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Giovedì 04 Marzo 2010 23:46 |
Tridevi: Lakshmi, Parvati, Saraswati
 La donna sta al vertice della creazione. Questo è il suo posto ed è il suo dharma ed essa non deve perderlo, perché se lo perde ci saranno guerre, sofferenze e crudeltà, poiché Lei è l’opposto di tutte queste cose.  Il sistema nervoso di una donna è molto più raffinato ed è molto più sensibile di quello dell’uomo, perciò essa è la prima a percepire il Buono, il Bello ed il Divino.  Per natura l’uomo è più grossolano, la sua posizione è quella di trattare con il mondo, e quindi deve poter trattare con lo stress. La donna è un equilibrio, l’equilibrio di tutta la Natura. Lei prende su di sé lo stress di suo marito e dei suoi figli e non lo trasmette agli altri.  La guarigione risiede nel grembo della madre, essa guarisce l’anima del bambino.  La sua posizione è quella di far si che l’uomo tenda ad una coscienza più elevata. L’amore materno che fluisce fra le mani di ogni donna è la Madre Divina.  Una donna non dovrebbe mai stancarsi: la sua forza è riservata alle cose più sottili. Tutte le virtù di Madre Natura collettivamente strutturano le virtù della donna.
(Maharishi Mahesh Yogi)
Sono molto ispirate queste parole del grandissimo maestro Maharishi Mahesh Yogi, (1918 -2008), padre spirituale di numerosi musicisti e rock-star( Beatles, Doors,, Donovan, gli attori Clint Eastwood, Shirley MacLaine e Mia Farrow, il regista David Lynch, ma anche il medico Deepak Chopra) e ideatore della notissima tecnica “ meditazione trascendentale
Quando durante un corso di MT, anni fa il mio insegnante( Sofio La Pila) mi donò questo discorso di Maharishi , fui rapita quasi in modo estatico da tanta Luce, da tanta Coscienza.. Sono molto felice, oggi di poter condividere queste parole illuminate con voi. Nella nostra cultura molto materialistica queste profonde affermazioni risuonano ancora più forti. Esse come perle preziose e invisibili adornano il cuore di tutte le donne. Auguro ad ogni donna di trovare questi gioielli preziosi, che non si vendono, non si comprano, ma vanno semplicemente scoperti, ricercati con amore e pazienza dentro di noi. Forse questi santi pensieri ci possono aiutare a recuperare un senso di profondo” rispetto per l’essere donna”, un rispetto quasi estraneo, in un mondo, che ci vuole in splendida forma, sempre trendy e soprattutto eternamente giovani, a costo di ritoccare qualche pezzo o restaurare i naturali segni della vita, della ricerca, del vissuto, dell’amore donato. Poiché tanto per questi futili e inopportuni componenti non c’è posto…Lo yoga ci dice invece, che la vita in questo piano fisico è solo la preparazione per la vita eterna di gioia e felicità, quando avremo raggiunto la conoscenza del Sé, tramite la meditazione. Nella cultura indù le donne hanno un ruolo centrale: le donne sono la manifestazione della Shakti(energia divina). Probabilmente vi sorprenderà che “ all’uomo non è consentito svolgere nessun rito religioso senza la moglie”(Swami Sivananda). Shakti o Devi la Grande Madre, è il potere della vita e della manifestazione dell'esistenza, il motore del divenire. E’ la natura e la forza per l'evoluzione naturale. Senza la parte femminile, il maschile, che rappresenta la coscienza, diventa senza forza. Si dice infatti, che senza Devi il dio Shiva è cadavere. Carissimi lettori maschi non sentitevi esclusi da questo articolo, perché in ogni uomo c’è un’energia maschile ed una energia femminile,entrambe le parti sono complementari e devono trovare un equilibrio. Credo che l’8 marzo, possa essere vissuto anche in un modo nuovo, come riscoperta della vera Coscienza delle donne, concludo con le parole del mio Guru, Swami Sivananda:“in Occidente la donna è moglie, in India è madre, se la donna è pura , può salvare e purificare l’uomo”, e forse anche l’umanità.. BARBARA AMELIO
“Dove le donne sono onorate , là si compiacciono gli dei; ma dove esse non sono onorate nessun rito sacro è fruttuoso” ( Manu Smirti,III-56) |

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Venerdì 16 Aprile 2010 07:50 |
I GUNA
