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E' stata la Germania la vincitrice della seconda guerra mondiale? PDF Stampa
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In questo articolo cercheremo di spiegare come la maggioranza degli obiettivi che la Germania voleva raggiungere prima dell'inizio della seconda guerra mondiale sono stati successivamente perseguiti senza alcuna belligeranza.  Per poter dire che questa nazione ha raggiunto molti di quegli obiettivi già sognati da Hitler, bisogna esaminare la situazione geopolitica prima e dopo la seconda guerra mondiale.

Hitler è stato descritto dalla storia, scritta dai vincitori, come un uomo completamente pazzo e molto lunatico fin dall'inizio della sua ascesa al potere. In realtà, la sua pazzia divenne estrema solo dopo la constatazione che la guerra non poteva essere più vinta. Certi aspetti della sua visione del mondo devono essere esaminati prima di arrivare a conclusioni sui fatti storici.  A volte si può imparare di più analizzando le posizioni degli sconfitti, indipendentemente dalle loro tragiche azioni. Inoltre, è necessario riconoscere che i perdenti di ieri possono diventare i vincitori di domani.

Dalla conclusione della prima guerra mondiale, quando la Germania perse la guerra pochi mesi dopo l'intervento degli USA, Hitler si convinse che la Germania era in condizioni di inferiorità, quando si trovava a competere con l'industria Americana.  Questa nazione aveva tutte le risorse possibili per quanto riguardava le materie prime e una abbondanza di giovani lavoratori immigrati. Anche l'Inghilterra era un nemico formidabile, con la sua marina militare presente in tutti gli oceani del mondo. Il suo dominio nel commercio mondiale non poteva essere contrastato facilmente. Nello stesso tempo, Hitler era ancora influenzato dal periodo storico in cui era nato. Nella sua mente, l'agricoltura copriva ancora un ruolo importante, considerando la carenza di cibo vista durante la Prima Guerra e subito dopo. Poiché Hitler considerava il popolo germanico una razza superiore, destinata a essere protagonista nelle vicende del mondo,  era necessario raggiungere una supremazia totale nella parte continentale dell'Europa.  Hitler si sarebbe accontentato, almeno temporaneamente, di un mondo in cui gli USA avrebbero dominato sulle Americhe; l'Inghilterra con le sue colonie avrebbe dominato il commercio mondiale, il Giappone il lontano Oriente e la Germania l'Europa continentale. La conquista della Russia sarebbe stata il suo goal finale, poiché questo Paese avrebbe fornito una grande estensione di terra agli agricoltori tedeschi. Allo stesso tempo l'annessione della Russia avrebbe liberato il mondo dalla propaganda comunista e, inoltre, avrebbe provveduto a fornire tutte le materie prime necessarie all'industria tedesca. Hitler considerava la popolazione slava una razza inferiore che doveva essere in parte eliminata e in parte utilizzata in uno stato di quasi schiavitù.

Il Terzo Reich pianificava, dopo l'annessione dell'Austria, quella della Cecoslovacchia, l'alleanza con l'Italia e il trattato di non belligeranza con la Russia, una guerra veloce contro Polonia e Francia essendo questi gli ultimi Paesi nemici rimasti nell'Europa continentale. Dopo una pace separata con un Inghilterra rimasta ormai isolata, l’esercito tedesco avrebbe invaso la Russia, completando in fretta una guerra iniziata con la campagna militare denominata Operazione Barbarossa. Tutto questo doveva avvenire prima che gli Stati Uniti cambiassero la loro politica da  pacifista a interventista. Se questo piano avesse funzionato, la Germania avrebbe finalmente dominato tutta l’Europa continentale.

Gli eventi non andarono in accordo con i piani di Hitler. La parte più importante del suo progetto non venne ad attuarsi; L'Inghilterra non concesse mai a una pace separata, anche perché la battaglia aerea che doveva precedere una eventuale invasione non fu vinta dai tedeschi. Nel 1941 Hitler fece l'errore fatale di iniziare la guerra su un altro fronte, invadendo la Russia, pur non avendo stipulato la pace con l'Inghilterra. Sebbene questa invasione iniziasse con  numerosi successi, già dalla fine del 1942 cominciò ad affievolirsi, mentre ormai anche gli Stati Uniti avevano cominciato il loro intervento bellico.

