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Giovedì 08 Aprile 2010 13:09 |
 Dal mal di schiena all'ansia, dall'insonnia all’artrite, la cura senza farmaci ha sempre lo stesso nome: yoga.
E ora anche molti medici italiani ne sono convinti. Negli ultimi 30 anni, del resto, quasi mille studi sono stati concordi nell'affermare che le tipiche posizioni della disciplina indù (asana) e la meditazione aumentano l'efficienza del sistema cardiovascolare, rallentano e rendono più profonda la respirazione, abbassano la pressione, riducono ansia e depressione, migliorano la digestione e rafforzano le articolazioni.
«Non si tratta di magia», avverte il docente di medicina interna dell'Università di Pavia Luciano Bernardi. «La pratica dev'essere costante e consapevole. Al di là degli aspetti spirituali, nei quali ognuno può "trovare o meno la propria realizzazione, lo yoga va fatto con convinzione, altrimenti si perde soltanto tempo».
Oggi gli adepti sono qualcosa come 100 milioni in tutto il mondo e annoverano persone di ogni sesso, età e classe sociale: dai divi di Hollywood come Naomi Watts, Nicolas Cage e Gwyneth Paltrow, agli uomini d'affari stressati, dalle casalinghe alle prese con la gestione familiare agli sportivi che cercano di migliorare le prestazioni.
Ecco, in ordine alfabetico, i principali problemi che si possono combattere con lo yoga.
ANSIA E ATTACCHI DI PANICO
Quando si è ansiosi, stressati, e a maggior ragione se si è preda di un attacco di panico (un disturbo che si manifesta con sintomi come terrore quasi paralizzante, aumento del battito cardiaco, tremore e soffocamento), il respiro si fa rapido e sconnesso e in certi casi arriva addirittura a interrompersi.
«La pratica dello yoga e in special modo la meditazione unita a inspirazioni ed espirazioni lente e consapevoli, va a rallentare l'eccitabilità della sostanza reticolare, la parte del cervello che regola la circolazione sanguigna, la respirazione, il ritmo di sonno-veglia», dice il neurochirurgo funzionale Sergio Canavero, direttore del Gruppo avanzato di neuromodulazione di Torino. «Questo rallentamento (che si apprezza notando l'aumento di onde cerebrali di tipo Alfa e Theta con l'elettroencefalogramma), per una reazione a catena, fa inserire le marce basse a tutto il sistema nervoso aiutando a ritrovare la calma».
Prove scientifiche: Ricerche portate avanti dalle università americane di Penn State e di Duke e uno studio pubblicato nel dicembre 2004 sul Journal of alternative and complementary medicine, dimostrano come ansia e attacchi di panico diminuiscano nelle persone che praticano yoga con continuità.
ARTRITE
L'artrite è un'infiammazione articolare di cui esistono oltre cento tipologie. La pratica delle asana può aiutare a ridurre i sintomi, favorendo una giusta postura, e nel caso sia già conclamata, mantiene attive articolazioni che altrimenti tenderebbero all'immobilità.
Prove scientifiche: Nel 1994 uno studio apparso sulla rivista Rheumatology, pubblicato dall'Associazione britannica per la reumatologia, ha dimostrato come la pratica dello yoga aiuti a risolvere problemi di rigidità articolare e possa dunque rallentare nel lungo periodo 1'insorgere di artriti.
INSONNIA
Dato che l'insonnia è spesso parente stretta dell'ansia, grazie alla pratica dello yoga è possibile seguire dei percorsi di selezione dei pensieri per giungere a una fase di rilassamento che aiuti l'organismo a mettersi in stand-by e, di conseguenza, a raggiungere più facilmente il sonno. «Inoltre, tramite tecniche yogiche di allungamento e stiramento, è possibile regolarizzare il tono muscolare e favorire, anche in questo modo, il senso di rilassamento», spiega Fulvio Palombini ,docente di fisioterapia all'Università La Sapienza di Roma.
Prove Scientifiche: Uno studio condotto presso la facoltà di medicina dell'ateneo di Harvard (Usa) ha dimostrato come, tramite esercizi yoga, 40 persone che soffrivano di insonnia abbiano aumentato il riposo notturno in media di trenta minuti per notte e diminuito in media di 15 minuti il tempo necessario ad addormentarsi.
