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Parliamo di Vincent Van Gogh PDF Stampa
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di Roberta PATI

 

“Mio caro Theo , non posso farci niente se i miei quadri non si vendono . Ma verrà il giorno in cui si vedrà che valgono più del prezzo del colore che ci metto, e della mia stessa vita”.
Quando si parla di Van Gogh, non si può non parlare anche della dicotomia genio-follia; indicando in quest'ultima il motore della pittura originale ed unica del grande artista olandese. Altri ritengono che Van Gogh dipingesse nei momenti di sanità e lucidità , e che la sua genialità non fosse connessa alla follia, dimenticata invece nei rapporti con alcuni membri della sua famiglia.
La sua personalità sembra plasmarsi quasi per contrasto in seno alla rispettabile e conformista famiglia borghese in cui ha in sorte di nascere e nell'ambiente di provincia chiuso e bigotto dove si trova a vivere , “La mia giovinezza è stata (....) tetra , fredda e sterile , scrive Vincent al fratello Theo in una delle centinaia di lettere a lui indirizzate. Particolarmente significative , tra le altre , le pagine scritte al fratello da Etten , piccolo centro olandese dove Vincent torna a vivere in famiglia per qualche tempo , nel 1881 , dopo una serie di esperienze fallimentari.
A Etten , il contrasto coi genitori esplode con violenza anche perchè favorito da un evento catalizzatore: Vincent che, come altre volte in passato e in futuro, si innamora della persona sbagliata.
Ed è del periodo olandese il dipinto che io personalmente trovo tra i più belli , tra i più espressivi:”I mangiatori di patate”, aprile 1885 , olio su tela.
Questa tela è il primo quadro  cui Vincent si riferisce definendolo dipinto , anzi in diverse occasioni è citato come “il dipinto”. Qualche tempo dopo, da Parigi , scriverà alla sorella Willemine: “penso che il dipinto dei contadini mangiatori di patate....rimane après tout il migliore di tutta la mia produzione”.
Questo dipinto non a caso è tra i miei preferiti , questi contadini sono “estremamente brutti , vecchi , rugosi , sgradevoli e perciò tanto più veritieri”.
Sui loro volti solcati dalla povertà e dalla fatica , c'è la disperazione della vita . Anche la scelta dei colori non è casuale , toni forti, scuri. Il colore esprime qualcosa di per se stesso , il colore viene usato in senso espressivo e non naturalistico.
I mangiatori di patate , sono personaggi talmente pieni di espressione da assurgere al rango di icone sociali , simboli di un elevatezza etica benedetta da Dio , metafora che viene dalla fatica del quotidiano . La tavola è illuminata da una luce fioca , una piccola lampadina , che rende l 'ambiente anch 'esso cupo , ma anche essa sembra metafora di un qualcosa che va al di là , infatti scrive così Van Gogh a tal proposito : (.....) “al momento dipingo ....anche di sera alla luce della lampadina ...sino a quando riesco anche a malapena a distinguere i colori sulla tavolozza , e questo per capire il più possibile i particolari effetti prodotti dall'illuminazione notturna.....”
Il pittore dice anche :” ci ho voluto lavorare su in modo tale che chi lo guarda abbia l'idea che quella gente ....si stia servendo dal piatto con quelle stesse mani con cui ha zappato la terra”.
Di questo genio non ci sono eredi , almeno così credo personalmente , anche perchè dal canto suo Van Gogh non ha avuto allievi , non ha dato origine ad una scuola.
La bellezza e la potenza della sua arte era apprezzata da pochi amici: Emile Bernard , Camille Pissarro , Paul Gauguin , Henri de Touluose-Lautrec. Van Gogh è stato definito dalla critica un solitario che dialoga con la propria opera privilegiando decisamente l'espressione di sé piuttosto che l'impressione: il suo scopo è far emergere qualcosa che sta dentro l'artista più che nell'oggetto della rappresentazione.
Questo pittore così apparentemente complesso e folle , ma solo e sensibile o lo si ama da subito o lo si odia , ha proposto una visione dell'arte tutta personale , come “segno” indelebile della propria anima tormentata. Un talento in costante equilibrio tra genio e follia , ma capace di dare vita ad opere come dei veri e propri capolavori donati all'umanità , e soprattutto capace di averci regalato grandi emozioni attraverso le sue opere.
ROBERTA PATI
 
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