|
Benessere -
Salute
|
|
Giovedì 25 Settembre 2008 17:31 |
 Proviene dalla Francia l'ultimo modello alimentare che è basato sulla drastica riduzione dei carboidrati (detti anche glucidi ) , le famose diete low carb . La dieta del dottor Michel Montignac, attualmente quella maggiormente seguita, consiste in un nuovo modo di affrontare l'alimentazione. Perché la causa principale del soprappeso non è costituita soltanto dalla quantità di cibo che mangiamo, ma anche dalla sua qualità. Quello che conta davvero, secondo Montignac, è la composizione biochimica dei cibi e soprattutto il loro indice glicemico. Pertanto si devono mangiare cibi con un indice glicemico piuttosto basso. E quindi si ravvisano due categorie di alimenti, quelli con i glucidi cattivi, cioè gli zuccheri la cui assimilazione provoca un forte aumento di glucosio nel sangue ( iperglicemia ). E' il caso dello zucchero in tutte le sue forme, ma è anche il caso di tutti gli zuccheri raffinati industrialmente come le farine bianche e il riso bianco, così come le patate e il mais.
Al contrario dei precedenti, gli zuccheri buoni, sono quelli la cui assimilazione da parte dell'organismo è debole e provoca un aumento minimo del glucosio nel sangue ( glicemia ). E' questo il caso dei cereali grezzi ( farine non raffinate ), del riso integrale e di certi legumi ( come le lenticchie e i fagioli secchi ) ma è soprattutto il caso della maggior parte della frutta e di tutta la verdura che viene classificata anche nella categoria delle fibre alimentari.
Vanno quindi consumati solo alimenti con un indice glicemico minore di 30, come quelli riportati nell'elenco sottostante; si raccomanda inoltre di usare con moderazione il caffè, perché la caffeina ha il potere di innescare un leggero aumento della secrezione di insulina, che è un ormone di cui parleremo in seguito.
ALIMENTI CON BASSO INDICE GLICEMICO
Mela, pera, arancia, pompelmo, kiwi, pesca, mandarino, albicocca, ciliegie,prugne e fragole.
Vanno assolutamente evitate: banane, castagne e frutta sciroppata.
Ceci, lenticchie , fagioli secchi, carciofi, pomodori, bieta, broccoli, cetrioli, finocchi, cavoli, cavolfiori, spinaci e ortaggi verdi.
Vanno assolutamente evitate: patate, mais, barbabietole e carote cotte.
Carne piuttosto magra di tutti i generi ( al pollame va rimossa la pelle ). Pesce di tutti i generi.
Formaggio bianco stagionato.
Uova, Oli vegetali, Pasta e Riso integrale.
Yogurt magro e naturale.
Vanno soprattutto evitati: zucchero in tutte le sue forme (puro, nei dolci e nelle bevande) e alimenti derivati da raffinazione industriale: pane bianco, riso e pasta non integrali.
Si tenga presente che molti sono convinti che lo zucchero sia indispensabile in una corretta alimentazione, cosa che non è assolutamente vera. Fatto sta che solo nel 1801 in Europa si arrivò a produrre industrialmente lo zucchero, di barbabietola naturalmente, e fino a quella data non ne è mai stata sofferta la mancanza. Questo perché l'organismo ha bisogno di glucosio e non di zucchero e la frutta, le verdure e i cereali ne contengono in quantità sufficiente.
ESEMPI DI COMPOSIZIONE DEI PASTI
COLAZIONE 1
Caffè o thè senza zucchero o con dolcificante.
Due frutti del genere sovrariportato o vero pane integrale con marmellata senza zucchero.
Yogurt magro e naturale.
COLAZIONE 2
Caffè o thè senza zucchero o con dolcificante.
Cereali grezzi con latte scremato o uova alla coque con vero pane integrale.
Yogurt magro e naturale.
PRANZO 1
Pesce o carne piuttosto magra di qualsiasi genere ovviamente non fritti né impanati o
Formaggio bianco stagionato o
Prosciutto crudo/cotto da cui si è rimosso il grasso o bresaola.
Contorni: come nell'elenco sovrariportato, poco conditi con oli vegetali crudi ed in quantità ‘soddisfacente'.
