Home Religioni Teologia razionale Ipotesi sulla natura di Dio: chi è, cos'è Dio?
Ipotesi sulla natura di Dio: chi è, cos'è Dio? PDF Stampa
Religione - Teologia razionale

A volte ci comportiamo non solo in maniera moralmente inaccettabile ma anche disumana. Le tragedie delle guerre mondiali ci hanno mostrato quale grado di abbrutimento si può raggiungere senza che esista una pena ‘sufficiente’ per i carnefici né una ricompensa ‘adeguata’ per le vittime. In quanti casi non è stato commesso soltanto un crimine contro l’umanità ma anche contro Dio, perché le sue creature sono state annichilite e offese nel più profondo dell’anima oltre che nel corpo e nei sentimenti. La tragedia umana ha toccato il culmine con la seconda guerra mondiale, ma non è stata la sola. Trascurando le nefandezze commesse nell’antichità, in tempi più recenti abbiamo assistito al genocidio degli armeni  in Turchia e alla deportazione di milioni di persone in America per essere ridotte in schiavitù. Pertanto ci sembra molto valida l’osservazione che ha fatto qualcuno, cioè che Dio o non è onnipotente o non è infinitamente buono, come prospettato dalle religioni monoteiste. La prima ipotesi ci sembra la più valida perché l’orrore che suscitano certi episodi  fanno escludere la seconda, dato che la Creazione è stato un atto d’amore infinito. Quando si parla di ‘mancanza di onnipotenza’ si parla dell’impossibilità di modificare le leggi stabilite  nell’ambito della creazione dell’Universo e di ‘determinare’ il corso della vita delle Creature. Sarebbe come se un legislatore competente e valido contravvenisse per primo alle leggi che egli stesso ha scritto. Credo sia il caso di citare il teologo Vito Mancuso che dice: « Se Dio fosse veramente responsabile della vita e della morte degli esseri umani, io sarei ateo, perché non potrei tollerare che si prendesse così malignamente gioco di tanti di noi ». Vale a dire che si impone la figura di un Dio umano, forse troppo umano, nel senso da  essere talmente permeato nella Natura, da non poter travalicare le  Sue leggi. I cosiddetti miracoli sono da attribuire soltanto a fenomeni di autosuggestione anche collettiva che determinano potenti reazioni biochimiche che producono noradrenalina, adrenalina, dopamina con evidenti alterazioni dei sensi e della sensibilità umane. L’effetto placebo  (sostanze inerti senza alcun effetto terapeutico che producono guarigioni) è la prova evidente della diffusa manifestazione dell’autosuggestione, che in ambienti predisposti raggiunge il culmine nel condizionamento degli eventi e degli stati psicofisici. Possiamo parlare soltanto in alcuni casi di processi inspiegabili allo stato attuale della scienza.  L’attributo di Creatore conferito razionalmente a Dio  fa escludere il panteismo di Baruch Spinoza dalle nostre supposizioni, perché parliamo di una intelligenza infinita che ha saputo determinare l’ordine supremo che esiste nell’universo. Dio non è Natura, Dio è IN Natura, perchè l’ipotesi più probabile è il cosiddetto panenteismo di Alfred Whitehead, che in altri termini vuol dire un Dio personale, l’Intelligenza Suprema che guarda, segue e controlla ‘da vicino’ le sue creature, senza poter interferire ‘in tempo reale’ con il loro comportamento. L’unica possibilità che possiamo razionalmente accettare è quella che Egli è in grado di ‘modulare’ la storia in maniera positiva per le sorti della Umanità. Questo partendo dal presupposto che l’Evoluzione Intelligente continui ad operare anche sotto l’aspetto sociale, perché la sofisticata macchina umana, visto l’atteggiamento e il comportamento, generalmente di rifiuto, nei confronti del ‘diverso’, si può considerare come incompiuta. Ciò comporta tempi molto lunghi facendo riferimento alla comparsa, relativamente recente, dell’homo sapiens. A questo punto dobbiamo far riferimento a qualcosa di concreto, visto che la trascendenza di Dio ( nell’alto dei cieli!?) è da vedere soltanto come una pia illusione dal punto di vista scientifico. La Scienza senza la Religione è cieca , e la Religione senza la Scienza è sorda affermava Einstein, pertanto egli voleva soltanto dire che ci vogliono elementi concreti non semplici illazioni per parlare di Dio e della Sua essenza.
Per dare concretezza al nostro discorso citiamo un brano tratto da un articolo dell’amico Marcello Veneziano, ingegnere italo/americano residente a Detroit.