A corroborare la tesi che lo yoga possa favorire il sonno anche nei casi di dolori cronici, infine, una ricerca realizzata dall'MD Andersen Cancer Center di Houston (Usa) ha dimostrato che, tramite lo yoga, possono avere un sollievo anche i pazienti che soffrono d'insonnia legata a patologie tumorali.
IPERTENSIONE
Asana quando si soffre di ipertensione. «Il respiro yogico ha effetti importanti sul sistema neurovegetativo, per la precisione abbassa il tono simpatico e aumenta quello parasimpatico o vagale», spiega Bernardi. «Dato che il primo tende a far aumentare la frequenza del respiro e il battito cardiaco, mentre il secondo ha effetti opposti, il risultato è un riequilibrio favorevole all'abbassamento della pressione».
Prove scientifiche: Che lo yoga sia efficace contro l'ipertensione è noto almeno dal 1975, anno in cui lo dimostrò una ricerca (sia pure su un piccolo numero di pazienti) pubblicata dalla prestigiosa rivista The Lancet. Lo studio appurò come in 20 pazienti sottoposti a tre mesi di pratiche yogiche la pressione sistolica fosse diminuita in media di 29 punti e quella diastolica di 15.
MALATTIE CARDIACHE
«Chi soffre di scompenso cardiaco presenta, a volte, anche alterazioni del sistema neurovegetativo caratterizzate da un aumento del tono simpatico a scapito di quello parasimpatico», spiega Bernardi. In questi casi (da valutare insieme al proprio medico) lo yoga può aiutare.
Oltre all'effetto biologico, ce n'è anche uno psicologico. «Alcuni ormoni che il nostro corpo produce quando siamo stressati favoriscono l'accumulo di colesterolo nel sangue e di conseguenza il rischio di infarto», continua Bernardi. «Per questo motivo si può dire che lo yoga, smorzando rabbia e preoccupazione attraverso il rilassamento consapevole, aiuta a prevenire i malanni del cuore».
Prove Scientifiche: Nel 1998, uno studio pubblicato da The Lancet dimostrava come un gruppo di pazienti affetti da insufficienza cardiaca in soli sei mesi avesse aumentato, praticando le tecniche yoga, la capacità respiratoria e con essa quella di compiere sforzi. Nel 2004, la rivista Perfusion, specializzata in patologie cardiache, ha pubblicato un'indagine che provava come lo yoga avesse fatto regredire lo stato di rischio in pazienti con malattie cardiovascolari già conclamate.
MAL DI SCHIENA
«Le asana alleviano il mal di schiena andando a migliorare la postura di base e la mobilità articolare», dice Palombini. «Mentre le fasi di meditazione, con la loro azione distensiva, eliminano contrazioni muscolari che possono essere fonti di infiammazione alla colonna».
La respirazione, poi, permette di ossigenare bene i muscoli, rendendoli meno soggetti ad acciacchi che spesso si riverberano sulla postura e di conseguenza sulla schiena.
«Infine, la corretta circolazione stimolata dalle asana e dalla respirazione yoga riduce la presenza di molecole infiammatorie nel sangue che possono dare origine a dolori localizzati», conclude Palombini.
Prove scientifiche: I ricercatori della West Virginia University School of Medicine hanno appurato come una terapia a base di 16 lezioni settimanali di yoga su 42 pazienti affetti da lombalgia cronica abbia determinato una diminuzione del dolore nel 64% dei casi, una riduzione dell'incapacità funzionale nel 77% e un aumento della capacità di tenere il dolore sotto controllo nel 25%. Tra i pazienti che prima della terapia a base di yoga assumevano antidolorifici, 1'88% ha smesso di usarli.
Brani dell’articolo di Massimo Valtz Gris pubblicato sulla Rivista OK Salute
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Giovedì 27 Agosto 2009 21:56 |
…aria di rientri e partenze…un aiuto dallo yoga per vivere meglio questo momento.
Estate, tempo di tuffi, di sole, di sagre, di notti che non finiscono mai e di lenti, svogliati risvegli.. C’è chi ha mangiato troppo e teme l’appuntamento con la bilancia, chi ha preso tropo sole, chi ha giocato troppo e chi ha studiato troppo poco. E c’è anche chi in estate lavora troppo ( ristoranti, pizzerie, bar..) E’ il caso di dire che è la stagione degli eccessi, sarà il clima bollente, sarà la voglia di avventura che silente per lunghi mesi esplode in agosto.
