Chi pratica yoga o si cura con le cosiddette medicine non convenzionali, si sarà forse imbattuto nel sistema olistico di cura, tradizionale indiano, chiamato Ayurveda. È una forma di sapere antichissima (5000 anni!); la mitologia fa risalire la sua nascita a Brahma, creatore dell'universo. Il suo nome è un termine sanscrito, formato da ayus “ vita” e veda “conoscenza”. Proprio come ayus, la vita è fatta di corpo, organi, sensi, mente e anima, così la scienza della vita si occupa di tutti gli aspetti del benessere fisico, psichico e spirituale. Nell’Ayurveda l’intero viaggio della vita è considerato sacro e va preservato da ogni squilibrio e disarmonia Secondo il modello ayurvedico la salute non è semplicemente assenza di malattia, ma uno stato di continuo benessere fisico, mentale e spirituale. Dunque viene perseguito non solo il sano funzionamento dell’organismo, ma anche la costruzione di un rapporto felice con tutte le creature e con Dio. Ciò che la scienza della vita si propone è la conservazione nell’uomo sano, dello stato di salute e il sostegno nel raggiungimento dei quattro principali obiettivi della vita: Dharma(rispetto delle leggi cosmiche e corretto agire), l’Artha(la prosperità ), il Kama (appagamento dei desideri terreni), la Mokha(la liberazione dal ciclo di rinascite). È attualmente annoverata dall'Unione Europea e dalla maggior parte degli Stati membri tra le medicine non convenzionali la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati. È un sistema che si basa sul trattamento del soggetto nella sua totalità, con una concezione psicosomatica della malattia. Si occupa primariamente della dieta, sostiene infatti che chi segue un alimentazione corretta non ha bisogno di medicine. Inoltre essa si caratterizza per un atteggiamento di grande apertura nei confronti delle altre medicine e ha a cuore il benessere dell’umanità.
Essa non è infatti patrimonio esclusivo di una sola cultura. Le alterazioni della salute sono sempre riferite alla costituzione degli individui. Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale lo stato di benessere o malattia . Ogni dosha è composto da due elementi. Vata( etere e aria) legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna...). Pitta(fuoco e acqua) è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo detto anche agni) che mentale (elaborazione delle emozioni). Kapha ( terra e acqua ) è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. È importante sapere che per comprendere il proprio tipo di costituzione è necessario rivolgersi ad uno specialista. Si dice che yoga e ayurveda siano scienze sorelle, tanto che in India, prima di studiare la disciplina spirituale dello yoga, si apprende l’ayurveda. Per ogni costituzione inoltre sono indicate le asana adatte. Vata: le posizioni che creano pressione su l’area pelvica ed il colon o quelle meditative come loto, cobra, cadavere, locusta, piegamento indietro, aratro. Pitta: le posizioni che aumentano l’efficienza del fuoco gastrico come pesce, candela, arco, mezza ruota Kapha: le posizioni che agiscono sul torace, aumentano flessibilità e riducono l’adipe, torsione spinale barca, albero, mezza ruota. Gli yogi attraverso la pratica quotidiana aprono e smuovono energie ristagnate nei centri energetici. Durante questo processo di purificazione di corpo, mente e coscienza possono comparire alcuni disturbi , che possono essere efficacemente guariti dalla scienza della vita.
Che tutti siano felici, che tutti siano liberi dal male,che tutti desiderino il bene altrui, che nessuno debba soffrire (mantra vedico).
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