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Venerdì 26 Febbraio 2010 08:48 |
Le memorie dell'acqua, un nastro trasparente dove si iscrive la nostra coscienza

'Amore'
Vivere lo Yoga dilata gli orizzonti e amplifica moltissimo la nostra sensibilità verso dimensioni più sottili ed energetiche della materia..
Così accettando la visiona yogica più profonda del reale, anche un gesto quotidiano come bere un bicchiere d’acqua, diventa un gesto d’amore, un’altra occasione con cui l’Infinito, l’intelligenza cosmica onnipervadente, ci aiuta ad innalzare il nostro stato di coscienza. L'acqua è il nostro principale alimento e fonte di energia: la sua qualità è essenziale, per la nostra esistenza; il nostro stesso corpo consiste per il 70% d'acqua La presa di coscienza dei suoi aspetti più sottili e vibrazionali influisce veramente sulla qualità dell’acqua che beviamo e migliora la nostra salute psicofisica.
Sappiamo come l’acqua non è tutta uguale, ma questo se è vero da un punto di vista chimico e fisico, lo è anche sul piano energetico. L’acqua infatti oltre a contenere queste informazioni, registra tracce qualitativamente diverse, che riceve dall’ambiente. A dimostrarlo sono gli studi di uno scienziato giapponese Masaru Emoto(“I messaggi dell’acqua”), che ha messo a punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i cristalli, formatasi durante il congelamento di diversi tipi d'acqua. Il ricercatore ha fotografato l'acqua esposta a parole scritte, a musica, preghiere, parole pronunciate, e anche diverse tipologie: acqua di montagna, acqua inquinata, ecc. Si è visto che i cristalli dell'acqua trattata, mutano di struttura quando si inviano messaggi. L'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma dei cristalli molto belli simili a quelli della neve, l'acqua sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri negativi, reagisce creando strutture amorfe e prive di armonia. Così l’ acqua è in grado di registrare la vibrazione di una energia estremamente sottile, definita nella cultura giapponese Hado. Masaru Emoto ha documentato con fotografie questo suggestivo dialogo, dimostrando come l’ascolto dell’ heavy metal, o di Bach, o l’esposizione a messaggi di amore( foto copertina) o a preghiere, piuttosto che a frasi negative e piene di odio ( discorsi di A.Hitler) fanno mutare la forma dei cristalli.
Essendo il corpo umano composto per larga maggioranza di acqua è facile immaginare quanto importante sia il modo e la nostra predisposizione all’acqua quando viene introdotta da sola o con alimenti.
Avvicinarci ad essa con positività significa favorire una disposizione armoniosa dei cristalli e quindi poi una conseguente ottimizzazione dei processi cellulari, che si ripercuote sul nostro stato di benessere globale.
L’acqua è dunque viva e ci ascolta, rispondendo attraverso le diverse forme dei cristalli, alle nostre vibrazioni. Emoto ha dimostrato che i pensieri influenzano la realtà fisica, confermando quello che lo Yoga ci insegna da millenni.
Anche noi possiamo dare il nostro amore e la nostra gratitudine all'acqua nel nostro corpo e nel nostro pianeta utilizzando questi semplici consigli:
La meditazione dell’acqua
• Dite all'acqua “ ti amo” e “ti ringrazio”. Contemporaneamente visualizzate brevemente, che tutte le acque della terra sono collegate tra di loro. Si può fare questo rito con i familiari o con gli amici. Il vostro amore e il vostro ringraziamento si trasmetterà dall'acqua nel vostro bicchiere all'acqua di tutta la terra.
• Una possibilità più semplice e meno impegnativa, è di immaginarsi le energie dell'amore e del ringraziamento mentre vi lavate le mani, durante la doccia, mentre lavate le stoviglie o la biancheria o mentre sciacquate il riso, le verdure ecc. Queste energie dell'amore e della gratitudine fluiscono dal vostro cuore, attraverso il torace, le spalle, le braccia e attraverso le vostre mani che toccano l'acqua, nell'acqua dentro la conduttura. La vostra energia scorre facilmente contro corrente attraverso tutto il sistema di condotta dell'acqua fino alla sorgente. Salirà con l'evaporazione fino alle nuvole per ritornare in forma di pioggia e raggiungere i mari e le acque di tutta la terra. Per finire, tutta l'acqua del pianeta terra, sarà colma di amore e gratitudine che esce dal vostro cuore. E' una possibilità molto semplice, che potete applicare giornalmente ogni volta che usate dell'acqua.
