Home Benessere Salute
Salute


La salute PDF Stampa
Benessere - Salute

 

L'aumento della saggezza può essere misurato con precisione dalla diminuzione della bile
FRIEDRICH NIETZSCHE

 

 

Più modernamente potremmo dire che l’acquisizione della saggezza è dimostrata, più che dall’acquisizione di qualche dote mirabolante, dalla scomparsa dei mali psicosomatici.

Epatopatie, ulcere, coliti, disturbi digestivi, alta pressione, attacchi cardiaci e innumerevoli altre malattie ci possono rivelare che la nostra saggezza è ancora molto scarsa e che passiamo il tempo a roderci, a consumarci, a tenderci come corde, a competere, a invidiare, a odiare, a disprezzare, a desiderare, a sentirci inferiori o superiori e così via.
In realtà la saggezza dovrebbe servire proprio a questo: a vivere meglio, a essere sereni, non certo a scrivere libri di filosofia. Come già aveva capito Menandro, “la maggior parte delle malattie nasce da un dispiacere” o dalle tensioni dell'anima, e perciò una vera cura dovrebbe partire da una riconsiderazione del nostro stato spirituale.
Ma come fare a uscire dal nostro mondo di immagini mentali che si ripercuotono incessantemente sul corpo?
Addestriamoci “a mollare la presa” , a meditare, a ritrovare il nostro rapporto con la natura, a respirare in armonia col tutto e a espandere la coscienza.
“La saggezza è per l'anima ciò che la salute è per il corpo” dice La Roochefoucauld. Ma in effetti dovremmo dire: la saggezza è la salute dell'anima e del corpo.
Sostiene a questo proposito Antifonte: “E' la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto”.

 

Brano tratto dal testo L'arte della serenità di Claudio Lamparelli

 
Sane abitudini per una salute migliore PDF Stampa
Benessere - Salute

La pratica di sane abitudini in famiglia, riduce le possibilità di malattie e migliora la qualità della vita di bambini, giovani, adulti e anziani. Se nel periodo della crescita è fondamentale per consentire uno sviluppo armonico e regolare, nell’adulto diventa un fattore di prevenzione per molte malattie degenerative.

 

La salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non semplicemente l’assenza di malattia o di infermità" Questa definizione, così semplice ma così importante, è stata sviluppata dall'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e sottolinea l'importanza della comprensione della salute da una prospettiva globale, che coinvolge molti aspetti.

 

E 'importante iniziare le buone pratiche di vita dalla infanzia, ma non è mai troppo tardi per iniziare ad essere sano ed a migliorare le abitudini. Per contribuire a queste buone pratiche è importante non fumare, praticare moderato esercizio fisico in maniera regolare, mangiare verdure, carni bianche, pesci, frutta e bere molta acqua.

 

Altri consigli preziosi per il mantenimento di buone condizioni di salute è costruire una convivenza pacifica,  trattare gli altri come ci piacerebbe essere trattati e sorridere, il sorriso illumina la gente, la mette di buon umore. Il sorriso irradia tranquillità, serenità e bontà d’animo.

 

Una delle conseguenze più evidenti di condurre stili di vita poco salutari è la comparsa di diversi tipi di patologie.

  • lo stress: Una delle più importanti patologie associate all’ansia, che può bloccare la capacità di interagire con l'ambiente.
  • La depressione: Questa è un'altra delle patologie associate ad uno stato di malinconia, sconforto temporanea o permanente, e può portare all'isolamento dell'individuo dal proprio ambiente emozionale e sociale.
  • L’obesità: Questa condizione è un fattore di rischio per altre malattie pericolose.

 

Come possiamo vedere, la nostra attività di routine ha una diretta influenza sulla nostra salute. È quindi importante tenere in mente che le abitudini di salute dovrebbero far parte delle attività quotidiane di tutti. Se integriamo sane abitudini nel nostro ambiente circostante sarà facile aiutare a mantenere la salute.

