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Yoga nidra: il sonno degli Yogi, ecco come la mente vi aiuta a guarire PDF Stampa
Yoga - Live
Sabato 13 Novembre 2010 07:48

 

Oggi conosciamo molto dell’ universo yoga, le asana sono  entrate ormai nel nostro immaginario collettivo, illustrate e spiegate in giornali, libri , riviste, e anche il  cinema si è finalmente accorto della millenaria arte dello yoga. Testimone di questo grande successo è l’ultimo film di Julia Robers “ Mangia, Prega, Ama”, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Elizabeth Gilbert. Ma ad essere letteralmente conquistata dalla passione yogica è soprattutto, la pubblicità: dalla cosmesi, alle tisane, alle compagnie telefoniche, tutto è ispirato dalla  magia esotica e seduttiva,  dell’Oriente, che ci auguriamo diventi qualcosa di più dell’ultimo ritrovato della stressata società dei consumi e degli eccessi. Lontano dagli spot degli sfogliatissimi rotocalchi, al riparo da flash e riflettori, lo yoga avviene nel silenzio e nell’interiorità di una pratica quotidiana e paziente, che sfida le mode e gli spasmodici bisogni di evasione della nostra cultura sorniona ed esterofila.Tanti sono i segreti che la disciplina indiana custodisce e che solo una relazione di conoscenza, mediata da un maestro esperto può svelare all’orecchio puro dell’anima. Forse una delle tecniche meno note al grande pubblico è quella dello Yoga nidra.

 

 

 

Il sonno degli yogi è uno potente strumento di guarigione, che  induce a un rilassamento e a un riposo profondo. Deriva dalla pratica tantrica del Nyasa che vuol dire "concentrare la mente in un punto".  Durante la pratica di Yoga Nidra si appare addormentati ma, in realtà, la coscienza funziona a un livello di consapevolezza più profondo, in cui le onde cerebrali possono più facilmente essere  modificate,  riconducendosi alla frequenza cerebrale alfa,  di profonda quiete .Gli scienziati hanno sperimentato che le frequenze alfa-theta e theta-gamma riducono l'ansia e il dolore, stimolando il rilascio di endorfine. Esse  promuovono euforia, agevolano il rilassamento fisico, la chiarezza mentale, facilitano le visualizzazioni creative e sincronizzano gli emisferi cerebrali. Attenzione, non si tratta di un metodo ipnotico, poiché la mente rimane sempre vigile e cosciente .

Mediante questo processo di relax psicofisico profondo si libera l’energia necessaria alla guarigione fisica, psichica o spirituale. È utilizzabile come trattamento integrato per condizioni patologiche acute o croniche(cardiopatie, pressione alta, asma, diabete). La sua principale area di applicazione è la gestione dello stress psicofisico, l’insonnia, i disturbi psicosomatici e per favorire il recupero post operatorio.

Cosa accade durante il sonno degli yogi? Sdraiati sul pavimento, in posizione comoda,(shavasana) ci si lascia guidare dalla voce di un esperto, prima nella presa di coscienza del piano fisico, poi emozionale ed infine  mentale Facendo ruotare la coscienza intorno al corpo si ascoltano e si rilasciano le sue tensioni , mentre il respiro aiuta a ricaricarsi di Prana luminoso  esalando ogni tensione come un fumo grigio che, ad ogni espirazione, si allontana lasciandoci più puliti e leggeri. I sensi a poco a poco, vengono così ritirati dal mondo esterno e a questo punto è possibile formulare il  Sankalpa, la risoluzione positiva, il seme del cambiamento o della guarigione che vogliamo ottenere.  Una seduta di Yoga Nidra equivale a quattro ore di sonno naturale. Praticare Yoga Nidra significa aprire gli stadi più  profondi della nostra mente.

In  tale stato di coscienza la mente diventa molto recettiva, percepirà  e metterà  in pratica ciò che è giusto per il Sè Superiore di ognuno di noi. Con questa tecnica otterremo contemporaneamente due benefici: un grande rilassamento e un positivo cambiamento mentale.



 

Voi siete ciò che è il vostro desiderio più profondo.
Così come è il vostro desiderio, così è la vostra intenzione.
Così come è la vostra intenzione, così è la vostra volontà.
Così come è la vostra volontà, così sono le vostre azioni.
Così come sono le vostre azioni, così è il vostro destino

(Brihadaranyaka Upanishad IV.4.5)

 

 

BARBARA AMELIO