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Tenere lo sguardo su Cristo PDF Stampa
Religione - I Pensieri di Margherita
Lunedì 20 Giugno 2011 07:31

"Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: "è un fantasma!" e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!". Pietro allora gli rispose: "Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!" E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?" (Mt. 14, 25-31).

Quando qualcosa mi preoccupa e sento la paura, la debolezza, il bisogno di aiuto, sopraffatta da tanti problemi che, spesso, mi sembrano impossibili da risolvere, rileggo questa pericope di Matteo e capisco dove sbaglio, non ho fiducia in Dio. Mi rendo conto di essere forte e di affrontare qualsiasi situazione a testa alta solo quando tengo fisso lo sguardo su Cristo, quando confido in Lui, quando è forte la fede. Solo così evito di affondare, permettendo alla fede di superare qualsiasi paura, affidandomi a quell'amore infinito che è Gesù Cristo che mi dice "vieni", senza temere niente e nessuno. Cadiamo? basterà gridare aiuto, ora, sempre, come ha fatto Pietro per sentirsi prendere per mano e salvati. Le difficoltà nella vita ci saranno sempre ma confidare in Dio è la nostra forza, è liberarci dalla tentazione di far tutto da soli, di chiuderci in noi stessi, di cadere nella disperazione, di soffrire. A volte è difficile salvarsi da soli, basta solo sollevare lo sguardo e tutto cambia. Anche nelle situazioni più normali della giornata, in qualsiasi momento possiamo innalzare lo sguardo a Cristo e rivolgerci a Lui con fiducia, con il cuore che parla nel silenzio, con le parole che diventano preghiera e volano in alto.

Confidare in Dio significa gioia di vivere, pace interiore, forza, serenità, fiducia in se stessi, è energia inesauribile che arriva dagli occhi di Cristo per essere custodita, protetta, donata. Se siamo consapevoli di questo dono non dobbiamo dimenticarci di ringraziare il Signore perché siamo in grado di affrontare qualsiasi momento di prova con grande coraggio.

Io penso che quando l'uomo spera in Dio e non smette di sperare, vince costantemente la paura, confida in Lui, nel significato della prova, la sopporta, la rimette nel suo cuore e la supera. E la speranza diventa preghiera, fermando lo sguardo su Cristo così tanto che viene meno la nostra debolezza e ci sentiamo figli amati e protetti.

Tutto diventa chiaro se guardiamo l'esempio di Cristo. "Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo" (Lettera agli Ebrei 12, 1-3).

Chi crede sa che la tristezza e la gioia sono determinate dall'assenza o dalla presenza di Cristo, Chi crede sa che, per tutta la vita, deve tenere fisso lo sguardo su Cristo che insistentemente ed incessantemente dice" Confida in me!"

 

Margherita Merone