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Posizione distesa (Pascimottanasana) PDF Stampa
Yoga - Asana
Mercoledì 05 Agosto 2009 23:15

In posizione seduta con gambe ben distese e unite provare ad afferrare gli alluci. Naturalmente l'asana risulterà piuttosto difficile se non impossibile da assumere senza un periodo di allenamento piuttosto lungo.
Comunque anche i tentativi, se ripetuti con frequenza, interesseranno tutti i muscoli posteriori del corpo con benefici effetti sulla loro tonicità. Questa asana inoltre è benefica per l'elasticità della colonna vertebrale.

 
DIZIONARIO DI SANSCRITO CON TUTTE LE PAROLE PER DIVENTARE UNO YOGI PDF Stampa
Yoga - Dizionario di Sanscrito
Domenica 23 Maggio 2010 17:29






A

ACARYA: maestro spirituale autenticamente qualificato.
AHIMSA: non violenza
AMRITA: letteralmente "immortale" o "non morto" ed era il premio più ambito da demoni e dèi.
ANANDA: letteralmente  “felicità” e più propriamente: stato di beatitudine.
ANGA: menbra (dello Yoga)
ANNAMAYAKOSHA: corpo-fatto-di-cibo ossia il corpo materiale, cioè il corpo cellulare, ovvero la stratificazione visibile e materiale del nostro essere.
ASHRAM: indica, nella tradizione indiana sia un luogo di meditazione e romitaggio che uno dei quattro stadi della vita.
ASANA: gli atteggiamenti e le posizioni del corpo.
ASURA: 1) Chiunque non applichi gli insegnamenti delle Scritture e abbia come unico scopo quello di godere sempre più dei piaceri di questo mondo. 2)  Mostro malvagio.
ATMAN: nome del principio eterno che anima l'individuo. L'essenza, il principio vitale.
AVATAR: indica l'incarnazione fisica di esseri celesti o trascendenti.
AVIDYA: ignoranza.
AYURVEDA: è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dal IV millennio a.C., diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. Ayurveda è una parola composta da ayu: vita e veda: conoscenza, traducibile quindi come scienza della vita.


B

BANDHA: è un termine specifico dello Yoga che significa "legame", "unire insieme", od anche "afferrare", "prendere". Esprime l'azione del fissaggio posturale eseguito contemporaneamente sia a livello fisiologico sia a livello delle energie interiori localizzate nei chakra, i centri vitali secondo lo Yoga.
BHAGAVAD GITA: 'inno del Signore'. Il testo dei Veda più diffuso nell'Induismo.
BRAHMAN: l'Assoluto, l'Universale.

D

DEVA: è un termine che come aggettivo indica ciò che è divino o celeste, mentre come sostantivo maschile indica la divinità o un dio. Raramente  può indicare un demonio malvagio.
DEVI: Dea.
DHAMMAPADA: (pali, in sanscrito Dharmapada o anche Udanavarga), a volte tradotto come 'Cammino del Dharma', è un testo del Canone Buddhista dove con Dharma si intende la legge, sia fisica che morale, che sostiene l'universo.
DHARANA: Sesta delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella concentrazione profonda.
DHARMA: può essere tradotto come "Giustizia", "Dovere", "Legge", "Legge cosmica", "Legge Naturale", oppure "ciò che mantiene il mondo in coesione" o come equivalente del termine occidentale "Religione".
DYHANA: settima delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella 'meditazione profonda' o 'contemplazione'.



E


EKAGRATA:
concentrazione in un solo punto che ha come risultato immediato la censura pronta e lucida di tutte le distrazioni e di tutti gli automatismi mentali che dominano e, in realtà, fanno la coscienza profana.



