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Innaffia il tuo cervello come una pianta PDF Stampa
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Una ricerca ha appena dimostrato che la materia grigia ha bisogno di acqua per funzionare bene. Basta bere una sorsata e migliorano le capacità di prendere decisioni, di orientarsi e di organizzare la giornata. Lo sapete che se non bevete vi rimbambite? Una ricerca del King's College di Londra ha appena dimostrato che la materia grigia ha bisogno di essere abbeverata per funzionare bene. Se siete disidratati, si affloscia come una pianta che non è stata innaffiata: avete difficoltà a orientarvi, a organizzare la giornata, a prendere decisioni, perfino a fare lavoretti manuali. Una sorsata, invece, potenzia le capacità cognitive. Dunque, brindate alla vostra intelligenza. Con l'acqua.
All'Istituto di psichiatria dell'Università londinese sono arrivati a queste conclusioni fotografando il cervello a corto di bevande. Due studiosi, Matthew Kempton e Ulrich Ettinger, hanno fatto pedalare dieci volontari in età adolescenziale per un'ora e mezzo: una bella sudata non compensata da una bella bevuta. Dopo lo sforzo fisico, hanno osservato che cosa era successo ai loro neuroni con la risonanza magnetica funzionale. 
Ebbene, alla disidratazione corrispondevano una serie di modifiche della materia grigia (si ingrossavano i ventricoli laterali e la corteccia fronto-parietale richiedeva un maggior afflusso di sangue). E a queste alterazioni faceva seguito un calo cognitivo delle capacità di programmazione e di orientamento.

 

Al King's College, così, hanno avuto la prova che il cervello lavora al massimo delle sue potenzialità solo se beviamo a sufficienza. «Una disidratazione anche lieve, per esempio una perdita d'acqua pari all'l% del peso corporeo, ha un effetto immediato», conferma Umberto Solimene, docente di medicina termale all'Università degli Studi di Milano. «Tra i sintomi più comuni ci sono minore concentrazione, carenza di attenzione, ma anche irritabilità e mal di testa. E peggiora anche il collegamento fra gli occhi e le zone del cervello che governano le mani, rendendo difficile l'esecuzione dei lavori manuali». Ma quanto bisogna bere, per il bene del cervello ma anche di tutto l'organismo? «D'estate è bene che un adulto sano e sedentario mandi giù al giorno in media un litro e mezzo, due di acqua, naturale o gassata, escludendo se possibile le bevande zuccherate», dice Giovanna Cecchetto, presidente dell'Associazione italiana dietisti. «È consigliabile distribuire la quantità nelle 24 ore e non solo nelle ore più calde. Non dimenticate di mangiare verdura e frutta fresca, che aiutano l'organismo a idratarsi». E se si passano le vacanze ai Tropici? «In un ambiente particolarmente caldo e umido è meglio aumentare la quantità di acqua fino a tre litri», prosegue la dietista. «Stesso discorso se fate sport: con un'ora di sforzo fisico si perdono in media un litro e mezzo-due di acqua, che vanno tutti reintegrati. Anche bambini e anziani devono bere molto durante le giornate più calde: spesso il loro stimolo della sete è attenuato e rischiano di disidratarsi».

Articolo di Amanda Giobbe tratto dalla rivista OK Salute