 

Antonio ALBINO

 
Cinque pro e contro sulla dieta vegana PDF Stampa
Benessere - Salute

Al di là delle motivazioni etiche, abbiamo chiesto a due esperti di opposta posizione i pro e contro di una dieta con o senza carne: Leonardo Pinelli, pediatra, diabetologo, esperto in nutrizione, vice-presidente della Società Scientifica Nutrizione Vegetariana e uno dei pochissimi che in Italia si occupano di alimentazione vegan nei bambini; e Vittorio Dell’Orto, direttore del Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la produzione animale e sicurezza alimentare dell’Università di Milano, consulente per l’Efsa e relatore al recente convegno “La carne oggi: qualità e sostenibilità” organizzato dal comitato scientifico di Expo.

 

1) E’ vero che la carne fa male e perché?

PINELLI: E’ assodato dalla comunità scientifica internazionale che l’alimentazione ideale è basata sui vegetali. Eliminare la carne, consentirebbe di risparmiare anche molte spese destinate alla cura di innumerevoli malattie. Purtroppo, però, non si fa prevenzione o educazione alimentare, e tutti consigliano sempre di mangiare carne. Intanto, in Italia l’aspettativa di vita sana (NdR:fino a che età si vive senza avere disabilità o malattie che ostacolano le attività quotidiane). è scesa: dal 2004 al 2014 abbiamo perso dieci anni per la donna e sei per l’uomo. Dati analizzati dalla Comunità europea e trasmessi al nostro ministero della Salute. Prima l’uomo si ammalava a 68 anni, ora a 62 anni; mentre la donna è passata da 72 a 61 anni. Per la prima volta nella storia umana la donna è diventata più debole dell’uomo. Non è cambiata la vita media, però ci si ammala prima. Come se non bastasse, nel 2010 l’Onu ha dichiarato per la prima volta che l’allevamento intensivo è fra le cause primarie di inquinamento ambientale e del riscaldamento globale e che il pianeta può essere salvato attraverso una dieta priva di prodotti animali.

DELL’ORTO: Prima bisogna sciogliere un equivoco di fondo che non tutti hanno ben chiaro: un conto è la carne tal quale, un altro è quella trasformata, come salumi, hamburger ecc. Quando parlano di dannosità della carne, i medici fanno un conto totale, una metanalisi su dati globali, mettendo sullo stesso piano questi due prodotti che invece sono profondamente diversi. Se nota, infatti, la carne non figura in nessun elenco degli allergeni né europei né statunitensi. Vuol dire che non esiste un’allergia alla carne. Perché? Il muscolo di animale è simile al muscolo dell’uomo. Nel muscolo non ci sono soltanto le proteine, c’è il sistema nervoso, il collagene: tutta una serie di sostanze che degradandosi sono fondamentali per il processo di crescita e mantenimento dell’organismo. E poi la ricerca ha fatto enormi progressi su qualità e riduzione dell’impatto ambientale.

 

2) Ci sono casi in cui un’alimentazione vegana non è consigliata? O al contrario in cui è bene non assumere carne?

P.: L’alimentazione vegetariana e vegana, se ben pianificata, è adeguata a tutte le fasi della vita. Dalla gravidanza, all’allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, età adulta e vecchiaia. Però bisogna farsi seguire da un nutrizionista specializzato per integrare tutti i nutrienti necessari. Purtroppo i medici, pediatri inclusi, non affrontano seriamente la nutrizione nel loro percorso di laurea e spesso sono impreparati e si fidano di quello che gli raccontano le aziende. La famosa dieta mediterranea, che tutti sbandierano, prevedeva proteine animali solo qualche volta al mese e per lo più rappresentate da pesce o formaggi freschi.

D.O.: Non si può togliere la carne a un bambino. Gli servono le proteine per crescere, il ferro, la vitamina B12… ma sa quanto ci vuole perché il ferro contenuto nei vegetali diventi organico? Invece, quello della carne è già disponibile. Bisogna distinguere, comunque, tra organismi in crescita, organismi stabili e organismi malati o che invecchiano. Sono diversi e devono mangiare in modo diverso. Finché un bambino è in crescita e non ha finito di svilupparsi in altezza non si può fargli mancare la carne: è assodato che fa diventare più alti e aiuta la mente. Un adulto, invece, che deve provvedere solo al ricambio dei tessuti, può scegliere anche un’alimentazione vegetariana, non tanto vegana.

 

3) Come comportarsi con i bambini?