Bevande: oltre all'acqua sono consentite modiche quantità di vino (10 cl).
PRANZO 2
Zuppa di legumi.
Pasta o riso integrali con sughi senza grassi o con due cucchiaini di olio.
Yogurt magro e naturale.
Per le bevande: come sopra.
MERENDA
E' consentita una merenda, a base di frutta fresca del genere sovrariportato, se questa permette di ‘alleggerire ‘ la cena.
CENA
Come per il pranzo evitando di mangiare carne, a meno di pollame molto magro e senza pelle.
In generale, in una alimentazione corretta, conviene privilegiare il pesce, dato che i suoi eventuali grassi rappresentano una buona protezione dei rischi cardiovascolari e sono poco facilmente immagazzinabili.
Si tenga comunque presente che la dieta descritta oltre che una perdita di peso con tutti i vantaggi relativi, produce, come già detto, un abbassamento del livello glicemico del sangue. Ciò fa sì da allontanare in maniera notevole la possibilità di insorgenza del diabete. Questo evita inoltre che il pancreas, che secerne l'insulina che ha la funzione di controllare il livello degli zuccheri nel sangue, venga sottoposto ad un superlavoro, con possibilità di insorgenza di pancreatite.
Il brano è stato redatto da Antonio ALBINO che ha sfruttato come riferimento il testo di Michel MONTIGNAC con lo stesso titolo, venduto, fra l'altro, in oltre quindici milioni di copie |
|
|
Benessere -
Salute
|
|
Giovedì 22 Aprile 2010 22:24 |
 Lo zucchero bianco raffinato è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che utilizza sostanze chimiche altamente tossiche.
Le sostanze zuccherine sono alimenti importantissimi della nostra dieta poiché rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare correttamente tutto il nostro organismo, dal cervello ai muscoli. Per questo motivo le sostanze zuccherine devono contenere tutti i principi nutritivi che la Natura ha loro fornito per cederle al nostro corpo durante il processo dell'assimilazione.
Lo zucchero bianco che ogni giorno si introduce nell'organismo così com'è o attraverso dolci, caramelle, bevande, conserve, liquori etc., è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che utilizza sostanze chimiche altamente tossiche e che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali (vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi), presenti in origine nella canna da zucchero o nella barbabietola da zucche¬ro, che avrebbero dato tutto il loro benefico apporto di vita, di energia e di salute.
Il prodotto finale del processo di raffinazione è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduta al pubblico per zuccherare (avvelenare) gran parte di ciò che mangiamo. Perché allora fabbricano lo zucchero bianco?
Il colore bianco cristallino sembra che sia più apprezzato dal pubblico che così lo preferirebbe al sano, genuino e completo zucchero integrale biologico di canna o al miele vergine integrale che sono, invece, salutari. È solo una questione di colore, di "occhio", di aspetto, di esteriorità nonché un affare, un "business", per le industrie e i commercianti di pro¬dotti chimici.
Secondo molti esperti in alimentazione lo zucchero bianco per poter essere digerito e assimilato deve avere almeno in parte quell' armonia di elementi distrutta dalla raffinazione, quindi lo zucchero bianco deve ricostruire gli elementi vitali perduti con la raffinazione e per "autoricostruirsi" ruba allo scheletro e agli organi vitali del corpo, vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) necessari alla sua stessa digestione e assimilazione.
Le conseguenze di questo "furto" metabolico sono la perdita di calcio nei denti e nelle ossa con l'indebolimen¬to della dentatura e dello scheletro. Ciò favorisce la compar¬sa di malattie ossee (osteoporosi, artrosi, etc.) e di carie dentarie che affliggono gran parte della popolazione occidentale.
Le carie sono causate anche dalla deleteria e aggressiva azione esercitata sui denti dallo zucchero industriale, una volta sciolto nella saliva.
Inoltre, a livello intestinale, lo zucchero bianco provoca processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale e l'alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta (coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze tossiche, etc.). A questo proposito avrete certamente nota¬to il fastidioso senso di gonfiore e pesantezza che si avverte dopo aver mangiato dolci elaborati, ricchi di zucchero, spe¬cie a fine pasto.
