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Religione, fede e ragione PDF Stampa
Religione - Articoli vari
Secondo Karl Barth la religione è l’opposto della fede: la religione è un intreccio di atteggiamenti umani mediante i quali l’uomo cerca di ascendere verso Dio; viceversa la fede è un dono proveniente da Dio che tende la mano verso l’uomo. Quest’ultima costituisce una grande elargizione che col passare del tempo però si può affievolire: più semplicemente la fede se non è fortificata dalla ragione può diventare superstizione o agnosticismo. La razionalità a sua volta può far riferimento solo alle religioni perché nel momento in cui si è accettato il concetto dell’esistenza di un Dio creatore, dovrebbe competere alla religione ‘orientare’ il fedele per lodarLo, pregarLo e venerarLo. Ed in questo modo la religione ha una funzione di fondamentale importanza perché deve guidare il fedele; dovrebbe avvicinarlo sempre di più al divino o perlomeno elevarlo spiritualmente ed avere un atteggiamento estremamente razionale verso i problemi di ogni natura che purtroppo l’uomo è costretto ad affrontare nell’arco di tutta la sua vita.
E quindi Essa deve fare anche politica orientando l’elettorato cattolico, ad esempio, in determinate direzioni. Ma la Chiesa sbaglia profondamente quando si vuol sostituire allo Stato democratico sovrano dettando regole che valgono per tutti, perché non tutti i cittadini sono cattolici. Inoltre non sempre la Chiesa ha assunto posizioni accolte anche dalla maggioranza dei cattolici. Due casi che non bisogna dimenticare sono quelli dei referendum abrogativi del divorzio e dell’aborto che sono stati respinti dall’ottanta per cento dei votanti. A questo punto s’impone la constatazione che i cattolici pur rappresentando il 90% del paese, non hanno accettato le posizioni della Chiesa in merito a questi due grossi problemi. E quindi a questo punto è il clero che si sarebbe dovuto interrogare sui motivi che hanno spinto i cattolici a votare in maniera così discordante dalle sue posizioni. Ma questo esame non c’è mai stato e la Chiesa continua a mantenere un atteggiamento che è stato condannato dall’elettorato. Comunque ciò si può capire soprattutto nei confronti della vita negata anche se allo stato embrionale, ma allora perché avere un atteggiamento di ripudio totale anche nei confronti dei mezzi anticoncezionali? Una religione che si proclama universale non può accettare il fatto che  la sovrappopolazione del pianeta produca milioni di vittime per fame, che potrebbero essere evitate con la diffusione dei contraccettivi. Questo rappresenta un contrasto evidente  con ogni tipo di logica e di buon senso non solo di razionalità. Questo è uno dei motivi per cui il ciclo religione, fede, ragione viene spezzato ed il fedele vede gli atteggiamenti della Chiesa come qualcosa che purtroppo non sta né ‘in cielo né in terra ’. Questo rappresenta il più grave di certi atteggiamenti del Clero, ma non è il solo, si potrebbe continuare fino ad arrivare al semplice trasferimento di sede per ‘religiosi’ che si macchiano dell’infamia di pedofilia. Gesù non ha forse affermato (Vangelo secondo Matteo 18,11-10) che a questa gente immonda bisognava appendergli una  macina di mulino  attorno al collo e gettarli negli abissi?
In conclusione non si può non riconoscere che le religioni sono state fondate e sono gestite dagli umani purtroppo in molti casi non illuminati da Dio come la storia ci insegna. Le varie guerre religiose e per il potere, le crociate, l’antisemitismo, l’atteggiamento  nei confronti del ‘nemico’ ( GOTT MIT UNS), le prese di posizione contro certe scoperte scientifiche ci fanno capire che  l’atteggiamento  integralista ha prevalso sul buon senso e sulla cultura   non solo sulla ragione.
Pertanto mi sembra di poter concludere che non sempre la religione  rappresenta un mezzo fondamentale per avvicinarsi a Dio, che la Chiesa non può  costituirsi come un centro di potere illuminato ,  che i templi dovrebbero rappresentare non solo un luogo di celebrazione ma anche di insegnamento per permettere l’elevazione spirituale e culturale dei fedeli. Si può sentire la presenza di Dio nel mondo anche contemplando la natura incontaminata e le sue creature. Oltre che con gli insegnamenti religiosi è necessario ascoltare la legge di Dio scritta all’interno di ciascuno di noi nella coscienza e in conseguenza cercare di comportarsi in maniera da produrre amore, amicizia, rettitudine, serenità e anche attimi di felicità.
Non è possibile affermare che la sofferenza è un mezzo di elevazione spirituale e che le gioie verranno solo nel Regno dei Cieli, perché significa in questo modo che tutto è concesso e si trascura  la possibilità di elevazione sociale anche per coloro che lo meritano e che potrebbero contribuire a generare un mondo migliore anche sotto l’aspetto religioso.
A. A.
 