P.: Oggi si consuma carne tutti i giorni, anche più volte al giorno, si dà il prosciutto cotto ai bambini a 7/8 mesi… Nel libro The China Study di T. Colin Campbell si studiano i collegamenti tra consumo di carne e tumori. L’autore arriva a dire che le proteine animali sono il fertilizzante dei tumori perché aiutano a costruire i vasi sanguigni necessari alla malattia per avanzare.

D.O.: Se io fossi un giudice condannerei i genitori vegani. Nella dieta vegana mancano gli amminoacidi essenziali che, nei Paesi sviluppati, vengono assunti con gli integratori senza mai arrivare a essere uguali a quelli naturali. Farli mancare a un bambino significa minare la sua crescita.

 

4) Ma noi in fondo siamo onnivori, quindi in nostro organismo è fatto per assumere tutti i nutrienti. Come fare?

P.: Non è vero. Sia l’American Academy of Pediatrics sia l’Academy of Nutrition and Dietetics indicano chiaramente che siamo vegetariani. La dieta vegana è la più fisiologica perché il nostro organismo è fatto per digerire e assorbire alimenti vegetali più che carni. Noi non siamo carnivori, possiamo mangiare carne ma in quantità limitata, se esageriamo ci ammaliamo. L’uomo non nasce come cacciatore: non è stato dotato dalla natura artigli e non ha la dentatura di un carnivoro, ha invece molari simili a quelli dei suoi cugini primati, perlopiù frugivori. La sua saliva inoltre è di tipo alcalino, adatta a scomporre cibi vegetali, e l’intestino non è corto come quello dei carnivori, ciò significa che non può eliminare velocemente la carne, che infatti comincia il processo di putrefazione liberando sostanze tossiche. Miti dello scorso secolo vogliono l’alimentazione umana ricca di proteine animali per la crescita, per il ferro e per il calcio. Studi decennali hanno evidenziato invece come non solo si può vivere senza prodotti di origine animale, ma che il nostro stato di salute migliora notevolmente. Del resto discendiamo dalle scimmie antropomorfe che non erano carnivore.

D.O.: E’ vero, siamo onnivori. La nostra storia evolutiva lo dimostra, già solo per il fatto di avere i canini. Anche i Paesi in cui si ha un’alimentazione prevalentemente vegetariana, stanno gradualmente introducendo proteine animali perché ne hanno riconosciuto il beneficio. Persino nella tanto citata Cina è in corso un programma nazionale per aumentare il consumo di latte di un litro all’anno pro capite, ovvero 130 grammi di sostanza secca. Perché hanno capito che il latte di soia non va bene. Nei Paesi in via di sviluppo, dove il consumo di carne è quasi assente, le popolazioni associano alla carne la possibilità di sviluppare l’intelligenza. Questa credenza popolare può avere un fondo di verità perché c’è un equilibrio perfetto all’interno del muscolo e tessuto nervoso dei vari amminoacidi.

 

5) Gli allevamenti di animali inquinano e la stessa carne è spesso soggetta a rischi di contaminazioni e scandali alimentari…

P.: Non solo. C’è uno stretto legame tra il grasso animale e gli inquinanti, dagli insetticidi alle diossine, che nella stragrande maggioranza sono solubili proprio nel grasso e si accumulano nell’animale quando mangia il foraggio. L’uomo nutrendosi di grassi animali, soprattutto in carni rosse, formaggi stagionati, pesce e pollame, assorbe gli inquinanti che passano dal grasso animale a quello umano. Veleni che, una volta in circolo, procurano diversi disturbi, a cominciare dall’acidosi. Il consumo di carne è ancora più pericoloso per i bambini, poiché mangiano circa cinque volte più di un adulto rispetto alla massa loro corporea e hanno poco grasso in cui stivare gli inquinanti. I quali, subito in circolo, danno origine a tutta una serie di malattie anche precoci. Pensi che negli ultimi 20 anni il pollame ha perso il 50% di proteine e acquistato il 50% di grasso. Perché? Il grasso piace al palato e la carne con meno proteine cuoce prima. Approfittano delle debolezze delle persone per rifilargli porcherie.

