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Sabato 01 Ottobre 2011 09:45 |
 Hai sempre pensato che lo yoga sia una cosa da adulti stressati, da nostalgici hippy o da abili contorsionisti circensi? Allora questa millenaria scienza interiore ti stupirà ancora una volta….Spesso molte fantasie che sostengono l’immaginario dello yoga sono i nostri limiti, proiezioni fallaci della mente, che nascondono le nostre paure più profonde e coprono i nostri infiniti orizzonti. E se questi ostacoli e illusioni della mente ci allontanassero dalla libertà e soprattutto dalla felicità?
Gli yogi ci dicono che oltre al corpo fisico materiale siamo costituiti da corpi più sottili, in cui la concentrazione energetica si fa sempre meno grossolana. Il nostro ultimo involucro è il corpo fatto di felicità( Ananda Maya Kosha). Dunque siamo fatti di felicità….lo sapevi? E allora perché aspettare? Perché non imparare ad essere “ interiormente”felici già da bambini?
La natura ha predisposto che l’infanzia umana sia molto più lunga che nelle altre specie, proprio per la complessità dei compiti evolutivi, che il bambino deve affrontare per crescere. La psicologia afferma che le esperienze infantili sono fattori di importanza cruciale nel determinare la personalità . Il poeta inglese William Wordsworth ha sintetizzato in poche parole questo concetto :“ il bambino è padre dell’adulto”.
Proprio per la potenzialità di questa età, la pratica dello yoga risulta molto indicata.
Il bambino fino alla fase della pubertà è molto intuitivo, percepisce la realtà prima sul piano vibrazionale e come dire che un bambino prima “sente” e poi guarda( aspetto molto noto per chi ama i bambini o lavora con loro). Spesso proprio per tale intuitività, si dice che i bambini siano dei maestri per natura.. La loro curiosità e il loro entusiasmo li rendono perfetti allievi dello yoga.
Ma a quanti anni si può iniziare la pratica ? A partire dai 3-4 anni , quando i bambini imparano un controllo motorio. Ormai anche la scuola ( protocolli del 1997 tra Ministero della Pubblica Istruzione e la Confederazione Italiana Yoga) ha riconosciuto la validità dello yoga e lo ha introdotto tra i banchi, grazie a insegnanti qualificati. Ci sono poi in molte città alcune scuole di yoga che offrono corsi pensati per i più piccoli, esistono in libreria manuali divertenti, con cui i genitori possono provare questa esperienza unica con i propri figli(“Yoga libera tutti”, “Giochiamo con lo Yoga” con dvd , “Yogando a scuola” ecc). L’approccio allo yoga è a misura di bambino, si usa una didattica molto differente dagli adulti.
Lo yoga, dice Elisabetta Furlan,( l’ ideatrice originale di una metodologia semplice ed efficace per l’insegnamento dello yoga ai bambini) è esperienza , che permette di trovare un equilibrio concreto non astratto a partire dal fisico . I bambini attraverso lo yoga possono interrogarsi sul corpo: perché abbiamo 2 occhi, 2 narici, 5 dita, perché siamo “ doppi” e uniti allo stesso tempo?
Nel relazionarsi con i piccoli yogi viene adottato uno stile ludico, divertente, dinamico. Si segue il naturale bisogno dei bambini di muoversi e di esplorare lo spazio, prendendo così consapevolezza dei propri movimenti.
Si pratica in gruppo o a coppia, senza competizione, si imparano respirazioni, esercizi, piccoli rilassamenti. Con gradualità si apprendono le asana o posizioni, che rappresentano animali o elementi della natura. In questo modo è possibile entrare in contatto con quelle energie e sviluppare particolari qualità. La posizione del leone per imparare il coraggio, la rana per diventare agili, il cane per l’equilibrio, l’albero per apprendere la stabilità, etc. Questo approccio favorisce così un contatto più integrato con la Natura e si acquisiscono alcune conoscenze perdute: per esempio molti bambini oggi non conoscono più il “verso” degli animali.
I benefici dello yoga nell’età infantile sono molteplici: conoscenza del proprio corpo ( i bambini molto piccoli ignorano il nome di alcune parti del corpo e la loro funzione), rispetto di sé e degli altri bambini, corretta respirazione, lenta e con il naso. Lo yoga previene le malattie e rinforza la salute, calma, affina capacità percettive, inoltre favorisce la memoria e la riflessione. Anche la creatività viene potenziata, poiché sviluppa l’emisfero destro del cervello, attivando la fantasia e l’intuizione.
