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Benessere - Salute
Era la fine degli anni settanta e, grazie ai miei genitori, diventai vegetariano; ricordo che in gita, quando mangiavamo tutti insieme e mi servivano un menù senza carne, ero visto dai miei compagni di scuola come un bambino speciale, dalle strane abitudini alimentari. Ricordo anche quando una sera squillò il telefono di casa. Era un personaggio simpaticissimo, l'allenatore di mio fratello: Pronto, buonasera, è il babbo di Francesco?
Suo figlio ha talento, potrebbe avere un futuro, ma la sua alimentazione è povera di proteine: perché non gli date carne? Questa era la mentalità corrente in merito all'alimentazione vegetariana, almeno fino a non molto tempo fa. Oggi il vegetarismo è diventato una tendenza culturale, uno stile di vita seguito da un numero crescente di persone, quasi un motivo di vanto per i giovani. In un quarto di secolo, il clima culturale è cambiato e anche la scienza medica, in molti suoi autorevoli esponenti, reputa l¹alimentazione vegetariana sana, salutare e completa.

Sappiamo che la dieta vegetariana poggia su solide basi storiche: in Oriente, nel Vangelo dell'India noto come Bhagavad Gita, Sri Krsna afferma: Se qualcuno mi offre con Amore, una foglia, un fiore, un frutto e dell'acqua, accetterò la sua offerta (cfr. Bg IX.24). Tutta la cultura indiana è infatti permeata dal concetto di ahimsa, lett. non violenza, che comprende gli uomini e ogni creatura vivente: animali, uccelli, pesci. La pratica dell¹ahimsa, che rappresenta un punto cardine dello Yoga e la base dell¹Induismo, del Buddismo e del Jainismo, naturalmente si riflette in un¹alimentazione che, nel rispetto della vita in tutte le sue forme, è rigorosamente vegetariana. Nella cultura occidentale, il primo pensiero sull¹alimentazione vegetariana lo si ritrova nella Bibbia, dove il Padre celeste dice in Genesi I.29: Vi do tutte le piante con il proprio seme, tutti gli alberi da frutta con il proprio seme. Così avrete il vostro cibo.
La storia occidentale poi è stata segnata da eminenti vegetariani quali Socrate, Platone, Ippocrate, Ovidio, Plutarco, Porfirio, da scuole e movimenti di pensiero in cui l¹alimentazione vegetariana era fondamentale, come la scuola di Pitagora o la regola di sant¹Antonio Abate, alla base del monachesimo cristiano, che prevedeva l¹astinenza dalle  carni.
Ai giorni nostri, gli elementi fondamentali a favore del vegetarismo vanno da quello salutistico a quello scientifico, da quello ecologico a quello economico, da quello antropologico a quello energetico, ma ancora oggi gioca un ruolo decisivo la motivazione etica o filosofico-religiosa. Le parole di Albert Einstein ne sono un esempio: Sono diventato vegetariano per ragioni etiche oltre che salutistiche. Credo che il vegetarismo possa incidere in modo favorevole sul destino dell¹umanità.
Facendo una riflessione personale, considero l¹alimentazione ahimsa direttamente proporzionale al rispetto e all¹amicizia tra tutti gli esseri, poiché la pratica della non violenza arricchisce la sensibilità della persona; grazie a chi contribuisce a riscoprire o mantenere viva questa sensibilità, in particolare un grazie a tutti coloro che, come i componenti del Movimento spirituale di Bhaktivedanta Svami Prabhupada, negli anni in cui parlare di vegetarianesimo non andava di moda, hanno gettato le basi culturali di uno stile di vita per cui si può risvegliare, anche attraverso l¹alimentazione, l'anelito di Amore che dorme nel cuore di ogni essere.


Iacopo Nuti