Home Yoga Live Yoga : istruzioni per rendersi felici. Inconsapevolezza bye bye!
Yoga : istruzioni per rendersi felici. Inconsapevolezza bye bye! PDF Stampa
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Dopo le intossicanti abbuffate di oroscopi e previsioni per il nuovo anno, eccoci ancora qua a ripetere le stesse cose e a commettere continuamente i medesimi errori. Ma se invece siete faustamente sfuggiti a questa psicosi delirante e avete voglia di prendere in mano la vostra vita, per disegnare da soli il vostro futuro, forse troverete utile qualche riflessione, per rendere l’esistenza più leggiadra e forse meno ansiogena.

Negli Yoga Sutra di Patanjali (400 a.C), testo antico in cui viene affrontato in modo sistematico la filosofia yoga, si legge “ lo yoga è la cessazione del turbinio della mente”. Evidentemente per quei gloriosi tempi e per certe tipologie di esseri umani o yogi , il turbinio mentale doveva essere un problema o perlomeno una condizione poco desiderabile, considerato che lo scopo dell’incarnazione è la ricerca del Sé.
Ma oggi è ancora così? Ha senso parlare di ricerca del Sé o si tratta di  un anacronismo? Forse non è proprio roba da dinosauri, ma  il dubbio è quasi legittimo, anche perché l’ottundimento della mente sembrerebbe uno stato di normalità, che ci rende integrati in un mondo, sempre più nevrotico. C’è da interrogarsi su tali temi, anche perché, per farci un’ idea delle profonde trasformazioni in atto, è recente la notizia, che la psichiatria ha eliminato il narcisismo patologico, dal manuale diagnostico dei disturbi mentali.

A questo punto credo sia lecito chiedersi cosa sta succedendo, visto che  non mi pare che queste decisioni, riguardino solo gli addetti ai lavori, ma rappresentano la cartina di tornasole della nostra moderna civiltà . Uno specchio speciale  per dirci chi siamo e chi stiamo diventando, mentre ignari inseguiamo i nuovi culti dell’Io, oggi ritualizzati nell’ultimo celebrato codice sociale, Facebook,  dove ci si presenta agli occhi degli altri per ottenere conferme, in un intreccio infinito che non fa che esaltare la propria individualità.

Sarebbe bello pensare che la nostra società sia divenuta tanta evoluta, da aver estinto l’egocentrismo patologico, ma le cose non stanno esattamente così. Il narcisismo è divenuto coloritura fondamentale della nostra vita quotidiana, facendo così sfumare il confine tra normalità e patologia. Un’altra misura del falso adattamento positivo della società è ravvisabile inoltre, nell’aumentato consumo di farmaci. Secondo i dati del “Rapporto Osservasalute 2009” in Italia è scoppiato il  boom di psicofarmaci. L’ormai imperante cultura della pillola cerca di boicottare e di nascondere una forte domanda di equilibrio e di stabilità della mente, quello stato di controllo mentale di cui parla Patanjali.
Sembrerebbe molto più easy mandar giù un rassicurante farmaco, magari consigliato da un amico, piuttosto che fermarsi, guardarsi dentro e avviare un processo di analisi e di consapevolezza interiore. Lo yoga opera senza pillola né bisturi, una vera rivoluzione dentro la persona, gradualmente infatti si smette di essere burattini, magistralmente diretti dalla regia dell’inconscio. Con la pratica della meditazione, lo studio dei testi yoga, la lettura del pensiero dei grandi maestri si sviluppa un senso di responsabilità del proprio comportamento, si controlla il pensiero, la parola, l’azione e si genera una potente energia spirituale volta all’evoluzione. Psicologia e yoga si incontrano su questo spazio virtuale, che è il campo della liberazione (Kaivalya) dell’uomo dalla sofferenza e dal disagio.
Iniziare un percorso spirituale, senza demandare la nostra felicità alle stelle, aiuta l’uomo a non ammalarsi mentalmente e a vivere meglio. Si tratta di un primo grandissimo passo, necessario per prendere consapevolezza, che l’uomo non è corpo, né mente, ma che essi sono solo strumenti che possiamo imparare ad usare per rendere la nostra anima libera di vivere la sua natura spirituale di gioia.

“L’Amore è la guida e il cammino” (Paulo Coelho)