G


GAYATRI
: è la forma femminile di gayatra, che  indica una canzone o un inno.
GANESHA: presso la religione induista è una delle rappresentazioni di Dio più conosciute e venerate; figlio primogenito di Shiva e Parvati, viene raffigurato con una testa di elefante provvista di una sola zanna, ventre pronunciato e quattro braccia, mentre cavalca o viene servito da un topo.
GUNA: nel sistema filosofico Samkhya si intendono le tre qualità costituive della Natura materiale, detta anche Creazione o Prakriti. Le  tre qualità sono conosciute come tamas (ignoranza), rajas (passione) e  sattva (qualità).Sattva è la materia originale, il primo gradino della manifestazione, la luce che costituisce il substrato dell'esistenza; infatti nei testi sacri indiani, Dio crea la luce attraverso la parola. Questa luce primordiale è estremamente vicina all'Assoluto, e ciò le conferisce il potere di generare altra materia, Rajas, che inevitabilmente subirà un deterioramento rispetto alla materia originale;  Rajas a propria volta, attraverso un ulteriore degenerazione, darà origine a Tamas.
GURU: maestro, precettore spirituale
GURU PURNIMA: è una festa spirituale che viene celebrata nel mese di Ashada (giugno-luglio) dai discepoli che seguono un cammino spirituale sotto la guida di un maestro.



H

HARI: il termine rappresenta un altro nome per Visnu e Krsna,
HATHA: Letteralmente ‘sole (ha)’ e ‘luna (tha)’. Lo Hata-Yoga è una forma di Yoga relativa soprattutto all'armonia e al benessere fisico




J

JAPA: recitazione individuale dei santi nomi di Dio.
JIVA: altro nome per Jivatma (anima individuale).
JNANA: altro nome di Jnani (spiritualista di terzo ordine, adepto dello Jana-Yoga).


K

KAMA: rappresenta il Dio del piacere sessuale nella religione e mitologia induista.
KARMA: legge di natura secondo cui ogni azione materiale, buona o cattiva, comporta una conseguenza che lega ancor più il suo autore all’esistenza condizionata e al ciclo di nascite e di morti.
KIRTAN: è una pratica spirituale e fa parte di un sistema di Yoga chiamato Mantra Yoga. Letteralmente Kirtan significa « la ripetizione continua di un Mantra ».
KRIYA: azione.
KUMBHA MELA: è l’istaurazione temporanea di una città celeste, la costruzione di un sogno collettivo, la manifestazione della fantastica esistenza sulla terra degli uomini vincolati a Dio.

M

MALA: è un rosario indiano con un numero preciso di semi.
MAHATMA: ‘grande anima’.
MANDALA: letteralmente: «essenza» «possedere» o «contenere» ; tradotto anche come «cerchio-circonferenza» o «ciclo», è un termine simbolico associato alla cultura veda ed in particolar modo alla raccolta di inni o libri chiamata Rig Veda.
MANDIR: tempio dell’Induismo.
MANOMAYAKOSHA: le aree conosciute della mente.
MANTRA: deriva dalla combinazione delle due parole manas (mente) e trayati (liberare). Il mantra si può quindi considerare come un suono in grado di liberare la mente dai pensieri.
MAYA: si intendono diversi concetti propri della religione e della cultura induista. Spesso il termine è associato semplicisticamente all'espressione Velo di Maya, coniata da  Schopenhauer. Si tratta di un «velo» metafisico illusorio che, separando gli esseri individuali dalla conoscenza/percezione della realtà (se non sfocata e alterata), impedisce loro di ottenere moksha, la liberazione spirituale, tenendoli così imprigionati nel  samsara, il continuo ciclo delle morti e delle rinascite.
MUDRA: letteralmente "sigillo", è un gesto simbolico che in varie religioni viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale. I mudra sono utilizzati nella pratica Yoga come completamento di alcune asana (posizioni) durante le fasi meditative.
MUKTI: il termine si riferisce, in generale, alla liberazione dai condizionamenti della vita incarnata e dal ciclo di nascite e morti (Sa?s?ra), dovuta al conseguimento della realizzazione spirituale.

