| Quando lo Yoga perde l'anima: Yoga facile in un mondo di..leggerezza |
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| Yoga - Live | |||
| Venerdì 09 Ottobre 2009 07:39 | |||
Iyengar , considerato una leggenda vivente dello Yoga, all’inizio di uno dei suoi libri più conosciuti, scrisse che lo yoga, senza Yama e Nyama (i principi etici dello disciplina) è come una casa senza fondamenta e si trasforma in pura acrobazia Infatti questa antichissima scienza, nella concezione classica di Patanjali si compone di otto parti, o membra (anga). Esse sono: Yama (le astinenze), Nyama (le osservanze), Asana (le posizioni), Pranayama (tecniche di controllo e aumento dell’energia vitale, principalmente attraverso il respiro), Pratyahara ( la ritrazione della mente dagli oggetti dei sensi), Dharana (la concentrazione mentale su un solo oggetto), Dhyana (meditazione), Samadhi ( lo stadio supremo nel quale la dimensione umana viene trascesa e si realizza l’Assoluto). Patanjali, Yogasutra, II-29. Rimandiamo per un approfondimento di questi concetti alla sezione Yoga-introduzioni-le basi dello yoga, della nostra rivista.La presenza di un codice etico dello yoga, espresso in Yama e Nyama, non intende essere una limitazione ma un arricchimento della vita, dobbiamo vivere
questi concetti per vivere pienamente la nostra esistenza e non per distaccarci da essa.Privare lo yoga della sua essenza è spesso un’esigenza di mercato, e così il gioiello più prezioso dell’Oriente viene mercantilizzato, reificato, una perla preziosa da esibire nel proprio curriculum di esperienze . Ma cosa sta succedendo? L’inesauribile ricerca dell’Eterno, che dalla sacra terra del Gange e dalle incorrotte vette dell’Himalaya arriva nei nostri lussuosi templi del fitness, per aprire un nuovo mercato?
Yoga style è la neo tendenza di una società malata di stress e all’affannata ricerca di un identità di benessere. Peccato che molto spesso la ricerca di una bella forma non coincide con la ricerca di un cambiamento profondo, che lascia il segno nella propria vita e nelle scelte di tutti i giorni.
Così tutto bene finchè si tratta di asana, respirazioni e anche “mantra”, ma appena si parla di etica dello yoga, di non violenza, di non attaccamento, di semplicità, di scelte alimentari, il numero dei presunti innamorati di questa disciplina si assottiglia sempre più. Eppure come si può ottenere il controllo della mente se prima non si è perfettamente dominato, fino ad averli completamente trascesi, l’istinto alla violenza, l’attaccamento, la lussuria, ecc.? In molti corsi di Yoga purtroppo questi principi non vengono nemmeno citati poiché si danno per scontati o vengono trascurati perché ritenuti noiosi. Alcuni di coloro che praticano lo Yoga sono spesso affascinati dalle componenti esoteriche della disciplina: la meditazione, il distacco, le siddhi, e ignorano l’incommensurabile valore dei precetti etici, assolutamente intrascurabili per accedere alla meditazione e a pratiche più progredite..
Questa condizione, da un punto di vista psicologico è il segnale di una scissione sociale, molto forte, che si esprime nella proposta di una nuova separazione mente-corpo, un urgente bisogno di trovare nuove forme di equilibrio – squilibrio - , sempre più esteriorizzate, e non accompagnate dal pensiero. Così per molti lo yoga diventa l’agito di un corpo, che vuole rimanere giovane, snello e che ha imparato che rilassarsi è un modo utile, per non assumersi la responsabilità di pensare, per non accrescere la “pericolosa” consapevolezza, che instrada l’anima verso le vette della perfezione –spirtuale-i. Parlare a costoro di astensioni, austerità, pratiche spesso umili e noiose non farebbe che allontanarli dalla disciplina, e dove l’insegnamento dello Yoga è divenuto un nuovo business, non è forse il caso di insistere su questi principi così scomodi e distanti dalla mentalità corrente!!
Yama e nyama ci offrono la possibilità di ricondurre tale scissione difensiva all’Uno, ci ricordano che le asana sono “ uno” degli otto passi dello YOGA, in cui lo Spirito si fa scultore del corpo materia, in una esplorazione dello spazio visibile , che è preparatoria a un’ itinerare nello spazio interiore, dentro la dimensione del silenzio.
La via dell’autorealizzazione dalla sua dimora di silenzio ci sussurra che nella trasformazione dal metallo all’oro non ci sono scorciatoie.......
BARBARA AMELIO
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Iyengar , considerato una leggenda vivente dello Yoga, all’inizio di uno dei suoi libri più conosciuti, scrisse che lo yoga, senza Yama e Nyama (i principi etici dello disciplina) è come una casa senza fondamenta e si trasforma in pura acrobazia Infatti questa antichissima scienza, nella concezione classica di Patanjali si compone di otto parti, o membra (anga). Esse sono: Yama (le astinenze), Nyama (le osservanze), Asana (le posizioni), Pranayama (tecniche di controllo e aumento dell’energia vitale, principalmente attraverso il respiro), Pratyahara ( la ritrazione della mente dagli oggetti dei sensi), Dharana (la concentrazione mentale su un solo oggetto), Dhyana (meditazione), Samadhi ( lo stadio supremo nel quale la dimensione umana viene trascesa e si realizza l’Assoluto). Patanjali, Yogasutra, II-29. Rimandiamo per un approfondimento di questi concetti alla sezione Yoga-introduzioni-le basi dello yoga, della nostra rivista.
questi concetti per vivere pienamente la nostra esistenza e non per distaccarci da essa.