ad un -Paese partitocratico fondato sui calci nel sedere- come la Bella Italia.

 
L'organizzazione delle risorse umane PDF Stampa
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L’organizzazione delle risorse umane è il processo che si occupa di stabilire compiti e responsabilità, ed è un momento molto importante e delicato durante la progettazione aziendale. Deve essere chiaro che il successo di un’azienda e il suo consolidamento nel mercato non è solo dovuto alla qualità del prodotto; infatti, l’imprenditore costruisce il suo successo giorno dopo giorno con la collaborazione delle persone che lo aiutano a dare vita alla sua idea e a concretizzarla. Questo consente di comprendere quanto sia importante il ruolo delle risorse umane nel determinare il successo aziendale, un valore aggiunto che permette di migliorare la produttività in funzione di investimenti applicati alle politiche del personale. É importante determinare i requisiti organizzativi per tutte le risorse umane, in termini delle loro abilità, competenze, flessibilità tecniche, ecc. Quest’analisi richiede la considerazione dei fattori interni ed esterni che possono avere un effetto sulle risorse, sia in termine di sviluppo, sia in termine di motivazione dei lavoratori. I fattori esterni sono in gran parte fuori dal controllo dell'organizzazione ed includono: il clima economico e le attuali e future tendenze del mercato del lavoro. Al contrario, le influenze interne sono controllate dall'organizzazione per prevedere, determinare e monitorare la cultura organizzativa sostenuta dallo stile manageriale, dal clima ambientale e dall’approccio alle responsabilità sociale ed etiche. Saper reclutare, motivare, coinvolgere e valorizzare il personale diventa un forte elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza. L’imprenditore può raggiungere più rapidamente il successo quando è in grado di scegliere i collaboratori giusti ed è altrettanto capace di infondere loro le giuste motivazioni, così da poter creare una squadra coesa che lavori per il suo progetto d’impresa.

 

Brano tratto da un  Project Work di: SANDRA CAROLINA FORERO PRIETO

 
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Utilità - Curiosità

Tengo miedo de mirar

tus ojos muy profundos

en los que yo veo el mar

y los abismos de otros mundos,

pero la mirada tuya fugaz

me atrae poco a poco

como flor atrae a la abeja

que viene de muy lejos .

Desde tu provocativo labios

tu emanas mi tormento :

la dulzura de tus besos

que yo sueño todo el tiempo .

El perfume tuyo fatal

me embriaga y me lleva

en otro mundo irreal

donde Tù eres mi esfinge .

Con  la voz tuya sincera

tu ocultas tu llamada ,

como zorzal en primavera

que gorjea de una rama .

Y el contacto tuyo me infunde

una caliente sensaciòn ,

como estar en las olas

de un volcàn en erupciòn .

 

Zeribi Cinzo   1980

 
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