( Circolo culturale “l’albero sacro”)
La giusta via è simile all'acqua, che adeguandosi a tutto, a tutto è adatta (Lao Tzu)
BARBARA AMELIO
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Venerdì 09 Ottobre 2009 07:39 |
Iyengar , considerato una leggenda vivente dello Yoga, all’inizio di uno dei suoi libri più conosciuti, scrisse che lo yoga, senza Yama e Nyama (i principi etici dello disciplina) è come una casa senza fondamenta e si trasforma in pura acrobazia Infatti questa antichissima scienza, nella concezione classica di Patanjali si compone di otto parti, o membra (anga). Esse sono: Yama (le astinenze), Nyama (le osservanze), Asana (le posizioni), Pranayama (tecniche di controllo e aumento dell’energia vitale, principalmente attraverso il respiro), Pratyahara ( la ritrazione della mente dagli oggetti dei sensi), Dharana (la concentrazione mentale su un solo oggetto), Dhyana (meditazione), Samadhi ( lo stadio supremo nel quale la dimensione umana viene trascesa e si realizza l’Assoluto). Patanjali, Yogasutra, II-29. Rimandiamo per un approfondimento di questi concetti alla sezione Yoga-introduzioni-le basi dello yoga, della nostra rivista.
Tali principi sono comuni a molti insegnamenti spirituali, da Gesù a Buddha, dalla regola Francescana ai monaci Tibetani . Sembra che incontrare Dio, implichi in modo del tutto naturale l’abbracciare uno stile di vita inspirato al rispetto dell’uomo, della natura e soprattutto volto all’essenzialità, nelle parole del Buddha “gli uccelli volano verso i cieli con due ali, così i miei seguaci arrivano al Nirvana, staccandosi dalla possessività dei beni e con l’aiuto della massima purezza incontaminata”
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Venerdì 04 Dicembre 2009 08:25 |

Ai piedi della montagna bianca e dentro al cuore dell’uomo
c’è’unione…c’è yoga
Il 30° congresso Nazionale dello Yoga, organizzato a Roma il 29 Novembre, dai maestri Giorgio e Elisabetta Furlan ha generato fortissime vibrazioni d’amore e di speranza. E’ quasi incredibile quanto l’unione sia in grado di cambiare il mondo, cambiando l’uomo nella sua interiorità, facendo fiorire la coscienza, nella mente ridestata, dai raggi dello Yoga. Ecco, allora che l’anima, liberata dal sogno della materia può diventare sorgente e dissetare tutta l’umanità.
Il primo miracolo sembra accadere già nella sala, dove si è svolto l’evento, è quello di un pubblico attento e interessato, cosciente della grande energia spirituale che lega tutti gli esseri. Ogni partecipante è immerso nella grande armonia degli interventi di tutti i relatori, che hanno testimoniato le grandissime potenzialità evolutive, insite nel contatto tra l’Occidente e l’Oriente.
Tutte le tecniche medicina, psicoterapia, musica, danza, che hanno trovato nella giornata yoga una loro naturale espressione, devono condurre sul sentiero regale della realizzazione del sé. Questo il senso della presenza e del contributo degli illustri invitati. Lo Yoga infatti è unione ,il cui simbolo è il monte Kailash in Tibet, soggetto di un suggestivo documentario, presentato da M. Rosa Cimino La montagna bianca è stata considerata come un luogo sacro, in cui si incontrano quattro religioni: Induismo, Buddhismo, Giainismo e Bon. Nella religione indù, è anche considerata la residenza di Lord Shiva.