Il pericoloso zucchero bianco ha una grossa influenza sia sul sistema nervoso che sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con conseguenti stati di irritabilità, falsa euforia, bisogno di prendere altro zucchero, etc. In realtà si crea una deleteria forma di dipendenza fisica e psicologica a tutti gli effetti. Perché?
Perché si verifica un rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue dovuto alla raffinazione che lo ha "denudato" di tutte le sostanze presenti all'origine: enzimi, vitamine, sali minerali, proteine, etc. Sono queste sostanze che, rallentando l'assorbimento dello stesso zucchero nell'organismo, evitano l'aumento violento e im¬provviso degli zuccheri (glicemia) nel sangue. Di fronte a tale subitanea salita degli zuccheri, il pancreas deve riequilibrare, deve bloccare subito l'innalzamento improvviso degli zuccheri per evitare lo squilibrio ed il danneggiamento del corpo fisico.
I continui sforzi da parte dell'organismo e in particolare del pancreas per riequilibrare i danni dello zucchero bianco, sforzi che sono dei veri "stress" ormonali con i loro risvolti psico-fisici, determinano un esaurimento delle energie con l'indebolimento di tutto l'organismo.
In particolare si indebolisce il sistema immunitario in quanto l'esaurimento delle energie si traduce in una minore capacità di risposta alle aggressioni esterne e nella tendenza ad ammalarsi.
Molte delle gravi malattie che oggi affliggono l'umanità (cancro, AIDS, sclerosi, malattie autoimmuni etc.) nascono anche da un'alterazione e da un indebolimento del sistema immunitario: di questi danni lo zucchero bianco e l'alimentazione raffinata, inquinata da sostanze chimiche tossiche, sono tra i maggiori responsabili.
Studi condotti negli Stati Uniti, dimostrano che la violenza e l'aggressività dei bambini sono in relazione anche ai cibi e agli zuccheri raffinati che assumono con l'alimentazione.
Per proteggere la nostra salute e quella dei nostri cari e dei nostri figli è quindi importante sostituire lo zucchero bianco con lo ZUCCHERO DI CANNA INTEGRALE BIOLOGICO.
Altri dolcificanti salutari sono il malto d'orzo, il succo d'acero e il miele vergine integrale.
Articolo tratto dalla rivista Notizie SUM
|
|
Benessere -
Salute
|
|
Giovedì 26 Agosto 2010 10:02 |
 Per le donne, le esperienze legate al bacio sono più intense quando sono convinte di essere innamorate; gli uomini, dal canto loro, apprezzerebbero il primo bacio per la sensazione che procura. Questa osservazione è coerente con le ricerche realizzate su altri aspetti della vita amorosa, le quali indicano che gli uomini manifestano in generale un interesse più marcato per gli aspetti fisici di una relazione, mentre le donne hanno bisogno di una base affettiva prima di cercare il piacere fisico.
Nonostante queste differenze, e anche quando la coppia è ormai solida, è importante coltivare l'arte del bacio. Le ricerche in questo campo mostrano i benefici che se ne potrebbero trarre per il corpo e per la mente. In particolare, Kory Floyd e colleghi, dell'Università dell'Arizona a Temple, si sono chiesti quale fosse il ruolo affettivo e psicologico dei baci sulle labbra all'interno della coppia. I ricercatori hanno effettuato una serie di analisi del sangue (per valutare l'emocromo, la concentrazione di colesterolo, cortisolo e così via) e test psicologici (stress, soddisfazione, autostima), tenendo conto della frequenza dei baci in alcune coppie.
Nella seconda fase dello studio hanno chiesto a una parte di queste coppie scelte a caso di aumentare la frequenza dei baci nella vita quotidiana per un periodo di sei settimane. I risultati hanno rivelato che le coppie che si baciano spesso sono quelle più soddisfatte, con bassi livelli di stress e buoni risultati nelle analisi del sangue.
