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Il senso della vita PDF Stampa
Religione - Articoli vari

Una corrispondente della rivista americana Time, nel corso di una intervista, mi chiese se la tendenza attuale non porti lontano dalla religione. Risposi dicendo che, a mio parere, la tendenza di oggi non allontana dalla religione, bensì da quelle confessioni che sembrano non aver altro da fare che contrastarsi di continuo, provocando un sempre crescente abbandono dei credenti. La giornalista, allora, domandò se ciò non volesse preludere all’avvento, presto o tardi, di una religione universale. Risposi negativamente: invece che verso una religione universale, ci stiamo incamminando verso una religione personale, verso una religiosità più profondamente personalizzata, una religiosità dalla quale ognuno troverà il proprio modo di esprimersi. Ognuno scoprirà le parole più intime, più personali, più originali per rivolgersi a Dio.
Ciò non toglie che debbano scomparire rituali e simboli comuni. Del resto c’è una infinità di idiomi, e tutti hanno quale base comune il medesimo alfabeto.
In un modo o nell’altro, le specifiche religioni, nella loro diversità, mi richiamano appunto i diversi idiomi: nessuno oserà proclamare che la sua lingua sia superiore alle altre. In ogni lingua l’uomo può giungere alla verità – all’unica verità – come pure in ogni lingua l’uomo può sbagliare, anzi anche mentire. Allo stesso modo, attraverso l’intermediario di ogni religione, l’uomo può giungere fino a Dio, fino all’unico Dio.