In realtà, dopo la pausa estiva, il corpo dovrebbe essere più rilassato, più carico di energie, la mente fresca e purificata. Ma sappiamo bene che le cose forse non stanno “esattamente” così.
Proviamo per un attimo a non ascoltare le solite bugie del Super-Io, sempre pronto a ricordarci “come dovremo essere”e cerchiamo un contatto autentico con noi stessi.
La prima domanda che possiamo farci per metterci in ascolto è quella che faremo al nostro più caro amico, che non vediamo da tempo:come stai? A questo amico che ci conosce profondamente, certo non possiamo mentire, perché legge i nostri pensieri e riconosce i nostri stati d’animo, che taciuti dalle parole si esprimono nel volto.
Stabilire un contatto intimo con sé stessi, dopo il caos e la baldoria estiva non è facile, riabituare la mente al silenzio e alla solitudine richiede volontà e tempo. Non si tratta di un altro automatismo del cervello, di un rigido comando o di una vecchia abitudine, ma di uno speciale e sincero incontro. Solo quando ci troviamo veramente soli con noi stessi possiamo sentire veramente il nostro stato mentale, i nostri pensieri, il nostro corpo. È questo il punto migliore per ripartire e affrontare i ritmi urbani, l’ufficio, la casa....
Per facilitare l’ascolto interiore e ritrovare il nostro centro dopo gli eccessi estivi possiamo ricorrere ad alcune tecniche yogiche, da sempre alleate di salute e benessere. Sono utili per questo scopo tutte le posizioni di rilassamento, come savasana (vedi sezione asana della rivista), il contatto con la terra e la staticità di questa posizione ci aiuteranno a stabilizzare e pacificare la mente e a scaricare le tensioni del corpo.
Anche il pranayama può esserci di aiuto per ritrovare un muto dialogo con il nostro sé. Ma se non siamo pratici di questa antica disciplina del respiro possiamo provare molto semplicemente ad ascoltarne il suono . In modo del tutto naturale, senza alterare il ritmo ascoltiamo il nostro respiro, la leggera musica della vita che continuamente vibra dentro di noi , ma che quasi sempre ignoriamo e ricopriamo con ritmi che non sono i nostri. Concediamoci alcuni minuti per rientrare nel nostro mondo interiore e godere di questa segreta sinfonia, poi per concludere questo momento di contatto con noi stessi, almeno per una volta proviamo a dire grazie a questo sacro soffio che ci offre ogni momento il divino dono della vita.
Secondo un grande yogi Paramhansa Yogananda sono più importanti i minuti che gli anni, perché in questi preziosi istanti che noi vediamo l’ essenzialità e conosciamo noi stessi.
Lo yoga , attraverso l’ascolto interiore ci aiuta ad accettare i nostri vissuti, la stanchezza, la pesantezza, il malumore, che spesso seguono la fine delle vacanze. Ogni cosa può trovare posto se la mente è infinita, solo così possiamo essere liberi e ritrovare lo spirito giusto per gustare con allegria e amore i frutti, che una nuova stagione della vita e della natura si prepara a darci.
BARBARA AMELIO |
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Giovedì 03 Settembre 2009 22:30 |
di Barbara AMELIO
Lo yoga è la scienza interiore del risveglio dei centri energetici sottili(chakra) e della piena consapevolezza di Sé. Se questo è yoga significa che prevenzione, terapia, benessere sono insite in uno speciale viaggio di conoscenza, ma allo stesso tempo di guarigione.
Come per ogni cammino esplorativo, abbiamo bisogno di un mezzo adatto al raggiungimento della nostra meta. Ciascun sentiero yogico offre al ricercatore degli strumenti: il corpo per l’hatha yoga, l’azione per il Karma yoga, la mente per il Raja yoga. Tutti i sentieri si incrociano però nel punto di arrivo, alla Divina Fonte, la Coscienza Cosmica.
Dunque secondo lo yoga la nostra mente può essere un veicolo evolutivo, in grado di condurci a più elevati stati di coscienza, ma sappiamo anche che non nasciamo dotati di una patente speciale per utilizzare un tale misterioso e invisibile strumento. E questo forse il caro prezzo che l’uomo paga in cambio della libertà, libertà di scegliere come realizzare la propria vita.
