La nascita della vita
Il cosiddetto Big Bang, con una quantità incommensurabile di energia "irradiata" ha consentito la conversione (E=mc^2) energia-materia e quindi la nascita, durata milioni di unità di tempo del sistema universo, con i relativi parametri spazio-tempo.
Alla luce di queste considerazioni (scientifiche) non è possibile ipotizzare che il fenomeno vita sia pervenuto da altri mondi (via meteore), dove era qualcosa di eterno. No, la vita è nata sulla Terra.
Le ipotesi più attendibili della scienza ufficiale sulla origine della vita, prevedono che la crosta terrestre si sia andata solidificando sotto un'atmosfera ricca di vapore acqueo surriscaldato e contenente alcuni gas elementari liberi, tra i quali idrogeno ed azoto; verso quest'atmosfera si proiettavano, da fratture nella crosta, masse magnetiche incandescenti, ricche di carburi metallici: la reazione dei carburi con il vapore acqueo dovette portare alla produzione di idrocarburi . Contemporaneamente si formò dell'ammoniaca, o per la reazione di azoturi con il vapore acqueo o per la costituzione di cianamidi o ancora per unione dell'azoto primitivo con l'idrogeno dell'atmosfera incandescente. Per la reazione degli idrocarburi con l'ammoniaca si ebbe la comparsa di ammini e di altri composti azotati.
La spiccata reagibilita' di sostanze contenenti carbonio e azoto, attraverso condizionamenti e reazioni successive, avrebbe portato alla produzione delle proteine.
Attraverso numerose ipotesi di aggregazione, condensazione e sintetizzazione molecolare, si sarebbe arrivati successivamente alla duplicazione delle sostanze stesse e quindi al primo fenomeno di riproduzione. A tali sostanze quindi potrebbe essere assegnato l'attributo di viventi primordiali.
Peccato però, che le difficoltà teoriche e quelle pratiche di riprodurre gli ambienti supposti, abbiano fatto affermare che questi elementi, uniti, 'naturalmente', al lunghissimo periodo necessario alla produzione delle prime sintesi impedirebbero la ripetizione nei laboratori delle tappe percorse dalla genesi della sostanza vivente.
Evoluzionismo somatico
Da semplici particelle di vita che si sarebbero sviluppate nel mondo acquatico attraverso i cosiddetti Procarioti che, 'naturalmente ovviamente' avrebbero 'prodotto' o 'dato luogo' alle cosiddette Euglune etc, etc fino a trasferirsi anche (chissà per quale motivo, ragione o fatto) in un ambiente senza alcun dubbio meno favorevole rispetto al precedente: la terraferma.
Si noti bene che il processo, chissà per quale oscuro motivo poi, da considerare sempre in continua evoluzione, con assenze assolute di periodi di stasi od anche (perché no?) di involuzione, avrebbe comportato secondo la scienza ufficiale, attraverso una sequenza impressionante, come numero e modalità di eventi (che si risparmiano al lettore) a partire da microrganismi di natura non ben precisata (le Euglune) la autogestazione di esseri dotati di organi sofisticatissimi dal punto di vista funzionale (occhi, orecchie, fegato, reni etc, etc con gli associati processi metabolici, enzimatici, ormonali etc, etc). Per quanto riguarda l'occhio in particolare, si citano di seguito al riguardo le testuali parole di Darwin tratte da 'L'origine delle specie':
"Supporre che l'occhio con tutti i suoi inimitabili congegni per l'aggiustamento del fuoco a differenti distanze, per il passaggio di differenti quantita' di luce, e per la correzione della aberrazione sferica e cromatica, possa essersi formato per selezione naturale sembra, lo ammetto francamente, del tutto assurdo".
Le suddette sono affermazioni che le osservazioni successive dei cosiddetti casualisti(convertitosi forse solo in parte in mutazionisti) non riusciranno mai a smentire o anche soltanto a sminuire o a scalfire, considerando che la sola pupilla può rappresentare una parte talmente sofisticata della tecnologia della automazione, che un team di specialisti per riprodurla per la prima volta avrebbe bisogno non soltanto di simulazioni al computer, ma anche di modelli, prove e tentativi di ordine pratico.
