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Felicità
Differenti opinioni sulla felicità PDF Stampa
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Per tutta l’estate la cicala consumava e la formica investiva.«Stai agendo in modo molto irrazionale- ammonì la formica – quando verrà l’inverno te ne pentirai».
«Sarò assai infelice – replicò la cicala – ma sto agendo in modo razionale. Essere razionale coincide con l’essere felice, e al momento il mio piacere supera il dolore futuro. Unisciti a me e canta al sole!».
«Secondo me – rispose la formica – essere felici consiste nel massimizzare l’utilità su tutto l’arco dell’esistenza. L’infelicità e la felicità hanno un peso costante. Dunque, per essere razionale devo darmi da fare e investire per l’inverno»
Venne l’inverno e la cicala era affamata. Chiese aiuto alla formica.
«Vorrei poterti aiutare – disse la formica – ma, essendo razionale, non posso preferire il tuo benessere al mio: non hai nulla da darmi in cambio. Non ti senti in colpa per aver cantato tutta l’estate?».
«Molto in colpa – rispose la cicala – proprio come avevo previsto. Ma l’adesso è l’adesso, allora avevo agito in maniera razionale. Sei tu che sei irrazionale nel proibirti di darmi un aiuto».
La formica ci pensò.  Ma aveva soltanto cibo sufficiente per finire l’inverno. «L’adesso per me è tutta la vita – spiegò – ma ti posso aiutare in altro modo. Vedi le foglie dell’albero di Epicuro? Sono deliziose e nutrienti. Ma dopo un certo tempo ti ammalerai. Io non posso mangiarle, perché calcolo la felicità su tutto l’arco dell’esistenza. Ma per te l’estasi presente supera l’infelicità futura».
La cicala mangiò le foglie e finì per ammalarsi.
«Ne vale la pena?» - chiese la formica alla cicala ormai agonizzante.
«Non vale adesso, ma valeva prima» rispose la cicala.
E la formica: «Devo dirti una cosa, ma non so se per te sia una buona notizia. C’è un antidoto!».
«Presto, presto» - esclamò la cicala.
«Credo che tu non possa usarlo – ribattè la formica – perché prima fa stare molto male e solo in seguito ti fa guarire».
«Brutta notizia – concluse la cicala – dato che io non posso investire per la felicità futura. Addio».
La cicala morì e la formica visse una grigia esistenza, evitando occasioni di felicità che avrebbero potuto trasformarsi in infelicità future. Ormai molto vecchia, si disse : «E’ triste non poter quasi mai fare quello che si vuole, ma condurre un’esistenza felice rende la vita assai dura».

 

Brano tratto dal libro The Cunning of  Reason di M. Hollis e E. Martin

 
I sogni son desideri.... PDF Stampa
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“I sogni son desideri di felicità.
Nel sogno non hai pensieri,
ti esprimi con sincerità.
Se hai fede, chissà che un giorno
la sorte non ti arriderà.
Tu sogna e spera fermamente .
Dimentica il presente
e il sogno realtà diverrà!”

Così cantava Cenerentola nel noto lungometraggio Disney del 1950 e tutte noi femminucce conoscevano e crescevamo con il suo cartone animato.