Patanjiali, noto autore di Aforismi dello Yoga (Yoga-Sutra), sostiene che la causa di ogni male è l’ignoranza “avydia”(stato mentale di inconsapevolezza , soprattutto riguardo alle leggi del pensiero e alle leggi universali). Possiamo anche vedere l’ignoranza in termini psichici come Inconscio. Un grande scienzato e saggio, che potremo definire uno Yogi, molto più familiare a noi occidentali Albert Einstein affermò che la mente intuitiva è un dono sacro, dimenticato dalla nostra società, mentre la mente razionale è un fedele servo, onorato invece dagli uomini...
Così la mente può essere un grande alleato che ci libera dalla sofferenza e dall’ignoranza, ma può anche diventare un grande nemico, che riduce la coscienza in una condizione di infelicità e in uno stato di dolore e di malattia. La stessa psicologia moderna con il sociocostruttivismo ci informa della capacità creativa della mente. È ormai noto per esempio il fenomeno psicologico delle profezie che si auto avverano «una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità»( Merton, 1948).
L’influenza della nostra mente è un dato confermato dalle scienze, ma credo che tutti noi attraverso la nostra esperienza personale possiamo intuire questo concetto.
Quando nasciamo la nostra società, a partire dalla famiglia, si prende cura del nostro sviluppo affettivo, cognitivo, culturale, attraverso un sistema educativo ben pianificato.
Ma sembra che nessuno si prenda cura della nostra mente, il sacro dono…eppure non siamo solo cervello.. Purtroppo o per fortuna, abbiamo l’opportunità di riscoprire questa verità, quando ci ammaliamo o quando un evento della nostra vita sconvolge il nostro equilibrio, perché il nostro super cervello non poteva controllarlo!! Allora ecco che pensiamo alle emozioni, alla spiritualità, alla ricerca interiore.
Lo yoga ha per millenni custodito e insegnato attraverso i grandi maestri le tecniche per la conoscenza interiore, come la concentrazione e la meditazione, che ci mettono in profondo contatto con la nostra mente. Possiamo anche ritrovare le grandi perle di saggezza yoga in molte librerie, accessibili a tutti per l’evoluzione dell’umanità.
Credo proprio che stare bene o stare male, oggi forse più di ieri possa essere una SCELTA.
BARBARA AMELIO |

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Giovedì 10 Settembre 2009 21:11 |
di Barbara AMELIO
Ci sono tanti modi di pensare alla felicità….
Provate qualche istante a guardare con la mente aperta questa vignetta, che ho trovato nel web. Aldilà del suo immediato effetto umoristico…mi fa pensare ad un vissuto collettivo condiviso e spesso inconsapevole, per cui la felicità è proiettata totalmente fuori dall’uomo. Ma è così lontana da noi, questa magica parola ?
Talora è quasi in disuso, perché siamo abituati a essere tranquilli, sereni, senza preoccupazioni, ma non osiamo più dire . Siamo di colpo diventati rassegnati, morigerati. Però se volessimo essere felici…diciamolo… ancora, con forte coraggio…abbiamo le idee molto chiare su cosa o quanto($$$) ci occorre. Certo con un lavoro stabile, con un florido conto in banca, con un appartamento a piazza di Spagna, e il nostro elenco potrebbe essere senza fine , possiamo finalmente pensarci felici…Ma anche in questo caso la felicità è associata ad un qualche possedimento esterno e materiale….Ma siamo sicuri che vogliamo veramente queste cose? Ma la felicità può essere nascosta dietro tutti questi <con>? Si può misurare la felicità con qualcosa di diverso dalla quantità di beni posseduti? Ma la vera domanda è: quanto siamo alienati da noi stessi dalla nostra natura divina, dai nostri bisogni più veri, dalla nostra felicità interiore per doverci quotidianamente ingannare , nutrendo ogni giorno la nostra mente di sempre nuovi desideri?
L’esperienza millenaria dello yoga ci insegna che la felicità è vicina, dentro di noi, è la vera essenza dell’uomo, che gli dei nascosero proprio dove l’uomo non l’avrebbe mai cercato nel proprio Sé.
Dunque la felicità non sono le cose che possediamo e che spesso ci posseggono, non sono neanche gli altri, anche se possiamo condividere in parte, questo stato interiore con chi amiamo. La felicità non è nel corpo, che non accettiamo, che gonfiamo, ringiovaniamo, rifacciamo per cercare un equilibrio perduto o per assomigliare ad un’immagine ideale.