“ L’uomo è materiale e immateriale. Se un medico non tiene conto della natura dell’uomo non lo può guarire”, così Roberto Gagnoni, medico chirurgo angiologo ed omeopata ha raccontato come nella sua professione di medico, amore e ragione si incontrano. L’amore nel suo significato etimologico è assenza di morte, è dal grembo dell’ amore che nasce la vita. Dunque nel rapporto medico paziente, così come in ogni relazione umana l’amore e le emozioni( dimensione affettiva e spirituale) hanno un valore creativo e curativo.
L’esperienza dello Yoga e della psicoanalisi aiuta l’uomo a scoprire il più grande mistero: il Sé. Le tecniche, la conoscenza e la devozione ci aiutano a conoscere noi stessi, a scoprire chi siamo. Questo aspetto è stato affrontato nel convegno anche attraverso la proiezione del documentario su Ramana Maharshi (30 dicembre 1879 – 14 aprile 1950) un mistico indiano, uno dei saggi più celebrati .
Bhagavan Ramana Maharshi trascorse la maggior parte della sua vita terrena (1879-1950) sulla sacra Collina di Arunachala, in India, aiutando con la sua presenza tutti quei devoti che ogni giorno andavano a vederlo ("a ricevere il suo darsan"), e guidandoli con suggerimenti verbali, con l' esempio, e soprattutto con il Potere del suo Silenzio (una cosa del genere può sembrare quasi impossibile in questi tempi di derby di parole!). Egli non teneva conferenze o aveva un filosofia. In realtà, lui stesso era filosofia. Non aveva insegnamenti. Lui era un insegnamento vivente. Questo grande yogi riusciva a mettere l’individuo davanti a se stesso dicendo <chiediti chi sono io? Nam jar>, di fronte a tale interrogativo tutte le altre domande cadevano. Come ci ha detto il maestro Giorgio Furlan, che nella manifestazione ha trattato il tema vecchiaia, longevità, immortalità: “non siamo corpo, non siamo mente,noi siamo atma, la nostra vera natura è l’immortalità. Dobbiamo alimentare la scintilla divina che è in ogni uomo, attraverso la consapevolezza”. Essa nasce dalla pratica dello yoga e dalla conoscenza , che ci fa comprendere come il corpo fisico sia uno dei cinque corpi, che ricoprono la vera essenza immortale dell’uomo ,che è ananda, la beatitudine eterna.
Così lo yoga ci aiuta a scoprire l’uomo, ma anche lo scopo della vita. Questo è anche il senso del racconto, che i piccoli allievi di Accademia, attraverso il linguaggio simbolico delle asana, ci hanno voluto raccontare, in questa luminosissima giornata di crescita interiore. La maestra Elisabetta Furlan che ha narrato la fiaba della vita insieme ai bambini e ai ragazzi della scuola, ha emozionato anche i grandi, ricordando che lo yoga non è moda ma è ESSERE.
Il grande scopo dell’esistenza umana è ritornare al divino, sono le scintillanti parole di P. Anthony Elenjimittam, uno dei personaggi più attesi e amati del congresso, frate domenicano indiano, apostolo itinerante dell’ unione delle religioni in adempimento del mandato, ricevuto dal Mahatma Gandhi e da Papa Giovanni XXIII. Ecco una parte del suo speciale ed eterno messaggio:
 …Quando conosci Dio tutto sparisce ,invece seguendo la via dei sensi, la vita diventa un fallimento, dunque dovremo ripetere l’esame della vita reincarnandoci. La dipendenza dei cinque sensi è l’inganno. Approfondite la spiritualità yoga, trasformate la vita umana in una vita divina,dalla menzogna alla verità. Dobbiamo svegliarci!! Quando sei nel grado evolutivo umano, tu puoi immortalizzarti. Dio è un ‘esperienza che tutti possiamo e dobbiamo fare, la tua anima è una scintilla di Dio in una formica e in un elefante. I 195 aforismi di Patanjali sullo yoga sono la trasmutazione di ogni cellula, della vita . Quando si diventa umani abbiamo questa possibilità autorealizzativa. Il Vangelo di Cristo è Yoga, noi possiamo metamorfizzare la nostra vita, scegliendo la strada giusta: “Entrate per la strada stretta, perché la larga conduce alla perdizione”. Dobbiamo avere orecchi per sentire i sussurri di Dio. Lo Yoga dura tutta la vita è una certezza assoluta, un’esperienza. Dobbiamo effettuare la metamorfosi dentro di noi. Siamo su questa terra per conoscere la nostra vera natura “SAT-CIT-ANANDA”(esistenza-conoscenza-beatitudine), sei un Dio travestito da uomo. La conoscenza spirituale non è paragonabile a nulla. “Bussate e vi sarà aperto” è una legge della natura. Non dobbiamo sprecare questa opportunità. Ogni giorno è un romanzo divino, una luce, una pace.. L’esistenza è autorealizzazione del sole dei soli, giorno per giorno, ora per ora. Cerchiamo l’esistenza spirituale intramontabile. Quando si mette in pratica l’ottuplice sentiero, si diventa un raggio di Dio. Dobbiamo ritornare al cielo dell’eterno e diventare Uno. Tutto è Uno. Nei Vangeli c’è Yoga, la verità è una :
CONOSCI TE STESSO, PURIFICA TE STESSO, REALIZZA TE STESSO. Ciò permette di ottenere questa riunione trascendentale, che unifica il mondo dualistico. L’unica verità che esiste è ritornare a Lui, l’unica ombra che esiste è il mondo fisico.
