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SOTTO IL TURBANTE PDF Stampa
Religione - Religioni Orientali
' CONSAPEVOLEZZA SIKH':
Dio risiede nel cuore di ognuno e può essere compreso da tutti




È domenica mattina nella più orientale delle piazze della capitale, piazza Vittorio, nel cuore dell’Esquilino, musiche e canti lontani  si disperdono tra le strade del quartiere, come polline nella tiepida aria di aprile.
Inevitabilmente il mio spirito meticcio come in balia di una potente forza attrattiva, che viene da altre vite e altri universi mi conduce, misteriosamente nel mezzo di una cerimonia Sikh .  I miei passi si fanno sempre più veloci, diventano danza e subito mi immergo in un altro continente. Come nello stato di “ pizzicata”, morsa dall’ invisibile e sempre vigile ricerca di Dio,  inseguo il ritmo dei tabla verso una nuova manifestazione del divino nell’uomo, verso il tempio d’oro del Sikhismo.
Davanti a me turbanti e sari di ogni colore per un’ atmosfera surreale, rubata ai  racconti inglesi dell’epoca coloniale  oppure ai romanzi di Salgari. Sono 8000  i fedeli sikh  giunti qui, da tutta Italia  per festeggiare il "Baisakhi", una delle ricorrenze più importanti. Nonostante il folto numero di pellegrini, la manifestazione è ordinata, come a dare testimonianza della profonda indole pacifica di tale comunità.
Baisakhi, nata come festa del raccolto, da tre secoli ricorda anche la rifondazione del movimento religioso da parte del decimo guru Gobin Singh, che decretò che tutti i suoi seguaci erano uguali e creò i Khalza (la comunità dei puri). Oggi è una festa di pace che celebra l’unità, dell’umanità. 
Ogni anno festeggiamenti si tengono anche a Novellara (R.E), dove si trova il tempio sikh più grande,in Italia.
Forse tutto questo può sfuggirci, perché un certo tipo di  sacro non sempre fa notizia, ma in Italia  esistono  moltissime realtà religiose che testimoniano il loro credo, non solo con simboli e abiti tradizionali, ma soprattutto con iniziative come questa, in cui gli occidentali curiosi e quelli che lo sono meno,  vengono  invitati a conoscere orizzonti di fede, diversi da quelli nazionali. Una grande strada , un ottima strategia per dialogare con la diversità, per contrastare il pregiudizio e per favorire l’integrazione e il rispetto di tutte le culture. 
Il sikhismo è una religione nata in India settentrionale nel XV secolo, basata sull'insegnamento di dieci Guru che vissero in India tra il XVI ed il XVII secolo.Guru Nanak ji e i nove Guru che gli sono succeduti hanno rappresentato un magnifico esempio di vita spirituale pur prendendo parte attiva e secolare nel mondo.
La parola ‘Sikh’ significa ‘Discepolo’. Un Sikh è una persona che crede in un solo Dio e negli insegnamenti dei dieci Guru, custoditi nel Shri Guru Granth Sahib ji, il libro sacro dei Sikh. In questa religione, la quinta più diffusa nel mondo, sintesi di Induismo eIslam, Dio si riverbera nel Libro “Adi Granth”, la divinità infatti non è mai rappresentata iconograficamente.
Questa religione si traduce nella pratica concreta della vita, nel rendere servizio agli esseri umani(Seva) e nello sforzarsi a favore della tolleranza e dell’ amore fraterno nei confronti di ciascuno. I Guru Sikh non hanno sostenuto la necessità della vita ascetica e dell’ isolamento dal mondo per guadagnare la salvezza. Questa ultima può essere raggiunta da chiunque si mantenga onestamente e conduca una vita normale.
Il simbolo più conosciuto dei Sikh è sicuramente il turbante, esso è sacro e non è considerato un copricapo. Indossare il turbante esprime il rispetto per Dio e dignità e rispetto per sé. Ma come mi ha detto uno dei fedeli, durante la festa “Un’uniforme regale deve essere accompagnata da azioni regali, essere un buon sikh non significa portare il turbante, ma avere Dio nel cuore”



E’ degno di essere menzionato anche il grande rispetto, con cui  viene considerata la donna. Una donna possiede la stessa anima di un uomo ed essa ha lo stesso diritto di crescere spiritualmente e di assistere a congregazioni religiose e di recitare inni divini nel ‘Gurdwara’, il Tempio Sikh.  Inoltre tutte le intossicanti quali alcool, tabacco e tutte le loro derivazioni, il taglio di barba e capelli, mangiare carne sono vietati. L’adulterio è considerato un peccato. Un Sikh dovrebbe considerare la donna di un altro uomo come sua sorella o sua madre, e la figlia di un altro uomo come sua propria figlia. Lo stesso vale per la donna. Il Sikhismo non crede nel celibato. Essere sposati e condurre una vita famigliare è considerata cosa onorevole, naturale e ideale. Ecco le parole, tratte dal libro sa,che traducono tale concetto: “ Essi non sono moglie e marito che semplicemente siedono insieme, essi sono piuttosto moglie e marito che hanno un solo spirito dentro di loro”(shiri guru granth sahib, p.788). Dopo un viaggio urbano, che dalla capitale del Cattolicesimo, ci ha condotti nella terra del Panjab, non ci resta che continuare la nostra ricerca interiore, assaporando la lezione d’amore che ci viene donata dai Sikh. L’umanità è una sola, le divisioni sono create dall’uomo: “Io credo che ogni singolo essere umano rappresenti Dio e se non sei capace di vedere Dio in ogni persona, allora non puoi vederlo affatto”(SS Harbhajan Singh Khalsa).

BARBARA AMELIO