Il significato del termine religione PDF Stampa
Religione - Articoli vari
Il termine Religione proviene dal latino Religio che ha il significato di Unire, Legare insieme
• Che cos'è una religione?

Quando si confrontano diverse tradizioni religiose, bisogna stare attenti a non dare per scontata la propria idea di che cosa sia una religione. Infatti, con la parola "religione" si possono intendere almeno quattro cose diverse:

- Religione come pratica
Un insieme di tradizioni, di riti, di racconti, di abitudini e di cerimonie che vengono coltivati da un certo gruppo di persone e che vengono trasmessi di generazione in generazione.

- Religione come visione complessiva della vita
Una serie di credenze, un sistema di regole di comportamento, una concezione di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e, in generale, una certa "visione del mondo".

- Religione come teologia
Una dottrina che spiega il rapporto dell'essere umano con tutto ciò che sta al di là della realtà materiale, ovvero con la sfera ultraterrena.

- Religione come atteggiamento spirituale intimo
Un rapporto individuale che ciascuna persona sviluppa con ciò che è sacro. A volte le persone si identificano pienamente con una determinata religione, altre volte interpretano la tradizione a cui appartengono in maniera personale.

A seconda dell'accezione alla quale ci si riferisce, una certa tradizione spirituale potrà essere considerata come una religione oppure no. Ad esempio, alcuni studiosi di storia delle religioni si chiedono se il Buddhismo possa essere inteso come una religione nello stesso senso in cui lo sono l'Ebraismo, il Cristianesimo o l'Islam: se per religione si intende un rapporto tra l'essere umano e un Essere Superiore, allora il Buddhismo (che non parla di Dio) non lo è; ma se si estende il significato del termine per intendere un insieme di insegnamenti spirituali e morali accettati con fede da una comunità e praticati nella vita quotidiana, allora anche il Buddhismo rientra a pieno titolo nella definizione.

fonte: http://www.tolerance.kataweb.it/ita/

 
La scommessa di Pascal PDF Stampa
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Blaise Pascal (Clermont-Ferrand19 giugno 1623 – Parigi19 agosto 1662) è stato un matematico, fisico, filosofo e teologo. Contribuì in modo significativo alla costruzione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi. Nel 1654 lavorò con Pierre de Fermat alla teoria delle probabilità che influenzò fortemente le moderne teorie economiche e le scienze sociali. Dopo un'esperienza mistica  abbandonò matematica e fisica per dedicarsi ad  una religiosità che non fu costituita dalla semplice speculazione teoretica. Le bozze e gli appunti delle sue lettere furono raccolte da familiari e amici nei suoi celebri Pensieri, una profonda opera filosofica, morale e teologica
Pascal  afferma anche che credere o meno in Dio e' un concetto di mera utilità.
Schema sintetico della sua famosa scommessa:
- Dio esiste ed io ci ho creduto:  (mi è convenuto); 
- Dio non esiste ed io ci ho creduto:  (non ci ho perso né guadagnato); 
- Dio esiste ed io non ci ho creduto:  (ci ho perso); 
- Dio non esiste ed io non ci ho creduto:  (non ci ho perso né guadagnato). 
In definitiva, se non altro, mi conviene credere. Il ragionamento anticipa quella che sarà la teoria dell'utilità in matematica.

