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Esplorando i buchi neri PDF Stampa
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I buchi neri sono uno dei misteri piu' profondi dell'universo e valgono il tempo che spenderemo ad esplorarli. Nel leggere questo articolo dobbiamo tenere presente alcuni concetti. Il piu' importante e' che dentro un buco nero il tempo si ferma completamente, e viaggiare e' impossibile perche' a qualsiasi velocita' lo spazio coperto sarebbe 0. Inoltre, dobbiamo tenere in mente che in matematica 1/∞ e' uguale a un numero infinitesimo che converge verso lo 0 e che ∞/∞ e' un numero indefinito che puo' essere grande o piccolo.

 

 

Nel disegno di sopra, una pallottola viene fermata da un blocco di legno e la dimensione della penetrazione viene misurata come la distanza D. Questa distanza D e' anche la lunghezza di quella  parte della pallottola incastrata nel legno.

Nel disegno di sotto una pallottola entra nel event horizon di un buco nero. La pallottola deve trasformarsi in particelle di infinitesime dimensioni  perche' il tempo dentro the event horizon si ferma e time=0. Nello stesso istante, per conservazione dell'energia le particelle non possono essere di 0 dimensioni ma di dimensioni che convergono verso lo ─> 0 (1/∞) con una densita' che deve, per compensare la mancanza di volume, convergere verso l' infinito ∞.

A questo punto la massa M e' calcolata dal volume x densita'= 1/∞ x ∞ = ∞/∞ e' indefinita ma esistente.

 

 

Ma quale particella di nostra conoscenza puo' essere questa particella appena generata nel black hole? Stiamo cercando una particella di dimensioni infinitesime. Il neutrino e' la piu' piccola particella stabile conosciuta. Questa particella puo' attraversare il diametro della Terra senza collidere e per questo le sue dimensioni devono essere infinitesime ( 1/. Per di piu' questa particella deve essere neutra perche' particelle della stessa polarita'elettrica si respingono.

 

 

Particelle con  stessa carica elettrica non possono formare un corpo  grande e stabile. Il neutrino e' l'unica particella neutra e stabile. L' elettrone e il protone sono stabili ma con carica elettrica. Il neutrone decade dopo circa 500 secondi. Il neutrino con la sua piccola massa ( un miglionesimo di un elettrone) e' l' unica particella che soddisfa la necessita' di essere di infinitesime dimensioni dentro l' event horizon di un buco nero.

Sappiamo che per creare un black hole necessitiamo di una massa equivalente a tre masse solari. Ma sappiamo anche che qualsiasi massa puo' diventare un black hole se si incrementa la sua densita' mentre si riduce le sua dimensione.

 

Nel disegno di sopra la curva rappresenta la densita' necessaria dato un corpo di un certo volume per divenire un buco nero. Entrambi la Terra( Earth) e il neutron star con 1016 la densita' della terra finiscono fuori la regione del black hole perche' non soddisfano la densita' o il volume necessari. La Terra per  la sua bassa densita'si trova in basso e a destra del grafico. Il neutrino con il suo infinitesimo volume si trova alto sulla curva. Perche' il suo volume e' infinitesimo, per compensare, la sua densita' deve sfiorare l' infinito cosi' puo' acquisire una certa massa(∞/∞). Con questa premessa il neutrino diventera' un punto sulla stessa curva quando la curva cerca di raggiungere l'infinito sull'asse della densita' . In quell' istante entrambi il neutrino e la curva convergeranno verso lo 0 sull' asse del volume. Questa e' la prova che il neutrino essendo parte della stessa  curva  e' un black hole o buco nero.

Nella figura di sotto, possiamo vedere che il nostro universo o visibile universo e' solo una piccola portione. Nel secondo quadrante con un volume negativo possiamo vedere un universo parallelo o invisibile. Il neutrino si trova dove i due universi s' incontrano. Siccome e' la natura del neutrino di avere una massa che oscilla nel tempo, si puo' dedurre che questa massa cambia quando una portione di essa avviene a trovarsi nell' universo parallelo.