Sappiamo come finì la seconda guerra mondiale e, dopo settanta anni, possiamo esaminare l’attuale situazione geopolitica. La Russia ebbe un ruolo di rilevanza durante la guerra fredda che finì con il crollo del muro di Berlino nel 1989. La Russia, oggi, ha una economia limitata, circa un sesto degli USA e un bilancio militare contenuto. Anche la sua popolazione è circa la metà dopo la separazione dai paesi satelliti. C'è una bassa probabilità che la Russia diventi di nuovo la grande potenza del passato, considerando le nazioni ai suoi confini. I vecchi Paesi satelliti, ormai parte della NATO, sono pronti a bloccare qualsiasi espansione a ovest. Le nazioni islamiche a sud e la Cina nel lontano oriente non danno maggiori possibilità di espansione della sua potenza. Solo nella difesa di territori con forti minoranze russe (Crimea), il Paese può dare  dimostrazione di forza militare . Nel 2016 la Russia non dovrebbe essere più considerata una delle grandi potenze del mondo, a meno che non ci sia una certa calcolata paranoia, riguardante le sue armi atomiche, destinata ad aumentare la già gigantesca industria bellica negli Stati Uniti e negli altri paesi alleati.

Oggigiorno, il potere geopolitico risiede in tre differenti sfere d’influenza. L'Inghilterra, allontanandosi sempre di più dall'Europa continentale, in cui non ha molta influenza, si sta stringendo sempre di più agli Stati Uniti. Queste due nazioni, unite con il Canada, l'Australia e le vecchie colonie rappresentano una delle grandi sfere d’influenza. Cina e parte del lontano Oriente rappresentano un altro blocco e così l'Europa continentale. Questi sono i tre blocchi che si delineeranno nel prossimo futuro.

Dopo la caduta del muro di Berlino, la Francia, per accettare la riunificazione della Germania, volle che il popolo tedesco rinunciasse al Marco come valuta, cosìcchè una nuova moneta denominata Euro vide la luce. Le nazioni appartenenti a questo gruppo non devono più creare moneta perché solamente la Banca Centrale Europea può farlo. La Germania e altri paesi del Nord Europa controllano la parte maggiore dell'economia ed hanno la maggiore influenza sulle decisioni economiche e politiche. Queste nazioni preferiscono un Euro forte con una politica simile a quella del vecchio Marco tedesco. La Germania, essendo una nazione con limitate risorse naturali ed avendo un’economia basata sull'esportazione di alta tecnologia, preferisce una moneta forte, perché in questo modo può comprare risorse naturali a basso costo. Poi, controllando quello della manodopera, può definire il prezzo del prodotto finale rendendolo molto competitivo.

Sfortunatamente, Paesi come l'Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia hanno sviluppato la loro politica economica usando una moneta debole prima dell'avvento dell'Euro. Queste nazioni erano abituate a svalutare di frequente la loro valuta, per tenere il debito pubblico sotto controllo. Ora, sotto il peso di un debito nazionale impossibile da cancellare senza l’aiuto dell’inflazione e senza la capacità di generare liquidità, non riescono a far decollare le loro economie. In un certo senso queste nazioni sono prigioniere di un Euro forte.

Nel frattempo, i vecchi satelliti della Russia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania, con il vantaggio di un debito pubblico minore, sono diventati dei Paesi con un basso costo di manodopera per la Germania. Con tale situazione queste nazioni stanno migliorando il loro standard di vita, al punto di poter acquistare in grande quantità prodotti ad alto costo come le automobili. Se includiamo la Skoda, una sussidiaria completa della Volkswagen, tutte le Società tedesche controllano più della metà del mercato automobilistico nell'est dell'Europa. Nel 2015 queste società hanno prodotto più di quattordici milioni di auto coprendo per gran parte il segmento più costoso. A questa attività se ne possono aggiungere altre come quella chimica e farmaceutica. L'Ucraina presto si aggiungerà a questi Paesi ormai satelliti della Germania. Se consideriamo il fatto che oggigiorno l'agricoltura non è più fondamentale per diventare una grande potenza economica, allora possiamo dire che la Germania ha raggiunto tutte le mete che si era prefissa prima della Seconda Guerra Mondiale.

Si può ora vedere come il capitalismo tedesco può essere comparato con il capitalismo del resto del mondo. Il loro capitalismo è basato su una cooperazione totale tra il management e i lavoratori. I lavoratori hanno un alto livello di preparazione. Le università sono alla portata di quasi tutti i cittadini. Coloro che non sono portati per gli studi universitari, si specializzano in scuole industriali e hanno l'opportunità' di una carriera parallela con una buona compensazione finale. In addizione, la Germania da secoli offre un eccellente apprendistato sconosciuto in molte delle altre nazioni. Questa società presenta una delle mobilità sociali più alte nel mondo. Per tutti questi successi fatti in circa settanta anni, dobbiamo congratularci con il popolo tedesco. Queste mete sono state raggiunte anche essendo uno dei popoli più pacifisti sulla terra. Probabilmente uno delle poche volte che sia accaduto nella storia. La domanda che ora dobbiamo porci è: "il capitalismo di tipo americano basato su grandi spese militari, un'istruzione  costosa e povere relazioni tra lavoratori e management può competere con il capitalismo tedesco?”.

Marcello VENEZIANO