La singola formica è stata paragonata ad una cellula celebrale Questo è un ottimo confronto dal momento che , se noi estraiamo una formica  o un piccolo gruppo da una colonia queste perdono le funzioni vitali e non possono sopravvivere. E’ come estrarre delle cellule dal cervello di un uomo ed aspettarsi da queste la formulazione di un pensiero. Per la stessa ragione una singola formica agisce in maniera non corretta e migliora leggermente il suo comportamento in compagnia di qualche altra. Al contrario, una colonia di formiche è in grado di creare una società complessa dove l’agricoltura (sviluppando certe specie di funghi) e le modalità di gestione della colonia ( generando un altro tipo di insetto per produrre una essenza lattiginosa) sono state realizzate prima di quanto abbia fatto l’umanità. Possiamo dire che in una colonia di formiche esiste quello che chiamiamo intelligenza distribuita. Un singolo esemplare sembra non avere discernimento ma la colonia come complesso mostra quella che chiamiamo intelligenza.

Una colonia con intelligenza distribuita può essere definita come una entità composta da numerose piccole componenti della stessa specie. Questi componenti individuali sono in grado di interagire l’un l’altro e lavorando insieme possono realizzare funzioni che appaiono appartenere a qualche intelligenza. Per intelligenza si intende una qualche entità che quando incontra situazioni variabili può realizzare nuovi modi di aver successo o sopravvivere. Ad esempio le formiche quando hanno bisogno di attraversare un flusso di acqua formano una catena con i loro corpi per costituire un ponte in modo tale che il resto della colonia possa attraversarlo. Alcune di loro realizzando la catena annegano ma la vita del singolo individuo è insignificante per la colonia. Anche le api appartengono precisamente a questa categoria. Può questa caratteristica applicarsi a qualcosa che non appartiene al mondo animale? Atomi messi insieme possono creare intelligenza. Il mondo animale è fatto di atomi. Ma gli atomi, sebbene, interagiscano l’un l’altro, quando formano una entità intelligente, richiedono la combinazione di molti differenti tipologie per realizzare questa funzione. Gli atomi quindi mancano di uno dei requisiti che sono necessari per costituire una intelligenza distribuita perché differiscono l’un l’altro.

Soltanto il blocco di costituzione basica dell’Universo presenta i requisiti di una intelligenza distribuita; questo blocco base è costituito dai neutrini. Essi interagiscono l’un l’altro impiegando onde elettromagnetiche (i fotoni). I neutrini sono invisibili buchi neri che catturando fotoni, creano elettroni, protoni e neutroni. Queste particelle nucleari interagendo l’un l’altra , danno luogo a tutto ciò che esiste nell’Universo. Una cosa da ricordare del neutrino e' che e' infinitesimamente piccolo di dimensioni ed infinitamente grande come peso specifico e si può dimostrare usando la matematica che e' connesso direttamente al mondo invisibile. Il neutrino oscilla continuamente tra il mondo visibile e il mondo invisibile e solo quando la luce appare ( onde electromagnetiche) comincia a costruire il nostro universo.

 

Esiste quindi la possibilità di ritenere l’Intelligenza Assoluta costituita da particelle elementari distribuite nell’Universo con evidente conferma della concezione panenteistica anche dal punto di vista scientifico. L’affermazione di Einstein riguardo la scienza e la religione, pertanto, ci sembra la base per costituire una nuova disciplina che guardi in modo nuovo a ciò che ci circonda evitando che siano ancora attuali le considerazioni di quel mistico che ha affermato: un Dio comprensibile non è più un Dio, ovvero come ha scritto il Poeta: Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare. E’ necessario parlare anche di teologia razionale perché con semplici considerazioni logiche è possibile dimostrare che la probabilità dell’esistenza del Dio Creatore è molto maggiore di quella della sua negazione. Senza ricorrere alla famosa scommessa di Pascal si può affermare che l’uomo è una entità ‘religiosa’ che guarda verso il soprannaturale, che è consapevole della sua limitatezza e cerca l’Assoluto; non si guarda intorno, guarda oltre, all’infinito e all’eterno. E’ profondamente convinto dell’esistenza del soprannaturale e lo cerca in ogni modo, ma è distratto dalle necessità della vita, dai falsi valori che l’attuale società gli propone tramite la potenza dei mass media, dalla pigrizia mentale che lo sviano al punto da non fargli avvertire la necessità di dare un senso compiuto alla vita. Non a caso Victor Frankl parla di inconscio spirituale, cioè di una spiritualità insita nell’uomo che lo fa sentire insicuro, ansioso, incompleto se non accetta come punto di riferimento certo l’esistenza del Divino. Con l'Evoluzione Intelligente, Dio non si è limitato a produrre una macchina uomo ad ‘alta tecnologia’, ma a lasciare tracce evidenti del Suo operato e soprattutto a scrivere le Leggi Cosmiche (perché con l’inconscio spirituale si intende anche la cosiddetta coscienza), che quando la creazione arriverà a compimento ( e purtroppo per verificare questa ipotesi ci vorranno secoli) produrranno una Umanità libera e giusta. Perché l’altruismo, la generosità, la cultura, l’amicizia e l’amore verranno riconosciuti come elementi di prima necessità in luogo di individualismo, egoismo, ignoranza, materialismo e avidità.  Questo possiamo ragionevolmente supporre, se accettiamo la Creazione come un atto d’amore infinito.

 

Antonio ALBINO