E, sognavamo un giorno di essere come lei. Per via del principe? Per via della sua bellezza? O dello splendido ballo a lieto fine? I sogni aiutano tutti noi a vivere, anzi a vivere meglio. La felicità è racchiusa nei nostri sogni,nei nostri desideri. A volte però i sogni sembrano far parte della vita surreale, sembrano racchiusi esclusivamente nella scatoletta che è la tv, perché poi quando apriamo la nostra porta di casa e ne varchiamo l’uscio, la realtà è diversa, potremmo definirla per alcune giornate, una vera schifezza. Nella società in cui viviamo, i sogni standard, che tutti noi vorremmo, sono:il lavoro, una famiglia, la salute e una società più civile e meno egoista. La felicità di ognuno di noi è un percorso in continuo divenire, non c’è una meta precisa, ma obbiettivi, desideri che nel nostro inconscio vorremmo realizzare. Sono i sogni che ci fanno sentire vivi, che ci danno il là per incominciare una nuova avventura. Il tempo passa inesorabilmente, noi invecchiamo, la pelle si avvizzisce, i capelli si ingrigiscono ma i nostri sogni ci fanno sentire vivi, “vivi dentro”. Non importa se si avvereranno e in quale arco di tempo, l’importante è non smettere mai di sognare, di desiderare qualcosa. Dietro ogni nostro sogno, c’è una partenza , c’è un inizio e qualunque sia il traguardo, l’importante è sognare di avere una meta precisa.
Dietro ogni sogno realizzato c’è un altro desiderio che vive in noi, una nuova sfida, che ci fa sentire forti e volenterosi. Volete sapere qual è la parte migliore di questa storia? “Io continuo a sognare che anche a me compaia un giorno di questi la fata turchina e continuo sempre a sperare ...in fondo ho il 37 di scarpetta!”
ROBERTA PATI
 
Vivere..... nel modo più corretto PDF Stampa
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Oggigiorno avvertiamo la mancanza di ‘qualcosa’ che non riusciamo ad individuare perchè abbiamo ‘tutto’, tranne purtroppo il tempo necessario per riflettere e meditare sui problemi esistenziali. Solo in tenera e tarda età, liberi dall’attività lavorativa, il tempo ‘ci appartiene’. Ma è necessario trovare qualche momento da dedicare a noi stessi anche da giovani e nella maturità. Questo significa riflettere sul senso della vita, pertanto dobbiamo imparare a relazionarci in maniera corretta con il prossimo e per farlo dobbiamo imparare prima a relazionarci con noi stessi. A tanta gente non piace interrogarsi sugli argomenti: -Da dove veniamo? Dove andiamo?- E quindi si sfugge ad una motivazione fondamentale per vivere in maniera compiuta.
La società dei consumi ci spinge verso il materialismo assoluto, siamo presi  dal pensare al nostro lavoro, ai colleghi, agli 'amici', a come passare il fine settimana, a dove andare in ferie e in la settimana bianca e soprattutto ad onorare e venerare il Dio denaro. E con queste preoccupazioni la vita non può avere un senso compiuto. Per ovviare a quello che può diventare ‘il male di vivere’, innanzitutto è necessario farsi delle solide amicizie, perché soltanto con degli amici veri possiamo discutere di problemi più profondi rispetto a quelli relativi a dove trascorrere le ferie. L’innamoramento non basta perché  non dura in eterno, ma con il passare del tempo lascia posto ad altri sentimenti come affetto, indifferenza, sopportazione e in qualche caso anche odio profondo. Solo una solida amicizia può durare anche in eterno. Solo l’amicizia sincera può permettere di affrontare i veri problemi della vita e di risolverne uno fondamentale: quello di affrontare in maniera corretta i rapporti umani. Qualcuno dirà che è molto difficile farsi delle amicizie vere perché la società moderna, con tutti i suoi vantaggi, esige qualche ‘piccolo’ sacrificio. Ma io credo che l’amicizia  disinteressata vada solo cercata in maniera intensa e, quando viene trovata, coltivata con  sensibilità e dedizione. Soltanto perseguendo questo valore che consiste in affetto profondo e intensa stima reciproca, si può iniziare a vedere la vita nel modo giusto cioè come qualcosa di incompiuto se non ci si relaziona nel modo giusto con i suoi veri problemi che sono quelli esistenziali.  In maniera da evitare di pensare solo a beni materiali ed a persone interessate solo a questi ultimi, ma di occuparsi di qualcosa di più profondo come  la necessità di elevarsi spiritualmente e culturalmente per acquisire ‘virtude e canoscenza’.