Lo yoga per i bambini non è un must dell’ultima moda( lo yoga ha 5000 anni!), ma serve a imparare il gioco più importante, quello della vita. È un’ occasione preziosa e irripetibile per apprendere delle abitudini speciali che nutrono la mente e fanno crescere l’ involucro più nascosto, che è il corpo di felicità. Ciò permette di costruire un mondo migliore, fondato sui valori umani universali: verità, pace, non violenza, amicizia, rispetto per l’ambiente, che lo Yoga diffonde da sempre.
BARBARA AMELIO |
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Venerdì 22 Maggio 2009 21:59 |
…Apri gli occhi della mente e fai risplendere i tuoi colori...
Lo Yoga è una scienza che dona equilibrio e consapevolezza. Il contatto “sottile” con l’universo ha condotto lo yogi verso una percezione profonda del colore. Chi si avvicina per la prima volta al mondo dello yoga rimarrà sorpreso di come alti insegnamenti spirituali si integrano perfettamente con consigli molto pratici, che ci aiutano a stare bene e a dare inizio al cambiamento interiore. Ogni aspetto della vita: pulizia del corpo, alimentazione, sonno, abbigliamento viene curato e purificato da chi decide di dedicarsi a questa pratica millenaria. Aldilà di ogni facile stereotipo l’aspirante yogi pur guardando in alto, cammina lungo il sentiero evolutivo con i piedi ben piantati a terra, in un irresistibile magnetismo fra materia e spirito . Lo Yoga attiva il senso di appartenenza alla natura e stabilisce un legame molto speciale con l’elemento terra.. Si tratta del primo passo (primo chakra, centro energetico alla base della spina dorsale) per evolvere spiritualmente.
Per stare bene e coltivare pensieri positivi e armoniosi lo yoga ci invita a vestirci dei colori cosmici, a imparare dall’ Arcobaleno…
Il colore è energia, le differenti colorazioni sono dovute a differenti frequenze e lunghezze d’onda, esse influenzano il nostro stato mentale e la nostra salute.
Gli indiani conoscono molto bene il potere energetico del colore, la cucina indiana è illuminata da un mix armonioso di colori ( rosso di peperoncino e paprica, giallo del cumino e zafferano) che regalano vitalità alla tavola. Dalle spezie all’uso dei fiori e di speciali colori degli abiti, che segnalano il livello spirituale. Nel calendario indù esiste perfino un giorno( Holi) , in cui si celebra la fine dell’inverno attraverso la festa del colore, si dipingono i volti, le case, i villaggi. L’iconografia sacra è la manifestazione più significativa di come il colore sia una dimensione essenziale in questa cultura.
I sette colori dell’iride sono sette diverse frequenze o in termini yogici benefiche forme di energia vitale. Queste frequenze mediante il nervo ottico agiscono sul cervello, se sono assorbite in modo costruttivo favoriscono il benessere sul piano emotivo e mentale. Molti maestri consigliano di pensare e utilizzare il colore, come un potente mezzo di arricchimento energetico. Un prato verde, i petali di un fiore, il tramonto sono preziose occasioni per ricaricare la mente. Gli occhiali da sole anche quelli più glamour ostacolano questo processo per cui è meglio riservali per altri momenti.
L’ arte terapia interpreta il colore come emozioni, in base alla scelta dei colori e del loro accostamento viene data lettura del disegno( traccia espressiva ). Ma quali colori scegliere per sentirsi in armonia e per iniziare la giornata in modo positivo ? Lo Yoga in accordo con la psicologia ci viene in aiuto invitandoci a indossare i colori cosmici: del sole, della terra, dell’aria, dell’acqua.
Oro, giallo e arancio: sono i colori della realizzazione interiore. Il giallo stimola l’ottimismo e la gioia, mantiene desta l’attenzione, stimola l’appetito. L’arancio ha un effetto di integrazione e distribuzione dell’energia. Se dobbiamo affrontare uno stress di lunga durata vestiamoci di arancione, sentiremo meno la fatica
Bianco: è il colore della purificazione interiore, quando pratichiamo lo yoga e altre tecniche di ristrutturazione energetica possiamo indossare abiti chiari e in fibre naturali. Possiamo anche vestirci di bianco quando desideriamo essere leggeri e aperti.. Già le donne greche e romane usavano schiarirsi l’incarnato con polvere bianca, per apparire splendenti come le dee.
Rosso : stimolante, energetico infonde coraggio e sicurezza. Se abbiamo un colloquio di lavoro breve, dobbiamo sostenere un esame o una competizione sportiva proviamo a indossare abiti di questa tonalità, poiché stimolano la combattività su tutti i piani.