D.O.: Sui pesticidi non dica niente. Se c’è una cosa più ricca di pesticidi sono proprio i vegetali che li assorbono nella loro linfa. Chi è fissato con i vegetali inoltre non sa che, per esempio, oltre la metà dell’olio d’oliva è importato da chissà dove e fatto chissà come, raffinato, deodorato, tagliato con acidi grassi ricostituiti… Se proprio uno ci tiene alla salute dovrebbe prodursi tutto in casa. E poi gli animali mica crescono in autostrada, ma negli allevamenti con foraggio controllato. Semmai l’uomo è l’animale più inquinato perché vive in un ambiente ad alto tasso di inquinamento. E’ lui che è ricco di inquinanti, non quello che mangia. Ma poi vuole mettere un bovino adulto quanti rischi ha superato? Il suo organismo è più forte, perché ha reagito alle situazioni esterne. Anzi, aiuta la risposta immunitaria. Se si vuole stare sicuri, quindi, meglio scegliere animali con ciclo vitale lungo, poiché quelli con ciclo corto, tipo pollo e coniglio, hanno più probabilità di subire interventi di cura con medicinali. Se si teme che gli inquinanti risiedano nel grasso, infine, si può sempre toglierlo. E comunque, il muscolo bovino contiene appena il 2% di grasso a fronte del 10% dei cereali. Come la mettiamo?

 

 

Brano tratto da un articolo di Maria Teresa MANUELLI pubblicato su IlSole24ORE

 
I metodi per prevenire l'aumento di peso PDF Stampa
Benessere - Salute

Il proposito di molti è quello di perdere peso. Tuttavia, la maggioranza stenta a seguire regolarmente le diete per indisciplina o disinformazione. Diversi studi scientifici e gli esperti dicono che perdere chili non è poi così difficile se si diminuisce l'assunzione di alcuni alimenti, in particolare quelli ad alto contenuto di grassi. La vera sfida è di tenere il proprio peso costante e mantenere a lungo termine una figura snella. Bob Harper, uno dei guru delle diete negli Stati Uniti, ha recentemente pubblicato un libro, Le regole Skinny, che elenca venti regole da seguire se volete perdere peso e tenerlo costante per diversi anni. "Le persone sono alla ricerca di un modo per perdere peso, facile e salutare, e nello stesso tempo duraturo e semplice", dice l'autore, riconosciuto nel suo paese come conduttore del reality show Biggest Loser America sulla NBC, in cui le persone obese competono per perdere più chili possibile attraverso la dieta. Secondo Harper, nel suo libro ci sono consigli e non un regime rigoroso. Questa è una selezione di dodici delle sue venti regole.

1. acqua prima dei pasti. Il primo comandamento di Harper è di bere un bicchiere d'acqua prima di ogni pasto, perché in questo modo il corpo è idratato, si mantiene il sistema digerente sano e, soprattutto, si diminuisce la sensazione di fame. "E’ sufficiente bere acqua affinché il corpo bruci più calorie. Idealmente, se ne devono bere almeno cinque grossi bicchieri al giorno e il primo entro quindici minuti dal risveglio mattutino, "dice l'autore. Harper rileva inoltre che molti scienziati ritengono che seguendo questa regola si  potrebbero perdere 1,3 chili all'anno, un valore che sembra insignificante ma che si somma a quello di mantenersi in forma.

2. Mangiare cibi proteici ​​ad ogni pasto: per la maggior parte dei nutrizionisti mangiare cibi proteici ​​è essenziale. Una delle regole di Harper è consumarne a ogni pasto, perché oltre ad essere alimenti con basso contenuto calorico, aiutano a rimuovere  la sensazione di fame. Nessuno sa esattamente la quantità ideale di cibi proteici che  ​​deve essere consumata, e l'autore raccomanda un valore proporzionale al peso.

 

3. Consumare 30-50 grammi di fibre al giorno, mangiare cibi ricchi di fibre. Numerosi studi hanno dimostrato che  frutta, verdura, noci, cereali e semi, alimenti ricchi di fibre, aiutano a ridurre i livelli di colesterolo e prevenire la stitichezza. Secondo Harper, per perdere peso è importante consumare 30-50 grammi di fibre al giorno, perché oltre ai benefici di cui sopra, diversi test hanno dimostrato che ciò contribuisce a ridurre la pancia.