GRAZIE, YOGA!!!!!!!!!!
BARBARA AMELIO |
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Giovedì 16 Luglio 2009 21:15 |
 Anche DIMENSIONE CULTURA.it sta per andare in vacanza, ma prima vorrei salutarvi con allegria e buon umore, augurandovi delle vacanze armoniose e ristoratrici . L’invito che faccio a me stessa e a voi tutti per l’estate è quello di trovare “il vostro” modo di fare yoga ….che può essere anche “solo” guardare un tramonto sul mare o contemplare la misteriosa bellezza della natura, ma con lo Spirito e nel silenzio interiore, lasciate che la vostra mente sia una cosa sola con l’universo…
Ma se proprio non vi viene nessuna idea, nessuna immagine, vi suggerisco qualche soluzione alternativa o se volete bestiale!!!!
Forse siete abituati a vedere yogini in splendida forma, che eseguono asana complesse come se stessero sfilando, facendo bella mostra di tutine griffate, tatuaggi e gioielli. Spero che leggendo i nostri articoli, abbiate compreso che lo yoga è molto più di quello che appare sulle copertine, di molti giornali…Questo dovrebbe confortarvi quando siete sul vostro tappetino e non riuscite a fare il loto, o se il vostro equilibrio quando fate l’albero dura pochi secondi. Ho sentito dire da grandi maestri che da 40 anni insegnano questa disciplina che lo yoga non fa lo yogi. Credo che questa affermazione sia una delle più belle e delle più difficili… e forse per comprenderla fino in fondo, bisogna meditare ogni giorno.
Dunque non mi resta che lasciarvi alle immagini che dicono molto di più di quanto possono fare le mie parole….scegliete il libro yoga che fa per voi e soprattutto praticate, praticate, praticate…. E-state yogici
LO YOGA A FUMETTI……AD OGNUNO IL SUO…
PROVATE A RIDERE ORA!!!!!
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Sabato 11 Luglio 2009 08:30 |
 Aria di vacanze?Anche questa volta lo Yoga ci permette di arricchirci, offrendo a tutti i lettori di DIMENSIONE CULTURA.it, una storia marina, in linea con l’estate, ma soprattutto una metafora dell’esistenza, che dispiega l’essenza più intima della disciplina.
Vi invito ad ascoltarla, non solo con le orecchie fisiche, che spesso possono anche essere sorde ai sussurri dell’anima…ma con le orecchie del cuore e ad immaginarla con gli occhi luminosi della mente.. E’ questo il segreto, perché si possa aprire una breccia dentro di noi e accogliere profondamente il messaggio dello yoga. È il primo passo per guardare con amore a noi stessi e a quelle parti di noi bisognose di ascolto, conoscenza e cambiamento….solo così lo yoga può essere uno strumento trasformativo.
