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Il Sanscrito PDF Stampa
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Il caro amico Antonio mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul sanscrito.
Da uomo attento qual è, egli ha osservato che negli ultimi tempi il sanscrito in occidente non è più relegato nell’ambito d’interesse di singoli studiosi, ma anche di uomini e donne che ovunque nel mondo si sono avvicinati alla saggezza dell’India. In Italia per esempio è appena uscito il primo grande dizionario sanscrito-italiano, comprensivo di circa 180.000 lemmi: un’opera storica per la ricerca. Si osserva anche che parole sanscrite come yoga, karma, guru, ghi, sari, mantra, viagra o l’attualissima avatar, sono oggi parte integrante del linguaggio comune nei diversi ambiti della vita quotidiana, dalla cucina all’abbigliamento fino a second life, oltre che a continuare ad esprimere concetti legati alla filosofia indiana e agli antichissimi rimedi dell’ayurveda.
Qual è il significato di sanscrito? Il termine è un adattamento di sam-s-kr-ta (lett. ‘lingua compiuta’), nome con cui s’identifica la lingua classica dell’India. Grazie all’opera di Panini (V-IV sec. a.C.), il più illustre grammatico dell’antichità, la lingua della letteratura vedica venne sottratta all’azione del tempo e codificata in un canone che sarebbe servito da modello per i posteri: da oltre duemila anni fino ai giorni nostri, il sanscrito è la lingua colta dell’India. In sanscrito trovano così espressione le antichissime scritture vediche, che abbracciano ogni genere letterario: poesia e teatro, favolistica e narrativa, medicina e musica, diritto e politica, filosofia e grammatica.
Già noto a studiosi e viaggiatori europei come “lingua perfetta”, la sua scoperta in occidente, avvenuta tra il XVIII e il XIX secolo, provocò una vera “rivoluzione culturale”. Oltre alla presa di coscienza della sua parentela con lingue come il latino, il greco, il germanico, il celtico, lo slavo, il sanscrito divenne un tramite con cui l’uomo romantico, alla ricerca delle proprie radici culturali, venne a conoscenza dei monumenti letterari dell’India come il Ramayana, il Mahabharata, le Upanishad. Probabilmente per questo, anche Leopardi studiò sanscrito.
Nella mia esperienza posso testimoniare il crescente interesse, all’alba del terzo millennio, per questa antica lingua. I quattro cinque studenti di sanscrito di metà anni novanta, oggi si sono quasi decuplicati.
Forse nel terzo millennio assisteremo al risveglio del fascino per i valori romantici?



Iacopo Nuti







Iacopo Nuti tiene corsi e seminari di lingua e letteratura Sanscrita presso Scuole, Istituti d’Istruzione superiore e Centri di cultura in diverse città italiane.
Laureatosi all’Università di Pisa, collabora con Istituti e Atenei per la ricerca delle relazioni storico-filosofiche tra India e Occidente.
Ha contribuito ad alcune pubblicazioni sulla lingua e la cultura dell’India antica.

Per informazioni Cell. 347.5308812            email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.