 

4. Mangiare  mele e uva: è curioso pensare che questi alimenti aiutano a perdere peso e rimanere in forma, ma Harper dice che sono molto utili. Secondo numerosi studi, uva e mele contengono particolari proprietà molecolari che aiutano a ridurre il colesterolo cattivo e a produrre un effetto positivo sulla pelle. Tuttavia, il beneficio è maggiore se consumati al naturale e non in succhi di frutta o composte, perché aumentano la sensazione di pienezza. Pertanto, l'autore ne raccomanda il consumo all'inizio di ogni pasto.

 

5. Imparare a leggere le etichette. Harper dice che è molto importante leggere gli ingredienti dei prodotti per scegliere il più nutriente. Nel suo libro cita uno studio del Servizio di Ricerca Economica del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti che ha trovato che le persone che leggono le etichette consumano più fibre e 13 altre sostanze nutritive per migliorare la salute del cuore e per la perdita di peso. "Se le persone imparano a leggere le informazioni contenute nelle etichette aumentano le probabilità di  perdere chili e mantenere il loro peso", dice Harper.

 

6. Dire di no a dolcificanti artificiali. Un fattore che contribuisce all'aumento dell’ obesità nel mondo è il consumo di bibite in barattolo o in bottiglia, anche quelle che vengono dolcificate artificialmente. Harper sconsiglia le bibite perché ogni grammo di zucchero ha quattro calorie, cosi il rischio di ingrassare è elevato. L'autore dice che lo zucchero dovrebbe essere visto come un lusso e che deve essere consumato di tanto in tanto e con moderazione.

 

7. Fai colazione: è sempre stato detto che il pasto più importante della giornata è la prima colazione. Infatti, secondo  studi scientifici una delle peggiori abitudini di coloro che sono in sovrappeso è saltare la colazione. Se una persona non fa la prima colazione, vuole mangiare più volte al giorno e può aumentare di peso. Harper raccomanda tre alimenti da colazione completa: farina d'avena, che aiuta a ridurre la pancia, uova, che sono a basso contenuto di calorie, senza carboidrati e hanno un sacco di proteine, e  yogurt a basso contenuto di grassi.

8. Preparare il cibo. Se si vuole perdere peso, il cibo fatto in casa è  ideale. Secondo Harper, le porzioni nei ristoranti sono di solito 40 al 50 percento più grandi del normale.

 

9. Evitare il sale. Come per lo zucchero, troppo sale aumenta il rischio di ictus e può causare ritenzione di liquidi, che impedisce la perdita di peso. Secondo Harper, la gente non dovrebbe mangiare più di 2.300 milligrammi di sodio  al giorno, che corrispondono a sei grammi di sale, ma secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il consumo giornaliero è di circa 11 grammi, quasi il doppio di quanto raccomandato. Pertanto è preferibile utilizzare le erbe come aromatizzanti.

 

10. Cenate ‘leggero’. In media, il corpo comincia a bruciare i grassi cinque ore dopo aver mangiato. Per questo motivo non è consigliabile mangiare molto a cena e farlo sul tardi, perché il grasso non verrebbe  metabolizzato correttamente durante il riposo notturno.

 

11.Dormire a sufficienza per Harper è un componente  essenziale in una dieta. In realtà, egli cita uno studio della University of Chicago in cui si afferma che più il ciclo del sonno è disturbato, più è probabile mangiare in maniera incontrollata il giorno successivo. Questa raccomandazione è indirizzata soprattutto  agli uomini,  che, per fattori ormonali, sono più vulnerabili rispetto alle donne.

 

12. Concedetevi una pausa settimanale: l’ ultimo comandamento di Harper è forse il più controverso. L'autore osserva che mangiare una volta alla settimana il  piatto preferito, anche con grassi e intingoli, non  influenza in modo significativo il sistema previsto nella dieta.

 

 

Articolo della rivista Semana , pubblicata a Bogotà (Colombia), tradotto da Franca Crobu.