 

Nel disegno di sopra due modelli di black holes sono rappresentati. Il modello alla sinistra mostra l'event horizon e una zona nera dove la materia e' concentrata. In questo modello la materia deve muoversi verso il centro dove la massa si accumula ma questo e' in contraddizione con il fatto che dentro un black hole viaggiare e' impossibile. Per questa ragione preferiamo il modello all destra dove la materia assorbita viene immediatamente trasferita in un universo parallelo attraverso un tunnel.

 

 

Nel disegno di sopra si puo' vedere che l'universo visibile ed invisibile (parallel) sono connessi da una corrente di neutrini che vanno attraverso dei tunnels. Il tunnel alla destra rappresenta il BIG BANG mentre il tunnel all sinistra rappresenta un black hole, attivo nel catturare nuova materia, appena generato da una supernova. Noi sappiamo che le prime particelle ad apparire dopo il BIG BANG furono i neutrini mentre con la nostra teoria abbiamo provato che qualsiasi cosa viene trasformata in neutrini quando e' catturata nei black holes. I due fenomeni non devono essere contemporanei ma un accumolazione di neutrini, per raggiungere una massa critica, potrebbe esserci prima del BIG BANG. Possiamo dire in fine che questo ciclo completo dei neutrini sembra conformarsi in genere con la natura ciclica dell' universo.

Nell'articolo successivo vedremo i molti vantaggi di un modello che usa il neutrino con le propieta' di un black hole ed esploreremo altri mondi.

 

Marcello VENEZIANO

 
Esplorando un piccolo Universo PDF Stampa
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Nell'articolo precedente  abbiamo dimostrato come il neutrino potrebbe essere un piccolo buco nero. Ora esploreremo il vantaggio che offre, nel campo delle particelle, un neutrino quando e' esaminato nel ruolo di buco nero. Per cominciare dobbiamo parlare delle onde elettromagnetiche in generale.

Le onde elettromagnetiche sono formate da campi elettrici e campi magnetici che variano nel tempo. Come si vede nella figura sottostante. L'energia di queste onde varia moltissimo con la frequenza. Si passa dalle onde radio alle onde dei raggi gamma, attraversando lo spettro delle onde visibili. Una breve sequenza di queste onde si chiama fotone. La frequenza e' l'unica variabile delle onde elettromagnetiche.

 

Le onde elettromagnetiche  possono essere catturate dai buchi neri in due modi diversi. Il primo modo e' di essere catturate dall' event horizon e di essere messe in circolazione intorno a un buco nero. Il secondo e' di essere completamente assorbite dal buco nero, come si vede nella figura seguente.

 

Nella figura di sopra  l'onda elettromagnetica viene assorbita e due neutrini (unica particella capace di sopravvivere nel buco nero) vengono generati.  La conservazione dello spin, in questo modo, viene rispettata. Uno dei due neutrini assorbe l'energia del campo elettrico, l'altro l'energia del campo magnetico, entrambi appartenenti all'onda catturata. Le onde elettromagnetiche hanno la proprieta' di rigenerarsi. Nella figura sottostante si vedono due modi  in cui un onda si rigenera. Nella figura a si vede come un' onda di dimensioni molto maggiori rispetto al forellino e'capace di rigenerarsi aldila' della barriera.. Nella figura b vediamo come un' onda continua a propagarsi quando parte della semionda negativa viene rimossa.

 

 

Nella figura seguente, si vede come un onda potrebbe essere catturata dall' event horizon e messa in orbita intorno a un buco nero. Ad ogni onda vengono catturati 60 gradi (rosso) dell'onda negativa. Questi gradi catturati ad un onda, moltiplicati per i sei cicli della figura fanno un totale di 360 gradi e quindi, completano un cerchio.

 

Nella figura seguente, la parte negativa dell'onda dal punto a al punto b trapassa l'event horizon del buco nero e poiche' e' impossibile viaggiare quando il tempo si ferma il punto a e il punto b vengono a sovrapporsi formando un unico punto  a-b (figura a destra). Di consequenza l'onda si arrotola su se stessa formando una particella nucleare. Questa particella avendo perso parte della parte negativa dell'onda  si comporta come una particella con carica positiva.