Mistero di primavera, tempo fecondo per ogni yogi, per chi si definisce tale e per chi non sa di esserlo. Prezioso momento del risveglio, della fioritura, dell’irrompere della Vita, del dolce trionfo del colore delicato,puro, che porta ancora in sé l’abbraccio ovattato della Mater Terra. Tutto è attenuato, sfumato, bagnato nella Luce. Gli alberi si vestono di bianca seta per gioire del sole di aprile, che asciuga le lacrime di pioggia, del vecchio inverno, per aprire le braccia alla leggiadra stagione delle viole. Gli uccelli la festeggiano con canti,mentre il polline di Dio semina altra vita nei campi. Gli occhi si riposano in un verde chiarificato, dal giallo d’oro del sole, la mente come un manto si distende nel rosa delicato dei rami di ciliegio per poi addormentarsi su un cuscino di nuvola di malva. Siamo dentro ad un vivente dipinto, che il creatore ogni giorno abbellisce con i suoi pennelli, mentre noi incoscienti di cotanta grazia celeste, ignoriamo il dipinto e come statue rigide e avulse dal grembo amorevole della Natura, dimentichiamo di essere parte di un Tutto . Già gli antichi greci per non dimenticare questo meraviglioso miracolo del cosmo ricorrevano al mito di Proserpina. La fanciulla ,rapita da Plutone re dell'Ade mentre coglieva i fiori sulle rive del lago, che divenne sua sposa e regina degli Inferi. Dopo che la madre ebbe chiesto a Zeus di farla liberare, poté ritornare in superficie, a patto che trascorresse sei mesi all'anno ancora con Plutone. Ecco che la primavera appare come un ritorno, una rinascita di ciò che prima era morto(gli inferi), ed ecco anche la corrispondenza della festività di Pasqua, che celebra la resurrezione di Cristo.
La stagione primaverile nella filosofia yoga può essere percepita come manifestazione del Sattva,ossia dell’equilibrio, e può aiutarci a sviluppare anche in noi questa qualità interiore. Nel Samkhya(antico sistema di pensiero indiano) vengono indicate tre «qualità» o «caratteristiche», fondamentali dei quali prakriti( la materia) è composta. Sono i cosiddetti Guna ossia: - sattva: equilibrio, conoscenza, bianco, elevato, spirituale, cosciente e serve a illuminare - rajas: attività, rosso, attivo, mobile, passionale, causa movimento e serve ad attivare - tamas: inerzia, nero, solido, letargico, statico, causa staticità e serve a limitare e consolidare. Nell'universo non manifesto, l'energia indifferenziata possiede le tre diverse qualità, in perfetto equilibrio fra loro: sattva (purezza), rajas (cambiamento, attività) e tamas (inerzia, oscurità); nel momento in cui questo equilibrio si rompe la creazione ha inizio e le qualità si palesano in differenti proporzioni tanto negli esseri viventi quanto in ogni altra manifestazione della natura. A primavera, così come in autunno il clima tiepido e il ritmo della vita rispecchia il Sattva, l’estate con il suo calore la sua vitalità esprime il Rajas, e infine l’inverno con la sua staticità e torpore è la forma del Tamas. Guna significa anche corda, poiché essi condizionano la nostra vita quotidiana miscelandosi tra loro e lottando tra loro per ottenere la supremazia sull'individuo. Le tre qualità esprimono a livello sottile, virtù(sattva),passionalità(rajas) e ignoranza(tamas). Nella Bhagavad-gita, Krishna afferma che la natura materiale è formata da queste tre influenze; quando l'essere vivente entra in contatto con la natura materiale, diventa condizionato da queste tre influenze (Cap.14 v.5) Il condizionamento quindi, o la liberazione dell'essere vivente, dipendono dal contatto o dalla distanza di tali influenze.
Coltivare la qualità di sattva permette di superare la passionalità e l'ignoranza spirituale che tengono l'uomo legato all'illusione; non bisogna tuttavia dimenticare che anche le qualità più pure sono un aspetto di Maya( l’illusione) ed il fine ultimo della ricerca è il superamento di tutti i guna. Lasciamoci ora alle spalle l’Inverno, il Tamas, lasciamo scorrere i nostri pensieri, fino a percepire la quiete nella mente, ritorniamo nel cuore della Terra e percepiamoci come SEMI di primavera. Risvegliamo la coscienza di essere essenzialmente semi , che in quanto tale accettano la neve, la pioggia, la brina candita del mattino, la carezza calda del sole e la carezza fredda della luna. Liberiamoci dal desiderio del controllo sugli Elementi naturali, così come sugli eventi della vita, solo così saremo interiormente liberi dalle corde dei Guna. Ogni esperienza è una lezione, che ci viene donata. La comprensione vera di tale verità, avviene nel cuore più che nella mente. Essa aumenta la nostra forza spirituale e trasforma l’accettazione in gratitudine….Benvenuta Primavera!!!
Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra: dorma o vegli, di notte o di giorno,il seme germoglia e cresce; come egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura. ( Marco 4, 26-29)
BARBARA AMELIO
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Lunedì 07 Giugno 2010 14:17 |
“NOI CREDIAMO NELLO YOGA”
Veli colorati cullati dal vento, sotto l’ombra sognante delle chiome degli alberi, canti di uccelli e un caldo clima estivo appare così Villa Pamphili, divenuta per 3 giorni, dimora del più spirituale dei festival itineranti d’Italia. Migliaia di persone accorrono ad uno degli eventi più importanti nel calendario degli yogi. È il tempo della Luce, della gioia, dell’incontro. Ovunque si sente parlare di energia e di benessere. La manifestazione giunta alla terza edizione, con 40 scuole presenti, 45 seminari e freeclass è un occasione di approfondimento, di scambio, di dialogo di tradizioni diverse che sono unite dal medesimo fine, aiutare l’uomo a trovare l’armonia e a realizzare le sue potenzialità interiori. Particolare spazio è stato dato quest’anno al Suono, gong, campane tibetane, bajhan e strumenti tradizionali, le note della pace attraversano ogni evento, risuonano nelle orecchie e si posano sul cuore, lasciando una sottile polvere dorata, condensato materiale di una gioia indicibile.
È commuovente la consapevolezza che ci siano così tante persone, desiderose di intraprendere la più coraggiosa delle rivoluzioni, quella di cambiare se stessi, unico modo reale e possibile per costruire un futuro migliore, dove l’equilibrio e il rispetto delle leggi universali possano segnare la convivenza sociale. Così lo Yoga, si fa strumento per comprendere i tempi, in cui viviamo e per diffondere una cultura che sia amica dell’uomo e portatrice di armonia. L’esperienza del festival aiuta a comprendere che la separazione non esiste, che ogni via può essere accettata perché la meta ha sempre lo stesso nome. Siamo solo apparentemente divisi, ma aldilà del livello materiale, come le radici sotterranee degli alberi: siamo Uno. Quando impegniamo le nostre energie per l’evoluzione interiore, stiamo cambiando anche la realtà, perché modificando la qualità dei nostri pensieri possiamo cambiare il nostro punto di vista sul mondo. Uno dei momenti più salienti di questa grande festa dello Spirito è stato l’incontro con lo Swami Kriyananda, discepolo del guru Paramhansa Yogananda e fondatore della comunità europea di yoga Ananda. Il suo intervento ha riempito di sorrisi e gioia una sala gremita ed emozionata, lo Swami ha condiviso con il pubblico alcuni dei momenti più importanti trascorsi con il suo Guru. Ha ricordato gli ostacoli del suo cammino e ha raccontato aneddoti ed insegnamenti di uno degli yogi più amati e conosciuti in Occidente. Kriyananda con semplicità e ironia ha parlato ai nostri cuori, alla nostra umanità, il suo messaggio d’amore nasce dalla consapevolezza che “Ogni strada finisce con la parola di Dio” così “Il dovere della vita è trovare Dio”.
Le dolci parole del maestro hanno illuminato di speranza e infuso in tutti noi un profondo senso di amore. Anche il coro della comunità Ananda ha reso un omaggio speciale a Paramhansa Yogananda.La musica, come un onda divina, ha bagnato dell’acqua purificatrice la nostra mente e mediante il suono ci ha fatto partecipi di quello stato di coscienza dell’ Unità, che è il senso vero dello Yoga. Un ultimo leggerissimo pensiero vi possa accompagnare nella vostra personale ricerca dello Spirito, l’augurio amorevole di Kriyananda: “ che ognuno di voi possa imparare che Dio è la vostra potenzialità più grande” Jay Guru Jay
“Faccio passi brevi, con il cuore aperto all’esperienza della pace in totale rilassamento. Non devo sbrigarmi perché non sto andando da nessuna parte. La meta è ogni passo, e cammino in modo tale da lasciare sulla terra orme di pace e di libertà. Con ogni passo genero l’energia della calma e della consapevolezza, con tale energia risano e trasformo il mio essere” (Thich Nhat Hanh)
BARBARA AMELIO
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Giovedì 11 Marzo 2010 23:15 |
Siete pronti? E’ tempo di mettersi in cammino, il più grande esodo indiano è cominciato…Presto, chiudete gli occhi stabili e limitati della razionalità e spalancate gli occhi alati e infiniti della fantasia : si parte!! Un volo speciale decolla adesso solo per noi, diretto verso la magica Haridwar ai piedi dell’Himalaya. Infatti nello stato indiano dell’Uttaranchal, nell’antica città santa di Haridwar, dal 14 Gennaio al 28 Aprile 2010, si sta svolgendo il “KUMBHA MELA”, una delle più antiche e venerate celebrazioni della religione Indù I grandi maestri della tradizione yoga insegnano che si può trascendere la materia, attraverso fenomeni come la telepatia o la bilocazione. Tranquilli e non temete, se per il momento non avete sviluppato queste speciali siddhi(poteri), la mente può ugualmente condurci, nel posto più mistico della terra. Seguite soltanto il pensiero e tra pochi secondi saremo ad Haridwar, nella città santa per eccellenza dell’induismo, immersi nell’ atmosfera più suggestiva, in un mare di colori, tra musiche, canti, incenso, che uniscono milioni di pellegrini in un unico grande cuore di spiritualità e devozione.