Tutto ciò sembrerebbe normale: le coppie felici sono composte da persone che si sentono bene con se stesse e con il proprio corpo, ed è ovvio che si bacino più spesso. La cosa più stupefacente in questo studio è che, quando si chiede a coppie scelte a caso di baciarsi più di frequente, si osserva un miglioramento del benessere generale. Insomma, se avete il colesterolo alto mettetevi a dieta, fate sport e – soprattutto – baciatevi.
Hauime Kimata, allergologo dell'Ospedale Ujitakeda di Kyoto, ha scoperto che le coppie che si baciano sono meno soggette, subito dopo il bacio, alle reazioni allergiche ad alcuni pollini, e ciò in proporzioni molto più rilevanti rispetto a persone in condizioni di relax ottimale, allungate su un divano mentre ascoltano musica.
Un'altra lezione da imparare è che qualche coccola condita da bacini sostituisce vantaggiosamente, dal punto di vista cardiovascolare, una seduta sportiva. Quando ci si bacia, il ritmo cardiaco aumenta e si stabilizza a circa 110 battiti al minuto, un ritmo interessante per il cuore. Inoltre la capacità respiratoria risulta aumentata dopo un bacio, e le stesse ricerche hanno dimostrato che all'aumentare del numero di baci si riducono i disturbi digestivi, urinari, sanguigni e addirittura quelli che hanno a che fare con i denti.
Infine, se si vuole perdere qualche chilo, i biologi raccomandano di condire la dieta con qualche seduta di baci insieme al partner. Bryant Stamford, dell'Università di Louisville, ha osservato che durante un bacio appassionato i due protagonisti bruciano una quantità doppia di calorie per unità di tempo. E Joy Davidson, psicologa clinica a Seattle, afferma che chiedendo ai propri pazienti di dare una maggiore quantità di baci al partner ottiene migliori risultati in terapia.
Articolo tratto dalla rivista Mente & Cervello
|
|
Benessere -
Salute
|
|
Giovedì 17 Dicembre 2009 16:59 |
Chi vive nella costante paura che il suo corpo produca mali irreversibili, rifiuta qualsiasi aiuto, medico e familiare. Può uscire dalla sua ossessione solo riscoprendo l'amore e nuove passioni.
Chi non ne soffre non riesce a capirla e la considera una paturnia o un'invenzione. Ma l'ipocondria, per chi la vive, è un vero inferno. La persona vive in uno stato di costante paura che il suo corpo produca una malattia grave o mortale. Continua a ricorrere a consulti e diagnosi, sia in seguito a piccoli sintomi reali che in loro assenza, e quand'anche una patologia temuta venga esclusa, subito la paura si sposta sul fantasma di un altro disturbo orribile. Tumore, ictus, infarto sono i più temuti, ma oggi, con la divulgazione televisiva e la possibilità di ricerca su Internet, l'ipocondriaco conosce molti più nomi di malattie rispetto a un tempo e talora, ad esempio, si fissa su una forma rara di leucemia o di malattia autoimmune, per la semplice coincidenza di un solo sintomo, peraltro transitorio, con quel quadro patologico. Entra nel panico, la sua mente è ossessionata fino a quando non trova una momentanea pace nell'evidenza clinica che non ha nulla o nelle rassicurazioni di un medico di cui si fida, ma poco dopo (giorni o settimane) ricomincia.
Narcisismo irrisolto. È un disturbo che può avere alla base cause differenti, non di rado traumi psichici, ma in molti casi il problema centrale è un bisogno narcisistico irrisolto, un'ansia da prestazione di chi cerca continue conferme. In pratica l'ipocondriaco, inconsciamente, cerca di attirare l'attenzione su di sé, di essere protagonista attraverso le sue devastanti paure e la sua drammatica "pantomima" sintomatica. La soluzione, che è possibile per chi la vuole veramente, deve necessariamente passare da qui: cioè dalla presa di coscienza che l'ipocondria è la "maschera accettabile" di questo bisogno di essere amati e approvati e al contempo l'alibi per non affrontare la vita e le sue prove in modo più maturo. È necessario spostare l'attenzione: 1) dal proprio corpo a se stessi, imparando a chiedere in modo sano e lineare ciò di cui si ha davvero bisogno e 2) da se stessi alla realtà esterna, trovando un'attività che piaccia veramente e che distragga dall'idea della prestazione. La vera pace dell'ipocondriaco non è la fuga dalle malattie, ma il non dover essere qualcosa che non si è.