Brano di Viktor Frankl tratto da Alla ricerca di un significato della vita

 
Religione, fede e ragione PDF Stampa
Religione - Articoli vari
Secondo Karl Barth la religione è l’opposto della fede: la religione è un intreccio di atteggiamenti umani mediante i quali l’uomo cerca di ascendere verso Dio; viceversa la fede è un dono proveniente da Dio che tende la mano verso l’uomo. Quest’ultima costituisce una grande elargizione che col passare del tempo però si può affievolire: più semplicemente la fede se non è fortificata dalla ragione può diventare superstizione o agnosticismo. La razionalità a sua volta può far riferimento solo alle religioni perché nel momento in cui si è accettato il concetto dell’esistenza di un Dio creatore, dovrebbe competere alla religione ‘orientare’ il fedele per lodarLo, pregarLo e venerarLo. Ed in questo modo la religione ha una funzione di fondamentale importanza perché deve guidare il fedele; dovrebbe avvicinarlo sempre di più al divino o perlomeno elevarlo spiritualmente ed avere un atteggiamento estremamente razionale verso i problemi di ogni natura che purtroppo l’uomo è costretto ad affrontare nell’arco di tutta la sua vita.
E quindi Essa deve fare anche politica orientando l’elettorato cattolico, ad esempio, in determinate direzioni. Ma la Chiesa sbaglia profondamente quando si vuol sostituire allo Stato democratico sovrano dettando regole che valgono per tutti, perché non tutti i cittadini sono cattolici. Inoltre non sempre la Chiesa ha assunto posizioni accolte anche dalla maggioranza dei cattolici. Due casi che non bisogna dimenticare sono quelli dei referendum abrogativi del divorzio e dell’aborto che sono stati respinti dall’ottanta per cento dei votanti. A questo punto s’impone la constatazione che i cattolici pur rappresentando il 90% del paese, non hanno accettato le posizioni della Chiesa in merito a questi due grossi problemi. E quindi a questo punto è il clero che si sarebbe dovuto interrogare sui motivi che hanno spinto i cattolici a votare in maniera così discordante dalle sue posizioni. Ma questo esame non c’è mai stato e la Chiesa continua a mantenere un atteggiamento che è stato condannato dall’elettorato. Comunque ciò si può capire soprattutto nei confronti della vita negata anche se allo stato embrionale, ma allora perché avere un atteggiamento di ripudio totale anche nei confronti dei mezzi anticoncezionali? Una religione che si proclama universale non può accettare il fatto che  la sovrappopolazione del pianeta produca milioni di vittime per fame, che potrebbero essere evitate con la diffusione dei contraccettivi. Questo rappresenta un contrasto evidente  con ogni tipo di logica e di buon senso non solo di razionalità. Questo è uno dei motivi per cui il ciclo religione, fede, ragione viene spezzato ed il fedele vede gli atteggiamenti della Chiesa come qualcosa che purtroppo non sta né ‘in cielo né in terra ’. Questo rappresenta il più grave di certi atteggiamenti del Clero, ma non è il solo, si potrebbe continuare fino ad arrivare al semplice trasferimento di sede per ‘religiosi’ che si macchiano dell’infamia di pedofilia. Gesù non ha forse affermato (Vangelo secondo Matteo 18,11-10) che a questa gente immonda bisognava appendergli una  macina di mulino  attorno al collo e gettarli negli abissi?
In conclusione non si può non riconoscere che le religioni sono state fondate e sono gestite dagli umani purtroppo in molti casi non illuminati da Dio come la storia ci insegna. Le varie guerre religiose e per il potere, le crociate, l’antisemitismo, l’atteggiamento  nei confronti del ‘nemico’ ( GOTT MIT UNS), le prese di posizione contro certe scoperte scientifiche ci fanno capire che  l’atteggiamento  integralista ha prevalso sul buon senso e sulla cultura   non solo sulla ragione.
Pertanto mi sembra di poter concludere che non sempre la religione  rappresenta un mezzo fondamentale per avvicinarsi a Dio, che la Chiesa non può  costituirsi come un centro di potere illuminato ,  che i templi dovrebbero rappresentare non solo un luogo di celebrazione ma anche di insegnamento per permettere l’elevazione spirituale e culturale dei fedeli. Si può sentire la presenza di Dio nel mondo anche contemplando la natura incontaminata e le sue creature. Oltre che con gli insegnamenti religiosi è necessario ascoltare la legge di Dio scritta all’interno di ciascuno di noi nella coscienza e in conseguenza cercare di comportarsi in maniera da produrre amore, amicizia, rettitudine, serenità e anche attimi di felicità.
Non è possibile affermare che la sofferenza è un mezzo di elevazione spirituale e che le gioie verranno solo nel Regno dei Cieli, perché significa in questo modo che tutto è concesso e si trascura  la possibilità di elevazione sociale anche per coloro che lo meritano e che potrebbero contribuire a generare un mondo migliore anche sotto l’aspetto religioso.
A. A.
 
Il significato del termine religione PDF Stampa
Religione - Articoli vari
Il termine Religione proviene dal latino Religio che ha il significato di Unire, Legare insieme
• Che cos'è una religione?

Quando si confrontano diverse tradizioni religiose, bisogna stare attenti a non dare per scontata la propria idea di che cosa sia una religione. Infatti, con la parola "religione" si possono intendere almeno quattro cose diverse:

- Religione come pratica
Un insieme di tradizioni, di riti, di racconti, di abitudini e di cerimonie che vengono coltivati da un certo gruppo di persone e che vengono trasmessi di generazione in generazione.

- Religione come visione complessiva della vita
Una serie di credenze, un sistema di regole di comportamento, una concezione di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e, in generale, una certa "visione del mondo".

- Religione come teologia
Una dottrina che spiega il rapporto dell'essere umano con tutto ciò che sta al di là della realtà materiale, ovvero con la sfera ultraterrena.

- Religione come atteggiamento spirituale intimo
Un rapporto individuale che ciascuna persona sviluppa con ciò che è sacro. A volte le persone si identificano pienamente con una determinata religione, altre volte interpretano la tradizione a cui appartengono in maniera personale.

