Home Yoga Live La meditazione consiste in un continuo fluire di percezioni e di pensieri
La meditazione consiste in un continuo fluire di percezioni e di pensieri PDF Stampa
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Tutti noi, più o meno consapevolmente, cerchiamo quella pace della mente che la meditazione ci può dare. Ognuno di noi ha un modo tutto suo di tendere a questa pace, un modo personale di meditare, dall'anziana signora che lavora a maglia davanti al camino, al barcaiolo che guarda un tramonto sul fiume, incurante del passare del tempo. Quando focalizziamo l'attenzione, la mente diviene silenziosa: quando ci riesce di concentrare i pensieri su di un solo oggetto, il continuo brusio interiore si calma. In effetti quel senso di appagamento che viviamo quando la mente è concentrata, deriva spesso non tanto da ciò che facciamo, ma dal fatto che, intenti in qualcosa, ci lasciamo alle spalle preoccupazioni e problemi.
Purtroppo, questo tipo di attività è un breve intervallo di pace. Quando la mente viene di nuovo distratta, ritorna alla normale routine di vagabondaggio senza meta, dissipando l' energia tra i ricordi e i progetti per il futuro e trascurando ciò che è a portata di mano. Per ottenere un appagamento più duraturo è necessario educare la mente con la meditazione.
La meditazione è la pratica in cui la mente osserva costantemente se stessa. Ciò significa focalizzare la nostra attenzione su di un punto, calmare la mente per poter percepire il Sé. Interrompendo le onde dei pensieri arriverete alla comprensione della vostra vera natura e scoprirete la saggezza e la tranquillità interiore.
Concentrandovi sulla fiamma di una candela o su un mantra riportate continuamente l'attenzione sull'oggetto scelto, riducendo il movimento della mente a un piccolo cerchio. Dapprima i pensieri continueranno a presentarsi, ma, con la pratica, riuscirete ad aumentare il tempo in cui la mente è concentrata. All'inizio, quando l'attenzione è ancora discontinua, la meditazione si chiama più propriamente concentrazione. La differenza è solo questione di grado, non di tecnica. Swami Vishnu la esprime in questo modo: "Nella concentrazione le redini della mente sono solidamente trattenute; nella meditazione le redini non servono più perché la mente si sofferma spontaneamente su una sola onda di pensiero».
Nelle otto Membra di Patanjali la concentrazione e la meditazione costituiscono il sesto e il settimo stadio del Raja yoga. L' ottavo stadio (samadhi) è uno stato di consapevolezza superiore oltre il tempo, lo spazio e la causalità, in cui il corpo e la mente vengono trascesi e si realizza una totale unità. Nel samadhi colui che medita e l' oggetto di concentrazione diventano una cosa sola perché è l' ego che crea un senso di separazione e di dualismo. Secondo gli antichi Veda la concentrazione (dharana) impegna la mente su un pensiero per la durata di dodici secondi, la meditazione (dhyana) corrisponde a dodici dharana, circa due minuti e mezzo, mentre il samadhi corrisponde a dodici dhyana, circa mezz'ora.
Così come i raggi del sole attraverso una lente diventano incandescenti, il focalizzare in un punto i raggi del pensiero rende la mente penetrante e più incisiva. Praticando regolarmente la meditazione scoprirete di possedere più determinazione e più forza di volontà, e il vostro modo di pensare diverrà più chiaro ed efficace influendo positivamente su tutte le vostre azioni.
Come ha scritto Swami Vishnu "La meditazione non è semplice: una bella pianta cresce lentamente, è necessario aspettare per la fioritura, per la maturazione dei frutti e perché questi abbiano un buon sapore. La 'fioritura' della meditazione è un senso di pace difficilmente esprimibile che invade l'intero essere. Il frutto ... è indescrivibile.
Il controllo della mente
La mente è come un lago la cui superficie è increspata dai pensieri. Per vedere il sottostante bisogna prima imparare a eliminare queste increspature, a diventare padroni e non schiavi della mente. Per gran parte della veglia la mente si agita tra un pensiero e l'altro spinta da desideri e da avversioni, da emozioni e ricordi sia piacevoli che spiacevoli. Tra tutte le forze in grado di agitare la mente, ciò che più spesso disturba la concentrazione sono i sensi, che provocano fantasie e desideri. Una nota conosciuta ascoltata alla radio spedisce la mente alla ricerca della situazione in cui è stata udita per la prima volta, mentre un profumo piacevole o un'improvvisa corrente d'aria sono in grado di distruggere il filo dei pensieri. Tra tutti i sensi, la vista e l'udito sono i più potenti e stimolano in continuazione la mente verso I'esterno con grande spreco di energie mentali.
Per questo motivo in meditazione si usano anche suoni (mantra) o immagini.
Per sua natura la mente cerca costantemente la felicità nella vana speranza di trovare soddisfazione tutte le volte che riesce a ottenere ciò che desidera. Una volta acquisito l'oggetto del desiderio, la mente si calma temporaneamente, ma, dopo un po', l'intero meccanismo si rimette in moto perché la mente stessa non è cambiata e il vero desiderio rimane insoddisfatto. Immaginate, per esempio, di comprare una nuova auto. Per un po' di tempo ne siete orgoglioso e soddisfatto e la mente se ne sta tranquilla. Ma presto cominciate a desiderare un nuovo modello o un colore diverso o a preoccuparvi che vi venga rubata o ammaccata. Ciò che all'inizio era un piacere diventa ora una nuova sorgente di insoddisfazione perché quando si soddisfa un desiderio se ne creano molti altri.