Articolo tratto dalla rivista ‘RIZA Psicosomatica’ |
|
Benessere -
Salute
|
|
Giovedì 25 Settembre 2008 18:03 |
Quando si parla degli anziani si tirano i ballo l'Alzheimer e altre malattie degenerative. Ma molte persone avanti con gli anni hanno una profondità di pensiero e una capacità di analisi assenti in molti giovani
Gli anziani a volte perdono la memoria, ma sanno leggere nel cuore. Li guardi e sembrano chiusi nel loro mondo, ma capiscono in un lampo quello che i più giovani fanno fatica a districare. E riescono a fornire, spesso, interpretazioni illuminanti.
- E' la saggezza - , si dice. Da qualche tempo i neuroscienzati si sono resi conto che dietro questa qualità c'è una precisa serie di caratteristiche chimiche e fisiche del cervello. Uscendo da ogni visione letteraria o romantica, hanno compreso che la saggezza è il modo, elaborato dai neuroni, per gestire un'enorme mole di dati, che si accumulano nel corso della vita.
- Diciamo subito che gli anziani non hanno meno cellule nervose rispetto a un giovane, come molte persone credono - , esordisce Antonio Malgaroli, docente di fisiologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. – Quello che cambia, con il tempo, è il numero delle sinapsi, cioè dei punti di comunicazione fra una cellula nervosa e l'altra. Solo se subentra qualche grave condizione patologica, il numero si riduce. Altrimenti, rimane costante. Anzi, le ultime teorie dicono che la quantità di sinapsi addirittura aumenterebbe - .
Un anziano ha certamente una visione d'insieme della realtà più ricca, grazie alla somma delle esperienze accumulate. – Il suo cervello è in grado di produrre molte più associazioni mentali rispetto a quello di un ragazzo - , spiega Carlo Caltagirone , direttore scientifico della Fondazione Santa Lucia di Roma. – Numerose ricerche dimostrano che anche a 70 o a 80 anni le aree celebrali restano plastiche e in grado di riorganizzarsi di continuo. Il cervello diventa molto abile, soprattutto, a creare scorciatoie fra le informazioni che già possiede e a utilizzarle nel modo più economico possibile. Non per niente tanti storici e filosofi hanno prodotto le loro opere migliori in età avanzata. All'opposto, gli studiosi di fisica, impegnati in un settore che richiede intuizioni rapide, quasi sempre danno il meglio di sé prima dei trenta anni, e dopo si fermano. - .
La plasticità è maggiore nelle persone che hanno tenuto sempre ben allenata la mente. – Se esiste già una rete di connessioni molto ampia, diventa più facile trovare le tracce della memoria in cui recuperare risposte – dice Gabriele Miceli, docente ordinario di neurologia all'Università di Trento.
Ma non è solo una questione di ragionamento. – Le persone avanti negli anni hanno un altro importante vantaggio sui giovani, e cioè una maggiore capacità di calibrare le proprie emozioni - , spiegano i neuroscienzati Sandra Aamodt ( direttore di Nature Neuoroscience ) e Sam Wang ( della Princeton University ), autori del saggio Il tuo cervello appena edito da Mondatori. – Con il passare dell'età, la frequenza di quelle negative diminuisce, fino a stabilizzarsi intorno ai sessanta anni, mentre le emozioni positive rimangono più o meno le stesse. Invecchiando, si tende a turbarsi di meno per gli eventi negativi e anche a ricordare di meno i dispiaceri di tutti i giorni o del passato. Il cattivo umore passa più in fretta negli adulti, che quando sono irritati indulgono meno spesso nelle imprecazioni o in altri comportamenti distruttivi - :
In tutto questo subentra, probabilmente, anche una serie di modifiche ormonali. – Il circuito che coinvolge il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico, e che influenza l'emotività, è più lento negli ultrasettantenni - , dice Malgaroli. – L'organismo di un ragazzo risponde agli stimoli in poche frazioni di millisecondo: il suo cuore batte più velocemente, il sistema nervoso fornisce reazioni immediate, vengono liberati più ormoni. L'anziano ha meno di tutto questo ma può concentrarsi di più sulle cose importanti, utilizzando a questo scopo anche le maggiori esperienze del passato - .