 

Nelle prossime pagine cercheremo di formulare un modello per il protone e l'elettrone. Le uniche altre due particelle stabili oltre al neutrino. Queste due particelle hanno delle similarita' e delle differenze che vanno al di la'della differenza della carica, pur essendo il protone una particella con carica positiva ed l'elettrone una particella con carica negativa. Il fatto che il protone ha circa 1800 volte la massa dell'elettrone non e' determinante dal momento che gli accelleratori di particelle possono aumentare migliaia di volte la massa delle particelle. In fatti, quando un elettrone viene accellerato fino a raggiungere la massa del protone, esso si trasforma ed esibisce tutte le proprieta' di un protone con carica negativa (antiprotone). La vera differenza tra queste due particelle sta nel fatto che il protone esibisce entrambi cariche positive e negative anche se le cariche positive sono prevalenti e quindi nel complesso dimostra di avere una carica positiva. L'elettrone, invece, mostra solamente una carica negativa con assenza totale di cariche positive. Tutto questo fu provato da uno esperimento fatto nel 1970 dagli scienziati Friedman, Taylor e Kendall. Il risultato di questo sperimento fu' considerato la prova definitiva dell' esistenza  degli up e down quarks che erano stati usati, fino ad allora, come un modo  per classificare le decine di particelle instabili create negli acceleratori(circa 1964).

 

A sinistra nella figura di sopra un onda elettromagnetica trapassa l'event horizon di un neutrino. I tre cicli perdono un totale di 360 gradi . I punti a,b,c,d,e,f, poiche' non e' possibile viaggiare entro l'event horizon, si sovrappongono formando i tre punti a-b, c-d , e-f della figura a destra. Cosi' nasce il protone con carica prevalentemente positiva(blu) e con una minoranza di carica negativa(arancione).

Nella figura seguente, vediamo un onda elettromagnetica(A) la cui onda positiva viene completamente assorbita(B) da un neutrino. I punti a,b,c,d si sovrappongono nella figura(C) formando le coppie a-d, b-c (D). Quel che rimane e' una particella con solo carica negativa. Questo e' l'elettrone.


 

La ragione per cui abbiamo sviluppato questi modelli del protone e l'elettrone e' che questi modelli' presentano dei vantaggi considerevoli sui modelli presenti. Tra questi vantaggi:

  • Si puo' spiegare matematicamente perche' particelle mostrano sempre la stessa carica indipendentemente dalla loro massa e la ragione per cui una frazione di carica non e'stata mai trovata.
  • Si spiega come particelle molto diverse hanno sempre lo stesso spin, essendo questo niente altro che lo spin del neutrino che e' presente in ogni particella stabile nel loro centro.
  • Si spiega come il campo magnetico dell'elettrone e' molto piu' forte di quello del protone pure essendo una particella molto piu' piccola.

In questo capitolo abbiamo spiegato la composizione delle particelle stabili e questa conoscenza ci aiutera' a capire come l'universo si e' evoluto dopo il BIG BANG. Questo argomento sara' descritto nel prossimo articolo.

 

Marcello VENEZIANO

 
Un Universo da scoprire PDF Stampa
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All'inizio, nei due scorsi articoli, si e' cercato di spiegare le ragioni per cui i neutrini possono comportarsi come dei piccoli buchi neri, e poi, si e'descritto come questi buchi neri permettono, con facilita', di costruire dei modelli per rappresentare le particelle stabili (protone ed elettrone). In questo ultimo articolo cercheremo di spiegare l'evoluzione dell'universo dal primo momento alla fine.

Nella figura seguente si cerca di rappresentare il BIG BANG con tre zone A, B e C. La zona A, con un raggio di circa 10 anni, e' la zona in cui l'universo pur espandendosi allo velocita' della luce rimane ancora dentro il suo event horizon perche' della sua massa enorme. Quindi nella zona A il tempo continua ad non esistere. La maggioranza degli scenziati credono che i neutrini furono le prime particelle a manifestarsi con il BIG BANG. I neutrini devono essere l'unica particella capace di viaggiare dentro l'event horizon altrimenti l'universo, dopo il BIG BANG, non sarebbe stato capace di evolversi.