Si narra che un giorno un pesce, nuotando nelle tranquille acque dell'oceano Indiano si trovò a passare nei pressi di una caverna, dove rimase affascinato da una voce melodiosa. Essa apparteneva al dio Shiva , che in quel momento era intento ad illustrare alla sua amata sposa ,Parvati, le magiche posizioni (âsana,), da lui stesso create e riservate esclusivamente agli dei.
Il pesce, ascoltando questi insegnamenti, subì una radicale metamorfosi che lo trasformò in uomo. Da allora, Matsyendra, che in sanscrito significa «pesce fatto uomo» o anche «signore dei pesci», tramandò in gran segreto le tecniche apprese dal dio ai suoi discepoli, divenendo così il primo yogi..
La leggenda sembra suggerire che le origini dello Yoga si perdano nella notte dei tempi: è infatti molto difficile risalire ad una data precisa in cui questa disciplina ha iniziato a diffondersi. Ma sapere esattamente la data di nascita dello Yoga non è il nostro scopo…almeno non lo è in questa sede, quello che ci interessa è capire il significato simbolico dell’episodio.. Che cosa può dire questo antico mito alla mia storia, alla mia vita , dopo 5000 anni? Le grandi verità probabilmente non hanno scadenza, perché si riferiscono all’anima, che è eterna e immutabile come leggiamo nella Bhagavad Gita (testo sacro dell’Induismo). Proviamo allora insieme a scoprire la sua attualità….
Il racconto illustra le fondamentali trasformazioni che l'uomo può attivamente produrre su di sé grazie alle tecniche dello Yoga. Grazie alla pratica si può infatti giungere a realizzare appieno le potenzialità umane (solo allora, da pesce diventerà uomo). Nell’ essere umano vi è il tutto, in esso vi abitano tutte le energie, ma soltanto il 10% di queste sottili risorse è utilizzato dall’uomo. Spesso in molte conferenze sullo yoga, il maestro Giorgio Furlan ha puntualmente ricordato, come anche i grandi geni della storia dell’umanità, da Leonardo a Einstein avevano sviluppato il 20-30% di questo invisibile e poco conosciuto potere, nascosto in ogni persona.
Nella leggenda Shiva , il padre degli Yogi impietosito per la sorte dell’umanità rivela lo yoga a Matsyedra. Il dio è il signore del divenire, della trasformazione, ma è anche il simbolo della consapevolezza, risvegliata attraverso lo yoga, o scienza interiore, come amava dire il grande yogi Paramhansa Yogananda. Matsyendra è invece la proiezione della parte della nostra mente, che è ancora sotto l’influenza dell’inconscio, ma che possiamo illuminare con la luce della saggezza yoga.
Se state per preparare le valigie per andare in vacanza, lasciate allora lo spazio nel vostro bagaglio per questa perla dello yoga, che vi condurrà oltre il viaggio nella più amata delle destinazioni: la metamorfosi . Perché ricordate potete andare nel più sperduto e lontano villaggio della terra, ma nessuna isola e nessun paesaggio cambieranno i vostri pensieri. Swami Sivananda , lo yogi autore di circa 300 libri sullo yoga, scrive a tal proposito“si vada dovunque si vuole, ma si troverà la stessa terra, lo stesso cielo, la stessa aria, la stessa acqua e la stessa mente. Immaginazione e cambio di posto hanno ingannato non poche persone, o uomo! Sii comprensivo. Vivi dove vuoi, ma disciplina e soggioga la tua mente ed i tuoi sensi. Considera il sé interiore e medita su di lui incessantemente. Solo qui potrai trovare una duratura pace e la mente smetterà di ingannarti”. Credo sia questa la più grande metamorfosi per l’uomo.
L’evoluzione spirituale inizia quando accettiamo noi stessi, evitando quei dolorosi giudizi che tentano di minare le nostre sicurezze e la nostra autostima e ingannare la mente, sviandoci dalla nostra ricerca. La nostra libertà e la nostra autorealizzazione passano proprio dai nostri limiti. Vivere in armonia con la nostra divina imperfezione è il sentiero per accedere alla felicità. Le nostre fragilità ci permettono di cercare il divino e di potenziare la coscienza.
Immergetevi nelle acque della mente e trasformate le vostre pinne in ali per nuotare nell’oceano della coscienza e della luce!
BARBARA AMELIO |
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