A seconda dell'accezione alla quale ci si riferisce, una certa tradizione spirituale potrà essere considerata come una religione oppure no. Ad esempio, alcuni studiosi di storia delle religioni si chiedono se il Buddhismo possa essere inteso come una religione nello stesso senso in cui lo sono l'Ebraismo, il Cristianesimo o l'Islam: se per religione si intende un rapporto tra l'essere umano e un Essere Superiore, allora il Buddhismo (che non parla di Dio) non lo è; ma se si estende il significato del termine per intendere un insieme di insegnamenti spirituali e morali accettati con fede da una comunità e praticati nella vita quotidiana, allora anche il Buddhismo rientra a pieno titolo nella definizione.

fonte: http://www.tolerance.kataweb.it/ita/

 
La scommessa di Pascal PDF Stampa
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Blaise Pascal (Clermont-Ferrand19 giugno 1623 – Parigi19 agosto 1662) è stato un matematico, fisico, filosofo e teologo. Contribuì in modo significativo alla costruzione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi. Nel 1654 lavorò con Pierre de Fermat alla teoria delle probabilità che influenzò fortemente le moderne teorie economiche e le scienze sociali. Dopo un'esperienza mistica  abbandonò matematica e fisica per dedicarsi ad  una religiosità che non fu costituita dalla semplice speculazione teoretica. Le bozze e gli appunti delle sue lettere furono raccolte da familiari e amici nei suoi celebri Pensieri, una profonda opera filosofica, morale e teologica
Pascal  afferma anche che credere o meno in Dio e' un concetto di mera utilità.
Schema sintetico della sua famosa scommessa:
- Dio esiste ed io ci ho creduto:  (mi è convenuto); 
- Dio non esiste ed io ci ho creduto:  (non ci ho perso né guadagnato); 
- Dio esiste ed io non ci ho creduto:  (ci ho perso); 
- Dio non esiste ed io non ci ho creduto:  (non ci ho perso né guadagnato). 
In definitiva, se non altro, mi conviene credere. Il ragionamento anticipa quella che sarà la teoria dell'utilità in matematica.

 
La vita fisica PDF Stampa
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E’ necessario considerare che se fosse la vita fisica l’obiettivo primario di Dio, si dovrebbe concludere, alla luce dello stato del mondo, che egli è o un grande sconfitto oppure un grande sadico da cui stare prudentemente alla larga. L’obiettivo divino però, ancor più della vita fisica, è la vita libera, e in questa prospettiva Dio realizza pienamente il suo piano, perché il mondo che si dispiega ogni minuto sotto i nostri occhi è un immenso esperimento che raggiunge il suo obiettivo, cioè la terribile e insieme meravigliosa alchimia della libertà.
Quindi la deliberazione della libertà sulla propria vita  è conforme al volere di Dio, anzi è esattamente ciò che Dio vuole. Naturalmente parlo della ‘propria’ vita, non di quella di altri. Per questo l’aborto è sempre eticamente condannabile, per questo gli embrioni  umani sono e devono restare indisponibili. Ma sulla propria esistenza si può deliberare, anzi direi che si deve deliberare; il senso di tutta l’esistenza è una continua ripetizione dell’esercizio della libertà, a partire da quando abbiamo mosso i primi passi con nostra madre dietro, incerta se sorreggersi o lasciarci, e nostro davanti, pronto  a prenderci tra le sue braccia. In questa prospettiva ricordo le parole del cardinal Martini: “E’ importante riconoscere che la prosecuzione della vita umana fisica non è di per sé il principio primo e assoluto. Sopra di esso sta quello della dignità umana, dignità, che nella visione umana  e di molte religioni comporta una apertura alla vita eterna che Dio promette all’uomo. Possiamo dire che sta qui la definitiva dignità della persona. La vita fisica va dunque rispettata e difesa, ma non è il valore supremo e assoluto”. Il principio primo e assoluto è la dignità della vita umana e questa si compie nella libertà personale.

 

Brano tratto dal testo ‘Obbedienza e libertà’ di Vito Mancuso

 
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