Si esamini inoltre la complessità di apparati come quello sessuale, associato, sempre per motivi legati alla: - mutazione casuale combinata con la selezione naturale cumulativa non casuale - (Dawkins-eminente cattedratico inglese- spiegando in dettaglio la teoria di Darwin) a quello del godimento per stimolare la riproduzione delle specie(?). Il che avviene, nel caso dei mammiferi, da ovuli di circa 0,2 millimetri di diametro, fecondate da elementi microscopici come gli spermatozoi.
E quindi lo sviluppo dell'embrione, uno dei fenomeni più esaltanti, suggestivi ed impenetrabili dell'esistenza, che sfugge completamente all'analisi genetica e biochimica, che diventa feto fino alla nascita, fino alla prima 'poppata', con l'alimento più completo che la cosiddetta Madre-Natura offre alla vita che nasce ed inizia a svilupparsi.
Si noti che nel campo dell'umano (per le altre specie non si conoscono statistiche) esiste un bilanciamento quasi perfetto tra numero di nascite di maschi e numero di nascite di femmine, il che varrebbe a dire che siamo nella condizione in cui il fattore Caso (mutante) genera l'ordine casuale-statico.
Il fenomeno riproduttivo dei mammiferi in particolare, presuppone quindi che si siano verificati, nella sua determinazione, una serie di eventi di numero e complessità tale da essere assolutamente non spiegabili, sempre 'naturalmente' ovviamente, anche partendo dal presupposto che la durata del tutto è stata milioni di anni.
No, anche l'eternità, da sola, non partorisce la vita, soprattutto nelle forme e manifestazioni esistenti
Evoluzionismo psichico
L'evoluzionismo psichico risulta associato ovviamente a a quello somatico fino ad arrivare all'Uomo, che si è citato solo marginalmente, perché dal punto di vista prestazioni fisiche, alcune specie gli sono superiori ( felini, quadrumani, etc,).
Comunque per chiarezza Darwin è stato un credente-agnostico, che ha affermato esplicitamente soltanto che le miriadi di organismi, di animali e di esseri, tra cui anche l'Uomo, che popolano questo mondo non sono nati da altrettanti distinti atti di 'formazione' . E quindi il Darwinismo, con il concetto della selezione naturale (comunque credo che il significato preciso del termine Natura siano in pochi a conoscerlo) non fa che accreditare l'ipotesi della esistenza di una Mente ordinatrice universale. Questo anche perché rimangono altrimenti ignote le funzioni e le necessità legate al processo evolutivo, che hanno prodotto quella potenzialità immensa della macchina cerebrale umana, che tutti conosciamo, nella maggior parte dei casi purtroppo solo indirettamente. Quest'ultima è rimasta nel processo evolutivo (non motivato) sottoimpiegata, sottoutilizzata, destinata , dal punto di vista delle esigenze primarie, a migliorare soltanto il livello di vita 'materiale'. Non si capiscono quali siano state le ragioni che hanno promosso lo sviluppo spirituale, quale motivazioni abbia l'essere umano per cercare ad esempio di capire il mondo nelle componenti legate alle ragioni esistenziali, quando il concetto base della teoria di Darwin è che 'La selezione naturale trae la sua origine dalla lotta per l'esistenza'.
Pertanto si possono concepire le eccezionali prestazioni fornite dalla cosiddetta materia grigia, soltanto come il prodotto di un Big Bang dell'istinto che ha determinato la 'nascita' dell'Homo Sapiens. Questo perché quando parliamo di Homo Sapiens parliamo di una Entità in grado di intendere compiutamente e di agire adeguatamente, momento che si è determinato forse soltanto quando ha riconosciuto l'esistenza di un Fattore per tutto ciò che lo circondava ed incosciamente anche per sé stesso.
La materia grigia di cui si parlava, presenta una struttura costituita da dieci miliardi di neuroni e diecimila miliardi di sinapsi, cioè gli elementi che permettono alle cellule nervose di comunicare tra di loro. Si noti che (chiamandolo con il suo nome proprio) il Sistema Nervoso Centrale gode della proprietà della Plasticità, che consiste nella possibilità di creare nuove sinapsi, cioè nuovi collegamenti tra i neuroni.
Questo fenomeno è presente, sebbene in misura via via minore, per tutta la vita, e consente ovviamente oltre che l'adattamento ad ambienti, a stimoli, ad input completamente diversi, anche di compensare una lesione; questo attivando la funzionalità di un'area cerebrale di riserva, che agisce come supplente e va a mantenere l'equilibrio del sistema nel suo complesso, anche a seguito di danni esterni; ad esempio per danni alla vista, si sviluppano rapidamente altre funzioni sensoriali che permettono di compensare in parte tale deficit.