Le vibrazioni che questo evento crea nel mondo sono così potenti da far discendere i più grandi yogi dalle vette dell’Himalaya, insieme a swamy, santoni, fachiri, sadhu , sannyasin, maestri di tutte le scuole di spiritualità, asceti, devoti induisti con le loro famiglie e ricercatori spirituali che da ogni dove, rapiti da un misterioso e irresistibile richiamo, come il canto delle sirene di Ulisse, si radunano sulle sacre rive del Gange. Il senso di queste speciali riunioni è quello di potenziare le energie latenti interiori, per effetto di particolari condizioni astrali, presenti in questi giorni, che ne favoriscono l’assorbimento. È un immenso fiume umano che si muove con un solo e unico battito quello della fede, dell’ abbandono al divino (Ishvara Pranidhana) della totale appartenenza all’Assoluto, di cui l’uomo è parte . Infatti per la cultura indiana, come spiega swami Prabhupada (introduzione alla Bhagavad-Gita “cos’ì com’è”)“..noi siamo parti integranti del Signore e partecipiamo della Sua natura, come una goccia d’acqua è parte integrante dell’oceano. L’ oro è sempre oro, anche se preso in minima quantità…”
La leggenda del Vaso
Secondo la tradizione religiosa il Kumbha Mela si svolge in concomitanza di alcune favorevoli congiunzioni astrali, che si verificano solo ogni 12 anni quando Giove entra in Acquario, ed il Sole entra in Ariete. Solo con un simile allineamento planetario, infatti, si creerebbero le condizioni ideali per una perfetta meditazione e concentrazione. Si tiene nelle quattro città sante Allahabad, Ujjain, Haridwar e Nasik, in cicli di dodici anni, alternati in modo tale che, circa ogni tre anni, si svolge un Kumbha Mela. La scelta delle quattro città sacre è legata al mito della coppa (kumbha) di ambrosia divina Secondo la leggenda narrata nei Skenda Purana, la coppa di ambrosia “amrita” fu spezzata durante un combattimento divino tra i Deva/energie costruttive, angeliche) e Asura(energie distruttive, demoniache), che lottavano per il suo possesso e quattro gocce di nettare uscirono e caddero sulla terra, santificando questi quattro luoghi. Secondo la tradizione popolare religiosa effettuare le abluzioni rituali durante il Kumbha Mela è un mezzo attraverso il quale il fedele indù può raggiungere la “Moksa”, dal sanscrito “liberazione”, riuscendo così a spezzare il ciclo delle rinascite “samsara”. Durante questi mesi si svolgono celebrazioni collettive e puja: particolari cerimonie, che favoriscono l’arricchimento interiore e spirituale del praticante. Per tutto il tempo viene rispettato il vegetarianesimo e il divieto di alcolici La sera è il momento più magico con l’Arati del fuoco, e con le offerte al fiume Gange, fatte di foglie e fiori intrecciati, con sopra la candelina accesa, rilasciati poi alla corrente.. E’ ormai finito il nostro tempo, siamo andati lontano, per seguire la rotta eletta dello Spirito, ma il viaggio prosegue riscoprendo la festa interiore, alla quale lo yoga e la meditazione ci invitano a partecipare ogni giorno. Buon cammino a ogni instancabile viaggiatore che trascende lo spazio ed il tempo, con la supercoscienza… Hari Om BARBARA AMELIO
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