 
La vita fisica PDF Stampa
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E’ necessario considerare che se fosse la vita fisica l’obiettivo primario di Dio, si dovrebbe concludere, alla luce dello stato del mondo, che egli è o un grande sconfitto oppure un grande sadico da cui stare prudentemente alla larga. L’obiettivo divino però, ancor più della vita fisica, è la vita libera, e in questa prospettiva Dio realizza pienamente il suo piano, perché il mondo che si dispiega ogni minuto sotto i nostri occhi è un immenso esperimento che raggiunge il suo obiettivo, cioè la terribile e insieme meravigliosa alchimia della libertà.
Quindi la deliberazione della libertà sulla propria vita  è conforme al volere di Dio, anzi è esattamente ciò che Dio vuole. Naturalmente parlo della ‘propria’ vita, non di quella di altri. Per questo l’aborto è sempre eticamente condannabile, per questo gli embrioni  umani sono e devono restare indisponibili. Ma sulla propria esistenza si può deliberare, anzi direi che si deve deliberare; il senso di tutta l’esistenza è una continua ripetizione dell’esercizio della libertà, a partire da quando abbiamo mosso i primi passi con nostra madre dietro, incerta se sorreggersi o lasciarci, e nostro davanti, pronto  a prenderci tra le sue braccia. In questa prospettiva ricordo le parole del cardinal Martini: “E’ importante riconoscere che la prosecuzione della vita umana fisica non è di per sé il principio primo e assoluto. Sopra di esso sta quello della dignità umana, dignità, che nella visione umana  e di molte religioni comporta una apertura alla vita eterna che Dio promette all’uomo. Possiamo dire che sta qui la definitiva dignità della persona. La vita fisica va dunque rispettata e difesa, ma non è il valore supremo e assoluto”. Il principio primo e assoluto è la dignità della vita umana e questa si compie nella libertà personale.

 

Brano tratto dal testo ‘Obbedienza e libertà’ di Vito Mancuso

 
Il Natale oggi PDF Stampa
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Sta per celebrarsi la ricorrenza più sentita dai cristiani, ma anche, lasciatecelo dire, il trionfo del consumismo e quindi dello spreco. Non è un caso che il Natale, come festa, sia più sentito della Pasqua, la quale dovrebbe rappresentare la glorificazione della Trinità e quindi la massima celebrazione del cristianesimo. Questo accade perché  la Natività si celebra a ridosso di un nuovo anno (nuovo anche di promesse e di aspettative) e  nel mese di Dicembre tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati percepiscono, guarda caso,  una retribuzione doppia o quasi rispetto a quella delle altre mensilità. Ciò fa sì che il normale tenore di vita subisca una forte ‘impennata’. La gente comune può permettersi quello che normalmente le viene negato: quasi ogni bene anche di ‘seconda e di terza necessità’, a iniziare dai ‘pranzoni e dai cenoni’ fatti con ogni ‘ben di Dio’. La ‘celebrazione’ non si limita a questo, ma prevede un primo scambio di regali anche inutili con parenti ed amici con cui normalmente magari si è in conflitto; per i bambini ci sono i doni da parte di Babbo Natale, a cominciare dal primo telefonino…. scusate dal primo smartphone.  Ma ciò solo  in un primo momento, perché i fanciulli verranno nuovamente gratificati in occasione dell’Epifania o più popolarmente della Befana. Questo nel nuovo anno in cui, a parole,  saremo tutti più buoni , bravi, rispettosi ed ubbidienti  per ringraziare Gesù Bambino della sua venuta per liberarci dal peccato originale. Ma questo purtroppo soltanto durante le festività, perché si riprenderà successivamente la normale routine fatta di gelosie, di invidie, di litigi e, dopo i cenoni, anche di diete, perché normalmente l’apparire deve avere la precedenza assoluta, anzi deve essere l’obiettivo dell’intera esistenza. Ma tutti affermano che questo mondo, dominato dall’avidità e dalle apparenze, dovrebbe cambiare completamente, a favore della parsimonia e dell’altruismo, per rispetto dell’umanità sofferente, della figura di Cristo e dei  valori perseguiti anche dalle altre grandi  religioni (in particolare quelle orientali), che fondamentalmente disdegnano la ricchezza e lo sfarzo. Si spera che in questa occasione la predicazione e l’invito alla modestia da parte di un Papa, che non a caso ha deciso di chiamarsi Francesco, riescano a ridare al mondo il giusto significato del Natale. Si spera che vengano accolte col grande risalto le rimozioni, fatte sempre da Lui, dall’abito papale della stola di ermellino e del crocefisso d’oro. Si spera che vengano aboliti completamente le usanze dei cenoni ’ per una forma di rispetto nei confronti di chi soffre la fame (e non sono pochi: le ultime statistiche parlano di un miliardo di persone, di cui ben quattro milioni in Italia). Sperando che Papa Francesco riesca ad illuminare, col suo comportamento e le sue parole, quell’altro miliardo di ….. cristiani, che in gran parte ignora il  messaggio di Dio, è necessario pervenire ad un Natale fatto di carità, di generosità, di modestia e di altruismo. Dopo il superamento di una grave crisi economica, a causa della quale 'i poveri sono diventati sempre di più e sempre più poveri' si sente veramente il bisogno (come dice il Pontefice) di« una Chiesa povera per i poveri», soprattutto in occasione della celebrazione della nascita di Gesù.

 

Antonio ALBINO

 
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