 
Come nutrirsi in età adulta ed in maniera ottimale per la salute, con circa cinque euro al giorno PDF Stampa
Benessere - Salute

Naturalmente faremo riferimento ad una dieta ipocalorica, che se ben applicata, quando necessario, determinerà  un calo ponderale, partendo dal presupposto che anche il solo sovrappeso è da considerare alla stregua di una malattia; questo  perché esso ‘sovraccarica’ le funzioni dell’organismo producendo disfunzioni che possono degenerare in diabete o determinare gravi danni al sistema cardiovascolare. In particolare l’alimentazione eccessiva  determina la cosiddetta sindrome metabolica che può sfociare con l’avanzare dell’età nelle affezioni cui si faceva riferimento. La base fondamentale della nostra dieta è la cosiddetta dissociazione tra i primi e i secondi piatti. Vale a dire che, abolendo completamente gli zuccheri industriali e i grassi animali, a pranzo ci si può nutrire con un primo, un contorno e un frutto ed a cena con un secondo, un contorno e un frutto o viceversa naturalmente, per quanto riguarda i pasti. La colazione può comprendere una tazza di latte parzialmente scremato con orzo o caffè o cacao e alcune fette biscottate, ricorrendo, se si ritiene opportuno, a un dolcificante naturale come il fruttosio.  Prima di pranzo si può mangiare un frutto o uno yogurt magro e naturale per evitare di diventare famelici. Lo stesso dicasi per la cena, con la cosiddetta merenda. Imposteremo quindi un menù settimanale relativo ai soli pasti principali quantificando il costo della colazione, dell’intermezzo e della merenda in un euro circa. Questo si può facilmente ottenere acquistando il latte e gli yogurt  nei discount e la frutta e come vedremo la verdura e gli ortaggi nei mercatini rionali oppure nei grossi negozi che, per molti generi, praticano prezzi pari ad un euro al chilo.
Per quanto riguarda il pasto con il primo piatto , si fa riferimento a un sugo al pomodoro ottenuto dalla passata che per la preparazione di circa tre porzioni costa meno di un euro. Qualche odore o spezia ed un etto di pasta vengono a costare meno di venti centesimi. Pertanto considerando anche il contorno il pasto viene a costare un euro circa. Naturalmente il costo è quasi uguale se si preferisce un abbondante minestrone o un condimento cacio e pepe per la pasta o riso con zucca o.., purchè conditi con un solo cucchiaino di olio extra vergine di oliva.
Per quanto riguarda il secondo, nell’arco della settimana, si può svariare dalla fettina magra  di manzo o di petto di pollo di circa un etto  ai ferri( uno/due euro ) allo spezzatino in umido sempre di manzo (sempre uno/due euro circa a porzione), all’insalata di pollo (pollo senza pelle bollito e servito con sottoaceti e pomodori per due euro circa), alle uova al tegamino (un euro circa da galline allevate a terra), al pesce azzurro ( due euro a porzione), al pesce allevato in vasca ( tre/quattro  euro per un pesce intero di media grandezza), al prosciutto liberato dal grasso o al formaggio, possibilmente molle, ( due euro  per la porzione di un etto). Pertanto facendo la media parziale si ottiene un costo  di circa tre euro per il pasto. Quindi considerando anche una porzione, per evitare sprechi, di cracker o di schiacciatine o gallette da consumare solo nei pasti con secondo e contorno perché negli altri i carboidrati sono assunti in quantità sufficiente, si ottiene, come avevamo previsto, una media generale di circa cinque euro al giorno. Ma soprattutto, se si riesce a praticare questo regime alimentare, si può ottenere un controllo efficace del proprio peso corporeo senza rinunciare a pranzi con numerose portate per occasioni importanti. Ciò perché ritornando alla dieta dissociata si recupera facilmente il peso forma, il che significa benessere se l’alimentazione ‘controllata’ viene associata a lunghe passeggiate possibilmente in buona compagnia. Inoltre si tenga presente che con 150 euro al mese per l’alimentazione, anche con un piccolo stipendio, ‘si liberano risorse’ per attività ed interessi che possano realizzare ciò che è necessario per una vita in salute che è rappresentata secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità da: " uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, cioè non semplicemente dall'assenza di malattie o di infermità".

Antonio ALBINO

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 7