Quando collochiamo la felicità dentro di noi, scopriamo un piacevole distacco dagli oggetti. Questo distacco non è doloroso, e non significa una fredda indifferenza o un arida alterigia.. Ma una comprensione più autentica della realtà, meno pervasa dalle necessità irrimandabili dell’Ego, in cui più facilmente possiamo vedere gli altri, come esseri autonomi e non in funzione dei nostri desideri o dinamiche inconsce. Scoprire questa nuova visione fa vivere con più armonia il rapporto con il proprio corpo, con gli altri e persino con il denaro. Ma come si arriva a tale consapevolezza? Attraverso un continuo lavoro di ascolto e di indagine interiore che conduce ad una profonda libertà, che è la porta di quella felicità vera che nessuno ci può mai rubare perché è uno stato interiore immateriale e imperturbabile.
Questo percorso di analisi e di interiorizzazione non si esaurisce in un giorno, perché la felicità descritta dallo yoga o <ananda> non si consuma, come gli altri piaceri e non si acquista, bensì si conquista ogni giorno con la pratica. Molti yogi hanno tradotto questo concetto con una immagine, quella di un giardino interiore da seminare, annaffiare, curare con amore. Tutto questo diventa nel tempo un vero stile di vita, che cambia i nostri pensieri e i nostri rapporti, profumandoli della preziosa essenza della felicità.
Inizia anche tu ad essere felice: conoscere te stesso è la chiave della verità.
BARBARA AMELIO |
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Sabato 09 Gennaio 2010 08:49 |

Gennaio, in termini esoterici è rappresentato come una porta, il suo guardiano è Giano Bifronte, dio delle entrate e degli inizi, da cui questo primo mese dell’anno prende il nome. Janus Pater, padre di tutti gli uomini, della Natura e dell'Universo, è il dio dell'apertura e dell'inizio . Il nome stesso evoca la porta, in latino ianua e januarius è il mese che apre l'anno e dà inizio alle stagioni . Presiedendo alle porte, come si vede in questa raffigurazione, ha in mano la chiave e il bastone; sorveglia tutto ciò che sta all'interno della città o della casa, non perdendo però di vista quello che accade all'esterno, e quindi è rappresentato con due facce (Giano bifronte). Si dice anche che una delle sue facce è rivolta al passato, mentre l’altra è rivolta al futuro..
Si sono appena compiute le amate festività Natalizie e la tentazione di riporre lo “spirito natalizio” in fondo ad una scatola, insieme a luci, palline e pastori è quasi fisiologica. Eppure non ci sono contenitori, in cui è possibile ripiegare lo spirito, anzi è proprio la sua luce, quella che rifulge con tanto splendore nei giorni appena andati, che oggi ci aiuta a ritornare al nostro quotidiano, più carichi e lucenti. Non lasciate che il vostro spirito, diventi un impermeabile, che fa scivolare via l’allegria, l’ unità, l’amore vissuti nelle feste. “La protezione di Dio, che troviamo nella nostra gioia e nella nostra pace è maggiore di tutte le fortezze”( Paramahansa Yogananda).
Conserviamo queste sensazioni nel cuore, senza essere nostalgici ed evitando di lasciare un piede nel luccicante passato e l’altro nello spoglio presente. Tentiamo per una volta, di arricchire la nostra interiorità come abbiamo fatto con l’albero di Natale. Immaginiamo che ogni giorno del 2010 possa essere un addobbo speciale, un occasione di crescita dell’albero della coscienza, che respira in ogni persona.
Il segreto dello Yoga è la capacità di alimentare la luce dell’ anima, giorno dopo giorno, liberando la mente, dal dolore degli attaccamenti, che nascono dai sensi. Ma come si fa?
Amate il presente, ogni attimo che scorre, può essere percepito. Proviamo nel silenzio, a chiudere gli occhi e a fare dei lunghi respiri con le narici, sentite questo suono? E’ il tempo interiore, il sacro battito della vita, la vostra energia interiore, la vostra invincibile forza spirituale, che vi fa guerrieri, guerrieri di Luce, pronti ad affrontare sfide e progetti del nuovo anno, con un serbatoio interiore inesauribile.
BARBARA AMELIO
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