Il sistema nervoso centrale rappresenta un sistema biologico con una regolare attività elettrica, accompagnata da una attività chimica con lo scambio di una cinquantina di sostanze necessarie per il trasferimento delle informazioni da una cellula all'altra.
Una 'macchina' con le sue periferiche, i suoi sensori senza necessità di interfacce ed una estensione di memoria dati, che le permette di acquisire il contenuto di una intera enciclopedia senza bisogno di alcun tipo di' refresh '.
L'elemento vitale più complesso e sofisticato che esista, il quale è in possesso, ovviamente con una struttura elementare, rispetto a quella descritta, anche degli altri animali, ma che permette loro soltanto uno sviluppo fisico regolare; e dopo l'acquisizione della necessaria autonomia, la sopravvivenza; uno 'strumento' cioè per assicurare la vita anche alle altre 'creature'.
Mentre nel campo dell' umano 'qualcosa' rappresentato (secondo S.FREUD) dai cosiddetti IO, ES, il superIO, o forse (secondo G. JUNG) dal SE, la PERSONA, l'OMBRA, l'ANIMUS-ANIMA, cioè il conscio, il subconscio individuale, quello collettivo etc.
Insomma un elemento con una struttura hardware accessibile per presa visione, ma con una struttura software inesplicabile, coperta di mistero, che produce pensieri, sogni, sensazioni, intuizioni, ragionamenti. I quali, forse vale la pena di ricordarlo, hanno determinato, all'apice della evoluzione, tutte le scoperte e le invenzioni dalla clava alle astronavi ed insomma tutto lo scibile umano, rappresentato da decine di facoltà universitarie, centinaia di specializzazioni, migliaia di discipline.
E tutto ciò dovrebbe essersi autodeterminato a partire da un microrganismo autogeneratosi. No, è profondamente irrazionale pensare ciò.
Non a caso la mente più alta, l'ingegno più evoluto, il genio più grande che ha espresso l'umanità nell'era moderna, Albert EINSTEIN, profondamente consapevole del meraviglioso ordine che è alla base del Creato, aveva scritto all'amico scienzato Niels BOHR: Dio non gioca a dadi con l'Universo. Ovvero, scendendo maggiormente in profondità, lo scienzato aveva affermato: «Io non sono un ateo e non penso di potermi definire un panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti, sospetta però che ci sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell'essere umano anche del più intelligente di fronte a Dio. La convinzione profondamente affascinante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell'incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio».
Creazionismo
La Biologia (la scienza che studia la vita e la materia vivente in tutte le sue forme ed in tutti i suoi fenomeni) pertanto -forse- non risponde compiutamente alle considerazioni riportate, in particolare a quelle relative alla materia vivente cerebrale, anzi si classifica in maniera evidente come scienza non esatta, nel momento in cui esponenti tra i più qualificati della stessa (D.L. KIRK) affermano:
- 'Dal momento che oggi riconosciamo la nostra appartenenza al mondo che ci circonda, dobbiamo anche considerare miracoloso e meraviglioso il fatto che il processo evolutivo abbia dato origine ad una creatura in grado di guardarsi intorno e di contemplare il grandioso scenario di cui essa fa parte' -.
Pertanto alla luce di tutte le considerazioni riportate, rispetto alla teoria soltanto 'naturistica' di Darwin, ci sembra molto piu' razionale quella relativamente recente denominata Intelligent Design. Tale teoria postula l'intervento di una Entità intelligente nel processo che ha determinato l'evoluzione incessante di tutte le specie vegetali ed animali fino allo status attuale, che solo il fattore tempo fa definire come quello finale. Intervento non 'naturale' da definire di una probabilità estrema, considerando almeno cinque fattori: la spiegazione della nascita della vita sul pianeta e la rimozione dei dubbi di Darwin; la complessità della cellula, unità basica ed autosufficiente di tutti gli organismi viventi; in grado di assumere nutrienti, di convertirli in energia, di svolgere funzioni specializzate e di riprodursi, se necessario. E quindi lo splendore della natura incontaminata in tutte le sue forme, aspetti ed espressioni, associato all'adattività completa all'ambiente di tutte le varietà (milioni) di piante e di animali, incluso l'uomo, presenti sulla Terra. Ed infine le considerazioni da fare sulla macchina umana, che se correttamente gestita, può raggiungere prestazioni psico-fisiche tali da superare con il massimo dei voti qualsiasi 'Quality Control'. Una entità (forse definirla macchina è riduttivo) fatta ad immagine e somiglianza della perfezione assoluta.
