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Inno alla crisi PDF Stampa
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Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

Senza crisi non ci sono sfide; senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte  con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein

NdR- Evidentemente Einstein si ‘riferisce’ al suo Paese di origine cioè la Germania o al suo Paese d’adozione cioè gli Stati Uniti non di certo ad un -Paese partitocratico fondato sui calci nel sedere- come la Bella Italia.

 
L'organizzazione delle risorse umane PDF Stampa
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L’organizzazione delle risorse umane è il processo che si occupa di stabilire compiti e responsabilità, ed è un momento molto importante e delicato durante la progettazione aziendale. Deve essere chiaro che il successo di un’azienda e il suo consolidamento nel mercato non è solo dovuto alla qualità del prodotto; infatti, l’imprenditore costruisce il suo successo giorno dopo giorno con la collaborazione delle persone che lo aiutano a dare vita alla sua idea e a concretizzarla. Questo consente di comprendere quanto sia importante il ruolo delle risorse umane nel determinare il successo aziendale, un valore aggiunto che permette di migliorare la produttività in funzione di investimenti applicati alle politiche del personale. É importante determinare i requisiti organizzativi per tutte le risorse umane, in termini delle loro abilità, competenze, flessibilità tecniche, ecc. Quest’analisi richiede la considerazione dei fattori interni ed esterni che possono avere un effetto sulle risorse, sia in termine di sviluppo, sia in termine di motivazione dei lavoratori. I fattori esterni sono in gran parte fuori dal controllo dell'organizzazione ed includono: il clima economico e le attuali e future tendenze del mercato del lavoro. Al contrario, le influenze interne sono controllate dall'organizzazione per prevedere, determinare e monitorare la cultura organizzativa sostenuta dallo stile manageriale, dal clima ambientale e dall’approccio alle responsabilità sociale ed etiche. Saper reclutare, motivare, coinvolgere e valorizzare il personale diventa un forte elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza. L’imprenditore può raggiungere più rapidamente il successo quando è in grado di scegliere i collaboratori giusti ed è altrettanto capace di infondere loro le giuste motivazioni, così da poter creare una squadra coesa che lavori per il suo progetto d’impresa.

 

Brano tratto da un  Project Work di: SANDRA CAROLINA FORERO PRIETO

 
Deseo PDF Stampa
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Tengo miedo de mirar

tus ojos muy profundos

en los que yo veo el mar

y los abismos de otros mundos,

pero la mirada tuya fugaz

me atrae poco a poco

como flor atrae a la abeja

que viene de muy lejos .

Desde tu provocativo labios

tu emanas mi tormento :

la dulzura de tus besos

que yo sueño todo el tiempo .

El perfume tuyo fatal

me embriaga y me lleva

en otro mundo irreal

donde Tù eres mi esfinge .

Con  la voz tuya sincera

tu ocultas tu llamada ,

como zorzal en primavera

que gorjea de una rama .

Y el contacto tuyo me infunde

una caliente sensaciòn ,

como estar en las olas

de un volcàn en erupciòn .

 

Zeribi Cinzo   1980

 
Desiderio PDF Stampa
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Ho paura di guardare

gli occhi tuoi profondi

nei quali io vedo il mare

e gli abissi di altri mondi,

ma lo sguardo tuo fugace

mi attrae piano piano

come il fiore attira l’ape

che proviene da lontano.

Dalle labbra tue procaci

tu emani il mio tormento:

la dolcezza dei tuoi baci

di cui sogno ogni momento.

Il profumo tuo fatale

mi inebria e mi sospinge

in altro mondo irreale

dove Tu sei la mia sfinge.

Nella voce tua sincera

si nasconde il tuo richiamo,

come merlo a primavera

che cinguetta sopra il ramo.

E il contatto tuo m’infonde

una calda sensazione,

come stare in mezzo a l’onde

di un vulcano in eruzione.

 

Zeribi Cinzo   1980

 
La propaganda rimbecillisce PDF Stampa
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Il pubblico è stupido? Adolf Hitler pensava di sì. Ed effettivamente la sua carriera si basò sulla stupidità del pubblico tedesco. Cosa sorprendente, Hitler ammetteva che questa è stata la base di partenza della sua carriera. Nel suo libro, “Mein Kampf”, scrisse che i marxisti del suo tempo erano i maestri della propaganda politica. In altre parole, erano i suoi maestri. Per quanto riguarda i moderati e i conservatori, Hitler disse che “L’uso corretto della propaganda è rimasto praticamente sconosciuto ai partiti borghesi”.

La propaganda, diceva Hitler, doveva essere diretta contro le masse. E le masse, diceva, erano stupide. “Il contenuto della propaganda non è scienza”, dice Hitler. Il contenuto della propaganda, diceva, richiama “l’attenzione delle masse su certi fatti, processi, necessità, ecc.” ma questi fatti non hanno bisogno di essere veri. Uno potrebbe cominciare a parlare di riscaldamento globale, cosa che giustifica misure estreme. Uno potrebbe cominciare a dire che le foreste pluviali stanno morendo, e questo potrebbe essere un modo di aumentare il proprio potere mentre si privano degli individui di energia (per esempio elettricità). Voi affermate questi “fatti” anche se essi non sono dei fatti.