N

NADI
:  tubo, canale o vena. Tali canali sarebbero le vie attraverso le quali passa il prana, inteso come energia vitale o soffio, per alimentare tutte le parti del corpo.
NARAYANA: Nell'Induismo e nelle tradizioni religiose da esso derivate (come ad esempio l'Ayyavalismo), Narayana (in sanscrito  "colui che risiede sull'acqua") è una delle forme di Visnu. Dotato di quattro braccia, e con i tradizionali oggetti (la conchiglia, la mazza, il fiore di loto e il disco).
NAMASTE: Namasté, namaste, namasteé o namaskar è un saluto originario della zona di India e Nepal e viene usato comunemente in molte regioni dell'Asia. Può essere utilizzato sia quando ci si incontra che quando ci si lascia. Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l'alto, e tenendole all'altezza del petto, del mento o della fronte, facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è un mudra.
NIRVANA: letteralmente 'spegnimento' costituisce la fine del doloroso ciclo della reincarnazione (samsara).
NIRVIKALPA: ‘senza alternative’
NIYAMA: si intendono le discipline dello Yoga. Si traduce come “sforzo e rilassamento” oppure “tensione e calma”. Esso comprende l’assimilazione delle regole etiche e psicoigieniche essenziali nella vita dello Yogi.

P

PARVATI: Parvata è una delle parole sanscrite per "montagna"; "Parvati" si può tradurre quindi come "Figlia della montagna" e si riferisce alla sua nascita da Himavan, per l'appunto il Signore/Sovrano delle Montagne.
PRAKRITI o PRAKRTI: 1)secondo la Bhagavad Gita, è l'intelligenza della natura originaria attraverso cui l'universo esiste e si esplica. Normalmente si rende con "natura", è attività pura ma inconsapevole: il principio che da immanifesto dà origine, per evoluzione/trasformazione, a tutto ciò che è manifesto, intendendo con ciò sia la realtà materiale che quella mentale.
2) è la materia di base di cui l'Universo è costituito. Si compone di tre gunas o modi, conosciuti come tamas (ignoranza), rajas (passione) e  sattva (qualità).
PRANAYAMA: si intende il controllo ritmico del respiro. Il termine sanscrito Pranayama significa: –pausa nel movimento ( ayama ) del respiro ( prana )-.
PRATYHARA: significa “allontanare le indrie dagli oggetti del mondo materiale”. La pratyahara è il grado sul quale l’adepto impara a comandare i suoi “tentacoli” della coscienza che in sanscrito si chiamano “indrie”.
PUJA: presso la religione induista, Puja (dal sanscrito reverenza) è un termine che genericamente indica un atto di adorazione verso una particolare forma della Divinità, che può esprimersi in un'offerta, un culto, una cerimonia o un rito.

R

RAGA: il termine indica, nella musica classica indiana, particolari strutture musicali che seguono, nell'esecuzione, precise regole relativamente alle frasi melodiche consentite o vietate, e sono basati su un certo numero di scale musicali di base.
RAMA: presso la religione induista, Rama (ca. 7000 a.C.) è il settimo avatar di Visnu, manifestatosi nel regale principe per risollevare le sorti della morale degli uomini, ormai soggiogati da Ravana.
RISHI: nella religione induista è un saggio e/o un profeta che "percepisce" dall'essere supremo Brahman gli inni dei Veda, mentre si trova in meditazione profonda.
RATAS: vedi GUNA
RAVANA: Nella mitologia induista fu re demoniaco di Lanka, ed il principale avversario di Rama, come narrato nel poema epico Ramaya?a.

