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Il migliore dei mondi possibili PDF Stampa
Religione - Teologia razionale

A  persone non più giovani, che  hanno avuto modo di vivere la propria vita in maniera intensa, questo mondo appare come qualcosa di incompiuto. Cioè per entrare nel merito esso viene visto come una barca  con un solo remo , come una casa senza un bagno, come un amore non corrisposto. Da bambini invece si guarda il mondo con attonita meraviglia e non si vede l’ora di entrare a far parte delle categoria dei 'grandi', che, si crede,  godano pienamente di tutti i piaceri che offre la vita. Quando anch’essi diventano adulti, dopo aver terminato gli studi e aver trovato spesso con fatica un posto di lavoro, cominciano a rendersi conto che le loro supposizioni  erano infondate. Vedono che invidie, gelosie, cattiverie sono parte integrante di tutti gli  ambienti, anche di quelli familiari, perché anche se la competizione e il confronto fanno parte della natura dell’essere umano, queste possono essere esercitate in maniera ‘maldestra’ come quasi sempre avviene. Ciò è dovuto al fatto che la gente, sul piano materiale, vuole più di quello che ha, senza che esista un livello ritenuto soddisfacente di 'benessere'. Mentre una delle massime fondamentali della saggezza di tutti i tempi e di tutte le culture è che per essere felici bisogna bastare a sé stessi, nel senso che desiderare intensamente e smodatamente ciò che non si ha, produce in genere frustrazione e soltanto un po’ di sollievo temporaneo nel caso si riesca ad ottenerla. L’uomo non conosce la vera gioia- scrive Bacchelide –perché desidera sempre ciò che non ha. Ed una volta che ha a disposizione tutto ciò che può desiderare, a prescindere dalle virtù e dal sapere, aspira al potere, a gestire la vita e la sorte anche di milioni di persone. Quindi i beni materiali non permetteranno all’uomo di avvicinarsi  alla serenità in maniera soddisfacente. La vita come mezzo di conoscenza: con questo principio nel cuore si può solo vivere valorosamente, ma anche vivere gioiosamente e gioiosamente ridere, afferma Nietzsche; non si può non essere d’accordo, perché solo chi   ha meditato, pensato e argomentato, come i mistici , è arrivato in genere a raggiungere uno stato di pienezza esistenziale e di soddisfazione personale dovuta al fatto che ha scoperto e conosciuto la ‘sua verità’ sulla vita, gli uomini e il mondo. In particolare la limitatezza della nostra vita e il decadimento psico-fisico con l’avanzare dell’età fanno  sorgere  interrogativi cui bisogna trovare valide risposte. Freud non pensava al corrompersi delle cose come un male da sconfiggere. Per lui è proprio la caducità a generare bellezza. Il trascorrere del tempo, il suo divenire inesorabile ci fa apprezzare i dettagli più insignificanti e arricchisce il senso della nostra esistenza. Tra i ‘dettagli’ possiamo annoverare la visione di albe, tramonti, ma anche di un fiore come una semplice margherita o una superba orchidea, di un passero che si avvina a reclamare una briciola del nostro dolcetto o di un panorama, di una montagna  piena di verde o di un bosco pieno di alberi e di cespugli. Per non parlare di bambini che giocano felici o di innamorati che si tengono per mano. Tutto ciò ci spinge a parlare della Natura dove tutto sembra talmente scontato che con l’aggettivo naturale si intende qualcosa di ‘comune, consueto’; ma è forse ‘ovvio’ che gli uccelli migratori volino per migliaia di chilometri per raggiungere luoghi più ospitali senza necessità di Assistenza alla Navigazione come gli aerei più moderni? Ma è forse normale che i salmoni attraversino gli oceani, come esperti nocchieri, per riportarsi nei luoghi dove sono nati per deporre le uova prima di morire?  Non credo, perché il tutto è molto complesso, straordinario ed inspiegabile. L’umanità trova in Natura tutto ciò di cui ha bisogno per sostentarsi e per soddisfare i propri gusti.  Inoltre con le sue creazioni come l’arte, la letteratura, la poesia, la musica può innalzarsi  fino a toccare i vertici più alti della spiritualità. Pertanto ci avviciniamo a poter affermare che tutto sommato questo mondo ci riserba numerose possibilità di vivere in maniera da appagare il nostro senso del buono, del bello, del vero e del giusto. Se poi consideriamo che da fanciulli eravamo completamente appagati nei confronti della vita, pur sognando un mondo irreale, da grandi possiamo affermare che questa ‘realtà’ è stata creata dall’Uomo. Siamo stati noi stessi a creare il Male, a invidiare ai nostri fratelli il loro benessere, a pensare soltanto a valori materiali, a fare del denaro il nostro unico Dio. Ciò vale a dire che l’affermazione di Leibnitz che il nostro è il migliore dei mondi possibili non ci  appare  come infondata. In Natura è soltanto l’animale Uomo ad essere infelice perché ha creato la Disonestà, che scaturisce essenzialmente dall’ignoranza la quale non gli permette di rendersi conto che il benessere del fratello equivale al nostro benessere perché appartiene alla nostra famiglia, alla nostra gente, al nostro mondo, all’Umanità. L’ignoranza genera solo invidia, risentimento, avidità e quindi la gente non è appagata da qualsiasi somma di danaro e da qualsiasi bene materiale a sua disposizione. Pertanto per ‘riempire’ il mondo attuale di persone  'felici' è necessario cambiare i valori in gioco nella vita: fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi, come  predicato  da varie religioni, ma con scarso seguito. Inoltre le considerazioni precedenti ci inducono a credere che non è stato il Caso a produrre questo Mondo e l’Umanità, perché il Caso genera solo caos, disordine, confusione ed inoltre non tiene in alcun conto un attributo fondamentale di tutte le cose come la Bellezza. Eppure la Natura offre uno spettacolo affascinante e in alcuni casi spettacolare fino a arrivare alla macchina umana, cioè qualcosa di unico come prestazioni ed eccezionale come Bellezza non soltanto dal punto di vista estetico. Qualcosa che non può essere stata concepita dal Caso, perché troppo vicina anche alla perfezione spirituale. Si potrà arrivare a tale compiutezza perché l’Evoluzione che riteniamo Intelligente (non Naturale) non ci risulta essersi fermata; anzi potrebbe e dovrebbe continuare finchè l’Umanità non avrà scoperto il vero Dio; perché questo significa che avrà imparato a comportarsi a Sua immagine e somiglianza, cioè facendo della Ragione e dell’Amore le vere ispiratrici di ogni azione e di ogni pensiero. Il migliore dei mondi possibili potrebbe diventare così soltanto il  mondo della serenità e della pace. Questo possiamo ragionevolmente supporre se accettiamo l'ipotesi dell'esistenza di un Dio creatore  e la stessa creazione come un atto d'amore infinito.

 

Antonio ALBINO