 

 

Nella figura sottostante si vedono le progressioni delle diverse fasi dell'universo. Durante il periodo della parte A del disegno l'universo e' ancora dentro il suo event horizon. Solo i neutrini esistono ed il tempo e la materia visibile non esistono. Questo periodo  ha una durata di circa 10 anni.

Nella parte B del disegno, esiste una spiegazione per cui solo il 4% della massa del universo e' visibile. In questa fase due tipi differenti di neutrini devono unirsi formando un campo elettromagnetico. Questo processo e' il contrario di quando un fotone e' assorbito da un black hole. Un neutrino capace di rappresentare il campo elettrico di un fotone deve unirsi a un neutrino capace di rappresentare il campo magnetico dello stesso fotone per creare un onda elettromagnetica. Questo processo probabilmente richiede un' alta densita' di neutrini, una densita' solo presente durante il BIG BANG e nelle nebulae dove le stelle nascono. Pure nelle condizioni migliori, questo processo deve avere un basso rendimento, per cui si spiega come la bassa percentuale del 4% della massa totale dell'universo diventa materia visibile. Il 26% della massa totale e' chiamata dark mass( neutrini) e il 75% e' chiamata dark energy (neutrini?). La dark mass e' dispersa maggiormente dentro le galassie mentre la dark energy si presenta come un cerchio al di la' delle galassie. La dark energy costringe l'universo a una continua espansione.

 

Nella figura C l'espansione del BIG BANG continua con la cattura delle onde elettromagnetiche da  parte dei neutrini ed il protone( ione dell' atomo dell'idrogeno) viene creato.  Il protone si puo' chiamare il primo orologio ad esistere in quanto racchiude in se' un oscillatore di una determinata frequenza come tutti gli orologi di ogni tipo. Il tempo viene  creato nella parte B dell'espansione ma solo nella parte C il tempo puo'cominciare ad essere misurato in minuti, giorni ed anni. Da ora in poi qualsiasi cosa creata avra' una vita, breve o lunga, ma di una certa durata che potra' essere misurata. Qualunque cosa creata come le galassie,le  stelle o gli uomini stessi, avra' con la creazione del tempo un determinato inizio e una certa fine.

Continuando la sua espansione, l'universo comincia a sviluppare zone dove la materia(protoni ed elettroni) si accumula creando delle nuvole chiamate nebulae. Nella figura seguente a sinistra, i protoni e gli elettroni creati si condensano in una nebula e cominciano a creare la prima generazione di stelle. Queste stelle hanno migliaia di volte la massa del sole e hanno per questo una vita molto breve. Nelle fornaci di queste stelle, con la fusione, si creano atomi piu' complessi fino ad arrivare al numero atomico del ferro. In fine, non essendo piu' capaci di generare energia queste stelle prima implodono e poi esplodono. Durante l'implosione parte della massa e' convertita in una gigante black hole. Durante l'esplosione parte della massa viene dispersa nell'universo come neutrini e come atomi piu' complessi.

 

 

Col passare del tempo, i giganti black hole creatì dalle sopernovae attraggono intorno a se stesse abbastanza materia da produrre la prima generazione di galassie, alcune di queste sono ancora visibili con il telescopio a una distanza di piu'di 10 miliardi di anni luce. Poi la prima generazione  di galassie da’ luogo alla seconda generazione, come si vede nella fotografia seguente.

 

Nella figura di sopra si vede la fotografia di una galassia di seconda generazione. Come tutte le altre galassie ha un black hole nel centro. Il fatto che il protone a destra ha una simile composizione con il suo piccolo black hole(neutrino) nel centro sembra confermare che questo modello e' in accordo con l'ordine generale dell'universo. In questo caso il piu' grande e il piu' piccolo oggetto creato nell' universo hanno in comune che entrambi sono dovuti alla cattura di materia da parte di un black hole.