Verde : colore neutro e stabilizzatore, porta equilibrio al fisico e alla mente. Inoltre favorisce l’adattamento all’ambiente
Azzurro: migliora il controllo degli aspetti emotivi e dei sentimenti , possiamo utilizzarlo quando vogliamo trovare la serenità nel rapporto con gli altri
Blu : freddo e calmante, dirige l’interiorità e attiva l’introspezione. Ci aiuta a rilassarci ed è utile in caso di insonnia
Rosa : è il colore della pelle e della affettività. E’ associato alla dea Aurora, che appare all’orizzonte quando la notte scompare. È utile dopo un periodo negativo, per le sue qualità guaritrici, ma anche quando vogliamo sentirci più giovani
Marrone : è il colore della terra, come la madre terra protegge dalle aggressioni e offre contenimento. È il colore scelto da San Francesco per il suo saio, simbolo di umiltà e unione con il cosmo.
Nero : come tutti i colori scuri viene sconsigliato perché non permette l’apertura alle forze positive, se vogliamo apparire seducenti e misteriosi possiamo invece vestire di viola.
BARBARA AMELIO |
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Venerdì 17 Aprile 2009 18:19 |
Talk. Share. Cry. Stretch? Psychotherapy has historically been an exercise of the mind, but in the offices of more and more modern-day mental-health providers, emotional healing is taking place not just on the couch but on the yoga mat.
The burgeoning field is called yoga therapy, and its practitioners include psychiatrists, psychologists and social workers who incorporate yoga poses and meditative breathing into their sessions, as well as yoga teachers who want to learn how to address the emotions that bubble up in students during class or in private sessions. The idea, say yoga therapists, is to allow yoga to empower people while priming them to access their deepest emotions.
A typical yoga-therapy session with Dr. Elizabeth Visceglia, a psychiatrist and yoga therapist based in New York City, often starts with some kind of breath work — energizing breaths for people who are depressed, balancing breaths for those with anxiety. Then patients practice yoga poses geared to their specific needs. People with severe posttraumatic stress disorder, for example, are prone to losing their sense of being in the room when they experience a vivid reliving of their trauma. So Visceglia has them hold simple grounding positions, like the warrior or chair pose, before transitioning into talk therapy.
"Emotional memories are stored in your body," Visceglia says. "A group yoga class, is not structured to enable you to process that. Ideally one would want to work with someone who is paying attention to both the physical and emotional experiences."
That's the philosophy behind yoga therapy instruction at Phoenix Rising in West Stockbridge, Mass., where yoga therapists, who do not need to be mental-health practitioners, learn to address both the mind and body in one-on-one sessions and group classes. A Phoenix Rising yoga therapist puts clients in assisted yoga postures and does a kind of "verbal exploration" of the present moment. The yoga therapist acts as a witness to clients' exploration, with empathy and positive regard for their experience.
The concept of healing the mind via the body, and vice versa, has been around for decades. "Freud used to work with hysterical women with unconscious conflicts that they couldn't express through words," says Visceglia. "Only through looking at the symptoms of their body [like phantom pregnancies] could they even get to what was psychologically needed for healing."
Since the days of Freud, research into the mind-body relationship has come a long way. Studies show that not only are your mental health and mood dependent in large part on physical factors like exercise, but also unchecked stress, anxiety and depression can affect physical health, increasing blood pressure, heart disease and even risk of death. So it was perhaps inevitable that patients would start bringing their yoga mats into therapy.
The practice is quickly gaining popularity. There are now close to 50 schools of yoga offering yoga-therapy training in the U.S. And the International Association of Yoga Therapists has more than tripled its membership from 2003 to 2009, to about 2,500 members. "Now we have more licensed health-care providers, including psychologists, coming in who are interested in using yoga in their work," says Kelly McGonigal, the editor in chief of the International Journal of Yoga Therapy.
In fact, yoga therapy may even offer some aid to psychiatry's most intractable patients. Visceglia is in the process of analyzing data from a recent study she conducted at Bronx State Psychiatric Center on the effects of yoga therapy in people with chronic schizophrenia, some of whom have been hospitalized for 15 to 20 years. Her study suggests a decrease in negative symptoms and an increase in quality of life. The endocrine system and parasympathetic nervous system are out of whack in schizophrenia patients; yoga affects these systems, Visceglia says, leading to an increased overall feeling of calm.
That sense of peace is what Joan Stenzler, a licensed clinical social worker and a yoga teacher in Fresh Meadows, N.Y., tries to create in her sessions. In addition to using physical yoga poses, Stenzler teaches her clients about the five koshas, or layers of consciousness, in yoga: physical, energetic, mental-emotional, wisdom and bliss. "Each kosha represents one aspect of our existence or consciousness and can potentially be open and accessible to the individual, or blocked," says Stenzler, who helps patients identify and free themselves from their areas of blockage.