Lo yoga ci insegna che dentro di noi abbiamo già la sorgente della gioia e della saggezza, una riserva di tranquillità che siamo in grado di percepire e da cui possiamo trarre nutrimento quando il movimento della mente si calma. Se siamo in grado di incanalare questo desiderio di appagamento dentro di noi anziché proiettarlo su oggetti esterni, che per loro natura sono effimeri, scopriremo il modo di vivere in pace.
Come diventare testimoni del gioco dei pensieri
In meditazione la mente viene vissuta come uno strumento. Basta concentrarsi appena un po' tutti i giorni per accorgersi del movimento incessante della mente e di quanto poco si viva nel presente. Basta un breve incontro con un diverso modo di percepire le cose per imparare a osservare e quindi a cambiare il proprio modo di pensare. Uno dei modi più utili per arrivare a controllare la mente e di smettere di identificarsi con le emozioni, i pensieri e le azioni è quello di assumere un ruolo di testimoni, come se si stesse guardando un altro. Con questa osservazione spassionata, senza giudizi né apprezzamenti, i pensieri e le emozioni perdono il potere che hanno su di voi e comincerete a percepire il corpo e la mente come strumenti in vostro potere. Distaccandosi dai giochi dell'Io, si impara ad assumersi piena responsabilità di se stessi.
La meditazione nella vita di tutti i giorni
E' poco probabile che si riesca a controllare la mente in una breve seduta di meditazione se per il resto del tempo la lasciate vagare a briglia sciolta. Più tempo dedicherete a tenere controllata la mente, più presto sarete in grado di concentrarvi quando meditate. A parte le tecniche contenute nelle prossime pagine, ci sono altre cose che potete fare per mantenere la mente concentrata: mentre camminate, per esempio, provate a sincronizzare il passo con il respiro, inspirando per tre passi ed espirando per altri tre passi. Respirando lentamente e in modo controllato, la mente si calma. Quando leggete un libro fermatevi alla fine di una pagina e, come esercizio di concentrazione, verificate quante cose vi ricordate. Non confinate la ripetizione del mantra alla vostra seduta di meditazione: ripetete il vostro mantra mentre state andando al lavoro o mentre vi preparate per le asana o anche mentre state cucinando. Mantenete il vostro pensiero il più positivo possibile. Quando la pace della mente rischia di essere compromessa dalla collera o dall'insoddisfazione, si può recuperare la calma focalizzandosi sull'emozione opposta, contrapponendo, per esempio, l'amore all'odio e la fede o la speranza al dubbio. Usando queste semplici tecniche, abituerete lentamente la mente alla concentrazione. Comincerete a notare che l'influenza esterna è meno forte di prima.
Sia che abbiate una settimana pesante sul lavoro sia che passiate un giorno piacevole in campagna, il vostro umore rimarrà costante. Raggiungerete la certezza che pur in mezzo ai cambiamenti, che sono l'essenza della vita, vi sentirete sicuri e imperturbabili.
I tipi di meditazione
Nello yoga vi sono due tipi principali di meditazione: la meditazione concreta (saguna: 'che possiede qualità') e la meditazione astratta (nirguna: 'senza qualità'). Nella meditazione saguna ci si concentra su un oggetto concreto su cui la mente possa facilmente fissarsi, come un'immagine, un simbolo visivo o anche un mantra.
Nella meditazione nirguna ci si concentra su un'idea astratta, come l'Assoluto, che non può essere descritta a parole. La meditazione concreta è dualistica, chi medita si considera infatti separato dall'oggetto di meditazione, mentre nella meditazione astratta egli percepisce se stesso e l'oggetto come una cosa sola. Le tecniche di meditazione descritte  sono prevalentemente concrete dal momento che è più difficile ancorare la mente a un concetto astratto. Ma per coloro che sono in grado di farlo abbiamo incluso due mantra astratti : Om e Soham. Qualunque sia il tipo di meditazione che praticate, il fine ultimo è lo stesso, la trascendenza del guna. Come ha detto Swami Vishnu nei suoi insegnamenti «Lo scopo della vita è di fissare la mente all'Assoluto».
I principi della meditazione
La meditazione, come il sonno, non si può insegnare, viene da sé, con i suoi tempi. Ma se seguite i giusti passi iniziali, potrete accelerare considerevolmente i vostri progressi. La cosa più importante è di fare della meditazione un'abitudine, utilizzando ogni giorno lo stesso luogo e la stessa ora. Questo abituerà la mente a reagire prontamente non appena vi sedete a meditare, un pò come lo stomaco è condizionato ad aspettarsi il cibo alle ore dei pasti. Dopo pochi mesi di pratica regolare la mente comincerà da sola a esprimere I'esigenza di questo momento. Le ore migliori per meditare sono l'alba e il crepuscolo, quando l'atmosfera è carica di energia spirituale. Se questo non è possibile, scegliete semplicemente un'ora in cui siete soli e indisturbati. Cominciate a meditare per venti minuti, per poi aumentare gradatamente sino a un'ora. Sedetevi rivolti a est o a nord per beneficiare dei sottili effetti del campo magnetico terrestre. Prima di iniziare potrete avvolgervi una coperta attorno alle spalle per tenervi caldi. La cosa più importante è che siate seduti in modo comodo e rilassato perché se siete scomodi la concentrazione ne risentirà. Prima di iniziare, convincete la vostra mente ad abbandonare tutti i pensieri del passato, del presente e del futuro; poi regolate la respirazione, il che servirà a controllare la circolazione del prana che, a sua volta, calmerà la mente. E' meglio che non tentiate di contrastare l'inquietudine della mente perché questo non farebbe che aumentare il flusso dei pensieri. Cercate semplicemente di staccarvi dalla vostra mente e osservarla dall' esterno.
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Brani tratti da IL LIBRO DELLO YOGA scritto sotto la guida di Swami Vishnu Devananda