Questa è la base della propaganda. Che deve essere realizzata in modo abile, spiegava Hitler, “in modo che ciascuno sia convinto che il fatto sia reale, il processo necessario, la necessità effettiva, ecc.”. Si ha il dovere di provare qualcosa scientificamente? “Ogni propaganda deve essere popolare e il suo livello intellettuale deve essere commisurato all’intelligenza più limitata di coloro che sono fra i destinatari”, scriveva Hitler. Una propaganda che mira esclusivamente alle persone intelligenti non realizzerà niente. Se richiedete intelligenza, da parte del pubblico, se vi aspettate che salgano ad un livello più alto, sarete delusi.

“Più modesto è il suo bagaglio intellettuale”, spiegava Hitler, “più esclusivamente prende in considerazione le emozioni delle masse, più esso sarà efficace”. In altre parole, il pubblico è stupido e non pensa. Al contrario, si fida delle proprie emozioni e dei propri sentimenti. Ma qual è il livello di intelligenza di un sentimento? È anche un errore, diceva Hitler, proporre una propaganda con molte sfaccettature. “La recettività delle grandi massi è limitatissima, la loro intelligenza è piccola e la loro capacità di dimenticare enorme”.

Dal momento che il pubblico dimentica così presto e così facilmente, la propaganda deve essere ripetuta spesso. Dovete stabilire un tambureggiamento virtuale di ripetizioni. “Ashcroft è un pericoloso estremista di destra” è qualcosa che dovete ripetere mille e mille volte. “I Repubblicani creano contrasti” sarebbe un’altra frase comunemente martellata.

Se guardate da vicino, queste idee sono assurde. Più che spesso, gli uomini che danno origine a questa propaganda sono loro stessi degli estremisti la cui propaganda divide la nazione secondo sesso e razza. Ma accusando gli altri di fare ciò che essi stessi fanno ogni giorno, si isolano dagli attacchi. Tutti gli occhi sono volti in un’altra direzione. La migliore propaganda dunque è semplice e ripetitiva. Dal momento che è ripetuta tanto spesso, diffonde e riceve rinforzo da tutti i gruppi dal momento che il pubblico stupido rigurgita ciò che ha appreso nei discorsi correnti.

“La grande massa di una nazione”, scrisse Hitler, “non è composta da professori di politologia o perfino d’individui capaci di formarsi un’opinione razionale”. Ciò che la propaganda favorisce non è il pensiero indipendente ma l’emozione di massa. Questa è la formula che portò Hitler al potere e lo rese popolare presso le masse germaniche.

Deve essere osservato che i punti di vista di Hitler per quanto riguarda la manipolazione delle masse non erano originali. Mentre molti leader ignoravano le scienze sociali, Hitler qualcosa aveva letto. Si dice che egli sia stato influenzato, nel suo pensiero, da uno dei principali uomini di scienza d’Europa, Gustave Le Bon. Fu Le Bon che scrisse il suo famoso trattato del 1895 sulla psicologia delle folle.

Hitler e Lenin, i dittatori che hanno fondato la Germania Nazista e la Russia Sovietica, hanno ambedue letto Le Bon ed hanno applicato le sue scoperte. Nello stesso tempo, con l’eccezione di Teddy Roosevelt, i leader occidentali non sono riusciti a fare altrettanto. Per conseguenza, i Paesi occidentali sono stati bombardati con successo con messaggi di propaganda anti-occidentale per molti decenni, ed essi hanno con successo massacrato le nostre istituzioni e le nostre idee, hanno distrutto i nostri imperi coloniali, lasciando irriconoscibile il panorama psicologico dell’Occidente.

Le Bon dice che il pubblico è stupido? Scrivendo a proposito delle folle, Le Bon non si riferisce soltanto ai grandi gruppi di persone riunite insieme. Egli si riferisce anche a qualcosa che chiama “una folla psicologica”. È stato Le Bon che ha per primo spiegato che l’intelligenza e l’individualità sono sommerse quando qualcuno aderisce ad un grande gruppo. Egli notò che “certe facoltà ne sono distrutte” e “la personalità cosciente svanisce”. Notò che le persone che si vedono fuse in un gruppo vedono le cose attraverso il filtro del gruppo. Essi divengono “capaci di percepire soltanto sentimenti semplici ed estremi”.

Secondo Le Bon una folla è altamente suggestionabile. In altre parole, aspetta di essere ipnotizzata. Hitler usava metodi simili all’ipnotismo, nei suoi discorsi. I sentimenti e i pensieri di una folla psicologica, scrisse Le Bon, “sono piegati nella direzione determinata dall’ipnotizzatore”.

In simili concezioni, la ragione non ha più nessun potere. Invece di dire al soggetto “hai sonno, hai sonno, hai sonno” l’ipnotizzatore può dire: “Il mondo sta diventando più caldo, più caldo, più caldo”. Hitler diceva che la colpa di tutto era “degli ebrei, degli ebrei, degli ebrei”. La propaganda comunista degli anni ’60 ripeteva, ancora e ancora, facendo rima in inglese,  l’affermazione: Ho, Ho, Ho Chi Minh! Il Viet Cong vincerà!”

Questa sorta di follia non può essere fermata. La propaganda non è la verità, spiegò Hitler. Con la propaganda, la stessa assurdità non è un ostacolo per il successo. “Non la verità ma l’errore è stato il fattore fondamentale nell’evoluzione delle nazioni",, scrisse Le Bon.

J.R. Nyquist

Traduzione di Gianni Pardo

 
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