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Fame e miseria morale nel mondo PDF Stampa
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Le ultime statistiche della FAO (Food and Agriculture Organization) indicano in circa un miliardo le persone che soffrono la fame nel mondo. Credo che valga la pena di entrare profondamente nel merito del problema; perché, come ha detto Josuè de Castro:‹‹ fame - oltre che sofferenza fisica - significa esclusione, esclusione dalla terra, dal lavoro, dalla paga, dal reddito, dalla vita, dalla cittadinanza. Se una persona arriva al punto di non avere nulla da mangiare, è perché tutto il resto gli è stato negato››.
Sono parole dure, crude ma che evidenziano bene la realtà di un miliardo di fantasmi che vagano senza trovare pace in un mondo che si è dato soltanto un alibi morale con la creazione da parte delle Nazioni Unite di una organizzazione come la FAO, cioè di un organismo che dovrebbe essere dedicato alla soluzione di questa calamità. Ma questo ente non  riesce neanche ad evitare  che  in caso di sovrapproduzione,  derrate alimentari come frutta e verdura, vengano distrutte.
E’ la durissima legge della domanda e dell’offerta.
Che mondo è mai questo dove valgono solo le leggi del mercato e le decisioni conseguenti di  persone  che  'dimostrandosi anche moralmente poco qualificate'  hanno determinato la crisi economica che ha rischiato di travolgerci? Crisi che che fra l’altro ha fatto aumentare di cento milioni le persone affamate.

Il mondo è in mano al Dio denaro e non esiste un limite alla diffusione  di questo Dio, perché nessuno ne propone autorevolmente Altri. Quando si legge dei compensi ai calciatori si rimane allibiti e pensare che numerosi di questi provengono dai cosiddetti paesi sottosviluppati dove le parole - morto per fame - ricorrono spesso. E pensare che i nazisti consideravano questa la fine più atroce da imporre ai nemici del Terzo Reich.
La logica e il raziocinio ci inducono a credere che il fine dell’uomo e’ raggiungere la felicità o almeno l'appagamento spirituale. E quindi  è necessario guardare dove l’equilibrio interiore, se non la felicità, si manifesta con maggiore frequenza, cioè al mondo orientale dove la gente riesce anche a meditare(yoga, confucianesimo, buddismo etc).
A questo punto emerge prepotentemente la visione della società consumistica occidentale: un qualcosa lontano dalle esigenze spirituali dell’uomo, cioè soltanto materialismo che produce arrivismo, carrierismo ed eccessivo individualismo e quindi conseguentemente nevrosi, psicosi, ansie e depressioni. Se un miliardo di persone soffrono la fame nel mondo sottosviluppato, ce ne sono la metà circa, di quelle presenti nel mondo economicamente avanzato, che mangiano in eccesso e quindi sono sovrappeso. Molte di queste sono anche obese, cioè in preda all'avidità alimentare, cioè a qualcosa di patologico ovvero assolutamente da evitare per la buona salute psicofisica. Il mondo  ha bisogno di trovare una compensazione e quindi un giusto equilibrio di fronte a certe tragedie immani come la fame ma anche “calamità” come la mancanza quasi assoluta di valori spirituali. Le varie religioni possono e devono costituire un ausilio notevole al superamento del disfacimento morale che per l’ultima crisi economica è stato determinante (ad esempio con la concessione di prestiti e mutui a centinaia di migliaia di  persone che non erano assolutamente in grado di pagare le rate relative). Ma certamente alcune religioni non possono predicare l’astinenza sessuale, senza ricorrere  all’uso del preservativo per il controllo delle nascite, termini quest’ultimi che per gli integralisti forse sono anche difficili da accettare, ma fondamentali per evitare certe tragedie in certi ambienti. Non è necessario essere teologi, ma basta soltanto un pò di buon senso per comprendere che il Dio vero  "vorrebbe" che non venissero messi al mondo creature destinate a soffrire se non a morire di fame.
Finché non prevarrà la ragione in tutti i campi dello scibile umano, in particolare in quello religioso, finché non si diffonderanno, come valori, la vera cultura e l’informazione corretta , finché non si intenderà la cosiddetta globalizzazione come un mezzo per acquisire esperienze diverse ed eventualmente farne tesoro, questo mondo sarà in gran parte un luogo  di sofferenza e di insoddisfazione.

 

Antonio ALBINO