| La grazia e l'impegno |
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| Religione - I Pensieri di Margherita | |||
| Mercoledì 19 Ottobre 2011 15:28 | |||
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Tutto ciò mi sembrava in contrasto con l'idea di perfezione che avevo di me stessa, ero sicura della grazia di Dio sopra di me, di seguire la sua volontà e non avevo nulla da rimproverarmi verso gli altri. La presunzione mi spingeva in un oceano di domande che ricevevano troppe poche risposte. Mi chiudevo in casa e piangevo, non reagivo, sentivo il mio pianto, le guance bagnate dalle lacrime e il silenzio assoluto. Qualcuno dentro di me, un calore d'amore immenso che chiamavo "il Signore", mi diceva di lottare, di agire, di costruire, di puntare tutto sulle mie forze e senza cedere, perché non ero sola, mai. Allora dicevo sì, mi rialzavo pronta a combattere ma durava poco, la nuvola grigia del silenzio tornava a coprirmi, restavo immobile, spaventata, inoperosa, cosciente che stavo deludendo "il Signore". Fu un sabato pomeriggio, a Messa, ascoltando la lettura del Vangelo di Matteo, la parabola dei due figli e in seguito l'omelia, che la nuvola grigia fu spazzata via dalle parole di Gesù. Gesù racconta di un uomo che aveva due figli. "Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?". Risposero: "il primo". E Gesù disse loro: "In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto, i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli (Mt. 21, 28-32). Finita la lettura del Vangelo mi sono sentita come il figlio che promette al padre di andare a lavorare e poi se ne sta a casa. Gesù parlava rivolto ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, coloro per intenderci che si vantavano di saper tutto e di essere al di sopra degli altri. Infatti avevano dato la risposta giusta ma tutto restava circoscritto alle parole, per quel che riguardava i fatti erano stati superati dai pubblicani, considerati peccatori, e dalle prostitute. Le parole di Gesù non sono certo delicate ma rendono appieno l'idea, che per fare la volontà del Padre bisogna credere, confidare, agire e se capita che non si ha voglia di farlo, bisogna trovare, dentro di noi, la forza di reagire e collaborare con la grazia di Dio. Spesso non ci rendiamo conto che quell'energia ritrovata è il pentimento che scatta di fronte alla varietà smisurata di cose che ci aspettano all'esterno e che uscire dalla paura di noi stessi di non farcela è aiutare la grazia di Dio che si muove continuamente per il nostro bene. Potrebbe sembrare assurdo o paradossale ma sono convinta che è bene, in alcuni momenti, pregare di meno e agire di più. Gesù non diceva ai suoi discepoli, "andate"? Dobbiamo credergli e fare quanto ci dice perché solo così invece di versare lacrime inutili, chiusi nella stanza, buttati sul letto a contare le ombre grigie, usciamo e guardiamo tutti i meravigliosi colori intorno a noi. Il resto viene da solo, frutto del nostro impegno, di un agire che diventa forza stando mano nella mano con la grazia inesauribile che proviene da Dio. Non dimentichiamoci del grande dono che Dio ci ha dato, la libertà e sta a noi gestirlo al meglio. Non siamo costretti a fare nulla, siamo noi che dobbiamo decidere se mettere la nostra libertà al servizio della verità, se far lavorare insieme la grazia di Dio e il nostro impegno. Il grande gesuita Ignazio di Loyola diceva: "Prega come se tutto dipendesse da Dio ma agisci come se tutto dipendesse da te".
Margherita Merone
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Arriva un momento nella vita in cui si è convinti di avere capito tutto, di essere sempre nel giusto, di non avere più bisogno di spiegazioni. A me è successo di recente e la presunzione è arrivata al massimo quando ho fatto di me stessa un modello di virtù, di preghiera, di bontà, di generosità, di altruismo, della buona samaritana che aiuta chi soffre e non fa del male a nessuno. In apparenza un bel quadro, paradigma di buon esempio e saggezza, ma le cose non andavano come le avevo pianificate, ciò che desideravo non si realizzava e quando pensavo di essere circondata di amore mi ritrovavo accanto aridità e indifferenza e a volte la sensazione di essere abbandonata.