Antonio ALBINO

 
Il senso della vita PDF Stampa
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Molti filosofi si sono lambiccati il cervello per risolvere questo problema del senso della vita.
Il problema del senso della vita è stato “riconosciuto”, da molti essere uno “pseudo problema”, cioè un problema che in partenza non ha una risposta. Nell’antica Grecia c’era una persona che faceva di questa semplice idea una vera e propria filosofia, uno dei più grandi filosofi, Platone.
Platone ha riassunto quest’idea del senso della vita nel cosiddetto “daimon”; “il daimon”, secondo Platone è dunque un essere che incontriamo prima ancora della nostra nascita, poi però scordiamo e dobbiamo inconsciamente trovarlo. Sarà difficile, come se dovessimo trovare la nostra vera strada appunto, ma dobbiamo farcela, dobbiamo trovare il nostro vero io, il nostro vero senso della vita personale, unico anche se questo non è facile, dobbiamo però mettercela tutta.
Ogni giorno ognuno di noi si ritrova a chiedersi cos’è la vita, quale possa essere il suo senso. Se ci soffermassimo a pensare più di un istante nel cercare una risposta adeguata a questa domanda rischieremmo di appannare la nostra mente e di ritrovarci seduti dallo psicanalista.
Il senso della vita è l’ignoto e per coglierlo bisogna basarsi su esperienze quotidiane e non sui tanto strombazzati filosofi che fanno prediche fini a se stesse.
La vita in sé è molto strana ma davvero tanto strana. Oggi noi siamo sempre indaffarati nelle nostre frenetiche occupazioni quotidiane, spesso anche inutili e non riusciamo a cogliere il lato più bello di essa. A volte sono le grandi cose della vita che ci colpiscono, ci impressionano, ma non ci rendiamo conto che sono le piccole che messe insieme permettono di rendere possibili le grandi. Perché i bambini credono ancora nelle fate, nel mondo incantato e noi adulti no?
C’è chi dice che la vita non ha uno scopo preciso, non ha lo slancio giusto, ma semplicemente è uno scorrere. Questo significherebbe che la nostra intera esistenza è guidata solo da stimoli senza senso. Tutte queste idee potrebbero sembrare delle sciocchezze colossali se solo ci fermassimo per un attimo a riflettere che l’unico argomento che nella vita ritorna costantemente è l’affetto e l’amore. L’amore inteso non solo come il più comune sentimento per il partner, ma come calore interiore che salva le nostre anime dal gelo degli inverni della disperazione. E’ l’amore per la vita stessa. E’ quell’amore che celebra la vita, che ci spinge a pensare che per alcune cose nella vita varrebbe la pena morire, ma che per molte altre vale la pena di vivere. Questo amore per la vita ci porta ad aiutare gli altri soltanto perché è bello dare una mano a quelli che ci circondano. Basti pensare all’esempio che quotidianamente oggi noi ci stiamo ritrovando a vedere della popolazione dei terremotati dell’Abruzzo, gente che ha perso tutto , ma non la voglia di ricominciare, che non ha perso il senso vero della vita.
Il mondo moderno è pieno di discutibili distrazioni, di scadenze e di inutili e vane priorità. Veniamo sommersi da una valanga di paure e desideri che ci spingono in una gara impossibile da vincere.
Un giorno tutto si fermerà e magari sarà troppo tardi, perciò sarebbe necessario non permettere di gettare via un singolo prezioso istante. Sarà necessario seguire i nostri sogni, credere in essi, con energia e entusiasmo, mettendoci coraggio e impegno per viverli. Non importa se questi sogni non si concretizzino o quanto ci impiegheremo per concretizzarli, l’importante sarà sentirsi bene nel farlo.
Seguire il proprio cammino è un impresa di sicuro non semplice ma incredibilmente gratificante.
Anche se durante il cammino della vita si commettono dei grossi errori nulla è irreparabile, vivremo comunque un’avventura unica e stupefacene:”la Vita”.
Celebrata non solo dai filosofi dell’antica Grecia ma in epoca moderna anche dai cantautori come Antonello Venditti: non ci rimane che dire:”che fantastica storia è la vita”,” e quando penso che sia finita è proprio allora che comincia la salita…………..”
ROBERTA  PATI
 
