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Una notte per sognare PDF Stampa
Utilità - Curiosità
Martedì 11 Agosto 2009 19:13

    Forse, per una volta, è arrivato il momento di tornare a fare un vecchio gioco. Un vecchio dolcissimo gioco.
Guardare le stelle cadenti, nel cielo d’estate, ed esprimere un desiderio. La notte tra il 10 e l’11 agosto è la notte di San Lorenzo, notte di pioggia meteorica, notte perfetta per alzare gli occhi e poi pensare a una cosa, a una persona, a un evento e poi dire: speriamo che accada.
L’ultima volta che giocai fu nell’estate del 1993. C’era un cielo bassissimo nell’isola di Vulcano. Le stelle venivano giù che sembrava di poterle toccare e io ne scelsi una particolarmente bella,con una scia pazzesca, per formulare il mio pensierino. La cosa divertente è che poi aspetti per anni che il tuo desiderio si avveri. Ma naturalmente l’idea di averlo chiesto ad una stella rende la cosa piuttosto speciale e credibile. Così quest’anno ho deciso di ripensarci. Solo che stavolta sono piuttosto indeciso. In testa mi ronzano un po’ di desideri.

Tipo: mi piacerebbe che tutti gli sfollati abruzzesi avessero davvero una casa per l’inverno; che Villa Certosa (in seguito a donazione) diventasse un centro estivo per bambini disabili; che all’Ultima Spiaggia, lo stabilimento balneare di Capalbio, per molte signore fosse obbligatorio l’uso del pareo; che Massimo D’Alema dicesse, una volta per tutte, quello che pensa realmente di Walter Veltroni (s’intuisce, però sentirglielo dire sarebbe un’altra cosa); poi mi piacerebbe che affondassero tutte le baleniere, che i pomodori tornassero ad avere il sapore dei pomodori, che fossero vietati gli infradito per gli uomini sopra i diciottanni, che Toni Servillo facesse subito un altro film, che i leghisti la finissero di insultare il tricolore, che Emore Leonard pubblicasse un nuovo libro, che i centri storici delle città fossero vietati ai Suv, che la Guardia di Finanza sui moli di Porto Cerco, Cala Galera e Portofino accertasse se i possessori dei panfili pagano regolarmente le tasse; quindi mi piacerebbe che qualche campionessa medagliata d’oro restituisse il trofeo dicendo: scusate, ma ero dopata, e che il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, riuscisse a vincere la Champion’s  League e Francesco Totti il pallone d’oro (sperar non nuoce). Infine prenderei una stella e le chiederei se per quella notte di San Lorenzo del 1993, per quel desiderio, è ancora il caso di aspettare, oppure no.
 
Articolo di Fabrizio Roncone tratto dalla rivista Magazine