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Gli effetti salutistici delle spezie PDF Stampa
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Utilizzate da sempre soprattutto per insaporire o per conservare i cibi, le spezie possiedono interessanti proprietà digestive conosciute fino dall’antichità. Solo negli ultimi decenni, tuttavia, ricerche scientifiche, di base e cliniche, hanno studiato i meccanismi d’azione con cui le spezie agiscono, e hanno permesso di evidenziare la loro capacità di indurre un aumento della secrezione degli acidi biliari a livello epatico, migliorando la digestione e l’assorbimento dei grassi, e di stimolare significativamente l’attività di una serie di enzimi come la lipasi pancreatica, l’amilasi e alcune proteasi. In seguito ad un pasto arricchito con le spezie, quindi, la digestione è in genere sensibilmente più rapida, e il tempo di transito del cibo nel tratto gastrointestinale è ridotto. 
Inoltre le spezie, essendo prive di valore energetico, non solo insaporiscono alimenti e bevande senza aumentarne l’apporto calorico, ma promuovono anche la termogenesi corporea e aumentano il senso di sazietà. Alcuni di questi composti, in particolare (come il pepe nero, lo zenzero e la capsaicina del peperoncino) potrebbero contribuire al mantenimento del bilancio energetico e alla prevenzione del sovrappeso. Altri componenti delle spezie, secondo dati recenti, svolgono poi effetti biologici potenzialmente interessanti (di natura antiossidante, per esempio): il loro uso, quindi, può presentare interessanti sorprese nell’ottica della relazione tra alimenti e salute.

Articolo fornito dall'Associazione Nutrition Foundation of Italy