"When I first came [to therapy] I was having a lot of anxiety and physical symptoms that made me feel trapped," says Rachel W., a special-education teacher. "Through yoga, Joan helped me witness what I was experiencing and train myself to think past my body."
But some experts are cautious about the combo therapy. Their main concern is safety: Are psychotherapists really equipped to teach yoga? "Yes, but only with extensive yoga training," says Bo Forbes, a clinical psychologist, yoga teacher, and founder and director of the Center for Integrative Yoga Therapeutics in Boston. She believes that psychotherapists should have in-depth study of yoga and a strong background in anatomy and alignment to limit client injuries. Currently, there are no official licenses or standards of practice for yoga therapy.
Further, says Forbes, many mental-health experts who try yoga therapy may have a difficult time overcoming the mores of their profession. "As psychologists, we have been schooled against touch. For example, it can take work for the clinicians who go through our teacher-training programs to overcome that prohibition."
Already, however, many therapists are guiding downward-dog poses in the office. Stenzler says yoga and psychotherapy make a perfect union — which is what yoga actually translates to in Sanskrit. "The goal and intention in psychotherapy is to support a patient to be who they always were. And that's yoga! I've been doing it all along and didn't realize," Stenzler says.
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Venerdì 03 Aprile 2009 21:51 |
«…il tuo corpo non distingue tra una vera e una “falsa” risata, quindi mi venne in mente di considerare la risata come un esercizio, ma quando poi in un gruppo di 50 persone provavamo a ridere per finta, presto la risata divenne vera e contagiosa…»
«…lo Yoga della Risata è un’idea unica, ed è per tutti: chiunque può ridere, non c’è bisogno di un motivo per farlo, di barzellette, senso dello humor, comicità…»
«…è scientificamente provato che il motivo principale per cui ci si ammala è la mancanza di ossigeno nel corpo; questo accade perché non respiriamo correttamente e la risata unita alla respirazione yoga porta a un respiro più profondo, aiuta a usare il proprio diaframma e quindi rende più sani e pieni di energia.»
«Quando si ride, il corpo produce particolari neurotrasmettitori chimici chiamati endorfine; sono come ormoni che fanno stare bene, il corpo si rilassa, la pressione sanguigna scende, il respiro migliora e lo stressfisico, mentale ed emotivo se ne va via.»
«…la vita è una cosa seria, la morte è una cosa seria, c’è così tanta serietà in questo mondo… non ci sono così tanti motivi per ridere, ma proprio per questo è venuto il momento di prendere la risata sul serio!!!»
Dal WEB |
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Sabato 14 Marzo 2009 08:24 |
 Chi pratica lo yoga, intende per meditazione qualcosa che è ben diverso dal significato che in genere noi occidentali in modo del tutto sbagliato diamo a quella parola. In occidente infatti per “meditare”, si intende più specificatamente l’arte del “riflettere attentamente”, mentre coloro che praticano yoga intendono con quel termine solo il fissare la mente su un oggetto, sul respiro.
La meditazione non è una pratica, bensì è puramente uno stato. Non si può fare meditazione; si possono al massimo e con molto impegno, creare alcune condizioni favorevoli.
Attraverso la meditazione yoga, si può sviluppare consapevolezza e disciplina interiore, si può dare equilibrio o stabilità al corpo e alla mente.
Lo stato della nostra mente potrà essere compreso solo da noi stessi, osservandola, non tentando mai di controllarla, senza mettersi in una posizione di contrasto, o essere d’accordo senza mai giudicarla.
E la meditazione è una tecnica semplice, ma che la nostra mente rende molto complicata. L’osservazione è la chiave della meditazione. Bisognerebbe limitarsi a osservare qualsiasi cosa faccia la nostra mente. Non bisogna né disturbarla né reprimerla. Ci dobbiamo solo limitare ad essere dei semplici e attenti osservatori.
Allorché ci concentriamo esclusivamente ad osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ci addormenteremo, anzi al contrario diventeremo più svegli e soprattutto più consapevoli.
E’ con lo svuotarsi della mente che noi avremo la sensazione di sentirci più leggeri e più energici.
Come dicono i maestri di yoga :”Grazie all’osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E’ il momento più estatico, si ha quando ci troviamo pienamente all’erta, senza che esista in noi un singolo pensiero ….ma solo il cielo silente del nostro essere interiore”. “Questo è il momento in cui l’ energia si volge all’interno: questa inversione, è repentina !”
Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in sé una gioia immensa”.
E allora parola d’ordine per tutti e nessuno escluso : “MEDITIAMO”!!
ROBERTA PATI |
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