| IL KIRTAN: MUSICA PER TRASCENDERE |
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| Yoga - Live | |||
| Giovedì 25 Marzo 2010 22:44 | |||
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"Viene dallo Yoga la pratica spirituale che ci fa mettere le ali!!"
Furono proprio i mitici Beatles ad utilizzare, per primi, ritmi e sonorità tipiche della musica indiana, nel rock e far scoprire al mondo, la musicalità della terra, più santa del pianeta . Nel 65’ il sitar( strumento a corde dal timbro vibrante e molto suggestivo), viene introdotto in alcune canzoni nell'album Rubber Soul ; ma il suono delle sue magiche corde ha affascinato anche altri gruppi storici, come i Rolling Stones nella famosa canzone Paint It Black o gli Yes . Lo scrittore Lapham Lewis nel noto libro“I Beatles in India. Altri dieci giorni che cambiarono il mondo”, racconta del viaggio del gruppo e del primo incontro tra la cultura pop occidentale e il misticismo orientale. L’avvicinamento del rock allo spirito è celebrato in modo epocale a Woodstock, nel 69,’ dove lo swami Satchidananda dà l'avvio ai 3 giorni di pace e musica .
Due culture e due mondi che ancora oggi si attraggono, perché perfettamente complementari. La cultura esteriorizzata dell’occidente, oggi giunta fino alle sue estreme derive, con l’invenzione del nuovo reattivo psicologico del reality , ricerca ancora quella perduta capacità di esplorare l’Atman e di prendere dimora nel Sé. Come negli anni 60’ il bisogno di spiritualità riecheggia fino ai nostri giorni e ci fa tornare in India, per ritrovare l’esperienza e l’insegnamento di yogi , santi asceti, che vivono nelle lontane caverne dell’Himalaya. La potenzialità dei suoni dell’Oriente favorisce il contatto interiore, facendo prendere coscienza della vera natura dell’uomo, di cui l’esistenza materiale è solo un pallido riflesso di uno stato più sottile “ satchitananda”(la dimensione più sublime: fatta di esistenza illimitata, conoscenza universale e gioia completa). Ciò viene simbolicamente espresso nell’immagine del loto, che ha le radici nell’acqua melmosa, o in quella del diamante, coperto dal fango. Il concetto di musica in India si fa più soggettivo e spirituale, finalizzato al raggiungimento dell’ armonia con l’Assoluto, con l’Atman universale. Lo stesso termine“ musicista” in sanscrito bhagavathar, significa: “colui che canta le lodi di Dio. Proviamo a capire meglio questo speciale legame, che unisce l’uomo al suono, attraverso le parole del grande maestro Paramahansa Yogananda: “L’uomo stesso è espressione della Parola creativa e il suono ha su di lui un effetto immediato e potente. Esso causa un temporaneo risveglio vibratorio di uno degli occulti centri spinali dell’uomo. In quel beato istante gli ritorna una vaga memoria della sua origine divina”. Questo prezioso insegnamento getta un po’ di luce sul misterioso rapporto tra l’uomo e la musica . Ci aiuta forse a comprendere come il canto sia nella spiritualità indiana una delle pratiche devozionali più amate e diffuse, che coinvolge con la sua atmosfera mistica sempre più persone, anche in Italia. In moltissime scuole di yoga infatti si pratica il kirtan , esso fa parte del sistema mantra yoga, letteralmente significa “ripetizione continua di un mantra”. Si tratta di un sentiero in cui l’aspirante utilizza vibrazioni sonore per poter espandere la propria coscienza spirituale sopita In fondo in tutte le più grandi tradizioni spirituali del mondo, esiste da sempre la pratica del cantare inni sacri . Ma la particolarità del Kirtan è legata all’uso dei mantra, potenti vibrazioni sonore che favoriscono il risveglio di differenti livelli di coscienza. Ciò che davvero è importante , avvertono i maestri, quando si esegue il Kirtan è che il canto provenga dal cuore, “gustate la dolcezza che dalle labbra raggiunge il cuore” (Sai Baba). Come il corpo ha bisogno del cibo e la mente ha bisogno di pensieri positivi, anche l’anima ha bisogno del suo nutrimento che è devozione , lode e amore per Dio. Quando questa esperienza è autentica eleva l’anima, allontana la mente dagli attaccamenti temporali e lascia nel cuore un senso inspiegabile di profonda gioia e armonia con l’universo. BARBARA AMELIO
![]() Lokah SAMASTAH Sukhino Bhavantu (Katha Upanishad) "Che tutti gli esseri in tutti i mondi essere felici" "Possano tutti gli esseri dell'universo Essere Felici"
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