“L’amore è come il morso di una vipera”(dal Simposio di Platone ) PDF Stampa
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Amore…Amati ….essere Amati la vita è questa. Si cresce con la speranza d’incontrare l’amore, di assaporarne la vera essenza, riuscire a vivere pienamente la nostra vita, ottenendo un buon lavoro, una buona posizione sociale, una bella casa, essere circondati dall’affetto degli amici ma soprattutto dall’Amore….
L’amore è un esperienza che tutti facciamo, prima o poi, e che perciò crediamo di conoscere. Si dicono tante cose sull’amore, sulla persona giusta, ma….la realtà sembra essere ben diversa, a volte anche  crudele.
La cronaca ci riferisce quotidianamente casi terribili di persone disperate, esasperate, che compiono gesti insani “per amore”, contribuendo così ad alimentare una confusione di idee che sembra essere davvero grande e pericolosa: e spesso noi ascoltiamo queste notizie con puro gusto scandalistico senza chiederci cosa possa portare l’amore a tanto e perché possa farlo.
In una società come la nostra basata su una scala di valori sfalsata, sull’apparire, dove gli imperativi categorici sembrano essere il divertimento forzato, la bellezza omologata, la chiacchiera fine a se stessa vedi le chat, che senso ha questo sentimento?
Tempo fa mi colpì moltissimo la mail di una mia amica, in cui mi diceva : “….Non smettere mai di cercare la persona giusta per te…aspetta la persona che non dice nulla anche quando le sbatti il telefono in faccia , che rimane sveglia solo per guardarti mentre dormi. Aspetta la persona che ti bacia la fronte, che ti vuole mostrare al mondo orgogliosa anche se in tuta, che ti tiene la mano di fronte agli amici……..”.
Cos’è l'amore, è questo? Non ci sono teorie vere e assolute sull’amore, eppure è il sentimento più antico dell’umanità.
Fu lodato tanto dai sommi poeti Greci quanto dai sommi poeti latini. Esiodo ci dice che ci fu dapprima il Caos: “la terra dall’ampio petto, sicura sede e poi per tutti sempre e, poi Amore..”
Insomma, secondo questo poeta, dopo il Caos ci furono queste due divinità: Terra e Amore.
E Parmenide così narra la genesi: “Primo di tutti gli dei creò Amore”.
Ma l’amore sembra avere un duplice lato della stessa medaglia, ferisce ma al contempo guarisce la ferita prodotta, questa osservazione è anche essa antica sembra appartenere ai latini, come Propezio, come Ovidio e anche a una poetessa greca come Saffo con la sua dike amorosa, che costringe chi fugge a inseguire: ……“il non ricambiare l’amore è un'ingiustizia; chi non ama sarà costretto ad amare, chi fugge inseguirà chi non ama amerà, anche “se non vuole”….”
Nella nostra frenetica corsa quotidiana, nella nostra società fatta di proiezioni impossibili di ricerca anche dell’altro che vorremmo accanto, a volte un gesto carico d’amore può strapparci un sorriso, può darci quella carica giusta per andare avanti.
Spesso ai giovani l’amore sembra essere il più sublime dei sentimenti ma anche il sentimento dove tutto è permesso, anche soffrire e far soffrire gratuitamente, con spavalderia e tracotanza.
L’amore non è un continuo seguire storie impossibili, ideazioni fantastiche dell’altro, in una proiezione del rapporto a due di quello che noi inconsciamente vorremmo, ma essere se stessi, non dimostrare di essere sempre il buono ed il bello ad ogni costo, cosa che già siamo costretti a fare nel lavoro e nei rapporti sociali.
Con il passare del tempo, con la maturità, con il vissuto, ti rendi conto ad un certo punto di vivere dei sorrisi…degli sguardi dell’altro e sono proprio i piccoli gesti semplici a renderti felice, senza pensare che potrà finire.
E allora ognuno sogni il proprio principe azzurro ognuno la propria principessa non perdendo mai la speranza di un lieto fine.
ROBERTA PATI
 
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