| La felicità è uno stile di vita: scopri i consigli dello Yoga per vivere bene |
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| Yoga - Live | |||
| Giovedì 10 Settembre 2009 21:11 | |||
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di Barbara AMELIO
Ci sono tanti modi di pensare alla felicità….Provate qualche istante a guardare con la mente aperta questa vignetta, che ho trovato nel web.
Aldilà del suo immediato effetto umoristico…mi fa pensare ad un vissuto collettivo condiviso e spesso inconsapevole, per cui la felicità è proiettata totalmente fuori dall’uomo. Ma è così lontana da noi, questa magica parola ? Talora è quasi in disuso, perché siamo abituati a essere tranquilli, sereni, senza preoccupazioni, ma non osiamo più dire . Siamo di colpo diventati rassegnati, morigerati. Però se volessimo essere felici…diciamolo… ancora, con forte coraggio…abbiamo le idee molto chiare su cosa o quanto($$$) ci occorre. Certo con un lavoro stabile, con un florido conto in banca, con un appartamento a piazza di Spagna, e il nostro elenco potrebbe essere senza fine , possiamo finalmente pensarci felici…Ma anche in questo caso la felicità è associata ad un qualche possedimento esterno e materiale….Ma siamo sicuri che vogliamo veramente queste cose? Ma la felicità può essere nascosta dietro tutti questi <con>? Si può misurare la felicità con qualcosa di diverso dalla quantità di beni posseduti? Ma la vera domanda è: quanto siamo alienati da noi stessi dalla nostra natura divina, dai nostri bisogni più veri, dalla nostra felicità interiore per doverci quotidianamente ingannare , nutrendo ogni giorno la nostra mente di sempre nuovi desideri?
L’esperienza millenaria dello yoga ci insegna che la felicità è vicina, dentro di noi, è la vera essenza dell’uomo, che gli dei nascosero proprio dove l’uomo non l’avrebbe mai cercato nel proprio Sé.
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Dunque la felicità non sono le cose che possediamo e che spesso ci posseggono, non sono neanche gli altri, anche se possiamo condividere in parte, questo stato interiore con chi amiamo. La felicità non è nel corpo, che non accettiamo, che gonfiamo, ringiovaniamo, rifacciamo per cercare un equilibrio perduto o per assomigliare ad un’immagine ideale.
Quando collochiamo la felicità dentro di noi, scopriamo un piacevole distacco dagli oggetti. Questo distacco non è doloroso, e non significa una fredda indifferenza o un arida alterigia.. Ma una comprensione più autentica della realtà, meno pervasa dalle necessità irrimandabili dell’Ego, in cui più facilmente possiamo vedere gli altri, come esseri autonomi e non in funzione dei nostri desideri o dinamiche inconsce. Scoprire questa nuova visione fa vivere con più armonia il rapporto con il proprio corpo, con gli altri e persino con il denaro. Ma come si arriva a tale consapevolezza? Attraverso un continuo lavoro di ascolto e di indagine interiore che conduce ad una profonda libertà, che è la porta di quella felicità vera che nessuno ci può mai rubare perché è uno stato interiore immateriale e imperturbabile.
Questo percorso di analisi e di interiorizzazione non si esaurisce in un giorno, perché la felicità descritta dallo yoga o <ananda> non si consuma, come gli altri piaceri e non si acquista, bensì si conquista ogni giorno con la pratica. Molti yogi hanno tradotto questo concetto con una immagine, quella di un giardino interiore da seminare, annaffiare, curare con amore. Tutto questo diventa nel tempo un vero stile di vita, che cambia i nostri pensieri e i nostri rapporti, profumandoli della preziosa essenza della felicità.
Inizia anche tu ad essere felice: conoscere te stesso è la chiave della verità.
BARBARA AMELIO
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Ci sono tanti modi di pensare alla felicità….