La seguente e' una della fotografie piu' importanti  nell'interpretare l'evoluzione dell'universo ed e' stata fatta usando la sovrapposizione di diverse tecniche fotografiche. In questa fotografia le due galassie A e B, ognuna originalmente composta da miliardi di stelle e da black matter( neutrini), si sono scontrate per l'effetto della reciproca attrazione di gravita' e poi si sono lasciate continuando il loro viaggio, creando un complesso che viene chiamato Bullet Cluster. Normalmente quando osserviamo le galassie, i cerchi A e C ed  i cerchi B e D si sovrappongono, ma in questo caso la galassia A si e' mossa dall'original position C lasciandoci una nuvola di black matter(neutrini) che gli apparteneva prima dello scontro. La galassia B si e' mossa dalla posizione originale D lasciando indietro ugualmente una nuvola di neutrini. La ragione per cui i neutrini sono stati lasciati indietro e' dovuta al fatto che i neutrini non hanno una attrazione reciproca e nel passato la materia visibile della galassia A fu' attratta da entrambi i neutrini e la materia visibile nella galassia B raggiungendo cosi' una velocita' superiore alla sua nuvola interiore di neutrini e creando cosi' una nuvola C di soli neutrini. Questa foto e' una prova che la nostra interpretazione dell' universo e' corretta.



Quando noi osserviamo il cielo notturno, l'universo che osserviamo pieno di stelle e' un universo giovane. Per causa della dark energy, l'universo continuera' ad espandarsi e il cielo diventera' sempre piu' scuro fino a diventare  completamente nero. A quel punto i neutrini finiranno di formare protoni ed elettroni e il processo di creare nuova  materia visibile finira'.  Da allora in poi, tutta la materia visibile comincera' a diminuire e attraverso il processo delle supernovae verra' trasformata lentamente in neutrini o materia invisibile.  Come si vede nella figura di sotto, il processo iniziato con il BIG BANG tornera' al punto di partenza con le supernovae completando il ciclo. Quando tutto questo accadra', sara' insignificante parlare del tempo che dovra' trascorrere affinche' un nuovo universo possa iniziare il suo ciclo, perche' il tempo a questo punto ha cessato di esistere. Un nuovo ciclo eventualmente avverra' e il nuovo universo si sviluppera' in un modo simile al vecchio, che in fatti le leggi che lo governano  sono eterne ed eterni sono anche i neutrini. Quando i neutrini si trovano nel mondo invisibile, in cui il tempo non esiste', non c'e' ne inizio ne fine e la domanda:"chi ha creato i neutrini?" non sussiste perche' non ha piu' alcun senso.


In questi tre articoli abbiamo fatto un viaggio  cominciando con il fatto che il neutrino deve essere un piccolo buco nero affinche' tutta la matassa del mistero dell'universo possa essere srotolata. Abbiamo continuato con la spiegazione di come e' facile costruire modelli di particelle usando il neutrino come uno small black hole. In questo articolo abbiamo spiegato come l'universo si trasforma con il BIG BANG dal mondo invisibile al mondo visibile per poi tornare nel mondo invisibile , continuando cosi' per l'eternita'.

Spero che questo viaggio sia stato interessante per chi lo ha letto.

 

Marcello VENEZIANO

 
Scienza e religione PDF Stampa
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In questo articolo cercheremo di quantificare l'impatto che la scienza ha avuto sulla religione attraverso la storia. Il numero degli agnostici e degli atei sta aumentando rapidamente e questo fenomeno e' probabilmente dovuto al progresso scientifico sviluppatosi nei secoli.

Eudoxus, nato in Cnidos nel 408 A.C. fu studente nella scuola di Platone ed e' riconosciuto per essere stato  il primo a sviluppare un sistema solare con la terra nel centro (geocentrico). Il suo sistema includeva 27 sfere, inserite nelle quali erano 5 pianeti. Questo sistema fu perfezionato da Aristotele e poi da Tolomeo includendo 55 sfere concentriche che rappresentavano le stelle e i pianeti sempre con una configurazione geocentrica. Questi modelli del sistema solare rimasero inalterati per molti secoli, ma avevano in comune un problema dovuto al fatto che non potevano spiegare il movimento retrogrado  di alcuni pianeti, come si vede nella figura seguente. Se si guarda l'orbita di Marte durante un certo periodo dell'anno, questo pianeta osservato dalla Terra appare andare in una direzione opposta a quello delle stelle. Questo fenomeno osservato dagli antichi astronomi venne chiamato movimento retrogrado.

