Home
Liberi dalla schiavitù per cinque anni PDF Stampa
Scritto da Marcello Veneziano   

Ieri, ho visto il film " Schiavo per dodici anni" e non mi ha convinto della tesi presentata. Il film si svolge poco prima della guerra civile americana. In quel periodo alcune organizzazioni criminali rubavano negri liberi nel Nord per poi venderli come schiavi nel Sud degli Stati Uniti. Questo film vuole lasciare l'impressione che la legge in vigore in quel tempo proteggesse tutti gli uomini liberi indipendentemente dal colore o razza quando venivano messi in schiavitù ingiustamente. Inoltre, dava l'idea che in un giorno, non molto lontano, ogni forma di schiavitù sarebbe stata abolita anche nel Sud.

La mia interpretazione della storia degli schiavi negri in America è in contraddizione con l'idea presentata in questo film. Secondo me, i negri americani vissero senza alcuna discriminazione, per quanto riguarda la legge, solamente tra il 1965 e il 1970 quindi per soli 5 anni. In realtà dopo la fine della guerra civile ci furono solo dieci anni di ricostruzione, in cui le leggi di uguaglianza nel Nord furono introdotte anche nel Sud. A cominciare dal 1876, leggi di segregazione razziale furono approvate da tutti i governi della ormai sconfitta Confederazione degli stati del Sud. Queste leggi, chiamate le Jin Crow Laws, rimasero in vigore fino al 1965, esponendo la dottrina che i negri erano uguali ma dovevano vivere separati dai bianchi in tutti i luoghi pubblici. Questa separazione in pratica determinò condizioni di vita inferiori per i negri, considerando tutti gli svantaggi economici e educazionali che questa legge venne a significare.

Le scuole pubbliche non esistevano negli stati del Sud prima della guerra civile. Dopo, con le leggi di Jim Crow, poche risorse furono stanziate per le scuole dei negri, con lo scopo di tenere la gente di colore in una sorta di completa ignoranza. L'istruzione, in genere, richiede diverse generazioni per raggiungere un livello adeguato e i negri del Sud cominciarono questo processo solamente nel 1965 quando le leggi di "separati ma uguali" furono abrogate. Alla fine della guerra civile ci fu un cambiamento per i lavoratori agricoli neri. Gli schiavi, una volta liberati, furono impiegati dagli stessi latifondisti, ricevendo una percentuale minima dei raccolti in cambio del loro lavoro. La loro vita divenne forse più precaria rispetto all’anteguerra. I negri, non essendo più proprietà dei latifondisti, potevano essere facilmente sostituiti da altri lavoratori. La morte di questi negri liberati non rappresentava più una perdita di capitale.

Un altro affronto, che i negri del Sud dovettero subire dopo la cosiddetta liberazione, venne a chiamarsi Peonage. Questo comportava una serie di leggi chiamate "Black Codes" per il controllo dei movimenti dei negri tra le città e le zone rurali. Queste leggi in realtà erano fatte per impedire la migrazione dal Sud al Nord. Secondo queste leggi, i negri venivano giudicati vagabondi anche se solo disoccupati e in cerca di lavoro. Con queste leggi i magistrati arrestarono centinaia di migliaia di individui, impartirono sanzioni pecuniarie e richiesero cauzioni. Non avendo i soldi per pagare, i negri rimanevano prigionieri e venivano prestati ad agricoltori ed altri affaristi disposti a pagare le loro multe. I prigionieri dovevano lavorare incatenati per lunghi periodi per ripagare questi debiti ingiustamente comminati. Durante questo periodo, essi dovettero vivere in situazioni peggiori di quando erano schiavi. I bianchi furono raramente considerati colpevoli per violenze arrecate ad essi. All'inizio del ventesimo secolo si stima che circa il 40% dei negri si trovava in questa situazione di Peonage. Nel 1921, John Williams fu il solo bianco definito colpevole per la morte violenta di 11 negri che lavoravano nella sua fattoria. Williams fu l'unico bianco giudicato colpevole di assassinio tra il 1877 e il 1966. I bianchi conservarono la loro supremazia nel Sud, anche se in inferiorità numerica, promulgando leggi che resero sempre più difficile ottenere il diritto di voto ai negri. Nel 1877 il Partito Democratico ricorse a  un compromesso per ottenere il supporto degli Stati del Sud nelle elezioni presidenziali. L'accordo consisteva nel rimuovere tutte le truppe di occupazione dal Sud. Con questo accordo il Partito Democratico ottenne il potere e subito dopo, in dieci degli undici Stati Confederati originali, fu tolto il voto alla maggioranza dei negri, con una combinazione di tasse per votare, esami di comprensione e prove di residenza. Gli analfabeti bianchi ebbero il permesso di votare con l’uso di regole preesistenti. Nel 1910 in Luisiana, solo 730 negri erano registrati per votare, cioè meno dello 0.5 % della popolazione.

La ragione del titolo di questo articolo è dovuta al fatto  che nel 1965, durante l’amministrazione del presidente Johnson, con l'abrogazione delle leggi Jim Crow, l’uguaglianza di fronte alla legge di tutte le razze sembrava raggiunta. Purtroppo,  solo 5 anni dopo, un nuovo fenomeno si manifestò. La popolazione detenuta cominciò ad aumentare rapidamente con l'introduzione di nuove leggi. Tra il 1970 e il 2011, il numero dei detenuti aumentò da 280.000 a 2.260.000, di circa otto volte, mentre la popolazione generale aumentava del 50% e i crimini violenti diminuivano. Nel frattempo numerosi studi dimostravano la mancanza di correlazione tra crimine e carcerazione durante questo lungo periodo. Gli Stati Uniti hanno il più alto livello di detenuti nel mondo. Nel 2011, 905.000 negri erano in carcere, cioè il 40% di tutti i detenuti, sebbene rappresentassero solo il 12.6 % della popolazione. Le donne sono in grande minoranza in queste statistiche, dimostrando che i negri di sesso maschile erano i più perseguitati.

Il maggior numero di detenuti era responsabili del possesso di piccole quantità di droga. Il costo totale di questo sistema di giustizia è circa 200 miliardi di dollari annui. Per dare un’idea della grandezza di questa cifra, si può dire che il costo, per mandare gli stessi detenuti nelle migliori università, sarebbe di circa la metà. Un altro fatto da considerare, è che in molti degli Stati del Sud, anche quando vengono liberati, gli ex detenuti non hanno più il diritto di votare. In altre nazioni anche durante il tempo passato in prigione i detenuti possono votare. Dovuto a pene già scontate, un gran numero di negri ha perso il diritto a votare. Questo significa che milioni di voti vengono ad essere soppressi con un impatto significativo sulle elezioni locali e nazionali. Questo ci riporta alla situazione della Luisiana nel 1910. Esiste una certa connessione tra l'alto livello di detenzione e il desiderio di negare alla popolazione negra il diritto di votare. In conclusione la domanda: sono stati i negri del Sud completamente liberi soltanto per cinque anni dal finire della guerra civile?

Cercando di dimenticare il passato, ora dobbiamo dare il diritto di voto a tutti i negri che sono stati riabilitati. Inoltre bisogna ridurre il numero dei carcerati drammaticamente, perche non c'è Paese che possa permettersi tanto spreco di denaro e di risorse umane. L’avere il più alto livello di detenuti nel mondo non è qualcosa di cui essere orgogliosi.

Marcello VENEZIANO