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Struttura e funzioni intellettive PDF Stampa
Saper vivere - Introduzioni

L'intelligenza, massima facoltà umana, si può definire nelle maniere più varie, ma coprire tutti i suoi aspetti è così problematico che ci limiteremo a definirla nella maniera più semplice, cioè nella capacità di risolvere, con il minimo sforzo, problemi della natura più diversa, di entità molto varia e con molteplicità di aspetti. E' così difficile dare delle definizioni in merito perchè fondamentalmente il nostro intelletto deve guidarci verso il livello più elevato possibile di qualità della vita, il che rappresenta un compito inesauribile.

Non abbiamo solo bisogno di cibo, acqua e di fare sesso, abbiamo necessità anche di risolvere i nostri problemi esistenziali e di forti legami affettivi. Nel terzo millennio l'uomo deve tendere a raggiungere e, trattandosi di un animale sociale, anche a diffondere il maggior grado di benessere. Pertanto i vari psicologi che si sono dedicati allo studio della massima facoltà umana hanno formulato teorie varie tra le quali quella della molteplicità degli aspetti intellettivi, formulata per la prima volta da Howard Gardner ed ormai accettata universalmente. Naturalmente sulla struttura di queste molteplicità sono state formulate varie ipotesi che citeremo.

Gardner arriva a identificare almeno sette differenti tipologie di intelligenza:

1. Intelligenza logico-matematica , abilità implicata nel confronto e nella valutazione di oggetti concreti o astratti, nell'individuare relazioni e principi.

2. Intelligenza verbale , abilità che si esprime nell'uso del linguaggio e delle parole, nella padronanza dei termini linguistici e nella capacità di adattarli alla natura del compito.

3. Intelligenza spaziale , abilità nel percepire e rappresentare gli oggetti visivi, manipolandoli idealmente.

4. Intelligenza musicale , abilità che si rivela nella composizione e nell'analisi di brani musicali, nonché nella capacità di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi.

5. Intelligenza cinestetica , abilità che si rivela nel controllo e nel coordinamento dei movimenti del corpo e nella manipolazione degli oggetti per fini funzionali o espressivi.

6. Intelligenza intrapersonale , abilità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme socialmente accettabili.

7.Intelligenza interpersonale , abilità di interpretare le emozioni, le motivazioni e gli stati d'animo degli altri

Le prime tre tipologie in pratica riguardano quell'aspetto cognitivo, per cui sono stati creati a partire da Alfred Binet quei test per la valutazione del cosiddetto Quoziente di Intelligenza (Qi), che è un coefficiente solo parziale relativamente all'intera facoltà intellettiva, perché trascura gli altri aspetti, che come vedremo non sono assolutamente da considerare marginali.

L'intelligenza musicale e quella cinestetica non le prenderemo in considerazione per il semplice motivo che ci interessano soprattutto gli aspetti sociali.

Le ultime due tipologie riguardano la cosiddetta intelligenza emotiva che è stata poi descritta in maniera più completa da Daniel Goleman. Egli ha creato delle aree da considerare con molta attenzione, perché oggi è proprio la scienza che sostiene la necessità di prendere seriamente in considerazione le emozioni.

Tali aree sono essenzialmente costituite da:

 

-L'autoconsapevolezza che in pratica ci ricorda il famoso:'Conosci te stesso'.

-La necessità di controllare più efficacemente i nostri sentimenti negativi che possono essere sintetizzati con il conservare l'ottimismo nonostante le frustrazioni.

-La capacità di essere empatici e di curarci degli altri.

-La necessità di cooperare e di stabilire legami sociali tra cui in primo luogo quelli di amore, di affetto e di stima.

Vale a dire in pratica che in effetti essenzialmente siamo costituiti sotto l'aspetto mentale da due entità una razionale e l'altra emotiva. Queste due entità dovrebbero essere perfettamente coordinate; i sentimenti sono essenziali per il pensiero razionale, proprio come questo lo è per i sentimenti. Ma quando le passioni aumentano di intensità, l'equilibrio si capovolge: la mente emozionale prende il sopravvento, travolgendo quella razionale. Esiste cioè una contrapposizione tra ragione ed emozione le quali nelle persone cosiddette sagge sono in perfetto equilibrio: non prevale mai né l'una né l'altra, esse vivono in una condizione di osmosi, l'una influenza l'altra e viceversa, senza invadere le rispettive ‘competenze'.

Per renderci conto dell'importanza dell'emotività basta citare alcuni brani tratti dal testo L'intelligenza emotiva di Goleman.

- A differenza del Qi, che vanta una storia ormai secolare di ricerche condotte su centinaia di migliaia di soggetti, l'intelligenza emotiva è un concetto nuovo. Nessuno può ancora dire esattamente quanta parte della variabilità esistente da persona a persona sia dovuta ad essa. Ma i dati disponibili indicano che può essere un fattore potente, a volte più potente del Qi.-

-L'analisi del Qi spiega ben poco del diverso destino di individui con talenti, istruzione ed opportunità approssimativamente simili. Quando si studiarono, seguendoli fino alla mezz'età, novantacinque studenti di Harvard dei corsi degli anni quaranta- un periodo in cui le scuole dell'Ivy League erano frequentate da persone con una distribuzione più ampia di Qi di quanto non accada adesso- si scoprì che, per quanto riguarda il salario, la produttività o lo status raggiunto nel proprio campo, gli ex-studenti più brillanti non avevano avuto particolare successo rispetto ai coetanei laureatosi con votazioni mediocri, né si erano assicurati una vita più ricca di soddisfazioni, o maggiore felicità nella sfera delle amicizie, della famiglia e delle relazioni amorose. A fare la differenza erano le abilità maturate durante l'infanzia, ad esempio la capacità di superare le frustrazioni, controllare le emozioni ed andare d'accordo con gli altri

-Quando le emozioni sopraffanno la concentrazione, quel che viene effettivamente annientato è la capacità mentale che gli scienziati cognitivi chiamano 'memoria di lavoro, ossia l'abilità di tenere a mente tutte le informazioni rilevanti per portare a termine ciò a cui ci stiamo dedicando.

-Dal punto di vista dell'intelligenza emotiva, sperare significa non cedere ad un'ansia tale da sopraffarci, non assumere atteggiamenti disfattisti o non arrenderci alla depressione di fronte ad imprese difficili od all'insuccesso. In effetti nel perseguire i propri obiettivi, le persone capaci di sperare sono meno soggette alla depressione, meno ansiose e soffrono meno sul piano emotivo.

E' facile comprendere il successo del modello mentale ipotizzato da Goleman, fondamentalmente per due motivi il primo è la necessità della ‘correttezza' nei rapporti umani, il secondo l'importanza attribuita al focolare domestico e alle amicizie. Perché le abilità emotive che, come dimostra il sondaggio presso gli studenti dell'Università di Harward, sono fondamentali per ottenere successo nella vita, nascono e prendono corpo soprattutto nell'infanzia. Ed è proprio in quel periodo della vita che il carattere viene plasmato dalle influenze della famiglia, delle amicizie e dell'ambiente. L'uomo oltre ad essere un animale sociale, ha bisogno per necessità materiali di vivere in comunità e pertanto è necessario rapportarsi con gli altri nella maniera migliore per ottenere il massimo del successo e del benessere materiale e spirituale.

Antonio ALBINO