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Yoga - Live
Venerdì 30 Aprile 2010 07:06

Le vibrazioni spirituali più conosciute in Occidente



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Un grande amico spirituale e  illustre studioso Iacopo Nuti (docente di lingua e letteratura Sanscrita ,collaboratore di Istituti ed Atenei per la ricerca delle relazioni storico-filosofiche tra India e Occidente), sarà la nostra guida speciale e ci aiuterà ad istradarci sul mistico sentiero del Mantra più diffuso. Ci immergeremo domanda dopo domanda dentro una pratica meditativa, che purifica la mente e genera vibrazioni elevatissime d’amore e di gioia. Un interessante dialogo per scoprire un altro modo per connettersi con quella Divina Fonte di Felicità e di infinita Consapevolezza,che è dentro di noi Non è un articolo a quattro mani, ma il semplice resoconto sintetico di un intervista arricchente, sorgente di energia creativa e devozionale, che propone una chiave   per entrare in contatto con la dimensione immateriale , per sedersi silenziosamente ai piedi di loto del nostro Guru e vivere l’esperienza dell’unione, dello yoga dell’estasi mistica. Preparatevi a ricevere un flusso d’amore, preparatevi ad una delle più belle lezioni di Yoga, che la Misericordia divina ha voluto accordarvi…perché il vostro cuore è pronto ..

COS’E’ UN MANTRA: Ci sono due approcci al termine:  etimologico   e tradizionale. Il primo si riferisce al suffisso “ tra” che significa strumento e al termine “manas”  mente: dunque “ strumento di meditazione della mente”. Il secondo fa riferimento al verbo “tray” salvare, dunque si intende una “vibrazione sonora che purifica la mente” . Esistono diversi tipi di mantra. I “ bija mantra” o mantra seme,  sono sillabe usate a scopo terapeutico, come “sham” da cui deriva la parola shanti, utilizzata nella medicina ayurvedica per pacificare o la sillaba universale famosissima Om.  I “Deva mantra,” dedicati a particolari forme energetiche come Surya (sole), Candra ( luna), Agni ( fuoco) Tali forme devono essere sapientemente utilizzate dal medico ayurvedico,  in base alla patologia o dall’insegnante yoga in relazione  al rafforzamento di particolari aspetti interiori. E poi vi sono i mantra Universali, che racchiudono i nomi di Dio, e permettono di entrare   in un contatto diretto con la Divinità. Nel mondo  relativo c’è sempre una differenza qualitativa tra rupa( forma) e nama (nome), essi  sono separati. Infatti se dico acqua,finché non prendo l’elemento acqua non mi disseto. Nel mondo assoluto, invece poiché  tutto partecipa della forma assoluta, del Brahman, non c’è differenza tra rupa e nama . Per cui pronunciare il nome di Dio è essere a diretto contatto con Dio.  I mantra che contengono il nome di Hari, cioè del Signore, di colui che disperde l’ignoranza e l’illusione sono considerati universali.  Fa parte di questo gruppo il mantra Hare Krishna, detto Maha mantra “ il più  grande dei mantra”, perché si riferisce a Krisha stesso, nome di Dio infinitamente affascinante.

SIGNIFICATO DEL MAHA MANTRA
: questo mantra, introdotto in Occidente  negli anni 60, da Bhaktivedanta Swami Praphupada(1896-1977) è costituito da tre parole ripetute per 16 volte, sono parole declinate nel caso vocativo, dunque  sono delle invocazioni Oltre a Krisna, infatti troviamo il riferimento ad Hara, che indica l’energia spirituale e d’amore del signore, e a  Rama, che esprime invece la forza e la gioia spirituale del Signore. Secondo la tradizione è un modo di rivolgersi a Dio per poterlo servire, viene tradotto con l’immagine  del pianto, di un bambino che chiama i genitori. Per ogni era( Yuga), o fase della storia dell’umanità vi sono dei  metodi di realizzazione spirituale o dharma. Le scritture informano che il metodo più idoneo per il nostro tempo Kali Yuga, ( era del conflitto) è quello di invocare il nome del Signore. In particolare nella forma del Sankirtana, più persone che si uniscono per cantare il nome del Signore, modalità comune a tutte le trazioni religiose.

EFFETTI PSICOLOGICI E SPIRITUALI
: è antidepressivo, dà una stabilità psicofisica e forza interiore, fiducia in se stessi. Nel tempo favorisce un senso di comunione verso la Natura, verso gli altri, verso Dio, creando un carattere nobile. Si dice anche che tale pratica porta alla comparsa dei sintomi di estasi, per cui  anche per pochi attimi è come se la persona bevesse le gocce del nettare divino(amrita), basta anche solo il ricordo di questo gusto per far capire l’essenza del vivere e orientarsi nei momenti bui. Tale forma di gioia non è continua, ma ad intermittenza, “BHAVA”,estasi non continua, sintomi. Quando il canto diventa più puro e il devoto non è più mosso dalla ricerca del beneficio interiore o di uno scopo pratico,  si perviene allo stato di Ananda( beatitudine cosmica). Il mantra libera dagli ostacoli(anartha), e agisce anche a livelli mentali più profondi, liberando dai samskara( impressioni delle vite precedenti) .

UN MANTRA PER TUTTI:
non è solo il mantra prediletto dai devoti di Krishna, ma è un mantra universale benefico, che tutti possono imparare. Non c’è bisogno di un Guru o di un insegnante per apprenderlo, non è necessario conoscerne il suo significato letterale, poiché c’è il nome di Dio. Si tratta di un mantra benefico e terapeutico. Nel Japa(sussurrare) forma meditativa, che si avvale del Mala, una sorta di rosario con 108 grani,  è importante ascoltare quanto viene sussurrato,sintonizzando l’udito con la parola per avere l’effetto benessere. Nel Kirtan, il canto è a voce alta, con strumenti musicali. Esso ha l’effetto di purificare non solo le persone che praticano tale forma di meditazione, ma anche l’ambiente. Anche oltre i confini della cultura induista, il canto del maha mantra può essere considerato uno strumento di evoluzione e di ricerca spirituale, trascendendo la propria confessione religiosa. Dio è infatti Unico, e tale pratica non implica un cambiamento vocazionale, non si tratta di diventar indù. Il padre celeste ha infiniti nomi, chi segue una tradizione religiosa impara ad identificarlo con un certo nome efa uso di determinate preghiere. È un qualcosa di universale. Il Santo Nome è il metodo più efficace, presente anche nel Cristianesimo. Si chiama Esicasmo, la preghiera del cuore o di Gesù è praticata dei monaci ortodossi in Russia, essa è sintonizzata con  il respiro.  Non ci sono regole definite per recitare questo mantra, che può essere recitato sempre. Come tutti i metodi di meditazioni il periodo migliore sarebbe al mattino nelle ore antilucane. Viene chiamato  Brahma Muhurta il lasso di tempo spirituale, dalle 4 alle 8 del mattino, destinato alla meditazione, come a tutte le grandi tradizioni. Ma la preghiera è comunque efficace purché la mente sia libero dai pensieri e il cuore sia aperto alla Luce...                          

BARBARA AMELIO