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Petali di Primavera piovono sul sentiero bianco dello Yoga PDF Stampa
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Mistero di primavera, tempo fecondo per ogni yogi, per chi si definisce tale e per chi non sa di esserlo. Prezioso momento del risveglio, della fioritura, dell’irrompere della Vita, del dolce trionfo del colore delicato,puro, che porta ancora in sé l’abbraccio ovattato della Mater Terra.
Tutto è  attenuato, sfumato, bagnato nella Luce. Gli alberi si vestono di bianca seta per gioire del sole di aprile, che asciuga le lacrime di pioggia, del vecchio inverno, per aprire le braccia alla leggiadra stagione delle viole. Gli uccelli la festeggiano con canti,mentre il polline di Dio semina altra vita nei campi. Gli occhi si riposano in un verde chiarificato, dal giallo d’oro del sole, la mente come un manto si distende nel rosa delicato dei rami di ciliegio per poi addormentarsi su un  cuscino di nuvola di malva. Siamo dentro ad un vivente dipinto, che il creatore ogni giorno abbellisce con i suoi pennelli, mentre noi incoscienti di cotanta grazia celeste, ignoriamo il dipinto e come statue rigide e avulse dal grembo amorevole della Natura, dimentichiamo di essere parte di un Tutto . Già gli antichi greci per non dimenticare questo meraviglioso miracolo del cosmo ricorrevano al mito di Proserpina. La fanciulla ,rapita da Plutone re dell'Ade mentre coglieva i fiori sulle rive del lago, che  divenne sua  sposa e regina degli Inferi. Dopo che la madre ebbe chiesto a Zeus di farla liberare, poté ritornare in superficie, a patto che trascorresse sei mesi all'anno ancora con Plutone. Ecco che la primavera appare come un ritorno, una rinascita di ciò che prima era morto(gli inferi), ed ecco anche la corrispondenza della festività di Pasqua, che celebra la resurrezione di Cristo.
La stagione primaverile nella filosofia yoga può essere percepita come manifestazione del Sattva,ossia dell’equilibrio, e può aiutarci a sviluppare anche in noi questa qualità interiore.
Nel Samkhya(antico sistema di pensiero indiano) vengono indicate tre «qualità» o «caratteristiche»,  fondamentali dei quali prakriti( la materia)  è composta. Sono i cosiddetti Guna ossia:
-   sattva: equilibrio, conoscenza, bianco, elevato, spirituale, cosciente e serve a illuminare
-    rajas: attività, rosso, attivo, mobile, passionale, causa movimento e serve ad attivare
-    tamas: inerzia, nero, solido, letargico, statico, causa staticità e serve a limitare e consolidare.
Nell'universo non manifesto, l'energia indifferenziata possiede le tre diverse qualità, in perfetto equilibrio fra loro: sattva (purezza), rajas (cambiamento, attività) e tamas (inerzia, oscurità); nel momento in cui questo equilibrio si rompe la creazione ha inizio e le qualità si palesano in differenti proporzioni tanto negli esseri viventi quanto in ogni altra manifestazione della natura.
A primavera, così come in autunno  il clima tiepido e il ritmo della vita rispecchia il Sattva, l’estate con  il suo calore la sua vitalità esprime il Rajas, e infine l’inverno con la sua staticità e torpore è la forma del Tamas.
Guna significa anche  corda, poiché essi  condizionano la nostra vita quotidiana miscelandosi tra loro e lottando  tra loro per ottenere la supremazia sull'individuo.
Le tre qualità esprimono a livello sottile, virtù(sattva),passionalità(rajas) e ignoranza(tamas).
Nella Bhagavad-gita, Krishna afferma   che la natura materiale è formata da queste tre influenze; quando l'essere vivente entra in contatto con la natura materiale, diventa condizionato da queste tre influenze (Cap.14 v.5)
Il condizionamento quindi, o la liberazione dell'essere vivente, dipendono dal contatto o dalla distanza di tali influenze.
Coltivare la qualità di sattva permette di superare la passionalità e l'ignoranza spirituale che tengono l'uomo legato all'illusione; non bisogna tuttavia dimenticare che anche le qualità più pure sono un aspetto di Maya( l’illusione) ed il fine ultimo della ricerca è il superamento di tutti i guna. Lasciamoci ora alle spalle l’Inverno, il Tamas, lasciamo scorrere i nostri pensieri, fino a percepire la quiete nella mente, ritorniamo nel cuore della Terra e percepiamoci come SEMI di primavera. Risvegliamo la coscienza di essere essenzialmente semi , che in quanto tale accettano la neve, la pioggia, la brina candita del mattino, la carezza calda del sole e la carezza fredda della luna. Liberiamoci dal desiderio del controllo sugli Elementi naturali, così come sugli eventi della vita, solo così  saremo interiormente liberi dalle corde dei Guna. Ogni esperienza è una lezione, che ci viene donata. La comprensione vera di tale verità, avviene nel cuore più che nella mente. Essa aumenta la nostra forza spirituale e trasforma l’accettazione in gratitudine….Benvenuta Primavera!!!
Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra: dorma o vegli, di notte o di giorno,il seme germoglia e cresce; come egli stesso non lo sa. Poiché  la terra produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura.
( Marco 4, 26-29)
BARBARA  AMELIO