S

SADHU: gli induisti considerano che l'obiettivo della vita sia la moksha, la liberazione dall'illusione (mâyâ), la fine del ciclo delle reincarnazioni e la dissoluzione nel divino, la fusione con la coscienza cosmica. Tale obiettivo è raggiunto raramente nel corso della vita presente.
Il sadhu (dal sanscrito, «uomo di bene, sant'uomo») sceglie, per accelerare questo processo e realizzarlo in questa vita, di vivere una vita di santità. I sâdhu sono presenti in India da migliaia di anni, forse dalla preistoria in cui il loro ruolo sarebbe stato simile a quello dello sciamano.
SAMADHI: ultima delle otto tappe dello Yoga, che consiste nella concentrazione suprema.
SAMSARA: indica, nelle religioni orientali la dottrina inerente al ciclo di vita, morte e rinascita..
SANNYASIN: il Sannyasa, ( dal sanscrito Sa?ny?sa, "rinuncia", "abbandono") è uno dei quattro ashram dell'induismo. Nella tradizione induista, è il culmine e lo stadio finale della vita, in cui occorre rinunciare ai beni materiali e dedicarsi interamente al proprio cammino spirituale. Chi è entrato nello stadio del sannyasa è definito sannyasi o sannyasin, ed indossa tradizionalmente abiti color zafferano.
SATTVA: vedi GUNA
SATYA: verità, da sat "ciò che è"[
SHAKTI: il termine (in sanscrito ?akti, «energia», «potenza») indica, nella religione induista l'energia vitale che scaturisce da ?iva e trasforma l'energia potenziale in atto creativo e quindi in materia. Presso le correnti induiste dello Yoga, viene anche detta Prana. La sua essenza risiederebbe all'interno dell'ombelico femminile.
SHANTI: Presso la religione induista, la parola sanscrita ??nti (solitamente anglicizzata in Shanti) indica uno stato di assoluta pace interiore e di serena imperturbabilità, caratterizzato dall'assenza delle frenetiche onde-pensiero (vritti) generate dalla mente; l'individuo che ha raggiunto questa pace è estremamente equanime, equilibrato, centrato, moderato, e grazie a questa sua centratura riesce a vivere con perfetta concentrazione e serenità nel qui e ora.
SIVA: Siva, anche detto Shiva  è uno degli aspetti di Dio per la religione induista, nonché la terza Persona della Trimurti (detta anche, con un parallelismo piuttosto forzato, Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Shiva), all'interno della quale è conosciuto sia come Distruttore che come Creatore.
SUTRA: aforismi (i sutra più famosi sono gli Yoga-Sutra ovvero gli Aforismi sullo Yoga di Patanjali)
SVADHYAYA: Svadhyaya è il quarto principio di niyama, la pratica per l’equilibrio interiore dello yoga, che permette la chiara comprensione di ogni elemento spirituale.
SWAMI: è un termine sanscrito appartenente anche alla lingua indiana moderna; letteralmente significa "maestro di sé stesso", è di genere maschile ed ha una connotazione mista di profondo rispetto e intimità, venerazione e amore al tempo stesso. È un appellativo solitamente rivolto ai guru, ai ricercatori illuminati, ai sacerdoti. Il Swami è solito indossare un telo attorno al collo di colore arancione, che sta a significare, secondo la tradizione indiana, il fuoco che ha bruciato tutto ciò che è appartenuto alla vecchia vita, e che in qualche modo, lascia spazio al vero IO.

T

TAMAS: vedi GUNA
TANTRA: "trama", ma anche "dottrina" o "rituale". Tantrismo indica, nella storiografia occidentale, una controversa categoria che vorrebbe raccogliere un genere di insegnamenti spirituali e tradizioni esoteriche originatosi nelle religioni induiste.
TEJAS: "fuoco".

U

UPANISHAD: un insieme di testi religiosi e filosofici indiani composti in lingua sanscrita a partire dal IX-VIII secolo a.C. fino al IV secolo a.C.