Aggiunge Caltagirone: - Spesso il cervello dei vecchi è costretto ad attivare entrambi gli emisferi, che devono collaborare maggiormente ( rispetto a quanto avviene in un giovane ) nello svolgere determinate attività, perché ci sono meno neuroni attivi - . Ma alcune ricerche dimostrano che, alla fine, il risultato è lo stesso, o addirittura migliore. Un esperimento descritto nella collana Progress in brain research ( pubblicato da Elsevier ) mostra, per esempio, che di fronte a certi esercizi i ragazzi sono più rapidi nel cogliere al volo le nuove informazioni e nel ricordarle, ma le persone di età più avanzata sanno poi usare meglio questi dati, tutti insieme, per risolvere il problema.
Anche questa è saggezza.
Studi recenti forniscono anche altre indicazioni, per certi aspetti sorprendenti, sulla vitalità del cervello degli anziani ( purchè venga stimolato e riceva una buona ossigenazione, grazie a una regolare attività fisica ). – Si è scoperto, in molti vecchi, che l'area dorso-laterale ( una zona della corteccia prefrontale tende a disattivarsi, mentre si incrementa il lavoro della corteccia prefrontale media -, spiega Giuseppe Remuzzi, dell'Istituto Mario Negri di Bergamo. – Le stesse variazioni sono state riscontrate, grazie alla risonanza magnetica funzionale, anche nei musicisti ( giovani ) che fanno improvvisamente jazz, attività cerebrale molto complessa e creativa -.
Non sempre, però, il cervello riesce a riorganizzarsi e a recuperare così bene. – Alcune funzioni sono possibili soltanto in determinate fasi della vita - , continua Malgaroli. – Dopo, subentra una sorta di sigillo e i circuiti diventano rigidi, rendendo più difficile ( a volte impossibile ) l'attivazione di nuove strade-.
E' quello che in termine tecnico si chiama periodo critico. Ognuno di noi sa, per esperienza, che è possibile imparare davvero, profondamente, la matematica, una lingua straniera, uno strumento musicale, ma anche il tennis, solo durante la giovinezza. Successivamente, quasi nessuno ci riesce più. – a volte - , continua Malgaroli, il periodo critico è brevissimo: se, per esempio, entro i due anni di vita non vengono attivati i circuiti visivi ( in seguito ad un fortissimo strabismo o a una cataratta infantile in un occhio ) il cervello non impara più a vedere e la persona rimarrà cieca da quell'occhio, anche dopo una eventuale operazione, solo apparentemente risolutiva. Avviene perché, col tempo, i neuroni destinati a ricevere certi impulsi si ricoprono di una sorta di vernice, che impedisce poi la formazione di nuove sinapsi fra le cellule nervose. L'hanno scoperto i premi Nobel David Hubel e Torsten Diesel - .
In via del tutto teorica, se fosse possibile sciogliere quella vernice ( che in termine tecnico fa parte della matrice extracellulare ), gli anziani sarebbero in grado di recuperare molte delle loro funzioni. Esperimenti di questo genere sono stati condotti con un buon successo, per ora, soltanto sugli animali di laboratorio, dall'equipe di Lamberto Maffei, docente di neurobiologia alla scuola Normale di Pisa. Che spiega: - Eliminando la matrice extracellulare tramite un particolare farmaco, la controitinasi Abc, iniettato direttamente nel cervello, i topi che erano ciechi hanno ricominciato a vedere, perché il loro cervello ha ripreso la plasticità, riattivando i circuiti bloccati - :
Nuovi studi sono in corso sulle scimmie ( non solo per curare la cecità ), e prima o poi si arriverà anche agli uomini. – Molte persone -, rivela Mattei, - si sono già messe in lista d'attesa- . Ma a quel punto gli anziani perderebbero, forse, un po' della loro saggezza.
Articolo tratto dal numero di Agosto 2008 della Rivista OK |
|
|