 

Questo mistero fu spiegato con il fatto che il pianeta periodicamente e capricciosamente copriva una piccola orbita circolare (in rosso).

Dopo diversi secoli, Copernico (1473- 1543) introdusse il suo modello con il sole finalmente al centro del sistema solare,  e riuscì a spiegare il movimento retrogrado dei pianeti come si vede nella figura seguente con il sistema eliocentrico.

Poiche' la terra naviga più rapidamente rispetto a Marte, la traiettoria di Marte vista dalla Terra appare disegnare una zeta nel cielo. Nella figura i punti 3,4 e 5 segnano il movimento retrogrado.

Copernico non ebbe il coraggio di confrontarsi con la Chiesa sul nuovo sistema solare ed espose il suo credo nel libro "The Rivolutionibus",  pubblicato dopo la sua morte,  solamente come una possibile teoria. Nel 1632 Galileo pubblicò il suo libro "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" in cui si compara il sistema Tolomaico con  quello di Copernico. Galileo fu un fermo sostenitore del nuovo sistema solare introdotto da Copernico ed ebbe il coraggio di confrontarsi con la Chiesa e per questo finì gli ultimi nove anni della sua vita in uno stato di detenzione domiciliare. Solamente nel 1822 il libro di Galileo venne accettato dalla Chiesa Cattolica.

 

 

All' inizio del ventesimo secolo, con le scoperte di Edwin  Hubble, si viene a conoscenza che la Via Lattea con i suoi 100 miliardi di stelle non e' altro che una galassia media in mezzo ad altre galassie. Per di piu' il nostro sistema solare si forma attorno a una stella di media grandezza localizzata nella periferia della Via Lattea (figura di sopra).

Recentemente, l'Hubble Space Telescope fu  puntato verso l' angolo piu' scuro nel cielo e si e' visto come in questo piccolo angolo dell'Universo si possono contare migliaia di galassie alla distanza di miliardi di anni luce dalla Terra. Nella foto seguente, abbiamo marcato una delle galassie visibili, come la nostra Via Lattea per dare l'idea di come totalmente isolata e' la nostra posizione nell'universo. Con le scoperte degli ultimi secoli, siamo passati dal centro dell'universo a una posizione totalmente insignificante e tutto questo ci fa riflettere sul concetto  di Dio , sempre cercando spiegazioni piu' logiche di quelle proposte dalle religioni tradizionali.

 

 

Per iniziare questa analisi dobbiamo cominciare col discutere il concetto del Dio personale. Quando diciamo Dio personale, intendiamo un dio che ha creato tutto l'universo con l'unico scopo di fornire l'uomo di un posto in cui vivere. Ma, furono miliardi di  galassie, ognuna con miliardi di stelle, create solamente affinche' l'uomo potesse vivere su un pianeta simile ad altri miliardi di pianeti? Tutto questo e' difficile da comprendere. Se l'uomo è stato l'unico scopo per la creazione dell' universo allora possiamo dire che questo Dio ci appare essere un architetto impazzito.

Un dio personale e' un dio consapevole del comportamento di ogni uomo attraverso tutta la vita. Un comportamento che verra' giudicato alla fine della sua vita secondo il bene ed il male da lui commesso. Ma questo e' lo stesso dio che distrugge Sodoma and Gomorra assieme a tutti i bambini ed altri innocenti. Questo e' un dio che verrebbe senz' altro condannato dalla giuria di ogni nazione moderna.