V

VEDA: antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri dei popoli arii che invasero intorno al XX secolo a.C. l'India settentrionale, opere di primaria importanza presso quel differenziato insieme di dottrine e credenze religiose che va sotto il nome di Induismo.
VEDANTA: con tale termine si indica la parte finale della letteratura vedica tradizionalmente considerata rivelata dall'Assoluto e non composta dagli uomini.
VISHNU: presso la religione induista è uno degli aspetti di Dio, nonché la seconda Persona della Trimurti (chiamata anche Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Shiva, all'interno della quale è conosciuto come il Conservatore. Viene più comunemente identificato con le sue incarnazioni, gli avatar, in particolar modo con Krishna e Rama.
VRITTI: è un termine che nell'Induismo (in particolare nelle correnti dello Yoga) definisce le onde di pensieri che la mente genera in modo incessante ed inconsapevole, e che ne impediscono il vero utilizzo, cioè come mezzo per realizzare l'anima. Sono ciò che costituisce la frenetica attività della mente, ed essendo la conseguenza di un uso improprio di questo strumento, invece di liberare, per la legge di causa-effetto le vritti agiscono karmicamente legando ancora di più l'anima al mondo manifesto.


Y

YAMA: 1) presso la religione induista, Yama è il Deva della morte, "colui che irrimediabilmente trattiene con sé", padrone del regno infero; la deità preposta al controllo e al trapasso delle anime da un mondo all'altro. 2) si intendono i raffrenamenti dello Yoga.
YANTRA: è un termine  che indica vari tipi di rappresentazioni geometriche dalla forma semplice o più complessa e diagrammi simbolici, utilizzati come supporto nella concentrazione o per favorire l'assorbimento meditativo (samadhi).
YOGA: deriva dalla radice: yug, che vuol dire: congiungere, unire.

 
India mon amour : verso un menù meticcio che dona salute al corpo e all’anima. PDF Stampa
Yoga - Live
Lunedì 23 Maggio 2011 17:21

Chi pensava che la magia indiana si fosse inesorabilmente arrestata nei confini se pur “elastici” ed “eterei” della disciplina Yoga ha senz’ombra di dubbio: sbagliato previsione. Nessun pit stop per l’ Indian style, che imperversa ormai in ogni dove: libri, cinema, beauty, relax, music e soprattutto cucina. Una conversione di massa sta creando una nuova cultura, che attraversa i continenti e costruisce un rapporto innovativo con il cibo. Esso  da sapore diventa sapere, dunque conoscenza, luogo di incontro di 2 mondi. Gli effetti macro e micro della globalizzazione si avvertono anche sulla tavola degli italiani, lo attestano le contaminazioni indù di tante ricette nostrane , dai menù dei ristoranti alle nuove mode in tv. Regine di questa rivoluzione del fusion sono le spezie, che danno personalità e sostanza ad ogni pietanza. I colori, i sapori e gli aromi di un piatto indiano conducono istantaneamente al Nirvana. L’approccio con questa straordinaria cucina  apre letteralmente ad un altro universo, provare per credere! Il banco delle spezie diventa una tavolozza sensoriale, che potenzia la consapevolezza di ciascuno dei sensi dalla vista all’odorato. Ma forse quello che ancora non vi è stato svelato è il loro benefico effetto sul benessere. Ecco i principali ingredienti più amati dai salutisti e buon gustai dell’intero globo : curcuma , zenzero e ghee..  Prendete nota se siete tra i pochi ancora non posseduti da questa estasiante mania  per la cucina orientale.

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BADDHA KONASANA: Il respiro delle onde per calmare l'oceano interiore PDF Stampa
Yoga - Asana
Venerdì 25 Giugno 2010 16:48