In questo campo inoltre non si possono ignorare le opere relativamente recenti di LOVELOCK, (scienziato inglese esperto di cibernetica e consulente della NASA). In disaccordo con quanti ritengono che la vita esiste sulla Terra solo perché consentita da condizioni favorevoli, vede il pianeta come un unico organismo vivente, capace di autoregolarsi, in maniera tale da poter essere battezzato Madre Gaia.
Tra le numerose considerazioni al riguardo, la prima è costituita dal fatto che la concentrazione nell'atmosfera di gas quali ossigeno e ammoniaca si trova ad essere mantenuta ad un livello ottimale, e scostamenti anche minimi da tale equilibrio potrebbero avere conseguenze disastrose per la vita, in tutte le sue espressioni. Si noti che se l'ossigeno normalmente e stabilmente presente nell'atmosfera in concentrazione pari al 21% aumentasse di appena 4 punti percentuali, si determinerebbe una situazione in cui il mondo sarebbe estremamente vicino al pericolo di una disastrosa conflagrazione, poiché l'incendio di una foresta determinerebbe la sua combustione totale. L'ipotesi invece dell'abbassamento anche in questo caso minimo della concentrazione dell'ossigeno produrrebbe difficoltà sostanziali nella generazione della combustione con difficoltà facilmente immaginabili su tutti gli aspetti della vita. Per rimanere nell'ambito dell'atmosfera si noti inoltre che se diminuissero le dimensioni della fascia di ozono che la circonda, ci sarebbe un aumento di radiazione ultravioletta proveniente dal Sole, che comporterebbe conseguenze "spiacevoli" per la vita così come noi la conosciamo. Molte specie compreso l'uomo sarebbero "disturbate" ed alcune verrebbero distrutte.
Un altro elemento che suscita interesse e perplessità, nelle considerazioni di LOVELOCK, è rappresentato dal livello di salinità delle acque dei mari, che attualmente è al livello del 3,4 per cento, eppure la quantità di sali provenienti dalle terre e portata al mare dai fiumi durante ogni periodo di 80 milioni di anni è uguale all'attuale contenuto salino degli oceani(?!)Se tale processo fosse continuato senza autoregolazione (!?) fin dalla loro formazione, tutti gli oceani sarebbero ora come il Mar Morto, cioè saturi di sale e quindi habitat intollerabili per la Vita.
Quello che colpisce è quindi la completa stabilità fisico chimica degli oceani, dell'atmosfera e delle terre del pianeta e quindi quella di ogni forma di vita. Inoltre c'è da considerare che un rapporto dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, redatto con il contributo di quarantotto altri scienzati , afferma che anche nel caso di esplosione di metà delle scorte di armi nucleari esistenti, gli effetti su gran parte degli ecosistemi umani sarebbero quasi trascurabili, a prescindere naturalmente dalle catostrofiche devastazioni locali. Si afferma esplicitamente cioè che distruggere la vita sul nostra pianeta sia una impresa molto vicina all'impossibile.
Tutte le considerazioni riportate di LOVELOCK di natura difficilmente contestabile, (a prescindere da quella relativa al pianeta Terra che è visto come un unico organismo biologicamente attivo), fanno sì che rendano talmente evidenti gli equilibri presenti nella cosiddetta Natura, che non si può non condividere la sua asserzione: "La probabilità che sia stato il Caso a produrre tutto ciò che è presente al Mondo, è la stessa di quella che avrebbe un automobilista ubriaco di non incorrere in incidenti in aree di traffico intenso".
E poi la coscienza (la legge morale scolpita all'interno di ognuno noi), l'angoscia esistenziale di chi non avverte il Divino, l'ansia di giustizia unita all'attaccamento alla vita, (che qualcuno ha definito come una dolce malattia dalla quale si guarisce solo con l'Amore), che ce Lo fanno toccare, con lo spirito 'naturalmente'.
DIO ''TU'' SEI
(l'Amor che move il sole e l'altre stelle)-Dante
Tesina di Antonio ALBINO dedicata al suo Docente di Teologia Fondamentale: Padre Carlo SKALICKY |