Un dio personale, sebbene desiderabile per sentirci meno fragili, non puo' esistere senza violare la piu' elementare delle logiche. La fede allora deve essere chiamata in aiuto, ma la fede risiede in un posto dove la logica svanisce. La domanda che ci facciamo e' : riescono meglio a spiegare la complessita' dell'universo la fede o la logica. In verita' la logica e' la sola chiave utile per scoprire i misteri dell'universo.

C'e' una sola alternativa al dio personale e questa si chiama intelligenza distribuita. Un formicaio e' un caso di intelligenza distribuita. Individualmente una formica puo' essere comparata ad una cellula del nostro cervello. Questo e' un buon paragone perche' se estraiamo una formica da un formicaio, essa non puo' operare e non puo' sopravvivere. Questo sarebbe l'equivalente di estrarre  una cellula dal cervello ed aspettarsi che essa possa generare un pensiero. In contrasto una colonia di formiche e' capace di creare una societa' dove l'agricoltura (crescere un tipo di funghi o allevare altri insetti per poi mungerli) e' stata praticata prima dell'uomo. Cosi' possiamo dire che quando un singolo individuo di questa specie sembra di non avere  intelligenza, la comunita' ne  mostra invece in quantità sufficiente per essere definita come tale.

Una organizzazione con intelligenza distribuita puo' essere definita come un essere, composto da piccole componenti della stessa specie, capaci di attuare schemi complessi. Queste componenti individuali sono capaci di interagire l'una con l'altra e lavorando assieme sono capaci di creare quelle complessita' che noi definiamo come intelligenza. Per esempio, queste organizzazioni quando si trovano ad affrontare nuovi problemi riescono ad implementare nuovi metodi per sopravvivere. Questo sarebbe il caso di formiche che formano una catena in modo di agire come un ponte affinche' il resto della colonia possa attraversare il ruscello. Alcune delle formiche affogheranno nell'attuare questo progetto ma la vita dell'individuo non e' importante per la sopravvivenza della colonia. Ma questa definizione puo' essere applicata a qualcosa che non appartiene al mondo vivente? Atomi messi insieme possono creare intelligenza. Ma gli atomi necessari per creare intelligenza hanno diversi pesi atomici e quindi non possono essere classificati come della stessa specie e questa sarebbe una violazione della nostra premessa.

Solamente la piu' piccola particella nell'universo, la particella da cui qualsiasi complessita' e' poi derivata  puo' essere chiamata a riempire questo ruolo di  intelligenza distribuita. Questa particella e' il neutrino. Questa  e' l'unica particella esistente subito dopo il BigBang. Qualsiasi cosa creata nell'universo comincia con essi. I neutrini interagiscono usando fotoni (onde elettromagnetiche) in un modo simile alle formiche quando scambiano informazioni con le loro antenne.

Per di piu' c'e' nel neutrino qualcosa di mistico che lo avvicina a una religione con i suoi attributi unici.

  • Omnipresente: e' presente in tutto l'universo.
  • Omnipotente:  e' capace di costruire tutto l'universo.
  • Omniscente:  la sua intelligenza distribuita non conosce  limiti.

Questi sono altri attributi che appartengono solamente al neutrino:

Piccolo all'infinito e denso all'infinito.

Tutti gli attributi che definiscono il neutrino hanno "infinito" come parte della loro descrizione. Inoltre queste particelle oscillano sul confine del mondo visibile ed il mondo invisibile(vedi nota in fondo).

Nella figura un neutrino continua ad oscillare tra il mondo visibile ed il mondo invisibile e solamente dopo aver catturato un fotone diventa parte permanente del mondo visibile. Nel mondo invisibile il tempo si ferma e, siccome non c'e' né  inizio nè fine, il neutrino e' eterno. Nonostante tutti questi attributi, dobbiamo ricordarci che un neutrino in sè stesso non è altro che una formica sperduta e riesce a mostrare intelligenza solo nella sua grande moltitudine.

Infine possiamo dire che c'e' abbastanza evidenza per pensare che quello che chiamiamo Dio sia un caso di intelligenza distribuita.

 

(nota)Spiegazione nell' articolo  "Esplorando I Buchi Neri", riportato all'inizio della Sezione

 

Marcello Veneziano