In sanscrito “baddha”significa preso, trattenuto e “kona”significa angolo. È necessario che il corpo sia immobile per entrare in uno stato di interiorizzazione, che prepara alla meditazione. Ecco che con questo asana  possiamo provare il mistero divino che ci fa essere allo stesso tempo l’onda che pazientemente ritorna sulla riva e il mare, in cui tutte le onde si fondono. È il moto dell’anima, che  sospinto dal quieto vento del respiro può contemplare il tramonto, la chiara luce che nasce dal Sé.. Concedetevi in questo incessante  palcoscenico di illusioni, un momento di verità, un contatto con la vostra interiorità, lasciando cadere sul mondo, uno scuro lenzuolo, come è solita fare la Notte, perché la stella polare, il vostro occhio spirituale possa spalancarsi e guidarvi fino al trono della Pace.
 Accendi il Lume del cuore, che ti fa essere desto e ti fa attraversare il cosmico mare fino alle sacre sfonde del Cielo!!
PRATICA
 Seduti a terra, massaggiamo gli arti inferiori e quelli superiori, successivamente  si portano i talloni vicino al perineo, lasciando scendere le ginocchia verso il pavimento.  Le mani sono sulle caviglie,(o sulle punte dei piedi, se pratichiamo con facilità)  aiutandoci con i gomiti,  divarichiamo le gambe fino a toccare a terra, secondo il modo di sedersi dei ciabattini indiani. Attraverso una lenta espirazione la colonna vertebrale si estende in avanti,(senza incurvare la schiena!) scendendo a terra, e con una lenta inspirazione si conduce il corpo nella posizione base.



                                        Fase 1                                              Fase 2


Questa apertura e chiusura corporea ricorda il movimento delle onde che toccano la superficie della spiaggia e poi si ritraggono in un flusso continuo e perenne come l’atto respiratorio. Il movimento si compie con gli occhi chiusi, facilitando la concentrazione sul mondo interno. Il respiro è sonoro, una rievocazione del mormorio marino. Mediante questa forma di respirazione, coordinata con la dinamica del corpo, la mente si calma, ritrovando nel proprio personale ritmo respiratorio, l’equilibrio e l’armonia primaria. Simbolicamente è come tornare nell’utero della madre cosmica, nelle placide acque della placenta, alla vita prenatale alla non gravità, per rinascere nella Consapevolezza!

 BENEFICI
Migliora la circolazione sanguigna organi genitali e vescica
Rivitalizza zona addominale
Aiuta a regolare il periodo mestruale
La fase 1 può essere praticata anche in gravidanza
Rinforza i muscoli della schiena
Allevia la stanchezza

CONTROINDICAZIONI
Ernia  inguinale e testicolare
Varici
Difficoltà articolazione del linguine





“Ogni sforzo di meditare è la negazione stessa della meditazione.
La meditazione è la fine del pensiero. Solo allora si ha una dimensione
diversa al di là del tempo”
(J. Krishnamurti)

BARBARA AMELIO
 
Sathya Sai Baba : il trapasso di un guru. PDF Stampa
Yoga - Live
Domenica 01 Maggio 2011 10:46

C'è una sola religione: la religione dell'Amore. C'è un solo linguaggio: il linguaggio del cuore. C'è un solo Dio: Egli è onnipresente.

Sathya Sai Baba è forse il volto della spiritualità Indù più noto al mondo. Avvolto nella sua lunga kurta color zafferano , con il suo sorridente volto incorniciato dai tanti ricci scuri, il Baba  rimarrà per sempre un icona d’amore per tantissimi devoti sparsi non solo in India, ma ovunque sulla terra, grazie anche ai numerosi centri istituiti in molti paesi. Il leader spirituale più conosciuto e anche il più discusso ha lasciato il suo corpo fisico domenica 24 aprile, mentre tutta l’India per due giorni  si è fermata davanti al feretro di vetro e alla sua gigantografia infiorata. Sono immagini poco comuni per gli occhi degli occidentali,  trasmesse in molte televisioni, fiumi di fedeli, oltre 200mila , scorrevano per assistere all’estremo darshan. Anche il Primo ministro indiano Manmohan Sing e Sonia Gandhi, presidente del partito del Congresso al potere, sono andati a Puttaparthi per rendere un ultimo omaggio a Sai Baba.

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